Quei professori universitari al servizio di Draghi e Nato

Scoppiata la guerra, l’Italia è caduta sotto la propaganda della Nato e un esercito di professori universitari ha messo il proprio sapere al servizio di Mario Draghi per creare un largo consenso intorno alle sue politiche di guerra in Ucraina […]

(di Alessandro Orsini – Il Fatto Quotidiano) – Scoppiata la guerra, l’Italia è caduta sotto la propaganda della Nato e un esercito di professori universitari ha messo il proprio sapere al servizio di Mario Draghi per creare un largo consenso intorno alle sue politiche di guerra in Ucraina. L’università rappresenta la vetta del sapere ed è comprensibile che il governo Draghi investa soprattutto nei suoi docenti per manipolare l’opinione pubblica o “draghessori” come proponiamo di chiamarli per comodità espositiva. Per comprendere la funzione dei draghessori, occorre sapere quale sia l’obiettivo che Draghi intende perseguire.

L’obiettivo è alimentare la guerra in Ucraina attraverso l’invio illimitato di armi facendo credere agli italiani di volere la pace. Il compito dei draghessori non è facile giacché devono capovolgere la realtà. Devono convincere gli italiani che il governo Draghi, che è un governo di guerra, sia un governo di pace. Tra tutti, spicca Sergio Fabbrini, draghessore di Scienza politica alla Luiss, il quale assicura che l’Italia deve aderire a tutte le decisioni prese dalla Nato in Ucraina. Chiunque proponga una politica di pace – dice il draghessor Fabbrini – è soltanto un “bambino”, un “anti-americano” e “un anti-europeo”. In base a questa tesi assurda, se la Nato ci spingesse verso la guerra nucleare contro la Russia, l’Italia dovrebbe eseguire gli ordini senza fiatare. Il draghessor Fabbrini arriva addirittura ad affermare che ormai nessun Paese dell’Unione europea ragiona secondo i propri interessi nazionali giacché, nelle sue parole testuali, “il nostro ombelico è collocato nella Nato e nell’Unione europea”. Questa affermazione è talmente ideologica da non richiedere confutazioni. Ci limitiamo a notare che l’Olanda ha appena respinto la richiesta di Draghi di porre un tetto al prezzo del gas per tutelare i propri interessi nazionali in barba a quelli dell’Italia. L’Olanda è un produttore di gas, il cui prezzo non ha interesse (nazionale) a limitare. Il draghessor Fabbrini, un amico di Paolo Gentiloni, a cui ha chiesto di scrivere la prefazione al suo ultimo libro per fare sfoggio dei suoi potenti amici, non sa che cosa sia accaduto in Libia. Il 4 aprile 2019, la Francia ha appoggiato l’assedio del generale Haftar contro la città di Tripoli difesa dall’Italia. L’Italia e la Francia fanno parte dell’Unione europea e della Nato, eppure si sono contrapposte in Libia per difendere i propri interessi nazionali e contemplarsi l’ombelico nazionale. Il problema di certe università private è proprio questo: si dichiarano “libere”, ma poi scopri che non hanno un solo professore che critichi il governo Draghi per le sue politiche di morte in Ucraina. Se poi queste università “libere” cercano di reprimere i professori che criticano il governo Draghi, censurandoli o etichettandoli come “anti-europei” e “anti-americani” dalle colonne del Sole 24 Ore, diventa chiaro che abusano della parola “libertà”.

Queste università dovrebbero chiamarsi “università libere di difendere il pensiero unico e di essere sempre d’accordo con il governo in carica”. Non è certamente questo asservimento intellettuale che i professori universitari dovrebbero insegnare agli studenti nella società libera teorizzata da Popper.

In conclusione, la tesi del draghessor Fabbrini è che chiunque si opponga alle politiche della Nato in Ucraina è automaticamente anti-americano e anti-europeo. Ma questa è pura ideologia giacché un italiano può volere bene agli Stati Uniti e criticare le politiche di Biden in Ucraina, così come può volere bene agli americani e opporsi alle politiche di Trump verso i palestinesi, inclusa l’uccisione del generale Soleimani. Un’Italia di draghessori è un’Italia povera di idee e ricca di disinformazione.

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17 replies

  1. Non diversamente dal regine nazista che aveva fior di professoroni che scrivevano libri universitari dove si dimostrava scientificamente che i cranio degli ebrei era più piccolo di quello degli ariani. A parte che la cosa concretamente è falsa, ma poi, anche senza misurare il cranio, basterebbero Freud e Einstein, entrambi di famiglia ebraica, a dimostrare la stupidità della cosa.

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    • Sbagliato, il sistema è quello a doppia chiave per l’attivazione dei codici nucleari.

      In altre parole, una bomba atomica in Italia non può essere attivata se non c’é consenso da entrambe le parti, USA e Italia.

      Ma gli aerei utilizzati sarebbero i Tornado e gli F-35 ITALIANI. E quelli non volano senza ordine del governo.

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      • Sui media parlano di doppia chiave.
        In realtà è un patto segreto denominato “stone ax”. Nessuno può conoscerlo. Ma è facile presumere che se gli usa decidono di usarle L Italia si deve accodare e non viceversa

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      • Come sempre, del resto. Ma tecnicamente le armi nucleari non dovrebbero attivarsi se non c’é correità tra i due governi. Sappiamo bene quanto Dragula tenga all’indipendenza italiana, per cui in effetti c’é poco da sperare, ma è importante ricordare che noi non siamo automaticamente servi degli USA.

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  2. Professore apprezzo le analisi geopolitiche perfette,ma a questo punto mi viene da pensare o sei ingenuo o sei in malafede

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  3. Situazione geopolitica italiana:Siamo sul tavolo operatorio per una castrazione chirurgica senza anestesia,dopo aver firmato volontariamente la liberatoria

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  4. Fabbrini chi?? Orsini crede che agli italiani questo docente sia noto quanto,o più di quanto, è noto lui?

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  5. prendiamo atto che sparviero sa la procedura di lancio dei missili nucleari americani.
    ne ho lette di boiate ma queste le batte proprio tutte, gli ammerecani chiederebbero a noi il permesso di lanciare i missili????
    ma dove?? hai visto troppi film di tom cruise

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  6. Eppure da atlantista a filo-russo il passo si sta rapidamente facendo sempre più breve. Gutta cavat lapidem = la goccia perfora la pietra. In vernacolo siciliano: (dice la goccia d’acqua alla dura pietra:) “Dami tempu ca ti perciu”. E infatti, per chi sa leggere la consapevolezza (“la goccia”) del grave originario errore NATO compiuto pure espressa dietro l’estrema cautela delle affermazioni – a rischio di nazionalista “lapidazione” mediatica USA:
    https://www.corriere.it/esteri/22_giugno_28/kissinger-russia-8d1af6fa-f6a9-11ec-9143-1626935df89d.shtml
    Per poi portare oltre la questione, ma stavolta senza alcuna ipocrita cautela (insomma una “cascata d’acqua acida sulla pietra”: https://musicaemusicologia.wordpress.com/2015/08/15/linfantile-e-patologico-maschilismo-della-volonta-di-guerra-e-di-potenza/
    Grazie per l’empatia già dimostratami!

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