I “responsabili” di Di Maio profumano: mica come quelli di Conte

Partiti e media per la scissione. “Vogliamo dargli la fiducia, ma lui non la vuole”. Nella nebbia di questa crisi troppo speciale, con il Parlamento che rincorre da giorni Mario Draghi offrendogli il voto, un nuovo popolo di responsabili fa ingresso nella platea dei devoti[…]

(DI ANTONELLO CAPORALE – Il Fatto Quotidiano) – “Vogliamo dargli la fiducia, ma lui non la vuole”. Nella nebbia di questa crisi troppo speciale, con il Parlamento che rincorre da giorni Mario Draghi offrendogli il voto, un nuovo popolo di responsabili fa ingresso nella platea dei devoti. Venti, trenta, quaranta nuovissimi Ciampolillo stanno per puntare il cuore di Draghi col proposito di ricondurlo alla prova ultima del sentimento: resta con noi.

Il senatore Ciampolillo l’abbiamo conosciuto al tempo della crisi del governo Conte, col premier di ieri che tentò, fallendo però clamorosamente, la prova di forza dei numeri. L’ex pentastellato Ciampolillo, pugliese e vegano, fu il volto di quella squadra di reclute contiane, super eroi dei sogni altrui che al momento del lancio in orbita furono disintegrati da vasta contraerea.

Oggi è diverso e sempre dal serbatoio dei Cinquestelle, dotato di inesauribile carburante, stanno per essere immesse nella condotta draghiana ettolitri di rispettabilità e responsabilità. I pro Mario sono un numero che di ora in ora fa registrare consensi più larghi rendendo così il Movimento grillino in assoluto il più diviso e il più riunito. Voci di già convertiti o anche pentiti o solo narcisi o comunque stupiti da questo corri corri alle elezioni anticipate, il timore di finire un pochino prima ciò che è possibile far terminare un pochino dopo.

Cosicché l’ultimo Conte e il primo Draghi si incontrano fortuitamente sul terreno della forza gravitazionale essendo però il secondo fornito, qui è la rilevante novità, di enorme energia. Ai vecchi numeri di una maggioranza già solida si aggiungerebbero questi ultimissimi della scissione due, di una serie B della responsabilità istituzionale, di una devozione sincera e ulteriore stabilendo il primato di una super fiducia a prescindere. Ora non sappiamo se tutte queste novità rendano più cupo l’animo di Draghi, che è parso in certi momenti di non vedere l’ora di filarsela.

Lui aveva detto che mai avrebbe governato senza i Cinquestelle, pensando così di aver chiuso le porte a qualunque bis. Ma Luigi Di Maio gli ha assicurato che non esistono più i Cinquestelle. In campo è solo “il partito di Conte”. Essendo la realtà mutata, la questione dovrebbe – purtroppo per Draghi – essere definitivamente risolta a suo favore.

Attese nelle prossime ore manifestazioni “spontanee”. “Domani sono state organizzate alcune manifestazioni spontanee”, ha scritto infatti Carlo Calenda, giustamente illustrando il profilo dell’ossimoro. L’organizzazione dello spontaneismo rende ancora più spumeggiante questa colorata azione di incoraggiamento popolare nei confronti del premier, che ancora nicchierebbe. I sindaci in ordine sparso, e gli industriali, e persino i commercianti, gli intellettuali forse anche i camionisti e persino i giovani. Spontaneamente organizzandosi si ritroveranno oggi in diverse città italiane.

Già lo scrittore Antonio Scurati, in una sua recente supplica, gli ha chiesto di autoflagellarsi per il bene del Paese: “Le sto infatti scrivendo per chiederle di umiliarsi”.

La rinuncia all’amor proprio, alla reputazione di banchiere whatever it takes per governare ancora un po’ la disgraziata Italia.

Con una postilla, anzi un addendum di Calenda: “Ora va in Parlamento e spiega: o così o ciccia”.

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4 replies

  1. ”Un vile, un VILE AFFARISTA. Non si può nominare Presidente del consiglio dei ministri chi è stato socio della Goldam Sachs, grande banca d’affari americana, e male, molto male, feci ad appoggiare la candidatura a Silvio Berlusconi. E’ il liquidatore dopo la famosa crociera del Britannia, dell’industria pubblica italiana, quand’era direttore generale del tesoro, e immagina cosa farebbe da presidente del consiglio, svenderebbe quel che ne rimane Finmenccanica, ENEL, ENI ai suoi ex compagnucci della Goldman Sachs.”

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  2. Eh, ragazzi, quanto aveva ragione Rousseau ad avvertirci riguardo la democrazia rappresentativa: prima o poi i nostri , rappresentanti ” rompono il patto”.
    Mai cedere la sovranità…

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  3. Che senso ha aggiungere la precisazione: “vegano” accanto a pugliese? Perché non ci ha scritto anche se è etero o omosessuale? Quale informazione in più ha voluto darci Antonello Caporale?
    Mah, se questo è giornalismo…

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