Asse Grillo-Conte per un Movimento antisistema

Dopo il silenzio delle ore immediatamente successive alla caduta del governo Draghi, le parole del fondatore nel video diffuso sabato mostrano unità d’intenti con quelle del presidente del Movimento, che nelle stesse ore si è rivolto a Enrico Letta ribadendo come punti imprescindibili quelli dell’agenda sociale, già proposti – senza risultati – nei 9 punti a Draghi

Il Pd e l’agenda Draghi, Salvini tra immigrazione e madonne, Berlusconi tra pensioni minime e nuovi alberi da piantare (con gaffe). E il Movimento 5 Stelle? Prova a tornare all’antico, allo spirito iniziale, all’era Grillo-Casaleggio. In una parola: a essere una forza antisistema. Dopo il silenzio delle ore immediatamente successive alla caduta del governo Draghi, le parole del fondatore nel video diffuso sabato sul blog hanno dato una chiara indicazione sul posizionamento del Movimento in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre. In sintonia con le ultime uscite pubbliche del presidente M5s Giuseppe Conte: si punta tutto sull’unicità del Movimento. Quindi nessuna deroga alla regola del doppio mandato, uno dei capisaldi della storia pentastellata, “una luce nelle tenebre” come lo ha definito Grillo nel suo videomessaggio. Ai più attenti, poi, non sarà sfuggito un altro passaggio nell’intervento del fondatore, quando ha parlato del Parlamento composto “da gente che è lì da 30 o 40 anni”, “con una visione vecchia”: “Cominciavamo ad essere dentro anche noi in quella visione, non ci distinguevi più dagli altri, pur essendo il gruppo più giovane”. Da qui la necessità di tornare all’antico, all’unicità degli inizi del Movimento, alla “politica come servizio civile”, motivo per cui – Grillo dixit – “sono tutti contro di noi, significa che abbiamo ragione”. Quindi organizzazione e temi cardine, per esigenze politiche e di consenso. Tradotto: le Cinque stelle.

In tal senso le parole di Grillo hanno dato un significato più chiaro anche a quelle di Giuseppe Conte, che nel replicare a Letta e al Pd che punta sull’agenda Draghi parlando di “Italia tradita”, ha sottolineato che il programma dell’ex presidente Bce “ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente”. Concetti che ritornano anche nell’individuazione dei responsabili della crisi. “È vero, Enrico – ha detto Conte riferendosi al segretario del Pd – L’Italia è stata tradita quando in Aula il Premier e il centrodestra, anziché cogliere l’occasione per approfondire l’agenda sociale presentata dal MoVimento 5 Stelle, l’hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte“. Quali? “Basta salari da fame e precarietà per i nostri giovani, buste paga più pesanti per i lavoratori, tutela delle 50mila piccole imprese dell’edilizia a rischio fallimento, lotta all’inquinamento vera e non trivelle e inceneritori”. Insomma, gli obiettivi storici del Movimento 5 stelle.

Che ritorneranno nella prossima campagna elettorale, quella in cui il Movimento 5 Stelle sarà attaccato da tutti, almeno a sentire Giuseppe Conte. Che però è ottimista: “Non voteranno solo i noti commentatori di giornali e talk show che ci attaccano e i protagonisti dei salotti finanziari che ci detestano – ha detto – Anche chi non conta e chi non ha voce potrà far pesare il proprio giudizio. Noi per loro ci saremo sempre”. Anche questo è un ritorno alle origini, all’idea di essere sempre una forza antisistema pur avendo governato per cinque anni, praticamente con tutti. Grillo, ad esempio, non ha nascosto che qualcosa non è andato come doveva andare: “L’Italia si merita tante cose e noi non siamo riusciti a farle, mi sento colpevole anche io” ha detto il fondatore, che però subito dopo ha sottolineato un altro aspetto. La diversità rispetto agli altri, ancora una volta: “Abbiamo fatto qualcosa di straordinario: sono tutti contro di noi. Siamo degli appestati – ha attaccato Grillo – E quando tutti, compresi i bulli della stampa, sono contro di noi significa una sola cosa: vuol dire che abbiamo ragione. Non fatevene un problema – ha concluso il fondatore – Noi siamo antibiotico e se perdiamo questo perdiamo il baricentro in cui collocarci“.

Quest’ultimo concetto ribadito da Grillo per molti ha rappresentato anche un invito indiretto ad Alessandro Di Battista, che del primo M5s rappresentava il vero spirito movimentista. Al netto delle sensazioni, la replica del diretto interessato non è una chiusura: “In tanti mi state scrivendo per dirmi che è il momento di buttarmi nella mischia… Io non sono disposto a tutto pur di ritornare in Parlamento“, ha detto l’ex deputato in un video condiviso sui social. Il “peccato originale” della politica “per me è la politica professionista – ha spiegato – ovvero l’idea che la politica sia una professione che bisogna portare avanti fino all’età della pensione o addirittura successivamente. Io a questa cosa non ci credo, non ci ho mai creduto. Nei prossimi giorni – ha concluso – finirò il mio lavoro, tornerò in Italia e vedrò che succede”.

Un ritorno all’antico, poi, metterebbe definitivamente la parola fine alla politica delle alleanze, almeno a quelle organiche. Il patto con il Pd, ad esempio, è sul punto di saltare una volta per tutte. Lo dice la logica, lo confermano le accuse incrociate di questi giorni, lo avvalora la lettura dei sondaggisti. Tutti, del resto, concordano sul fatto che l’unica speranza di riconquistare spazi e voti, tanto per il M5s che per il Partito democratico, è rappresentata dall’andare da soli alle elezioni. Una questione di identità. Che vale soprattutto per i temi, a partire, per esempio, dalle armi all’Ucraina. “Noi siamo una forza progressista” ha rimarcato Conte, ribadendo “giustizia socialetransizione ecologica e digitale” come punti cardine del loro programma. “Chi vuole lavorare su queste misure, può ritrovarsi a condividere con noi, o a confrontarsi con noi. Poi spetterà al Pd fare le sue scelte“. Un modo per dire che i Cinquestelle rimangono fedeli ai loro temi. Ritornando al passato, puntando sull’unicità inquinata da – ancora Grillo – “un Parlamento che non si merita nessuno, figuriamoci Draghi. Non se lo merita neanche l’ultimo degli italiani”.

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14 replies

  1. Ok……dopo aver letto tutto non ho ancora capito da che parte stia grillo.
    Domanda….
    Se sta con Dibba come mai lo dice solo adesso ?
    Secondo me grillo sta con suo figlio riguardo al processo e di tutto il resto ( 5s compresi) non gliene può fregar di meno.

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  2. Grillo sta con la ripartenza, con tutto ciò che serve per recuperare il salvabile, ha sbagliato lui e lo ha detto. Il problema è che la fiducia di milioni di elettori non la recuperi con un colpo di spugna, ormai è persa, ma di sicuro non sono morti

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  3. Una forza antisistema, 55 fiduce in bianco al governo draghi e se il drago non avesse preso a pesci in faccia mr.tentenna avrebbero votato ulteriormente la fiducia.

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    • E quello che penso anch’io. Se a Draghi non fosse scappata quella frase staremmo ancora a domandarci quando sarebbero usciti dal governo.

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  4. Io sogno Raggi e Appendino alla guida del “nuovo” 5stelle. Donne capaci e con la schiena dritta! Conte ha accettato un patto col diavolo e mi dispiace, può essere utile in background ma qui ci vuole gente che sappia dire no quando serve.

    Comunque, per la prima volta dopo 43 anni non so se andrò a votare. Un disastro

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    • PS Grillo fuori dai giochi fino a che il figlio non ha concluso l’iter. Non voglio il sospetto che ci sia qualche patto di non belligeranza. La moglie di Cesare deve essere sopra ogni sospetto. Buona serata a tutti

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    • DEVI andare a votare, magari quello che ti fa meno schifo, ma devi farlo: se hai il tempo e la fantasia di scrivere su un blog i tuoi turbamenti, ma che lasciano il tempo che trovano, fai l’unica cosa che ancora ci è concesso di fare. Loro, i bastardi, contano proprio sulla nostra inedia…

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  5. Grillo lo si deve ringraziare per aver fatto nascere il M5S ma è ora che si tolga dalle scatole, tutto ciò che è accaduto è stato per colpa sua, gli hanno chiesto di distruggere il Movimento? Per questo nel suo intervento cita “nessuna deroga alla regola del doppio mandato, uno dei capisaldi della storia pentastellata, “una luce nelle tenebre”, come mai non cita altre regole che poi sono state disattese?? Perchè non chiede agli iscritti se deve restare questa regola oppure perchè non si può chiedere se chi si è comportato come le idee del Movimento (come dice Travaglio e concordo) i migliori non possono avere una deroga del 2° mandato?? Forse perchè Grillo sà che portano voti non avendo loro chi sono i nomi che presenterà il Movimento…Tizio, Caio, Pinco, Pallino….sconosciuti. Ci credevo, sapevo che molti man mano avrebbero cambiato casacca, ma con il più grande mistificatore della storia si è raggiunto il fondo, Conte non basta, ci vuole il “migliore – Alessandro” senza di Lui e la vecchia guardia (anche se non interessa) il mio voto non l’avrete, finirete per prendere il 7/8 % ….ribadisco grazie Grillo ma fatti da parte oramai hai un conflitto d’interessi con lo Stato

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