Nato e Ucraina. Così l’“informazione” ha nascosto la verità sui loro rapporti

Ho sostenuto che non esiste differenza sostanziale tra l’informazione della Tass in Russia e quella dei principali quotidiani in Italia con riferimento alla guerra in Ucraina. Questa settimana voglio portare all’attenzione dei lettori tre informazioni fondamentali sulla guerra in Ucraina non diffuse […]

(di Alessandro Orsini – Il Fatto Quotidiano) – Ho sostenuto che non esiste differenza sostanziale tra l’informazione della Tass in Russia e quella dei principali quotidiani in Italia con riferimento alla guerra in Ucraina. Questa settimana voglio portare all’attenzione dei lettori tre informazioni fondamentali sulla guerra in Ucraina non diffuse in Italia nonostante si tratti di documenti pubblicati sul sito della Casa Bianca e della Nato. Il primo documento, il più importante di tutti, è il comunicato finale del meeting della Nato che si è svolto a Bruxelles, il 14 giugno 2021. La Nato ha dato un contributo decisivo all’esplosione della crisi in Ucraina ribadendo per iscritto la sua determinazione a favorire l’ingresso dell’Ucraina nel suo seno. Il lungo comunicato si compone di 79 paragrafi. Il paragrafo 69 recita come segue: “Noi ribadiamo la decisione presa al summit di Bucarest del 2008 secondo cui l’Ucraina diventerà membro dell’Alleanza (…). Noi ribadiamo tutti gli elementi di quella decisione, con tutte le decisioni conseguenti”. Il documento prosegue rendendo sempre più esplicita la determinazione della Nato ad assorbire l’Ucraina.

Il secondo documento, che i principali quotidiani italiani hanno taciuto, è “Us-Ukraine Charter On Strategic Partnership”, pubblicato sul sito del Dipartimento di Stato americano, il 10 novembre 2021, con la firma di Antony Blinken e di Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino in visita a Washington. Il documento in oggetto rende pubblica la strategia di penetrazione militare degli Stati Uniti in Ucraina.

Il terzo documento ha a che vedere con le esercitazioni militari che la Nato ha condotto in Ucraina nel 2021 dichiaratamente rivolte contro la Russia per chiarire a Putin che la politica della Nato verso la Russia è una politica intransigente senza possibilità di mediazioni. Di questi e altri documenti ho dato conto nel primo capitolo del mio libro: Ucraina. Critica della politica internazionale (Paper First, 2022) in cui ho ricostruito le relazioni conflittuali tra la Nato e la Russia dal 1999 al 2022.

Domandiamoci adesso perché i principali quotidiani italiani non abbiano dato risalto a queste informazioni. La risposta è semplice: perché operano come la Tass. Il fine è quello di nascondere tre fatti decisivi per favorire la propaganda del governo Draghi proprio come la Tass favorisce la propaganda di Putin. Il primo fatto da nascondere è che Biden è un super-falco. Sempre nel mio libro, fornisco la documentazione storica per mostrare che l’atteggiamento di Biden verso Putin è sempre stato iper-aggressivo, cosa di cui Biden si fregia anche nel suo libro autobiografico in cui racconta i suoi “faccia a faccia” con Putin sotto Obama, di cui era vicepresidente. Il secondo fatto da nascondere è che il governo Draghi non ha fatto niente per impedire che la Nato approvasse il documento del 14 giugno 2021, che ha fatto precipitare la crisi in Ucraina spaventosamente. Il terzo fatto da nascondere è che la Nato non ha mai promosso politiche di pace in Ucraina, ma sempre e soltanto politiche di guerra. Alla logica dei principali quotidiani italiani si contrappone la logica degli studiosi che difendono la società libera. Questi quotidiani si richiamano spesso al magistero di Karl Popper. Ma chiunque abbia studiato Popper direttamente, o per il tramite di Dario Antiseri o di quel grande studioso che è stato Luciano Pellicani (1939-2020), sa bene che la propaganda e la manipolazione dell’informazione non sono compatibili con i principi a fondamento della società teorizzata da Popper.

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44 replies

  1. Ma benedetto Orsini, la differenza sta tutta nel monopolio: mentre un cittadino italiano (o europeo, o comunque occidentale) ha ugualmente modo di accedere a queste informazioni, anche quando (come in questo caso) vengono omesse o sottaciute dai principali quotidiani (e questo stesso articolo ne è la prova, dato che il Fatto Quotidiano non è certo una pubblicazione clandestina, ma uno dei primi dieci quotidiani italiani), lo stesso non si può dire nei riguardi di un cittadino russo che, nei fatti, non gode della stessa possibilità (specialmente se, come nella stragrande maggioranza dei casi, non comprende nemmeno l’inglese), risultando così praticamente tagliato fuori da qualunque canale d’informazione che non faccia capo alla Tass.

    Non mi pare una differenza da poco, e questo al netto di alcune cosucce tipo leggi su quali espressioni è proibito utilizzare, e in generale dei reati d’opinione: una triste realtà in Russia, come nella maggior parte dei regimi illiberali.
    A giudicare da quanti fingono sempre di cascare dal pero, ogni volta che ricorre l’argomento, parrebbe quasi che in Italia la propaganda filogovernativa portata avanti dall’informazione mainstream esista da poco (mentre prima era il paradiso del pluralismo), ma si tratta di un fenomeno vecchio almeno quanto la carta stampata.

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    • Ci sono i traduttori automatici su internet e in Russia accedi a tutti o quasi media mondiali
      Le cavolate meglio evitarle

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      • Certo, come ci sono anche in Arabia Saudita e in Cina, ad esempio.
        Dev’essere per quello che nella classifica Rsf per la libertà di stampa stanno al 155° posto (su 180), anziché al millesimo: grazie ai traduttori automatici.
        Peccato per quella cosina dei reati d’opinione, che incidentalmente rende lo scrivere determinate cose anche un reato penale, ma chi vuoi che si scoraggi per un po’ di villeggiatura esentasse in Siberia?
        A me risulta anche che l’intera rete internet, oltreché sorvegliata, sia anche pesantemente censurata da quelle parti, e questo taglia fuori chi non è capace di smanettare con Vpn e Dns, ma probabilmente questo nel tuo discorso vale il “quasi”.

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      • Infatti è il governo russo che imprigiona giornalisti come ASSANGE e ha dei luoghi di villeggiatura come Abu ghraib e guantànamo,
        In Russia è esattamente come in Italia anzi, molto meglio per certa informazione, basta dare uno sguardo alla rassegna stampa itaggliana per capire come siamo messi e come dovremmo tacere e non emettere giudizi.

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      • Ora cosa c’entra Assange? Sarei proprio curioso di saperlo, pertanto abbi il coraggio di andare in fondo al tuo stesso ragionamento, sempre che la decenza te lo permetta: l’esistenza di una violazione della libertà negli Stati Uniti giustificherebbe in qualche modo che altrove casi come quello non siano solo delle rare eccezioni, ma la triste regola? A casa mia (non essendo io Homer Simpson), due ingiustizie non fanno giustizia, e la vicenda Assange (che, tra l’altro, non ha nulla a che fare con la libertà di espressione di un’idea: ritenta), pur essendo una marchio infamante non solo per gli Usa ma per l’intero occidente, nella sua tragedia da sola non può certo cancellare il divario che, fortunatamente, ancora separa il mondo libero dalle dittature.

        Se poi vuoi sostenere che la Russia sia più libera rispetto all’italia sei libero di farlo, ma non è con me che devi parlarne: rivolgiti direttamente a Reporters sans frontières, sono loro a sostenere che da quelle parti ci sia un regime, e pure bello merdoso.

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      • Penso che l’analfabetismo funzionale sia un fenomeno trasversale che, seppur non sempre in egual misura, non riguardi però solamente l’Italia, comunque accolgo l’obiezione e volentieri riformulo (anche se mi sembra che il senso del mio intervento non cambi di una virgola):
        […] mentre oltre i due terzi dei cittadini italiani (o europei, o comunque occidentali) che non sono analfabeti funzionali hanno ugualmente modo di accedere a queste informazioni […]

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  2. Ora Orsini carissimo, dovresti iniziare a riferirti ai responsabili diretti e smettere di identificarli nei fumosi acronimi o sigle di facciata. Benissimo riferirsi a Biden, il quale è deus ex machina, ma non proprio ex giacché è front man, governa le sorti del pianeta dal gennaio 2001 ricoprendo un ruolo cardine nella Commissione Esteri USA (ricordo di pochi mesi dopo l’attentato alle Torri Gemelle), ma è in politica dal 1973. Benissimo riferirsi a Draghi, anch’egli governa le sorti del pianeta da braccio armato dell’economia e della finanza, avendo ricoperto sia ruoli pubblici sia a tutela di fondi e banche privati dagli anni ‘90.
    Ora, ogni Agenzia a cui ti riferisci, Orsini, ha una catena di comando ben precisa che spesso si interseca nella leadership con altre agenzie e gangli di rilievo, e soprattutto favorisce o svantaggia settori economici ben precisi.

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  3. In poche parole la guerra l’ha perseguita se non dichiarata la Nato aspettando che fosse la Russia,costretta dagli eventi, a fare il primo passo .Orsini induce a questa conclusione senza dichiararlo apertamente. La mia domanda ad Orsini è la seguente :cosa poteva fare la Russia in alternativa all”operazione militare” davanti a tale determinazione della Nato ?

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    • Poteva applicare delle sanzioni, oppure continuare semplicemente a fregarsene (come ha fatto per gli otto anni precedenti).
      L’intervento militare non era certo indispensabile, dato che la sovranità nazionale non è mai stata seriamente minacciata. Di sicuro non è stata costretta da nessuno, tantomeno da fantomatici “eventi” (quali?).

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      • La Nato in Ucraina non ci andava a raccogliere le violette. La meta vera era la Russia e le sue risorse. Anche un ragazzo non sveglio lo capisce.

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      • Jonny Stracchino, ometti di dire che il popolo del Donbass è dal 2014 che viene trucidato del governo di Kie. Che gli americani sono i veri artefici del colpo di stato in Ucraina. Che gli yankee hanno fatto di tutto per sembrare la Russia per impadronirsi delle sue ricchezze. Basta informarsi bene sulla storia recente dalla caduta del muro e la dissoluzione della unione Sovietica

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      • @ Cesaregoffredogranese: è ormai da quasi vent’anni che la Nato è al confine russo, ma forse Estonia e Lettonia sono piene di violette (chiederò a qualcuno di più sveglio).

        @ Giulio: non ometto niente, solo non posso fare a meno di notare che tutte queste cose erano vere anche prima del febbraio di quest’anno, e non hanno mai rappresentato una minaccia diretta all’integrità del suolo russo.

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      • X J.Dio,

        ma allora sei DE COCCIO.

        Appena l’anno scorso gli USA hanno ribadito che l’Ucronazia sarebbe diventata parte della NATO.

        E appena quest’anno gli ucraini hanno respinto ben 2 piani di pace di Francia e Germania.

        Nel mentre aumentavano i bombardamenti sul Donbass e raggruppavano truppe verso Donbass e Crimea.

        Secondo i dementi come te, Putin doveva fare spallucce, quando ogni appello lanciato per scioigliere le tensioni è stato rigettato da Biden e Stoltemberg.

        Non puoi essere così iDIOta.

        Quindi sei peggio: un contaballe in malafede.

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      • @ Mentecatto: beh certo, qualora l’Ucraina fosse divenuta membro Nato l’invasione nazista della Russia sarebbe stata praticamente certa (dall’Estonia non ci passavano, è troppo piccola), Putin tremava alla sola idea.
        A proposito, non hai sentito che al telegiornale hanno detto di stare al fresco e bere molta acqua in questo periodo? Ah, ma quella è tutta propaganda, fai bene a non seguirla, a te non la si fa (e si vede pure).

        Non puoi sapere quanto invidio il tuo consulente d’investimenti.

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      • X J.Dio,

        ma perché devi dimostrare sempre di essere un iDIOta?

        Nemmeno la differenza strategica tra Estonia e Ucraina.

        Analfabeta morale oltre che funzionale.

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      • @ Mentecatto: se aspetto che me la spieghi tu, faccio prima ad andare a cercarmi il video con la filastrocca per disfunzionali da solo.
        A proposito di coincidenze: ho notato che sei comparso in questa discussione non appena il discorso è caduto sull’analfabetismo funzionale, ma non erano necessari ulteriori esempi.

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  4. Solo chi ha delle spesse fette di salame sugli occhi non èra e non è a conoscenza che l’ucraina è la foglia di fico e inutili idioti sacrificabili dietro cui si nasconde lo zio Sam e la nato

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  5. Il problema denunciato da Orsini, non riguarda la libertà di stampa o le limitazioni delle libertà personali, ma il dato di fatto che un cittadino comune, che viva sotto una dittatura, sa perfettamente che quanto dichiarato dagli organi di informazione è al 99% bieca propaganda e conosce pure perfettamente la propria condizione…..mentre il cittadino comune dei paesi democratici si fida dei propri organi di informazione, ritenendoli appunto democratici, cioè imparziali, obiettivi, corretti, indipendenti ed a servizio dei cittadini che deontologicamente dovrebbe informare senza usufruire della bieca propaganda al 99% , per favorire i propri gruppi editoriali a servizio di élite politiche, economiche e sociali. …..La reazione del comune cittadino sarà quella di subire l’ informazione nei paesi dittatoriali, ritagliandosi la libertà di non credere neppure ad una parola, mentre i cittadini comuni delle varie democrazie si divideranno in due categorie, quelli che credono agli organi di informazione, cioè alla bieca propaganda, e quelli costretti a ritagliarsi la libertà di informazione alternativa, fin che è concessa…..questo non toglie il presupposto, origine del problema, che i media democratici dovrebbero comportarsi professionalmente e deontologicamente come veramente democratici, cioè senza omissioni, parzialità, manipolazioni per ingannare una parte di cittadini. ….perché l’ ignoranza che si fida e crede, è una condizione peggiore rispetto a chi non si fida né crede. ….che è almeno consapevole …l’ ignoranza, nel senso della non conoscenza, e la non consapevolezza sono potenti strumenti di limitazione della libertà di scelta, senza utilizzare neppure mezzi coercitivi, una servitù spontanea. ….che non conosce ostacolo!

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    • Stai infilando in un unico calderone cose molto diverse: democrazia (una forma di governo), libertà di informazione e imparzialità, ma il fatto che possano apparire come simili e/o sovrapponibili (finora solo in un teorico mondo ideale, dato che in quello reale nessuna di queste cose è mai veramente esistita) non significa che lo siano per davvero.

      Fonti imparziali, corrette e super partes: un’idea molto romantica (quasi utopistica), ma non è così che funziona la libertà d’informazione. Nel mondo reale, il concetto di libertà di informazione si basa innanzitutto sul pluralismo, che a sua volta non ha nulla a che fare con l’imparzialità (e ancora meno con la democrazia), ma è la libertà di avere accesso a quante più fonti differenti sia possibile (ognuna delle quali, per forza di cose, con la sua visione che a volte può essere anche molto parziale, ma questo non è un problema: basta essere a conoscenza di quale sia la parte di riferimento), in modo da potersi così formare una propria opinione in autonomia, dopo aver ascoltato più campane differenti (ma consapevoli della parrocchia a cui appartiene ognuna di esse).

      Non avendo mai vissuto sotto dittatura, non saprei quanta consapevolezza possa esserci nella gente comune, e dato che in dittatura nessuno lo ammetterà mai per evitare conseguenze non so su cosa tu possa basare questo tuo giudizio, ma in base ai racconti di quando c’era LVI, mi permetto di dubitare fortemente del fatto che il 99% si rendesse conto che fosse tutta propaganda.
      Tenuto conto della constatazione che la prima cosa che non si può fare in dittatura è chiamarla così (vedasi la fantomatica “dittatura sanitaria”), ritengo molto più probabile il contrario, ovvero che chi vive immerso in una visione più ampia, mediamente finisca col ricavarne una maggior consapevolezza generale (anche perché è libero di confrontarsi col prossimo su questo tema).

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      • Jonny, non puoi confrontare la dittatura mussoliniana con quella putiniana. Sono altri tempi, certo allora non c’era internet.
        Avrai notato che in Russia conoscono per filo e per segno tutto ciò che diciamo e facciamo, quindi… ti pare che non siano informati?
        Secondo me si esagerano molto le loro condizioni di isolamento…sono perfettamente d’accordo con Alessandra sul fatto che qui siamo molto più fiduciosi sul fatto che i media ci dicano la verità. Non parlo per noi, ma per la maggior parte delle persone che non vanno a cercare altre notizie se non quelle fornite dal mainstream.
        E ultimamente ho notato un’evoluzione del grado di occultamento, totale e/o parziale delle notizie e, quindi, del livello di censura, sino ad arrivare ad un vero e proprio spaccio di menzogne.
        Quanto ci hanno raccontato, in questi anni, della guerra in Donbass?
        Quanto ci hanno detto delle innumerevoli volte in cui Putin ha “avvertito”? E di quante volte gli è stato risposto picche, sino ad arrivare a vere e proprie provocazioni?
        L’Ucraina, già teatro di un colpo di stato e di “infiltrazioni” nazisti appoggiate platealmente dagli USA, ha intensificato i bombardamenti proprio dopo l’offerta di accordo a Zelensky. Ci sono state esercitazioni Nato, rifornimento di armi dal 2015, preparazioni in vista di annunciata invasione della Crimea, che, ricordiamolo, non è stata conquistata da Putin, ma ha VOLONTARIAMENTE scelto “di approdare al molo storico della Russia” con un referendum dai risultati indiscutibili e festeggiamenti di folle oceaniche. E parliamo degli innumerevoli laboratori biochimici in cui è coinvolto il figlio di Biden, piazzati lungo il confine russo?
        Mai visti né sentiti, eh?
        Come puoi paragonare l’Ucraina con altri paesi entrati nella Nato, ma non così minacciosi?
        Tra l’altro sarebbe come dire:
        “Ti ho tagliato le braccia e le gambe e hai solo protestato, com’è che ora che voglio tagliarti LA TESTA, non stai buono e zitto?”.

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      • Mia dolce Anail (così evitiamo il “cara”), se non è corretto paragonare due dittature così diverse (ed effettivamente non lo è, a meno di non voler premettere qualche centinaio di distinguo), ancor meno lo è paragonare le limitazioni esistenti in un regime totalitario con quelle di una democrazia, seppur delle banane come la nostra, condendo il paragone con affermazioni del tutto arbitrarie, come quella che il 99% della popolazione russa sarebbe perfettamente consapevole della propria condizione di irregimentati ed esposti unicamente alla propaganda, come ha fatto Alessandra.
        Questa parte mi lascia molto perplesso, dato che di solito nei regimi non funziona affatto così, e quello putiniano non fa certo eccezione. Nei regimi determinate idee perlopiù non esistono perché sono (a ragione) ritenute pericolose dal sistema, che si dà oltremodo da fare per estirparle, altro che consapevolezza, e per chi se ne dimentica c’è sempre l’esempio fornito dalla brutta fine riservata agli oppositori (hai presente punirne uno per educarne cento? Funziona).

        Ma persone fiduciose de che? Io non conosco più nessuno che sia ancora disposto, come succedeva una volta, a credere a tutto quanto vede in tv o sui giornali, anzi, la maggior parte ormai è sospettosa perfino verso cose palesemente vere (è uno degli effetti collaterali del cosiddetto information disorder: prima si credeva a tutto, ora non si crede più a niente).

        Che da noi i media mainstream si comportino in maniera particolarmente gradita ai governi (tranne che ai due governi Conte, finora unica eccezione) è un’indecenza pluridecennale (non penso serva l’enciclopedico elenco di falsità, omissioni ed aggiustamenti a cui tutti abbiamo assistito nauseati), però quello che conta davvero è l’effettiva disponibilità o meno delle informazioni (e nei regimi la disponibilità di determinate informazioni alle masse è praticamente pari a zero, altro che “controinformazione” e internet freedom).
        Un conto è tenere certe cose ai margini, un altro è renderle illegali: c’è una bella differenza.
        Una situazione ben fotografata dalla classifica annuale di Reporters sans frontières, che nonostante il calo (ma mai quanto ai tempi di Berlusconi), ci vede ancora avanti di un bel centinaio di posizioni, rispetto alla Russia (e i motivi ci sono tutti, con buona pace di Orsini e della gentile Alessandra).
        Certo, le stesse informazioni potrebbero essere fruibili da un pubblico più vasto se gli si desse più visibilità, ma trovo aberrante l’idea di voler imporre la propria scaletta al Tg1, in nome della libertà.

        Orsini che paragona la situazione italiana alla Tass, e lo fa non da un foglio clandestino o da un blog offshore, ma dalle colonne di uno dei primi dieci quotidiani italiani, è un controsenso vivente: qualcuno lo avverta che, da qualche tempo, anche lui fa parte a pieno titolo di quella stessa “informazione” che sta accusando di non permettere ciò che lui invece si permette eccome, appena qualche riga più sotto.

        Riguardo alla Crimea, la sua decisione di passare sotto la Russia è stata volontaria e legittima tanto quanto quella del resto del Paese di aderire alla Nato, pertanto o sono rispettabili entrambe, o non lo è nessuna delle due: decidi tu.
        Minacciosa l’Ucraina? Per chi, per la Russia o per sé stessa? Per la prima non credo proprio che possa mai aver rappresentato una seria minaccia, visto e considerato che non lo è neppure ora, che si è fatta rimpinzare di armi (e di motivi per usarle).
        Queste puttanate del topolino che minaccia l’elefante, che non può far altro che intervenire per normalizzarlo con una formula a piacere, sarebbe molto meglio lasciarle ai soli americani e alle loro guerre preventive del cazzo, altrimenti si abbia il coraggio di chiamarle tutte col loro nome, che in italiano è porcherie.

        Sempre con stima.

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      • X J. Dio:

        ZZZzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

        Domattina spero di svegliarmi dopo ‘sto pippone fumaiolo. Sei meglio dell’Alcyon.

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      • @ Mentecatto: è perfettamente normale che un discorso da adulti metta sonnolenza ai bimbi, ora da bravo fai tanta nanna, così domani puoi tornare a guardare i cartoni animati.

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  6. Di fatto una democrazia che ha i media unificati (il FQ è l’eccezione che conferma la regola, ma sulla guerra è completamente dalla parte dell’Ucraina, almeno nella sua versione on line, e riporta le notizie che arrivano dalla propaganda ucraina come fosse verificata e beritiera, e sinceramente mi chiedo come mai. travaglio non frequenta il sito? Non si accorge?) a esaltare il governo non è una democrazia.

    In una democrazia deve esserci informazione libera: deve.
    Poi puoi avere anche la tv di berlusconi, quella della loggia e quella della mafia e quella di confindustria, della chiesa eccetera, ma deve esserci una maggioranza di fonti informative non inquinate.
    Sennò il cittadino male informato vota poi male e ricadiamo nella dittatura o nell’oligarchia.

    Allora vai a vivere in Russia!Cina eccetera….
    Supponendo che abbiano una censura peggiore della nostra (la Cina probabilmente ce l’ha, la Russia ce l’aveva, non so ora), la popolazione ha il vantaggio di saperlo per certo, e di potersi opporre almeno nelle idee. e può fare la tara a quello che legge e sente (i russi per esempio erano esperti nell’interpretare le notizie della Pravda), mentre in occidente una buona fetta di popolazione si beve tutto.

    Quindi dal punto di vista pratico fa più danni all’informazione un sistema a censura esplicita o un sistema a censura implicita?
    Secondo me fa più danno la censura nascosta, e per questo non abbiamo quella dichiarata e visibile a tutti.

    Poi ovviamente ci sono le diverse gradazioni di censura, e noi modestamente siamo messi parecchio male, ma tutto l’occidente soffre della stessa malattia.

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    • Fabrizio,

      anche io mi son spesso posto la tua domanda. La versione cartacea e quella online del FQ sono effettivamente diverse. Non a caso ci son due direttori differenti, Travaglio e Gomez. Travaglio ha, a mio parere, idee molto (ma molto) più precise su cosa gli piaccia (se posso dire così) e cosa no, a differenza di Gomez che, se posso permettermi, tende a svirgolare spesso, facendosi andare un po’ bene quasi tutto (e spesso mi son chiesto, nelle sue dirette su FB giornaliere, se non si diverta a tirar fuori sue congetture personali spacciandole per notizie. Ho sovente avuto questa impressione, ecco).
      Ma insomma, solo per far notare che tu stia dicendo il vero, ma tecnicamente, sono quasi (sottolineo QUASI) due linee editoriali diverse, pur essendo lo stesso quotidiano.
      Mia impressione comunque, magari ho detto ca§§ate immani…

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  7. @ Jonny Dio

    Ti invito a guardare la cosa da questa visuale, con domanda (retorica) finale:

    Un terzo dei cittadini italiani 16/65 soffre di questo deficit cognitivo, pur essendo scolarizzati (tralasciamo le cause che risiedono nella informazione generalista stessa dove prevalgono gli slogan, da 20/25 anni), e si tratta di persone che votano o voteranno a breve. E guarda bene che anche questo soggetti hanno libero accesso a giornali e TV, ma si tratta di soggetti estremamente fragili, con minori difese da schierare contro manipolazione e intimidazione mediatica.
    Ora, pensare che i vari sambuca, giannini, fontana, mentana ecc. siano all’oscuro di tale fenomeno, è quantomeno impensabile, è il loro step precedente alla firma di un editoriale o alla apparizione nello schermo.

    La compagnia di signori sopracitati, con il loro operato, agisce benevolmente o sfruttando questo dato di fatto presente in una fetta considerevole della popolazione italiana?

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    • J. iDIOta non è una persona in buona fede.

      E’ un truffatore semantico e fumistaoiolo.

      Quindi perché rivolgersi a lui come se fosse capace di interagire in buona coscienza con te?

      E’ come parlare seriamente ad uno che ti svaligia casa pensando di fargli comprendere il tuo punto di vista.

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      • @ Mentecatto: stai aspettando che ti facciano un bel videuccio con la canzoncina, così puoi postarlo almeno una decina di volte?
        Insultare è il tipico argomento di chi non ha argomenti, peccato che uno come te non sarebbe in grado di offendermi nemmeno se campasse cento vite.

        Vedo che il tuo disperato bisogno di attenzione continua a non conoscere sosta. Siccome susciti una gran pena, io cerco di fare quello che posso, ma non volermene: a darti troppa corda si rischia di passare financo per pedofili, dato l’evidente carattere prepuberale della maggior parte dei tuoi interventi.

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      • Che insulti d’Egitto, J.Dio.

        E’ la verità.

        Sei un propagandista e pure sfiatato. Sull’Ucraina non ne imbrocchi una, non capisci niente di geostrategia e tanto meno di politica estera, come un Gigino che non ce l’ha fatta.

        E poi proprio uno che ha postato 10 commenti (tra cui il 1o) su 31, che dice agli altri che hanno bisogno di continua attenzione.

        Sei ridicolo, e questo mi invoglia a considerarti.

        Ma solo per quello.

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      • Quando uno commenta per rispondere si chiama educazione, cercala sul dizionario.

        Ma davvero sai contare fino a dieci? Bravissimo. Ti voglio dare una dritta, ma non dire che sono stato io ad aiutarti: se usi anche le dita dei piedi, puoi arrivare fino a venti. Con le palle anche a ventidue, ma per quelle sto ancora aspettando le tue spiegazioni riguardo alle puttanate che sparavi su Attivissimo mesi fa, per cui per ora venti va benissimo.

        Certo che è davvero surreale una critica simile fatta da uno che è capace solo di postare canzoncine per bimbominkia, sempre le stesse per decine di volte. In psichiatria, un’altra cosa che non conosci ma di cui avresti un estremo bisogno, si chiama proiezione.

        Ciao geostratega, salutami il NWO.

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    • Mi sembrava di aver già chiarito che siamo perfettamente d’accordo su questo punto (e su questo blog non mancano dei fulgidi esempi). E’ la fetta di popolazione alla quale si è rivolto per dei decenni Berlusconi (tanto per fare un esempio anche di quelle che possono essere le conseguenze), ma cosa vuoi farci? Se conosci il modo per mettere un po’ di sale in zucca alla gente, mostrami la via e ti seguirò in capo al mondo.

      Solo da 20/25 anni? Io dico che è da ben più di un secolo che la giostra gira così, e personalmente mi stupisco di come si possa cadere tutte le volte dalle nuvole, nell’accorgersene.
      La compagnia sopracitata (alla quale puoi tranquillamente aggiungere Orsini, Travaglio e praticamente ogni altro giornalista) fa benissimo a comportarsi così, dato che di mestiere non fanno beneficenza ma vendono copie (la mia opinione su come funzioni la libertà di stampa la trovi qua sopra, nella risposta ad Alessandra).

      Perdonami, ma continuo a non capire cosa c’entri tutta questa storia dell’analfabetismo funzionale (che esiste dappertutto) col mio intervento.

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  8. @Jonny Dio

    ..mentre un cittadino italiano (o europeo, o comunque occidentale) ha ugualmente modo di accedere a queste informazioni..

    Sono parole tue. Eccepivo sul fatto che occidente=liberaldemocrazie=libera stampa e sulla qualità dei cervelli (nostrani) che usufruiscono di tali conquiste. Tutto qui.

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    • X Giansenio,

      pensa che mentre i TG unificati da noi hanno parlato della strage di Vinnitsya.

      Quello che i TG non hanno detto, e che J.iDiota non sa, è che l’attacco NON è stato terroristico, ma aveva come obiettivo una riunione di militari ad alto livello.

      Elenco parziale degli alti ufficiali confermati morti nell’attentato terroristico (secondo i media):

      Acting Chief of Armament of the Logistics Command of the Armed Forces of Ukraine, Colonel Dmitry Burdyko.
      The head of the Military-Scientific Department of the headquarters of the Ukrainian Air Force Command, Lieutenant Colonel Konstantin Puzyrenko.
      The head of the Armament and Logistics Service of the Ukrainian Air Force, Colonel Oleg Makarchuk.

      Ecco uno dei ‘bimbi ucraini’ morti a causa dei missili dei satanassi russi:

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  9. Sai cosa significa consenso informato? Paziente consapevole, per poter decidere e scegliere. …il consenso politico in Italia è informato? Se gli organi di informazione non svolgono la propria funzione, che non è riconducibile solo al pluralismo, qualità delle democrazie, quando esiste e non mi pare il caso dell’ Italia, ma ingannano attraverso una serie di meccanismi comunicativi ingannevoli ed omissivi, la libertà di scelta non esiste……perché un paziente deve avere il sacrosanto diritto di essere informato, senza limitarsi alla fiducia o fede, mentre per l’ informazione questo diritto è precluso? Il pluralismo non ha niente a che vedere con l’ etica/deontologia del giornalista che come il medico ha il DOVERE di informare, non di tacere, omettere o ingannare, perché non farlo pone l’ utente in una condizione di inferiorità e servilismo che è antitetica al significato di libertà, democrazia ed autodeterminazione! Nella dittatura questo ovviamente non esiste, ed ognuno di noi condanna ogni tipo di dittatura, compresa però quella che ti spaccia come libertà il suo surrogato: senza consapevolezza non esiste libertà di scelta. …il problema non è la libertà dei giornalisti, talmente liberi addirittura di mentire, ma della condizione dei cittadini, non liberi a loro insaputa! Tanto che neppure si ribellano o cercano emancipazione….

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    • Se però il paziente (elettore) non si vuole informare, non c’è consenso che tenga. Il punto è, qualora lo volesse, se disponga o meno degli strumenti per farlo, ed è proprio questa la differenza tra Tass e “informazione” sui quotidiani italiani che Orsini non ha saputo (o forse voluto) cogliere, con l’aggravante che da qualche tempo lui fa parte dei secondi, anche se sembra non essersene accorto.

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      • Infatti si vede come i TG ‘liberi’ ci informano delle ‘stragi russe’ almeno quanto ci parlano delle stragi ucraine contro i civili di Donetsk, alle volte addirittura dicendo ‘missili su Donetsk’ con la faccia di Putin che se la ride lì vicino, mentre sta mangiando un involtino primavera fatto con carne di bambino ucraino.

        A proposito, Snowden in Russia è libero.

        Assange da noi, è in attesa di 175 anni di galera.

        Spero sempre che tu vada volontario in Ucraina, magari è la volta buona che entri a far parte della Storia.

        X Alessandra: ti prego, qualche volta metti un pò di spazio in quei monoblocchi che scrivi. Aiuterebbe molto.

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