Il lato tragico della vicenda Di Maio

(Andrea Zhok) – L’abbandono del M5S da parte di Di Maio è un’ottima notizia, come sono sempre ottime notizie quelle che fanno chiarezza.

Oggi parlare del percorso del M5S come di un TRADIMENTO non è più un giudizio morale, ma una pura e semplice descrizione dei fatti, ufficialmente verificabile.

Questi momenti di chiarezza sono sempre utili perché sgombrano il campo dalle illusioni di chi, spesso in perfetta buona fede, vuole immaginarsi coerente con una linea originaria (ci si dice, sì, magari una linea che ha accettato compromessi, magari una linea tortuosa, ma tuttavia ancora una linea, la stessa linea.)

Invece no, qui siamo di fronte al più squallido e manifesto cadreghinismo senza principi, a fronte di chi voleva rifare la politica da zero e “aprire il parlamento come una scatola di sardine”.

Questo è il tipo di showdown dove diviene chiaro a tutti, anche agli ‘interni”, di essere stati presi selvaggiamente per il culo.

Curiosamente, altri partiti, come il PD, sono sempre riusciti ad evitare questo tipo di appalesamento e continuano a spacciarsi per le cose più diverse e opposte, contando sull’inerzia e sulla distrazione dei propri elettori. (C’è infatti ancora una parte dell’elettorato del PD – lo so, è difficile crederlo – che fantastica di essere l’erede del PCI o di essere “di sinistra”, e roba simile.)

Ma non ci sono solo lati positivi in questa vicenda.

Il lato tragico – lato però chiaro da tempo – è che questo spettacolare tradimento renderà ancora più difficile dare credito a qualunque tentativo di innovazione politica, innovazione di cui c’è bisogno come l’aria.

Il tragico capolavoro della vicenda pentastellata è che la cosa di cui c’era e c’è più bisogno – un terzo polo che spezzi il giochino finto oppositivo tra liberalismo di destra e liberalismo di sinistra – esce screditato dal primo vero tentativo di venire ad esistenza.

Il bisogno che un tale realtà politica venga alla luce è più urgente che mai, e tuttavia riuscire a vincere lo sconforto del fallimento pentastellato sarà estremamente complicato per chiunque voglia cimentarsi nell’impresa.

4 replies

  1. siiii…sarà dura..la restaurazione ha avuto il sopravvento.
    Tutti contro il Movimento sia all’estero che dall’interno.
    Il danno maggiore ed irreparabile è venuto dall’interno e senza che i suoi eelettori abbiano potuto dire alcun che.
    Colpita la comunicazione e l’organizzazione spontanea del Movimento.
    Napoli e Conte da poarte di alcuni fuoriusciti …hahha… mandati via da Dima!
    Ricorda tanto la fine di Marino Sindaco..alcuni del PD sono dovuti andare da un notaio per le sue dimissioni.

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  2. Di Maio è sempre stato un democristiano ipocrita e imbalsamato. Il conto alla rovescia era iniziato da tempo ed era ovvio che per mantenere il sedere al coperto avrebbe fatto quello che ha fatto, nascondendosi vigliaccamente dietro una ragione-fuffa.

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  3. Non buttiamo via il bimbo con l’acqua sporca . C’è molto da salvare dall’esperienza pentastellata nonostante gli ultimi terribili 15 mesi .

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