Avanti Savoia!

Sarà perché Tajani è monarchico, o perché vuole spiazzare Salvini e Meloni, fatto sta che Berlusconi sarebbe pensando a una candidatura regale. Puntando su Emanuele Filiberto

(Luca Di Carmine – tag43.it) – Sarà perché c’è Antonio Tajani, monarchico da sempre, nel cuore del Cavaliere. Sarà perché Forza Italia deve mettersi in competizione con la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Fatto sta che Silvio Berlusconi pensa a una candidatura “regale”, quella di Emanuele Filiberto. Sì, il Savoia.

Il ‘sovrano’ antisovranista, antisalviniano e antimeloniano

Chi legge con attenzione il Giornale berlusconiano ha gustato con attenzione le due pagine due che sono state dedicate all’erede savoiardo, una intervista nella quale si è parlato di tutto, a cominciare da Dio, patria e famiglia. Le dichiarazioni meritano un approfondimento: quando Emanuele Filiberto attacca i partiti populisti sembra un antisalviniano, ma anche un antimeloniano. Che poi un “sovrano” che fa l’antisovranista ha un bel coraggio. Comunque alcune frasi sono da incorniciare: «Credo sia fondamentale avere un dialogo profondo e vero con la persona con cui si sta. La fedeltà è qualcosa di molto importante, ma in un matrimonio, l’importante è comunicare. Le infedeltà fanno parte dei rapporti. L’importante è poterle superare e far sì che questo non distrugga 20 anni di matrimonio». E le figlie, che fanno? «Luisa ha 16 anni e studia in un collegio a Oxford; Vittoria, 18 anni, ha una sua visione del mondo molto interessante, studia a Londra scienze politiche ed è appena andata al confine con l’Ucraina insieme ai volontari dell’associazione ‘Odissea della pace’ per consegnare cibo, medicinali e giochi ai rifugiati». Ovviamente, un Savoia è contro Vladimir Putin, visto che si tratta sempre di un usurpatore del trono degli zar. “Re Silvio” intanto è pronto a candidare Emanuele Filiberto, che rimane un principe.

Elezioni, Berlusconi starebbe pensando di candidare Emanuele Filiberto
Emanuele Filiberto (da Instagram).

Le discese in campo (sfortunate) del principe

Non è la prima volta che Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria di Savoia, nato a Ginevra (Svizzera) il 22 giugno 1972, già testimonial, ristoratore, showman, cantante e opinionista tv, è tentato dall’avventura politica. Si parte dal lontano 2005 quando fondò il movimento d’opinione Valori e Futuro, associazione culturale che aveva come obiettivo la promozione dei valori di libertà e democrazia, legati all’identità e alla memoria storica. «Una associazione di persone libere. Persone unite da valori alti: vita, pace, famiglia, protezione dei più deboli», si leggeva nel sito. «Persone che credono nell’iniziativa individuale, nella concorrenza e nella funzione sociale dell’impresa. Persone che guardano all’Europa come opportunità e stimolo economico-culturale. Persone attive e dinamiche, che premiano le idee nuove e la voglia di fare». Tre anni dopo, alle Politiche del 2008, Valori e Futuro con Emanuele Filiberto divenne una lista. Il principe si presentò solo per la circoscrizione estera “Europa” ottenendo lo 0,4 per cento, il peggior risultato della circoscrizione. Una batosta che non scoraggiò il giovane Savoia visto che si candidò alle Europee del 2009 con l’Unione di Centro. Terzo in lista dietro Magdi Allam e Luca Volontè raccolse 22 mila preferenze senza però essere eletto. Finita? Nemmeno per sogno. Nel luglio 2020 ha fondato Realtà Italia, un think tank in cui aveva coinvolto anche il nipote del presidente francese François Mitterand, Frédéric, già ministro francese della Cultura dal 2009 al 2012. «Non è questo il tempo della polemica, semmai è il tempo dell’amore. Vedete, ho sempre amato il mio Paese, fin da piccolo, quando potevo solo guardarlo da lontano. E ancora di più lo amo oggi, un oggi che sembra però non aver domani. Mi son deciso a fare qualcosa di concreto per la nostra Italia», disse con trasporto Emanuele Filiberto annunciando l’ennesima discesa in campo. Al grido di «Basta con la politica dei selfie con la bandiera. Servono piani concreti per l’Italia che così, a ripartire non ce la fa». Avanti, dunque, Savoia.

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7 replies

  1. Ci mancava pure questa…Ora aspettiamo le dimissioni di papà Francesco (che diventerà il secondo papà emerito) e le abbiamo sentite tutte. abbiamo fatto en plein, Aahhhhhhhhh

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  2. Siamo al livello della insuperabile Cicciolina dei Radicali! Ma quella , per vergogna degli Italiani e delle istituzioni, ce la fece. Questo è peggio di una barzelletta che non fa ridere

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