Giggino ’o green

Con Di Maio, l’uomo delle proteine vegetali e la giovane promessa “in cerca di brand”. Nella sfida disperata per raggiungere il 3%, cifra minima per continuare a esistere in Parlamento, Luigi Di Maio si sta circondando di nuovi e illustri alleati dall’animo green. […]

(DI TOMMASO RODANO – Il Fatto Quotidiano) – Nella sfida disperata per raggiungere il 3%, cifra minima per continuare a esistere in Parlamento, Luigi Di Maio si sta circondando di nuovi e illustri alleati dall’animo green. Tra i candidati che spingeranno a mani nude la traversata di Impegno Civico nella perigliosa palude elettorale, ci sarà anche Cristiano Ceriello.

Lasciamo che si presenti con le sue parole: “Sono un avvocato campano di 44 anni che si occupa della difesa dei diritti dei consumatori e per passione sono tra i fondatori e portavoce del Partito Animalista Italiano”. Ceriello – dice – “lavora per l’innalzamento dello status giuridico degli animali”, lotta ovviamente contro gli allevamenti intensivi, ma anche “per la rivoluzione-evoluzione alimentare verso una società a proteine vegetali che, è impossibile negarlo, avverrà”. Nel suo programma spiccano anche “il divieto degli animali nei cerchi”, l’abolizione della caccia e degli zoo. Nell’eclettica biografia, oltre alla passione politica sbocciata in età giovanile, figura un documentario girato insieme a Red Ronnie, dal memorabile titolo Vegetarian Party. Già nel lontano 2009 era il portavoce del cartello elettorale Animalisti-Ambientalisti-EuroScettici per l’Europa. Un ossimoro meraviglioso, che potrebbe allertare la sensibilità di Di Maio sui valori atlantici ed europeisti, ma in fondo pure Luigi è stato euroscettico, e in tempi molto più recenti. D’altra parte, Ceriello e gli animalisti (la cui sede è a San Giuseppe Vesuviano, nello studio di Ceriello medesimo) alle ultime Europee hanno strappato un dignitoso 0,6%: potrebbero quasi trattare da pari a pari con Impegno civico.

L’altra figurina che Di Maio sta per calare come un asso, nella disperata rincorsa alla soglia di sbarramento, si chiama Federica Gasbarro. È meglio nota come la Greta Thunberg italiana, anche se rispetto all’originale ha un seguito decisamente più contenuto (su Instagram, dove ha lanciato la candidatura col ministro, la seguono in 25mila). La giovane ambientalista Gasbarro ha comunque buone credenziali e forse qualcuno abile a curare i suoi interessi: a 27 anni ha già alle spalle tre libri pubblicati dal gruppo Mondadori (il più famoso si intitola, con umiltà, Diario di una striker. Io e Greta per il clima dalle piazze all’ONU). Ha una rubrica su The Wom e un blog sull’Huffington Post. Ha incontrato il Papa ed è stata inserita tra i 100 giovani leader del futuro, nella classifica di Forbes Italia del 2021, come rivendica giustamente sul suo sito. Verrebbe da chiedersi cosa abbia da spartire con l’ape di Giggino e Tabacci, ma sfogliando la sua pagina si inizia a capire. C’è un incerto messaggio di autopromozione rivolto alle aziende: “OMAGGI: Sono sempre alla ricerca di nuovi brand e prodotti da scoprire che rispecchino il mio stile di vita. Se ti piacerebbe inviarmi qualcosa, puoi scrivermi una email”. La ragazza, “alla ricerca di brand”, condivide con Di Maio almeno qualche impaccio col congiuntivo.

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5 replies

  1. Il divieto degli animali nei cerchi.

    Ci sta bene. Secondo me, l’ha detto veramente così, non è un errore di trascrizione.
    Ed io sono vegetariana da un decennio e sono convinta che gli animali meritino più considerazione e rispetto di tantissimi individui, inclusi questi qui.

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