Il “pizzino” del Fondo monetario all’Italia

FMI, INCERTEZZA POLITICA ITALIA, SPERIAMO RIFORME SIAMO FATTE

(ANSA) – “E’ aumentata l’incertezza politica in Italia: questo è un momento importante per il paese perché ci sono numerose riforme e programmi nell’ambito del piano europeo.

Ci auguriamo che le riforme siano fatte, sarebbero utili per l’Italia. Qualsiasi sarà il governo al potere ci auguriamo che le sostenga”. Lo afferma il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas. 

FMI, SIGNIFICATIVO RALLENTAMENTO ITALIA NEL 2023, PESA ENERGIA

(ANSA) – “Vediamo un significativo rallentamento della crescita in Italia nel 2023 a +0,7%, un punto percentuale in meno rispetto alle stime di aprile”. Lo afferma il capo economista del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, spiegando che la frenata è legata agli alti prezzi dell’energia, ma anche alla stretta delle condizioni finanziarie.

L’Italia è comunque sostenuta dal turismo e dai fondi europei, aggiunge Gourinach osservando come nello scenario di base per l’Italia, stilato prima degli ultimi sviluppi politici, le riforme sono incluse. 

FMI ALZA STIME PIL ITALIA 2022 A +3%, MA TAGLIA 2023 A +0,7%

(ANSA) – Il Fmi alza le stime per l’Italia nel 2022 ma taglia quelle per il 2023. Il pil è atteso crescere quest’anno del 3,0%, ovvero 0,7 punti percentuali in più rispetto al +2,3% previsto in aprile.

Nel 2023 la crescita è attesa rallentare al +0,7%, un punto percentuale in meno rispetto alle previsioni precedenti. L’accelerazione italiana nel 2022 è legata al miglioramento del turismo e dell’attività industriale. L’Italia è l’unico paese del G7 per il quale vengono riviste al rialzo le stime 2022, anno in cui è attesa crescere più di Germania e Francia.

FMI, INFLAZIONE È ALTA, COMBATTERLA SIA PRIORITÀ

(ANSA) – “Con l’aumento dei prezzi che si fa sentire sugli standard di vita, ridurre l’inflazione deve essere la priorità. Una stretta della politica monetaria avrà inevitabilmente costi economici reali ma ritardare” un’azione avrebbe come conseguenza solo quella di “esacerbarli”.

Lo afferma il Fmi, prevedendo un’inflazione al 6,6% quest’anno nelle economie avanzate e al 9,5% in quelle emergenti e in via di sviluppo. Le stime sui prezzi sono state riviste al rialzo – rispettivamente di 0,9 e 0,8 punti percentuali – e il Fondo prevede che i prezzi resteranno elevati più a lungo di quanto inizialmente previsto

FMI RIVEDE AL RIBASSO CRESCITA EUROLONDIA E USA

(ANSA) – Il Fmi rivede al ribasso le stime di crescita per Eurolandia e Stati Uniti. Il pil americano è atteso crescere quest’anno del 2,3%, ovvero 1,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile, per poi segnare nel 2023 un +1,0% (-1,3 punti percentuali).

Per l’area euro il Fondo prevede un +2,6% nel 2022 e un +1,2% nel 2023, rispettivamente -0,2 e -1,1 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. La crescita di Stati Uniti e Europa potrebbe scivolare vicino allo zero nel 2023 nel caso in cui i rischi legati allo stop del gas russo e alla volata dell’inflazione si materializzassero.

FMI TAGLIA STIME PIL MONDO, AUMENTATI RISCHI RECESSIONE

(ANSA) – Il Fmi taglia le stime di crescita mondiali. E avverte: i rischi sono al ribasso e le chance di recessione aumentate. Sono “quasi il 15%” per le economie del G7, ovvero “quattro volte il livello usuale”, e quasi “una su quattro per la Germania”.

Per gli Stati Uniti “una recessione tecnica potrebbe già essere iniziata”. Il pil mondiale è atteso crescere quest’anno del 3,2% e del 2,9% nel 2023 (-0,4 e -0,7 punti percentuali rispetto ad aprile). Se i rischi legati all’Ucraina, all’inflazione e al Covid si materializzassero il mondo potrebbe rallentare al +2,6% nel 2022 e al +2,0% nel 2023, un livello toccato solo cinque volte dal 1970.

FMI ABBASSA STIME PIL GERMANIA, FRANCIA E GRAN BRETAGNA

(ANSA) – Il Fmi taglia le stime di crescita di Germania, Francia e Gran Bretagna, e afferma che per Berlino c’è una chance su quattro di una recessione. La crescita tedesca è stata rivista all’1,2% nel 2022 e al +0,8% nel 2023 (rispettivamente -0,9 e -1,9 punti percentuali rispetto alle stime precedenti). Il pil francese è atteso crescere del 2,3% quest’anno e dell’1,0% il prossimo (-0,6 e -0,4 punti percentuali), mentre quello britannico del 3,2% nel 2022 e dello 0,5% nel 2023 (-0,5 e -0,7 punti percentuali). (ANSA).

Fmi: pil Cina frena con Covid, +3,3%in 2022 e +4,6% in 2023

(ANSA) – Frena la Cina con i lockdown per il Covid. Dopo il +8,1% del 2021, il pil cinese è atteso crescere del 3,3% nel 2022, ovvero 1,1 punti percentuali in meno rispetto alle stime precedenti, e del 4,6% nel 2023 (-0,5). L’economia russa si contrarrà invece meno del previsto quest’anno, con il pil che segnerà un -6%, ovvero ben 2,5 punti percentuali in più rispetto alle stime di aprile. Nel 2023 la Russia si contrarrà del 3,5%, ovvero 1,2 punti in più sulle previsioni precedenti.

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1 reply

  1. Le previsioni vengono fatte con modelli econometrici che non tengono conto di variabili impazzite come gli avvenimenti epocali di questo momento storico. Ecco perchè sembra che ognuno dice la sua. Però, un fatto è certo: il debito pubblico italiano è già oltre i livelli di pericolo-default e che riesce, per il momento, a tenersi in piedi anche grazie al fatto che gli strumenti finanziari della UE (a partire da quello monetario della BCE) sono utilizzati da tempo in maniera copiosa. Però, se i compitini di queste 2 istituzioni non si fanno per bene, poi arrivano i mercati finanziari e il problema diventa molto serio. Grecia insegna.

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