M5S: dal “tutti a casa” a “l’Italia non può permettersi di perdere Draghi”

(Bartolomeo Prinzivalli) – Tempo fa non odiavo i vecchi partiti; ne avevo compreso le dinamiche, le faide di potere, le incongruenze e le ipocrisie, sapevo che non li avrei mai votati, ma non li odiavo. Ero consapevole che la politica fosse questo e cercavo di starne alla larga, sicuro di non poter far nulla per cambiarla.

Poi, nel 2010, ho scoperto per caso questa nuova creatura dalle idee tanto assurde e rivoluzionarie da apparire possibili, guidata da un comico cacciato dalla tv per aver detto la verità e da un informatico visionario che immaginava un mondo più equo. Da questa creatura ho appreso infinite notizie a me sconosciute o solo ipotizzate sull’effettivo marciume della classe politica esistente, sugli intrecci e le macchinazioni delle lobby, sugli interessi dei pochi a discapito della carne e del sangue popolare, sulle teorie e pratiche di gestione del gregge; allora ho cominciato ad odiare i partiti, perché un’alternativa c’era, perché l’esperienza ed il “mestiere” potevano essere sostituiti dall’intelligenza collettiva, perché poche regole inderogabili avrebbero potuto trasformare un privilegio in un compito a tempo determinato, con il portavoce al servizio del cittadino ed il cittadino informato al servizio della collettività. Di certo non sono stato il solo a rimanerne affascinato; per motivi che spaziavano dalla speranza di cambiamento alla lezione ai vecchi onorevoli truffatori, nel 2018 un italiano su tre ha scelto convintamente quella novità nonostante media e stampa quasi totalmente contro, per cancellare il marciume e restituire freschezza ad una classe corrotta, stantia ed autoreferenziale.

Il resto è storia: qualche buon provvedimento il più delle volte ottenuto mediante pesanti compromessi al ribasso, la constatazione di doversi rimangiare alcune promesse avventate ed ambiziose, cambi di veduta su temi piuttosto netti e delicati, la caduta ad uno ad uno dei vari paletti che ne determinavano l’unicità tramite quesiti di votazione quantomeno discutibili, l’azzeramento del dibattito interno e della capillarità territoriale a vantaggio di un approccio verticistico agli antipodi con le origini.

Dal “tutti a casa” a “l’Italia non può permettersi di perdere Draghi” ne è passata di acqua sotto i ponti, tanto è cambiato (è un momento differente), tranne la politica: Berlusconi non è diventato meno delinquente né il Pd meno colpevolmente ipocrita, la Meloni non è meno fascista né Salvini meno paraculo, così come Monti e Draghi non sono meno dannosi. Chi per anni ha fomentato odio comprensibile verso tali individui non può pretendere che cessi con uno schiocco di dita, chi ha imparato a vederli come nemico (è una guerraaaaaaa, non si arrenderanno mai noi neppure) rifiuta di considerarli un’opportunità, tanto meno al cospetto della riforma Cartabia o della prospettiva di privatizzazione dell’acqua (!!!).

I dati dicono che pochissima gente sia tornata a votare il vecchio, i più hanno semplicemente rinunciato, arrendendosi all’evidenza che anche questa rivoluzione si sia estinta da sola nel tentativo di salvare qualche freccia spuntata e qualche privilegio personale a tempo determinato. La gente non ha tradito, né è stata traviata dai media che non aveva ascoltato nel 2018, bastano i dati sulle vendite dei quotidiani o sullo share dei talk a confermarlo.

Ormai la parabola è irreversibile ed un’inversione di rotta servirebbe a poco o nulla, è palese. Persino chi gongolava per i bagni di folla irridendo i “rosiconi” oggi fatica ad aggrapparsi ai sofismi di quei pochi (senza talento, tra l’altro) rimasti a difendere le macerie.

Conte asserisce che il risultato non li soddisfi (eh, direi), ma non me la sento di addossargli grandi responsabilità, il declino è iniziato ben prima della sua investitura; ora che decida di intraprendere un nuovo corso o divenire una corrente interna al Pd poco cambia ormai.

Tempo fa non odiavo i vecchi partiti e ci vorranno anni perché mi ritornino ad essere indifferenti, così come chi li ha riesumati…

4 replies

    • Ma no, Brezza, è ironico … 🙂

      Adesso che eravamo riusciti a convincere i più, trac… La doccia fredda… ahah…

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      • Per forza, era quello che sembrava… 😆 per la prima volta da quando lo leggo!
        Che tristezza, comunque. Pensa che io non sono mai riuscita a votare 5s.
        Da quando ho scoperto che ero spinta da “imprescindibile passione”, il m5s non si è proprio più presentato nelle liste della mia località. Grrrr.
        Oddio, almeno non ho tradito Bersani…😏

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