La crisi virtuosa di Conte e quella scellerata di Renzi: un caso psichiatrico

(Roberta Labonia) – “Credo che quello che stia accadendo sia veramente molto serio e drammatico. Noi abbiamo una guerra, una pandemia che non finisce, un aumento dell’immigrazione, una crisi dei prodotti alimentari che porterà anche ad un aumento dell’immigrazione, abbiamo un Inverno che si preannuncia difficile sul fronte energetico. A fronte di tutto questo Giuseppe Conte è come quei clown che non fanno più ridere alla fine di una carriera. Nel senso che sta imponendo il suo narcisismo e la sua presenza in tutti i canali senza offrire una sola soluzione al Paese”.

Queste le parole di Matteo Renzi pronunciate durante un incontro a Milano ieri l’altro.

Il fenomeno emerso dalle parole di Renzi, di squisita natura psichiatrica, si chiama “proiezione”, un meccanismo di difesa arcaico attraverso il quale, recitano studi al proposito, chi ne è affetto “tende a trasferire quelle parti di se stesso che rifiuta o che non vuole riconoscere perché troppo difficili da accettare” su un altro soggetto.

Il “poro schifoso” Renzi, per dirla alla Scanzi, è un caso umano degno di studio. Egli sa, perché in un raro momento di lucidità lo ha dichiarato pubblicamente, di stare sui maroni a più dell’80% degli italiani, di essere l’uomo più detestato d ‘Italia e oggi, incapace di sostenere il peso delle sue colpe, le sta proiettando sul soggetto Conte, il suo nemico numero uno.

Ma haime’, Il velleitarismo, il moto di rivalsa, l’egocentrismo patologico, le coup de theatre con cui Renzi sacrifico’ la testa di Conte sull’altare delle elite tecnocratiche e del capitale (leggi Confindustria), propiziatrici della profonda crisi congiunturale che oggi stiamo attraversando, sono ben distanti dalle sacrosante motivazioni che stanno alla base di questa ormai aperta crisi di governo mossa da Giuseppe Conte a Mario Draghi con il non voto alla Camera del DL AIUTI del MoVimento 5 Stelle (e che non finiremo mai dall’applaudire).

Ancora una volta a muovere Conte, oggi come ieri, giunto alla prova dei fatti, sono stati la difesa e il rispetto dei diritti (calpestati), della collettività. Ieri, da premier, si professo’ “avvocato del popolo” mantenendo fede alle sue promesse e oggi, da leader di partito attento alle istanze della collettività, (anche a scapito dei suoi riscontri elettorali), continua ad esserlo. Raro esempio di coerenza politica in un parterre partitocentrico perlopiù popolato da prezzolati e voltagabbana.

Al crescere del draghismo autocratico che sta condizionando l’attuale Esecutivo e a cui la base grillina (me compresa), aveva affidato le sue speranze sulla scia di un abbaglio dell’appannato garante Grillo, Conte oggi sta opponendo la difesa del Reddito di Cittadinanza, il salario minimo, la reviviscenza del decreto dignità per combattere il precariato, lo scostamento di bilancio per contrastare le forti disuguaglianze sociali indotte dalla speculazione, il taglio del Cuneo fiscale, il sostegno ai lavoratori autonomi, i massicci investimenti in fonti rinnovabili, il rifinanziamento del Superbonus 110 %, il ripristino del cashback fiscale, la diluizione nel tempo dei debiti fiscali iscritti al ruolo, il rafforzamento delle prerogative parlamentari oggi mortificate dall’abuso delle decretazioni da parte del Governo. Tutte battaglie che vanno ad incidere la carne viva del Paese e che fanno di Conte un raro esempio di coerenza politica nell’attuale parterre parlamentare popolato da prezzolati e voltagabbana. Ben altra crisi la sua, che non stento a definire virtuosa, che quella innescata da Matteo Renzi che a gennaio 2021 fece cadere un governo perché lui e i suoi mandanti (cioè i già citati autocrati al soldo dei poteri finanziari e dei signori del capitale), non riuscivano a mettere le mani sui miliardi del Recovery Found che l’allora premier aveva blindati in una “cabina di regia” formata da tecnici e parti terze.

Fra il bomba Renzi e Giuseppe Conte ci sono distanze siderali, non solo sotto il profilo istituzionale ed etico, ma anche di percezione sociale e politica. L’operazione “transfert” che sta tentando il signor Matteo Renzi è fallita già sulla carta, solo lui non se ne è accorto: un chiaro caso psichiatrico.

23 replies

  1. Ahahahhaha non ci posso credere. È tipo da un annetto che anche io penso che Renzi sia affetto da meccanismi di proiezione. Una rondine non fa primavera ma siamo almeno in due a pensarla così…

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    • Ma lo state vedendo Gigggino a Rai 3-Filorosso?
      È DISGUSTOSOOOOOO.
      Giuda Iscariotaaa.
      Tenetemi, ché entro nel televisore e gli gonfio quella faccia di mer*aaaa!

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      • Carissima, no, non lo sto vedendo, me lo risparmio. Anche perché trasmissioni come quella che citi cercano ospiti disgustosi per aumentare ascolti e clamore intorno a se stesse

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      • Non mi sembra QUEL tipo di trasmissioni, anche se ormai si somigliano tutte…specie nella visione a senso unico della guerra. Pensa che hanno parlato di Kaliningrad, come se fosse la Russia colpevole di minacciare i paesi baltici tutti e non la Lituania, spalleggiata da Usa/Nato, a provocarla, impedendole il passaggio DOVUTO.

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      • Ciao Anail. La cosa ignobile della “trasformazione” dimaiana è tutta in un concetto, un appunto, che gli dovrebbe essere rivolto sotto forma di domanda. Banale, banale. Tu, grande stronzo, sei consapevole che la quasi totalità di chi ti ha votato, ed ha votato il Movimento che ti ha riportato in Parlamento, ti ha dato un mandato opposto a quello che tu ora rivendichi essere il tuo percorso? Ossia, lo sai che chi dovevi rappresentare non voleva l’appiattimento sugli USA ( per qualunque motivo), non voleva un Tecnocrate a guida del Paese, non voleva Forza Italia al Governo con te ( non voleva nessuno, ma col Caimano mai), non voleva che tu potessi dire che Renzi o Calenda erano rispettabili interlocutori? Lo sai che voleva che le leggi imbastite come da programma nel Conte I fossero considerate intoccabili ( pena l’uscita o non entrata in/da un Governo) e non opera di smantellamento del tuo nuovo idolo Mario Draghi? Hai capito di aver fatto errori in passato? Di aver sostenuto l’insostenibile? E la tua vera mission è quella di adesso? Bene. Dimettiti, perché chi ti ha votato non voleva questo Di Maio, e ripresentati in questa nuova veste. E vedremo che consenso raggiungerai. La verità è che sei un patetico buffone, arrivista e privo di scrupoli. La più grande delusione, più umana che politica.

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      • Al momento bisogna guardarlo e ascoltarlo “po ispantu” (per “stupore”)e per renderci conto del l’abisso di retorica, servilismo, slealtà e rancore che, dentro di lui, ha preso il posto di un 5s.
        A questo punto mi chiedo se lo sia mai stato.
        Mi pento e mi dolgo di averlo difeso: non era un ragazzo che imparava, ma un visitor che si sviluppava dentro un corpo umano.

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      • Ormai Giggino a’ poltrona non lo guardo più, appena lo vedo cambio subito canale, non vale un secondo del mio tempo.
        La cosa che non riesco proprio a capire è con che faccia una persona possa tradire, contraddire e mentire in modo
        cosi palese e spudorato. Non ho mai visto una cosa simile. Fossi un suo amico lo avrei già preso a calci nel c…, certe cose non si possono fare.

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      • Ti dirò: il giornalista, che non mi è tanto simpatico (lo stesso che conduceva “Rebus” con Augias, la domenica pomeriggio) gli ha posto domande belle pungenti, ma l’elemento è un muro di gomma, con una faccia tosta e una spudoratezza incredibili nel rivoltare la frittata ed attaccare Conte con rancore evidente.
        Comunque, hai ragione: un autogol, per Di Maio.
        Escludendo chi lo stima per essersi “adeguato” e per la sua funzionalità contro Conte, vedendolo e sentendolo in tutto il suo “splendore”, non si può che notarne la bassezza.

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  2. In un complesso bandistico Matteo Renzi sarebbe senz’altro un capobanda.
    Un mazziere.
    Passo sicuro, petto in fuori, davanti a tutti a dettare ritmo e tempi.
    Accompagnato dalla fedele Bellanova a fargli da grancassa.
    Da quando non è più capo del Governo, il mazziere Renzi fa un uso sempre più spericolato della mazza.
    A me pare voglia spacciare per intransigenza le sue frustrazioni.
    Sembra un ex fumatore che si infuria al minimo odore di sigaretta, un ex cacciatore deciso a proibire la vendita delle fionde.
    Oppure una vecchia baldracca che, avendo intenzione di prendere i voti, esiga la garanzia che nessuno fornicherà mai più, fuori del convento.
    Lo avete incontrato e, a prima vista, vi è sembrato un pirla?
    Calma, andateci piano: è un senatore della Repubblica ed è propenso a querelare.
    E’ solo uno statista riuscito male.

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  3. Tranquilli, per i novelli Fregoli Renzi, Di Maio, Calenda e compagnia cantante ci sarà sempre un posto nel PD o in FI. Speriamo solo che chiudano il tombino dopo esserci entrati.

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  4. A dire il vero alcune “leggi imbastite come da programma nel Conte I non sono state considerate tutte intoccabili” ( pena l’uscita o non entrata in/da un Governo) e lo smantellamento non è stato esclusivamente del suo nuovo idolo Mario Draghi, ma anche del conte2. In Europa hanno anche fatto eleggere la Von der..

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  5. Roberta Labonia: 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻!

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