Il leader M5S: “Se non dovessi essere io il candidato premier della coalizione, voi troverete in me sempre un costruttore e mai un rottamatore”

(di Caterina Giusberti – repubblica.it) – Attacca Giorgia Meloni, chiude alla patrimoniale, promette di non volersi assicurare un posto da leader della coalizione di centrosinistra («sono un costruttore, non un rottamatore») ma difende le primarie. Anche se, chiarisce: «Non adesso». Il leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte, intervistato dal vicedirettore Stefano Cappellini assicura: «Il Movimento ha scelto di stare nel campo progressista: è una scelta irreversibile». La piazza si scalda sull’Ucraina, con qualche fischio dalla platea. E Conte ammette: «È l’unico vero punto che ci divide in politica estera».
Perché gli italiani dovrebbero mandare a casa Giorgia Meloni?
«Perché si è presentata dopo anni di opposizione, dimostrando una grande capacità comunicativa, idee apparentemente chiare e coerenza. Ma una volta a Palazzo Chigi ha accumulato tantissimi fallimenti. E così oggi ci troviamo con un debito più alto nonostante i 209 miliardi che abbiamo lasciato su un vassoio d’argento. Sulla spesa sanitaria mancano svariati miliardi. Siamo a 35 mesi di calo della produzione industriale e lei non parla del problema. Ci sono 6 milioni di cittadini in povertà. Per non parlare della politica estera: abbiamo contribuito a distruggere la legalità internazionale omaggiando Netanyahu. E siamo additati, insieme alla Mongolia, come Paesi canaglia per il caso Almastri».
Si aspetta che la destra arrivi a fine legislatura?
«Al referendum hanno preso una sonora batosta, ormai litigano platealmente. Hanno sistemato amici e conoscenti ma restano abbarbicati. Stanno cercando di arrivare in fondo, però c’è una variabile importante che è la legge elettorale. Hanno fatto un guazzabuglio, quel premio maggioritario grida vendetta anche sul piano costituzionale, con un listone da 105 candidati scelti dalle segreterie di partito. Faccio un appello, qui da Bologna: abbiate un po’ di dignità e permette di votare a tutti i fuorisede».
Quali sono i confini di questa coalizione?
«Innanzitutto non si va a votare domani e non partiamo da zero. Abbiamo già tanti punti condivisi a cominciare dalle politiche del lavoro. Io dico: completiamo questo percorso interno per ascoltare le priorità dei cittadini. Poi ci ritroviamo a settembre per condividerlo».
Conte, lei ha un problema con Renzi?
«Con Renzi penso che i problemi li abbiano avuti un po’ tutti, perché obiettivamente nel corso della sua storia è stato più volte rottamatore. Poi faccio politica e darò il mio contributo per un progetto solido, coerente, che deve non solo vincere ma durare cinque anni. Se c’è un problema di affidabilità andrà affrontato a tempo debito».
Primarie a tutti i costi?
«Adesso è tempo di condividere il programma. Le primarie sono sul tavolo ma se ne parlerà poi a tempo debito. Però voglio rassicurare tutti: se io non dovessi essere il premier di questa coalizione troverete in me sempre un costruttore e mai un rottamatore».
Lei si definì un populista gentile.
«Essere populisti è prendere 8 miliardi sui 1000 del bilancio dello Stato e anziché darli all’industria delle armi, alle aziende energetiche e alle banche a chi in questo momento sta morendo di fame? Questo non è populismo, é cercare di fare una politica progressista. Noi siamo popolari, vicini al popolo».
E la patrimoniale?
«A me sembra che il dibattito stia diventando molto ideologico. La Svezia e la Danimarca l’hanno abolita. Nel 2018 anche la Francia e così anche molti altri paesi. Quando ero al governo ho iniziato a studiarla poi l’ho buttata via perché era insostenibile, per farla devi quotare il patrimonio, ma come lo misuri? Quello che serve è una redistribuzione giusta. Meloni ha fatto un patto con i poteri forti, si è garantita i fondi di investimento internazionali, ha omaggiato l’industria delle armi, le banche, le aziende energetiche, ha indebolito il ceto medio. Bisogna rivedere la spesa militare, fare la difesa europea. È normale che noi abbiamo un paese che ha una crescita vicina allo zero e le banche accumulano utili?».
L’ultima domanda è sull’Ucraina.
«Mi sembra che stia arrivando una svolta negoziale, che è l’unica soluzione».
Tutti i giorni in Ucraina piovono missili, lei dove l’ha vista questa disponibilità di Putin?
«Io non sto dicendo di sottoscrivere condizioni favorevoli alla Russia. Ma o abbracciamo questa escalation senza fine o, come sempre nella storia, ci sarà un trattato di pace».
Prima “programma” e poi…poi…”primarie” ma aprile ’27 si avvicina a grandi passi….fate presto…!!!!!
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Cosa penso di quest’uomo?
È meraviglioso vederlo sul palco di repubblica con cappellini. Uno spettacolo.
E quel “Se c’è un problema di affidabilità andrà affrontato a tempo debito” riferito alle spiccate attitudini del rignanese, rese benevolmente incerte con un “Se”, mi confermano ciò che penso sul soggetto da quattro anni a questa parte
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Diciamo che lo slancio anti-sistema del Movimento 5 stelle è andato completamente perduto. Conte si compiace di essere su palchi istituzionali, come leader politico. Non ha nulla di rivoluzionario, ma molto di conservativo. Tanto è vero che piace ai più moderati e attempati. La cosa triste è che la forza ribelle del Movimento 5 stelle è stata abbattuta non da un nemico esterno (come hanno tentato di fare per anni) ma da una presenza interna. Un Di Maio più colto e democristiano che non vede l’ora di prendere il suo 9,5% e un possibile Ministero, spalleggiando il più grande partito di sistema (ossia il Pd) e persino Renzi. Il povero Casaleggio fortunatamente non vede la fine che ha fatto la sua creatura
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