Di Maio da “vaffa” a “draghiano” lancia “Insieme per il Futuro“, dove il futuro è solo il suo

La scissione segna la fine del M5S, mostra l’ennesimo voltafaccia del Ministro degli esteri ma la si potrà valutare solo alla prova del voto (dove di solito questi esperimenti naufragano malamente)

(Federico Novella – panorama.it) – “Insieme per il futuro” è il nome del nuovo partitino di Luigi Di Maio (anche se forse sarebbe stato più appropriato “Insieme per il congiuntivo”). Il ministro dice addio al Movimento che l’ha cresciuto e guarda al centro come un Italia Viva qualsiasi: o come qualcuno ha scritto, con la sua “Pomigliano Viva”. Pare che la goccia che ha fatto traboccare il vaso sia stata la discesa nella rissa del presidente della Camera Fico, che schierandosi con l’Avvocato Conte ha convinto Luigi a mollare gli ormeggi.

Proprio lui, che voleva l’impeachment di Mattarella, che marciava con i gilet gialli, che si affacciava al balcone di Palazzo Chigi in stile peronista, annunciando di aver sconfitto la povertà con il reddito di cittadinanza (sicuramente ha sconfitto la sua, di povertà). Proprio Luigi Di Maio, il populista rivoluzionario oggi perfeziona l’ultima giravolta, e si presenta al paese come il più draghiano dei draghiani, il più europeista tra gli europeisti, il più istituzionale degli istituzionali, a braccetto con la gente che conta.

Oggi molti giornali corrono a tessere le lodi. Si sottolinea la scaltrezza politica del ragazzo di Pomigliano. Si indaga sulle relazioni con Beppe Sala e Mara Carfagna, sulle grandi manovre al centro. Ma cambiare maschera così in fretta comporta un prezzo da pagare nelle urne. I fuoriusciti, storicamente, non si coprono di gloria nel giorno del voto. E dunque, al di là delle alchimie parlamentari, qua stanno facendo tutti i conti senza l’oste elettorale.

Per quanto Di Maio possa uscirne come un D’Alema in salsa campana, c’è il rischio che tutti vadano a schiantarsi contro il muro delle elezioni. Vista da fuori, questa prima puntata dell’esplosione pentastellata si configura come un penoso spettacolo di rivalità personali, dove ai principi si sostituiscono gli interessi personali: tutto questo difficilmente sarà digerito dalla platea elettorale. Il
33% dei consensi dell’età dell’oro del Movimento è già archiviato. Vedremo. cosa resterà in piedi, nello sfacelo del popolo grillino.

Certamente, sul breve periodo, quello con le ossa più ammaccate sembra essere Conte, che pure in queste ore finge serenità: “Me lo aspettavo”. Si parlava di 20-30 dimaiani pronti a lasciare il Movimento: in realtà gli scissionisti sono molti di più. Oltre 60 parlamentari, spinti anche dalla volontà di evitare la tagliola del doppio mandato e conservare la poltrona. Tra loro, anche nomi di peso come Laura Castelli e Manlio Di Stefano. Con la conseguenza che il M5s non è più il primo partito in parlamento. Conte, dicevamo, ne esce ammaccato anche perché si ritrova schiacciato su una linea filo-russa che mal si concilia con la sua figura, e probabilmente non paga neanche in termini di consensi. Certo, Conte potrebbe anche scartare e mollare il governo in vista delle politiche: ma il personaggio non ha mostrato grande coraggio in passato. E difficilmente lo troverà adesso.

Il governo ne uscirà indebolito? Non è detto. Certamente si parcellizza la maggioranza, ma in realtà le risoluzioni continuano a passare indisturbate alla prova del voto. E se non altro Draghi adesso ha davanti un quadro più chiaro degli orientamenti della maggioranza.

La certezza è che il movimento delle origini è morto e sepolto. I leader che incrociano le sciabole sembrano ballare sul Titanic già affondato. Il tempo ci dirà se qualcuno, annaspando, riuscirà ad agganciare una ciambella di salvataggio per nuotare ancora un giro, a bordo di scialuppe di partitini fantasma. Oppure se tutti i commedianti sono condannati, inevitabilmente, all’abisso.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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9 replies

  1. Non so dire se tra qualche mese ci saranno le elezioni. Chissà, magari la guerra si allarga o semplicemente continua e qualcuno che ne sa più di me trova il modo per rimandarle, dato il momento cruciale, storico, unico.
    E allora potrebbe anche averla indovinata o, come penso io, solo messa in pratica.

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  2. Se Conte non ha nella manica quattro assi per giustificare il suo discorso del tavolino e il successivo impegno a convincere i miracolati a votare la fiducia a Draghi e’ meglio che abbandoni la politica. Insomma, ha l’asso e il coraggio per poter dire che lo fece per salvare la faccia a Mattarella e sputtanare pidini e Di Maio accusandoli di averlo pugnalato alle spalle?

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  3. Faranno di tutto per evitare le elezioni covid, spread, guerra o qualche altra calamità. Cercheranno di imporci lo strozzino del popolo, per altri anni, come hanno fatto con il migliore dei presidenti della repubblica. Per quanto al traditore ho letto una frase, non ricordo dove, quasi bersaniana che afferma “se versi del rum su uno stronzo non è che diventa un babà”

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  4. Fuori dal governo dei potentati economici,delle banche, degli industriali, delle lobby. Troppo tardi ? Forse si, ma meglio tardi che mai . Certo, per non sembrare e soprattutto no essere una manovra opportunistica bisognerebbe corredarla di un significato politico concreto e duraturo. Bisognerebbe scusarsi ,oltresì ,delle troppe deviazioni e negazioni dei valori fondanti del movimento. Per reintegrare un Di Battista “barricadero” propulsore e accattivante attrattore di elettori non è possibile senza riaprire il dialogo con quelli di Alternativa.Una visione critica dell’Europa serva degli Usa e un progetto che veda invece un EU protagonista politico ed economico (magari anche militarmente) indipendente.Solo con queste premesse si può sperare.

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  5. Se incontro in giro Conte lo invito al papete e gli offro 4 mojito…….magari così riesce a trovare un pò di coraggio…..
    🤔

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  6. Non serve rimandare le elezioni perché le elezioni non servono a niente.
    L’unico partito che aveva intercettato quella grossa fetta di voti non clientelari che tutti gli altri partiti hanno.
    I partiti tradizionali da chi sono votati?
    Gente che ne trae vantaggio o persone che vota in default soprattutto anziani.
    M5S era un partito trasversale che comprendeva tante realtà diverse, perché andava in piazza a dire ciò che le persone si dicono nei bar,nelle fabbriche,negli uffici e giustamente trionfò.
    I politici degli altri partiti invece di capire e seguire il momento ha attaccato l’M5S ,come fa un animale selvaggio chiuso in un angolo,con lo strumento dei mass media ,etichettandoli da principianti,sprovveduti ,derisi da capitani di lungo corso che hanno orgogliosamente dissanguato le nostre tasche da varie legislature.
    Nemmeno con il 60% ei voti l’M5S avrebbe potuto governare,perché quello è il Palazzo della Corruzione Morale e avrebbe mangiato pezzo per pezzo quella maggioranza.
    Con gli strumenti democratici non cambieremo nulla,non verrà permesso

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  7. un doveroso ringraziamento a di maio per aver contribuito ad abolire la libertà! pardon, la povertà! grazie luigi, sempre nei nostri cuori!!!

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