Il ballo del mattone

(Pasquale Napolitano – il Giornale) – Secondo un recente studio dell’Osservatorio rischio imprese di Cerved saranno 99mila le aziende a rischio di default in Italia nei prossimi due anni. Una fotografia drammatica sul sistema produttivo italiano messo in ginocchio da pandemia e guerra. Eppure c’è un pezzo d’Italia che sembra non aver risentito dell’impatto devastante della crisi. E che anzi negli ultimi due ha addirittura aumentato il proprio patrimonio immobiliare, allargando gli orizzonti dei propri interessi in Europa e in località turistiche.

È il pezzo d’Italia che si trova al governo in quota Pd: i ministri dem, mentre il loro segretario invoca la patrimoniale, non sono stati sfiorati dalla crisi che morde migliaia di famiglie e imprese italiane. I patrimoni dei ministri Dario Franceschini e Andrea Orlando sorridono e crescono. Al netto di covid e guerra, i redditi dei due politici godono di ottima salute. Spulciando le dichiarazioni patrimoniali dei due ministri democratici spuntano alcuni investimenti immobiliari proprio in coincidenza degli anni della pandemia.

Mentre le imprese chiudono, i ministri del Pd fanno affari. Il titolare della Cultura Dario Franceschini, nel 2020 in piena emergenza sanitaria, si è regalato una casa in Sardegna: una casetta nel borgo di Maracalagonis, in provincia di Cagliari, a quattro passi dal mare, con 7 vani. Pare che la l’immobile sia oggetto ora di lavori di ristrutturazione (magari con il Superbonus che il governo Draghi vuole cancellare).

L’investimento immobiliare in Sardegna del ministro Pd è al 50%: l’altra metà della casa è stata acquistata dalla moglie Michela De Biase, consigliere regionale del Lazio. La casa di Maracalagonis dovrebbe diventare il buen retiro del ministro quando non farà più politica (quando?). Dove rilassarsi tra vini sardi e nuotate nelle cristalline acque color smeraldo della Sardegna.

Andrea Orlando, ministro del Lavoro, si scopre un avvertito investitore. Neppure al patrimonio di Orlando, il leader della corrente più a sinistra dei democratici e teorico del salario minimo, la crisi economica degli ultimi due anni sembra aver creato problemi. Anzi, sembra aver stimolato il gusto per gli affari del ministro. Il coraggioso Orlando si è lanciato in operazioni finanziarie oltre confine.

Dalla sua dichiarazione patrimoniale si scopre che ha rilevato il 74% delle quote della società Immobiliaria Lh Sa De Cp. Sorpresa. Non si hanno molte notizie sulla società di cui Orlando ha acquisto il controllo: si tratta di una società straniera che opererebbe nel settore alberghiero.

Un campo non completamente nuovo per il ministro Pd che già detiene quote di società che gestiscono fitta-camere in Liguria. Nell’anno nero del turismo, quando alberghi e strutture recettive andavano a picco, il ministro faceva incetta di quote societarie. Eccolo il pezzo d’Italia che resisteva alla recessione, aumentando il proprio patrimonio. Onore ai ministri Pd.

Quei ministri che hanno fatto affari d’oro nel periodo della crisi e che non saranno per nulla contenti dell’annuncio del proprio segretario Enrico Letta di voler, in caso di vittoria, introdurre una patrimoniale. Che fa il segretario? Colpisce i patrimoni (aumentati negli ultimi anni) dei propri ministri? Franceschini e Orlando plaudono all’annuncio. Ma in segreto tifano per il flop dell’iniziativa.

Letta ha lanciato la proposta di una tassa sui patrimoni per finanziare una dote per i giovani. Proposta che ha scatenato la reazione del centrodestra: «Non siamo come Letta che vuole la patrimoniale. La politica fiscale della sinistra è continuare il vecchio ritornello dell’aumento delle tasse. Su questo ci batteremo per evitare tasse su successione, patrimoniale, case» attacca Antonio Tajani. Parole che avranno fatto impazzire di gioia i ministri-investitori Orlando e Franceschini.