Un sogno in affitto, la dura vita dei vip costretti a scegliere una villa di lusso

Altro che crisi di governo: il problema di Francesco Facchinetti e degli altri protagonisti del programma di Sky Uno è quello di riuscire a orientarsi tra le piscine a forma di delfino. Insomma, quando non c’è il pane basta buttarsi sulle brioche

(Beatrice Dondi – espresso.repubblica.it) – Il bello della televisione dei nostri giorni è che in una sola messa in onda è in grado di spazzare via quei problemini ordinari da gente comune che attanagliano inutilmente le moltitudini. Cosette tipo governi che saltano, fondi di Pnrr buttati al vento, o ancor più semplicemente il caro ombrelloni, che obbliga quelle fortunate famiglie ancora in grado di fare un pieno di carburante a vezzi d’altri tempi come, per esempio, fare un bagno senza dover accendere un nuovo mutuo.

Invece basta guardare anche di sottecchi una puntata di “Un sogno in affitto” per rendersi conto che il pane e frittata da consumare con accompagno di granelli di sabbia sia ormai pratica desueta. In sintesi, il programma (la terza stagione su Sky Uno) condotto da Paola Marella, che si conferma come una delle donne più eleganti del globo, accompagna dei cosiddetti vip, di vario genere, a compiere una scelta che definire ardua è dire poco. Ovvero decidere quale sia la casa più adatta per trascorrere in pace qualche giorno di vacanza in compagnia di amici e parenti.

Ora. Al netto degli aggettivi utilizzati da Marella, che vanno da “chic” a “lussuoso”, passando per il mai troppo abusato “esclusivo”, la rosa delle magioni proposte ha mediamente una decina di stanze con relative sale da bagno, giardini pensili, piscine a forma di delfino, baldacchini nei boschi, lenzuola di broccato e cucine in grado di servire la platea di un concerto dei Måneskin. Il tutto costruito nel più entusiasmante stile dell’abuso edilizio libero e gratuito, che non sia mai che il malcapitato vip in questione debba avere la vista sull’alga compromessa da inutili quanto ingombranti faraglioni. Per dire.

La nota più sorprendente del tutto, che tenta di accendere una scintilla di solidarietà nello spettatore, è quel filo di tensione a cui viene sottoposto il personaggio al momento della scelta.

Perché non è facile, diciamocelo chiaro, per un Francesco Facchinetti qualsiasi decidere quale possa essere davvero la villa perfetta a porto Cervo dove portare consorte e amici per qualche giorno. Proprio lui, il figlio dei Pooh che tanto ha dato all’opinione pubblica e che in tempi recenti tuonava contro il lockdown, giudicandolo ben più dannoso del Covid, ora si trova costretto alla reclusione vacanziera e di certo non può permettersi errori di sorta. Questo il pubblico lo sa. Se poi, osservando con piacere le passeggiate tra le saune ottagonali a strapiombo sul mare tornano per puro caso alla mente suggestioni antiche sul pane e le brioche è un altro, marginale discorso.  

Categorie:Cronaca, Interno, Media

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11 replies

  1. Will Smith, quando guarda questa trasmissione, esclama:” Ma guarda che morti di fame!!” (coltissima cit.)

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  2. Perché parlare degli affittuari e non dei proprietari di tali fantasmagoriche “proprietà esclusive dal design ricercatissimo e con pezzi di arte di valore perché il proprietario è un collezionista che gira il mondo è raccoglie pezzi per arredare le sue case” (semi cit.). Orbene, chi possiede quelle case?

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  3. Il problema e’ la televisione. L’apparecchio e tutto quello che ci sta dietro, ovvero 99% di spazzatura annulla-cervelli..

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  4. C’è un altro programma del genere con una coppia che deve scegliere una seconda casa, allorché vengono separati dai conduttori e ognuno ne vede due a testa,poi si effettua la scelta.
    Il discorso è che sono case che almeno valgono dai 600000 euro in su e mi sono sempre fatto l’idea che i coniugi in questione non siano altri che attori e lo scopo della trasmissione sia far vedere queste case in posti molto carini .
    Metterci il VIP(oddio Dj Francesco) di turno,non fa altro che peggiorare il programma

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    • Gilles, quelle sono case in vendita tutto sommato “normali”, qui si parla di ville con dieci camere da letto, piscine, centri spa, tavoli per trenta persone, tipo centro conferenze, roba di cui non dicono neanche il prezzo, per DECENZA…e gli affittuari sono accuratamente scelti tra emeriti deficienti, senza merito alcuno per potersi permettere milionate di euro di affitto solo per una vacanza.
      Mentre le altre trasmissioni possono avere fini estetici, per chi apprezza l’architettura, o rappresentare sogni in qualche modo abbordabili per famiglie relativamente comuni che investono i loro risparmi, questi sono del tutti fuori portata, veri schiaffi alla povertà con protagonisti immeritevoli, specie in periodi come questo…
      Non parliamo della Marella, col suo linguaggio snob, che mi fa venire attacchi di comunismo acuto al solo sentirle ripetere “master bedroom”…

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      • Anail sono dalla tua,infatti il programma da me citato ,lo guardo a volte .perché ha a che fare con parte del mio lavoro,poi, case a parte, come ho detto è tutta finzione,invece dell’altro con la Marella ho scoperto l’esistenza su infosannio.
        Stendo un pietoso velo sul master bedroom😩

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      • Io infatti guardo volentieri le trasmissioni del primo genere, anche quelle dove di trattano ristrutturazioni (su Home&gardentv c’è un’ampia scelta), di quest’ultima, invece, ho visto solo la prima perché era ambientata in Sardegna (a Porto Cervo, che te lo dico a fa’), protagonista aspirante affittuario: Francesco Facchinetti.
        Dopodiché stop. Insopportabile.

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  5. Gentile@Carolina,sappiamo che è tutta finzione,ma a me piace ribadirlo sempre perché abbiamo la prova quotidiana che per molti altri invece è realtà e verità

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