Il contagio della guerra

(Toni Capuozzo) – Ci siamo spenti. Per mesi, emotivamente toccati dalla guerra europea in Ucraina abbiamo temuto un conflitto più largo e con armi più temibili, abbiamo pronunciato, con cautela, le parole “guerra mondiale”. E adesso senza che ce ne accorgiamo, senza che ci emozioni la scintilla di un conflitto mondiale può brillare, e conta poco che sia molto lontano da qui.

Tutto è avvenuto – o meglio non è avvenuto o non è avvenuto ancora– attorno a Taiwan, l’isola con 23 milioni di abitanti che la Cina rivendica come parte irrinunciabile della propria sovranità sin dal 1949, anno della fondazione della repubblica popolare cinese, quando i comunisti di Mao Tse Tung sconfiggono, nella guerra civile, i nazionalisti di Chiang Kai Shek che si tengono , come ultima spiaggia, proprio Taiwan. E a Taiwan decide di andare Nancy Pelosi, speaker della Camera dei rappresentanti americana, tappa di un tour asiatico che include Singapore, in Corea del Sud e Giappone. La Cina che considera Taiwan un proprio territorio reagisce, e reagisce duro: i nostri caccia intercetteranno l’aereo della Pelosi e con le buone o con le cattive le impediranno di andare a Taiwan: è un atto ostile. L’Armata popolare cinese si mobilita. Ma Pelosi conferma, e raccoglie consensi anche tra i repubblicani: chi può impedire a un alto rappresentante degli Stati Uniti di visitare un paese amico ?

Migliaia di persone seguono il volo della Pelosi fino a che le app che lo consentono non fanno calare il buio sulla sua rotta. L’aereo di Nancy Pelosi si ferma alle Hawai per un rifornimento. Nella provincia di Fujan, le cui coste distano 120 km da Taiwan, vengono schierati missili antiaereo,. Taiwan lancia esercitazioni contro una invasione via mare, e i suoi caccia pattugliano il cielo. Nelle esercitazioni i colpi sono veri, non a salve. Negli Stati Uniti ci si rende conto che il rischio è di scatenare una guerra ma la Pelosi tiene duro, e riparte dopo una visita a Pearl Harbour, lì dove iniziò per l’America il secondo conflitto mondiale. E nella notte tra il 2 e il 3 agosto atterra, scortata da 8 caccia e 5 aerei cisterna che li riforniscono, all’aeroporto di Taiwan. Un grande spot elettorale per i democratici in vista delle elezioni di mid term, un indiscutibile successo personale della Pelosi, e uno sberleffo alle minacce cinesi: game vittorioso. I cinesi lanciano un missile balistico, e annunciano dal 4 al 7 agosto esercitazioni a sud, a nord, a ovest e a est di Taiwan. Un’operazione speciale stile Putin, in salsa cantonese, per arraffare l’isola che è uno scrigno di produzioni preziose e una spina militare nel fianco ? Vedremo se il viaggio della Pelosi sarà stato il colpo di pistola che serve da pretesto alla Cina a invadere l’isola, o uno sberleffo alle pretese di Pechino e un ridimensionamento della potenza emergente. Ridotta, tigre di carta, a lamentare l’ingerenza americana. La sovranità logora chi ce l’ha e non la esercita, a Taiwan come nel Donbass.

10 replies

  1. Non ho capito qual è la regola Nato.
    Difendere gli indipendentisti o i “Governi sovrani”?
    Ah, beh, dipende da chi sono i nemici.
    Sempre CONTRO Russia e Cina per la supremazia UNIVERSALE.

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  2. Assolutamente d’accordo sul rischio che la situazione a Taiwan possa degenerare in conflitto mondiale, ma cerchiamo di essere onesti.
    Un conto è un conflitto in cui siamo direttamente coinvolti come la guerra russo ucraina, dove se degenera i missili ( spero non nucleari) arrivano dritti dritti sul nostro Paese.
    Altro conto è un conflitto dall’altra parte del mondo in cui possiamo solo provare dolore per loro ma non rischiamo nulla ( sempre se non diventa nucleare).
    Certo che biden è davvero da internare.
    Hitler si è scavato la fossa definitivamente quando ha avuto la geniale idea di combattere contemporaneamente a oriente e occidente.
    Possibile che biden non abbia mai letto un libro di storia?
    Se serve a farlo ragionare magari potremmo prestargli Barbero per un paio di settimane.
    Chissà…….

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  3. Ma che successo ha avuto la Pelosi?

    Quale risultato aveva da cercare? Essere abbattuta in aria?

    Beh, i cinesi non sono stati così cinici come magari gli americani al posto loro.

    Ma si vendicheranno abbondantemente. Oh, se lo faranno.

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      • Per adesso hanno messo sotto embargo 180 aziende di Taiwan, che dovranno vendere il pesce alla casa Bianca d’ora in poi.

        Cmq peccato che non abbiano abbattuto quella str… della cozza pelosa.

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      • I taiwanesi hanno un arma formidabile nelle mani, e se decidono di non fornirli più ai cinesi altro che pesci, la Cina torna a coltivare riso.

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  4. A parte il fatto che la quasi totalità – direi la totalità, isolette e Vaticano esclusi – dei Paesi non riconosce Taiwan ( cosa “difendono” gli US: un Paese che neppure riconoscono come tale?) certamente faranno prima i Cinesi a produrre i famigerati microchip dai quali ora pare dipenda il destino del Paese ( potenza della propaganda…) di quanto farebbero gli US o qualsivoglia altro Paese Occidentale a produrli in casa propria ( i costi?) o altrove.
    Quella della Pelosi è soltanto l’ ennesima provocazione. Per fortuna i Cinesi ci vanno piano. E sanno aspettare. E gli US non hanno più tutto il coltello dalla parte del manico, anche se, come al solito, lavorano certamente e senza esclusione di mezzi di intelligence e di “infiltrazione” ( esattamente quello che millantano faccia Putin) nei confronti della popolazione cinese e taiwanese: presto ci saranno le elezioni per il terzo mandato di XI, che certamente ha nemici in casa.
    Primavera Cinese? Non è la prima volta che ci provano…

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