Non le basta vincere: Meloni vuole pure i pieni poteri per cambiare la Costituzione

(di Michele Ainis – tpi.it) – No, stavolta non è soltanto un’elezione. Non si tratta unicamente di votare per un nuovo Parlamento, che poi a sua volta voterà la fiducia a un nuovo esecutivo. Ora la posta in gioco è ben più alta, tocca il cuore stesso dello Stato. Presidenzialismo, ecco la parola. E dunque una Costituzione riscritta dalla testa ai piedi, come promette la destra guidata da Giorgia Meloni, vincitrice annunciata di questa tornata elettorale. Anzi un superpresidenzialismo, giacché nel 2019 Fratelli d’Italia ha raccolto firme nelle piazze attorno a una proposta estrema, secondo la quale il presidente della Repubblica presiede pure il Consiglio dei ministri.

Non che l’idea sia nuova di zecca. In Assemblea costituente ebbe in Piero Calamandrei il più illustre paladino, con lo sguardo puntato sull’America. Non se ne fece nulla, perché i suoi colleghi temevano piuttosto il Sudamerica, avendo fatto esperienza del fascismo. E infatti negli anni successivi i fascisti del Movimento Sociale s’impadronirono di quella bandiera, sulla scia del gollismo che nel frattempo celebrava i suoi trionfi in Francia. Anche se i primi a proporre l’elezione diretta del capo dello Stato non furono i fascisti, bensì i monarchici, nel 1957. Un ossimoro, dato che il re non viene eletto. Ma l’Italia è terra d’assurdi e paradossi: non a caso avevano simpatie monarchiche i nostri due primi presidenti della Repubblica, Enrico De Nicola e Luigi Einaudi.

Sarà per questo, sarà per una sfida al senso comune, che i campioni del presidenzialismo si rintracciano pure fra i partiti di sinistra. Due soli nomi: Bettino Craxi e Massimo D’Alema. Il primo sposò il modello presidenziale nel 1987, al congresso del Psi di Rimini, dopo averlo evocato già nel 1979, con la sua proposta di «Grande riforma». Il secondo presiedeva la Bicamerale che nel 1997 votò in favore d’un semipresidenzialismo alla francese, scartando il sistema parlamentare inglese del premierato, però subendo infine uno sgambetto all’italiana da parte di Silvio Berlusconi, che all’ultimo minuto ne affossò i lavori.

Insomma, una vecchia storia, sia pure costellata d’insuccessi. Sicché non meravigliamoci se il presidenzialismo stavolta avrà successo, sotto gli auspici della destra e magari con la benedizione della sinistra.

D’altronde noi italiani siamo presidenzialisti per vocazione, per aspirazione. Da una ricerca pubblicata dalla Nave di Teseo (Presidenti d’Italia) s’apprende che l’Amministrazione pubblica italiana ospita oltre 70mila presidenti, seduti sulle poltrone di tutti i nostri enti, portenti ed accidenti; tanto che per stipendiarli spendiamo 390 milioni di euro l’anno, cifra che supera il bilancio d’una grande città. E allora sarà forse questo l’argomento decisivo: con il presidenzialismo si risparmia. Ne paghi uno soltanto, gli dai tutti i poteri, sicché in ultimo dimagrisce anche lo Stato, oltre che la democrazia italiana.

19 replies

    • Questo blog prezzolato da don chisciotti senza calza maglia ne con il bacile da barbiere ma bensì con lo scolapaste! È un bel dilemma . Un architrave della panza o pancia, che reclama cibo!
      La Dulcinea del Toboso, festosa damigella quanto fantasma nelle menti di costoro.

      Ai draghi invasori del planetario si renderà Pan per focaccia o pizze per puzza e piazze di piazzamenti.

      Questi draghi ..

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      • Il pane durava 4/5 giorni e la focaccia ?

        Quesito numero due:

        Vado per vigne e vedo lo zampillo di una fonte con dietro un bosco, mi accingo a bere e la mia mente si ferma di pensare, non sono più carne né pensiero. A quel punto una sensazione da rumori lontani, e cerca di decifrarne la causa .
        La fonte del rumore insieme all’analisi dello stesso.
        E se fosse un cavallo umano ?! Tanto dichiaratamente popolare quanto contadino nei modi e nel fare?!

        Un bruscolo e un forasacco si attorcigliano alla chioma, sarò forse una lupa ? O una pecora?

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    • Secondo te e Ainis che non capisco se fosse ironico, anche in caso di Presidenzialismo, in un sol colpo tutti quegli enti sparirebbero o pure il SUperPresidente avrebbe una schiera di lacché da sistema alla presidenza di tutti quegli Enti?
      Le cose non cambierebbero se non in peggio, dto che rischieremmo un ritorno a tempi nefasti e cupi.
      Tutto nelle mani di un sol uomo/donna. Sai che bella democrazia!

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  1. Presidenzialismo verrà proposto come una decimazione dei ladri ( decimatio) uno su dieci, se nella PA ci sono 70.000 presidenti ne verranno “licenziati”, con buonuscita da capogiro, 7.000, pochi, rischio sud America.
    La Costituzione Della Repubblica Italiana non si tocca si applica.

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  2. Se non vogliamo che la Meloni vinca e si prenda la maggioranza del Parlamento bisogna recarsi alle urne, se non si vuole votare nè per il M5S nè per l’accozzaglia del campo largo, stretto o come cavolo si chiama, nè per altri che non siano Meloni, Salvini o Berlusconi, si vota scheda bianca in modo da abbassare la percentuale di votanti per il centro destra e non fargli avere il premio di maggiorsnza previsto dalla schifosa legge elettorale. Meditate gente, meditate prima di dire mi astengo e non vado a votare.

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  3. Siamo alle solite.
    Dare della fascista alla meloni è una vaccata che porta solo voti alla meloni.
    Quella donna è tutto fuorché stupida ( e lo ha dimostrato schifando draghi e il suo ridicolo governo) e l’ultima cosa che farà è chiedere pieni poteri.
    Sarebbe la sua morte politica.
    Tutti quelli che ci hanno provato ( il cazzaro verde e il coglionazzo della bce) si sono presi dei sonori schiaffoni in faccia.
    Se poi le accuse fake arrivano da letta o qualche altro fascio vero tipo i draghisti, praticamente potremmo saltare le elezioni e consegnare il paese direttamente alla meloni.
    Ma perchè nessuno parla mai di contenuti?
    Ormai delle ideologie non frega più una mazza a nessuno.

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      • No Anail…..non mi riferivo a te ne all’autore dell’articolo ( quasi tuo omonimo).
        Ho preso spunto dal titolo ma parlavo in generale.
        Se si attacca la meloni sui programmi allora ok. È doveroso e costruttivo.
        Ma se si parla di pagliacciate tipo meloni fascista o salvini pagato dai russi si perde automaticamente di credibilità, ottenendo l’esatto effetto opposto.

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      • Ma certo Silvio, non l’ho mai sospettato e ti dirò che condivido il tuo commento, anche se comunque, i pochi temi presentati e i toni della Meloni SONO “fascisti”, ai miei occhi.
        Mi riferivo solo a quella frase: “Nessuno mai…”

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  4. La sig.ra Meloni non farà mai il PdC
    – certa gente non ha dimenticato il prefetto Cesare Mori
    – certa gente non si fida delle donne

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  5. Credo che il pericolo della dx ,anche se fanno finta di litigare, sia proprio il presidenzialismo!
    Uno solo al comando con un parlamento “passacarte”… Repubblica presidenziale…vedi cosa succede nel mondo quando uno è al comando?
    Siamo sulla strada giusta? Eppure la storia insegna!
    Lo capiranno gli elettori?

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  6. Eccoli i fascisti del PD e compagnia cantante (LEU, comunisti vari rifondati e non e sardine di contorno) che paventano “il pericolo delle destre” perché non vogliono che il loro fascismo travestito da antifascismo sia spazzato via dalle stanze del potere e da tutta la stampa e informazione che hanno infiltrato e lottizzato.

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  7. Giorgina mi raccomando tante parate con gagliardetti e saluto romano a ricordo della piu grande cazzata del tuo idolo !

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