Palermo, trionfo di Dell’Utri e Cuffaro: Lagalla eletto subito sindaco

La festa in un hotel appartenuto a un uomo dei Graviano. Ha vinto il candidato “benedetto” dai condannati per mafia Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri. Il nuovo sindaco di Palermo è il professor Roberto Lagalla, che ha superato il 48% dei consensi […]

(DI SAUL CAIA – Il Fatto Quotidiano) – Ha vinto il candidato “benedetto” dai condannati per mafia Totò Cuffaro e Marcello Dell’Utri. Il nuovo sindaco di Palermo è il professor Roberto Lagalla, che ha superato il 48% dei consensi, sostenuto da tutto il centrodestra. Si è fermato quasi al 29% il giallorosso Franco Miceli, mentre il grande outsider è stato Fabrizio Ferrandelli, che con +Europa e Azione di Calenda ottiene l’11%.

Applausi scroscianti, volti entusiasti e abbracci al ricevimento al San Paolo Palace Hotel, struttura a cinque stelle, da 13 piani e 240 camere nel quartiere di Brancaccio. Passa in secondo piano che sia un bene gestito dall’Agenzia dei beni confiscati alla mafia. L’albergo è stato confiscato all’imprenditore Giovanni Ienna, arrestato nel luglio 1994 con l’accusa di essere prestanome degli fratelli Graviano, i padrini di Brancaccio e killer di padre Pino Puglisi. Si narra che all’interno di uno dei saloni dell’hotel, Ienna e alcuni amici abbiano organizzato uno dei primi comitati di Forza Italia a Palermo. Proprio la mafia è stato uno degli argomenti che hanno tenuto banco nella tornata elettorale appena conclusa, con la questione morale e l’opportunità politica di Lagalla, attaccato da Maria Falcone, dal giudice Nino Di Matteo, dal regista Pif e persino dai manifesti provocatori del collettivo artistico Offline per il sostegno ricevuto dal duo Cuffaro-Dell’Utri. Senza dimenticare i due candidati di Forza Italia e Fratelli d’Italia arrestati per voto di scambio politico-mafioso.

“Ho parlato di campagna elettorale difficile, per certi versi avvelenata da un uso politico della questione morale. La cultura antimafia non è patrimonio di una o dell’altra parte politica, ma di tutte quelle persone che vivono la politica come servizio. Io mi sento tra questi”, ha detto Lagalla, che annuncia di presenziare al trentennale della strage di via D’Amelio. “Ammetto che il sostegno della Nuova Dc a Lagalla non ha fatto bene. Ha creato dei problemi. Non mi aspettavo tutta questa strumentalizzazione”, ha detto Cuffaro. La Dc è ad un passo dallo sbarramento del 5%. Forza Italia torna ad essere il primo partito a Palermo, passando dal’8,6 % (2017) al 12%. Male invece il M5S, nonostante il bagno di folla che ha accompagnato la visita del leader Giuseppe Conte, il Movimento passa dal 13% (2017) all’8%. “Un dato mi fa molto male: quando il 60% dei votanti non va a votare a Palermo o a Genova, sono dati che segnalano un crescente astensionismo già molto presente nel nostro paese”, ha commentato Conte. Ago della bilancia sul risultato finale è stato Ferrandelli, le sue preferenze avrebbero fatto comodo ai giallorossi. Ma nonostante la vittoria, resta una ferita aperta nel centrodestra. Ormai è insanabile la frattura tra Miccichè e il presidente della Regione Nello Musumeci: il primo chiede un passo indietro al governatore per avere un centrodestra unito, il secondo risponde a tono e non indietreggia di un millimetro.

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2 replies

  1. Come potrebbe essere possibile liberarsi da una sciagura così, solo mettendo il biro al posto del lapis, per esempio, si vedrebbero riequilibrarsi molte cosuccie .
    Ormai ciò che ha sempre premuto in modi diversi ha rotto gli argini e dalla Sicilia salirà piano piano in archi legislativi attraverso mozzi e pedine fatti passare in qualche modo ma con un ritorno sotto traccia.
    Non ci sarà tsunami che li porti via, se non fosse per le cosche meridionali sarebbero già ad Amburgo.
    Purtroppo questo paese non ha futuro e pur di papparsii le fette più grosse questi rinnegherebbero altro che il povero Sciascia. Da Ustica in poi i segreti di stato sono stati sigillati da un’entità ibrida delocalizzata e sommersa che piano piano mangerà tutto. Me compresa. CANNIBALI!!

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