Elezioni 2022, Grillo chiude su 2 mandati anche con rotazione Ue o Regione

Era stato lo stesso garante a parlarne ma ora sarebbe per linea dura, ipotesi microderoga ancora in campo

(adnkronos.com) – Era stato lui stesso a parlarne in un vecchio post sul suo blog e a rilanciare con i parlamentari a lui più vicini: con due mandati in Parlamento stop alla vita tra Camera e Senato, ma via libera alle candidature per un seggio in Parlamento europeo o in Regione, “bèlin guadagnate anche di più..”, aveva ironizzato con più d’un deputato e qualche senatore. Ma ora Beppe Grillo, apprende l’Adnkronos da fonti vicine al fondatore del Movimento, sarebbe contrario anche a quello che viene definito ‘principio di rotazione’: “In realtà non è mai stato realmente convinto, e ora sulla regola dei due mandati è fermo, granitico. Grillo non vuole nessuna deroga, nella maniera più assoluta”, viene spiegato.

Dunque per chi è stato eletto due volte con la ‘maglia’ del M5S sarebbe gameover, la corsa si fermerebbe a prescindere. Niente ‘ripiego’ in Regione o Europarlamento e viceversa. Almeno per l’idea che ha attualmente in mente Grillo, alle prese con telefonate e riunioni via Zoom. Accarezzerebbe altri piani B il garante del Movimento. Come quello di un”infornata’ nella scuola di formazione del M5S, per condividere le esperienze maturate dai ‘veterani’ con due mandati alle spalle. Non solo deputati e senatori, ma anche consiglieri regionali ed europarlamentari. Perché anche per loro non ci sarebbero deroghe se venisse meno, come allo stato attuale pare volere il fondatore, il principio di rotazione.

Il nodo terzo mandato resta comunque sul tavolo e continua a tenere banco in casa 5 Stelle, dove in queste ore ci si interroga sulle prossime mosse di Giuseppe Conte, oggi sparito dai ‘radar’ anche dei fedelissimi e assente nel quartier generale di Campo Marzio. Benché il pessimismo prevalga nei big del Movimento alle prese con l’incognita ricandidatura, si fa spazio l’idea, anche tra gli uomini più vicini a Grillo (ma non nel garante per ora), che alla fine l’ex premier qualcosa spunterà e una ‘micro-deroga’ verrà concessa, ma sarebbe davvero minuscola, “nell’ordine di 4-5 persone al massimo”, stimano le stesse fonti.

Intanto nel Movimento continua a impazzare il totonomi sui volti ‘nuovi’ per la prossima tornata: anche oggi Rocco Casalino è tornato a smentire seccamente una possibile candidatura. Tra Camera e Senato un altro nome che rimbalza è quello di Nina Monti -per lei un ruolo chiave nella comunicazione di Grillo- ma persone vicine al garante smentiscono con nettezza: “Fake”.

Altra incognita è quello delle ‘parlamentarie’, ovvero la selezione dal basso che da sempre ha contraddistinto le candidature in casa M5S. I tempi stringono, viene fatto notare, “sarà dunque complicato metterle in piedi”, anche se da Statuto -articolo 7, lettera A- sono previste. Le regole grilline, però, prevedono che per prendere parte alle parlamentarie gli aspiranti deputati e senatori pentastellati presentino certificato penale, certificato dei carichi pendenti e il 335 c.p.p. ma solo se a conoscenza di indagini o procedimenti penali a carico.

“Documenti difficili da tirare fuori nel mese di agosto. Si potrebbe chiedere il voto della Rete sulle liste per fare in fretta e ovviare. Certo, un bel casino…”, osserva un big del Movimento all’Adnkronos. Anche su questo, però, la ‘palla’ è in mano a Conte, che dovrà decidere e farlo in fretta per evitare che venga meno un altro dogma in casa 5 Stelle.

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25 replies

  1. E un garante o è il dittatore dello stato libero di Bananas? Visto che si sciacqua la bocca con la democrazia dal basso magari sentire qualcun’altro?

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    • Scusa ma queste sono le regole identitarie del M5S, come la restituzione di parte dello stipenidio e servono per selezionare le persone in qualche modo e tenere alla larga arrivisti e solito marciume anche se l’animo umano è quello che è e ne abbimao avuto riprova.
      Chi ha aderito al M5S quelle regole le conosceva e le ha accettate.
      Se non ti sta bene la porta è sempre aperta.

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      • Si ma nella vita le cose cambiano. Non credo che tu 20 anni fa la pensassi come adesso. Il movimento di adesso non è più quello del vaffa day. Io non me ne intendo ma pare che l’intelligenza di una specie animale si misuri anche nella sua capacità di adattamento. Tu parli di regole identitaria. Giusto ma Grillo che si sente al telefono con Draghi bypassando il capo politico è una regola identitaria?

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      • Lasci perdere! Otterresti di più e faresti qualcosa di più costruttivo sbattendo la testa al muro piuttosto che perdere tempo a cercare di ragionare con costui e con quelli della sua tribù. Comunque io spero che facciano la deroga per Bonafede, Fico, Fraccaro, Taverna, Dadone e a tutti quelli che hanno svolto il doppio mandato con ‘disciplina e onore’ (cit. Travaglio)…così avremmo la certezza che non raggiungeranno la soglia di sbarramento e di levarceli finalmente dalle balle.

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      • Si è rifatto vivo Pier: ma tu chi sei Pierferdi casini Piersilvio B. o solo un Pier acottaro? Ti è rimasta sullo stomaco la muffa eh?

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      • Pier e se io ti proponessi Appendino Raggi e Patuanelli tu cosa dici? A proposito io sono uno di quegli imbecilli (Pier dixit) che il 25 settembre voterà per M5S ma mica per fare un dispetto a te ma per farlo ai vari Di Maio Renzi Letta Calenda e tutto il cocuzzaro.
        Ciao ciao

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      • Scusa Relic poi non ti disturbo più: ti sembra una regola identitaria che il garante per salvare il cxxo al figlio posti un video demente attaccando i magistrati come un Berlusconi qualsiasi?

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    • È il garante del rispetto delle regole. Comunque, quelli che sono al secondo mandato facciano una proposta rischiosa. si dica o disposti a candidarsi all’uninominale senza il paracadute del proporzionale

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  2. Io, invece, comincio a pensare FORTEMENTE che Grillo stia mettendo i bastoni tra le ruote a Conte, dopo aver FINTO di essere dalla sua parte…
    D’altronde, il “patto per Ciro”, col grillino Draghi, forse è ancora in piedi…

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    • Hai ragione Anail,è quello che penso anch’io da tempo. Grillo è stato il colpo di volano necessario per far partire un movimento che convogliava schifo e amarezze sulla condotta politica degli ultimi anni, ma ormai il nostro ex Vate è perso nel suo egocentrismo e i suoi guai famigliari, e in più è sempre stato geloso di un Conte che entrato di spighetto ha assunto un man mano ruolo sempre più importante anche per via del comportamento sincero e corretto assunto in merito alla pandemia e all’inaspettata successo sui fondi europei. Io penso che se forse Conte si fosse mosso per formare un suo movimento, non avrebbe fatto la fine di Monti, ma si sarebbe portato dietro buona parte degli elettori 5 Stelle, e per questo quel demonio del grillo non si esposto con il suo malanimo più di tanto, ma il pericolo è che dopo le elezioni, una volta riconquistato un po’ di elettorato farà di tutto per estrometterlo definitivamente e per Conte sarà troppo tardi, a meno che una mobilitazione di massa all’interno del movimento riesca e espellere (finalmente) il suo creatore.

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      • Io non ne ho il coraggio ma spero che qualcuno lo aspetti fuori di casa e gli randelli la schiena con una mazza da baseball.

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  3. Continuo a non capire questa estenuante discussione sui due mandati. La regola ha senso per contrastare la famigerata “politica come professione’, ok. Ma se un parlamentare o amministratore hanno fatto bene, senza commettere illeciti e mischiarsi alla vecchia casta, che problema c’e’? Si tratterebbe semplicemente di riconoscere e investire sul merito. Si tratterebbe di un buon esempio per le nuove leve. E parleremmo di quanti, 10-12 persone massimo per legislatura? Ovviamente tutto dovrebbe essere documentato e votato dagli iscritti per evitare che vengano premiati i fedeli al leader invece che i meritevoli.
    A me sembra una cosa di buon senso…

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  4. Beppe Grillo non garantisce più nulla, né garante né valore aggiunto. Purtroppo è così. Conte faccia le sue scelte dando spazio a chi è meritevole, doppio mandato o meno. Queste elezioni dovranno essere uno spartiacque. Si perderà molto consenso ma rimanendo distinto e distante dal PD si può evitare il tracollo. Governerà il centrodestra? Echissenefrega. Non sarà peggio di un Governo PD-Calenda-Renzi-Bonino-Di Maio e roba simile. E facendo una seria e propositiva opposizione si getteranno le basi per una rinascita. Tanto il centrodestra fallirà perché le problematiche sono troppe e le loro ricette sono insufficienti, parziali e ingiuste. La rinascita avrà il nome di Di Battista. Aspetterò.

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  5. Dovrebbe valere innanzitutto per grillo. Zeppa infinita. Conte dovrebbe mandarlo a stendere e accettare i mugugni dei malpancisti, che tanto non lo voteranno comunque.
    Grillo è dibba vogliono lx disfatta elettorale dei 5s. Via conte, si prenderanno cocci e malpancisti. Uguali a di maio

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  6. A questo punto appare in tutta la sua evidenza che il problema non è la discussione sul doppio mandato. Il problema si chiama Grillo.
    Con tutto quello che ne consegue.
    Verrà il momento, forse non lontano, in cui o lo stesso Grillo o qualcun altro dovrà valutare senza condizionamenti la sua funzione, utilità o rovina nel M5S.

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