Lo schianto del Donbass, sacrificio utile solo agli Usa

Super-armi, prigionieri e morti. I russi stanno finendo il vecchio arsenale e sono pronti a mettere in campo quello nuovo, che l’Ucraina aspetta dall’Occidente. Mentre le truppe russe avanzano lentamente verso il Dnepr e quelle ucraine arretrano, si fa sempre maggiore il rischio che una grande massa […]

(DI FABIO MINI – Il Fatto Quotidiano) – Mentre le truppe russe avanzano lentamente verso il Dnepr e quelle ucraine arretrano, si fa sempre maggiore il rischio che una grande massa delle forze armate ucraine rimangano intrappolate e siano costrette alla resa. In una guerra di questo tipo, convenzionale e per certi versi “arcaica”, il rischio è reale e forse è anche lo scopo tattico che si sono prefissati i russi. L’immissione in combattimento di vecchi carri armati, l’avvicendamento dei reparti combattenti, le predisposizioni logistiche in vista di un allungamento del braccio dei rifornimenti, la limitazione del sostegno aereo e l’impiego degli esuberi di munizionamento della Marina, indicano che la Russia sta consumando tutto il ciarpame della Guerra fredda e si sta riarmando per uno scontro più moderno e tecnologico e soprattutto più strategico che tattico. Quando e se affluiranno gli armamenti pesanti e i missili promessi dall’Occidente, potrebbe essere il momento per il salto di qualità. Da parte sua, lo Stato Maggiore ucraino ha già emanato gli ordini di arretramento e di irrigidimento sulla sponda occidentale del Dnepr. Molte unità logistiche e le artiglierie a lunga gittata sono già oltre il fiume.

Le armi che Zelensky ancora chiede con insistenza serviranno esclusivamente a battere le città del Donbass e decimare ulteriormente quelli che ritiene siano propri cittadini. Le unità di combattimento più a contatto con i russi resistono nelle città e in corrispondenza di ogni ostacolo possibile, come i vari fiumi del bacino del Donbass. È una resistenza quasi drammatica, ma scarsamente eroica.

Le unità territoriali ucraine hanno già fatto saltare alcuni ponti sul Dnepr, nell’intento di impedire la ritirata o la fuga delle proprie truppe. È un provvedimento antico che in Cina aveva due versioni: togliere le scale agli assalitori e rompere i calderoni delle cucine da campo. Nella prima, gli ultimi delle truppe che scalavano le mura delle fortezze per arrivare agli spalti (in genere ufficiali o sergenti – serragente) erano incaricati di gettare le scale sulle quali erano saliti: dovevano uscire dal portone principale o morire.

Nella seconda, prima della battaglia decisiva, il comandante ordinava di rompere tutte le pentole: se vincevano avrebbero utilizzato quelle dell’avversario, se perdevano non ne avrebbero avuto più bisogno, dovevano morire. I soldati non erano eroi, ma semplici vittime senza alternative; non combattevano per vincere, ma per non morire. La resa non era contemplata e sopravvivere alla strage dei compagni era perfino una colpa.

La guerra moderna, con il suo bagaglio di leggi e norme etiche, prevede la cattura dell’avversario e la garanzia che non venga sottoposto a trattamenti disumani. I generali inglesi catturati dagli italiani in Libia sono stati ospitati in comode dimore e trattati perfino signorilmente. Quelli nostri catturati dagli inglesi hanno avuto un trattamento leggermente peggiore, ma non umiliante. In Ucraina, sia i russi che gli ucraini hanno anche la possibilità di resa, ma nessuna garanzia di sopravvivenza. I russi cercano di separare i combattenti regolari da quelli irregolari, le truppe dell’esercito dalle milizie, dai mercenari e dai tagliagole. Ai primi viene assicurata la protezione di guerra, agli altri la resa rischia di essere peggiore della morte. Gli ucraini tentano di risolvere il problema non facendo prigionieri, mentendo sui crimini russi e trattando coloro che si arrendono come criminali, a prescindere.

L’intelligence americana afferma di non avere dati sulle perdite (ingenti) subite dagli ucraini; tuttavia ucraini e russi si scambiano cadaveri e lo fanno alla pari, il che significa che valutano perdite simili da ognuna delle parti: 100-300 morti al giorno. Cifre insostenibili da parte di un Paese con 190 mila uomini alle armi, meno drammatiche di fronte a un altro che ne ha 900.000. Sorprende perciò che gli Usa non sappiano quanti e quali ucraini siano caduti, ma la richiesta di armi pesanti e a lunga gittata dovrebbe rendere chiara la limitazione di personale militare da tenere al fronte.

Il presidente Biden, oltre a mandare altre armi pesanti e missili lamenta di non essere stato ascoltato da Zelensky quando avvisava dell’imminente attacco russo, ma questo non sorprende. Lui e la sua intelligence sapevano benissimo che la Russia si trovava davanti alla scelta tra invasione o perdita totale della Crimea, del Donbass e i missili della Nato in casa. Lo sapeva anche Zelensky e si mostrava spavaldo per sfruttare la sorpresa. Anche questo faceva parte della piattaforma Crimea e dell’accordo Usa-Ucraina del 2021. Da parte sua, la Russia anche se avesse scelto la seconda opzione, non avrebbe evitato le sanzioni e l’isolamento. È invece bizzarro che Biden continui a parlare di guerra tra Ucraina e Russia e anzi prenda le distanze da entrambi e perfino dalla Nato, come se non ne facesse parte. Dietro l’invio di armi e la strenua difesa americana dell’Ucraina, non c’è solo un trattato di cooperazione equivalente a una dichiarazione di guerra, non ci sono solo i miliardi di dollari spesi per la destabilizzazione dell’Europa orientale e neppure il futuro dell’Ucraina e della Nato: c’è il disagio di una situazione interna che si vuole attenuare o distrarre pretendendo che l’Ucraina sconfigga la Russia, che l’Europa si sacrifichi per l’Ucraina e che la Nato si sacrifichi per gli Usa: tutto questo senza voler sentir parlare di guerra tra Russia e Usa o tra Usa e Cina.

Gli americani sono convinti che l’Ucraina con il loro supporto vincerà, ma se dovesse perdere porterebbe “soltanto” alla fine dell’Europa e della Nato senza scalfire gli interessi Usa che anzi ne trarrebbero benefici enormi. L’Europa, dentro e fuori la Nato, è come la Danimarca di Shakespeare: corrotta dai falsi nazionalismi tenta di restare unita facendo la guerra o meglio facendola fare pur sapendo di condividere una insana voglia di eutanasia politica e militare. Senza alternative.

Ps. Approfitto dell’ospitalità del Fatto per chiarire alcune cose che un paio di giornalisti mi hanno attribuito con il chiaro fine di delegittimare le mie analisi. 1) Non sono un cultore delle scie chimiche. Ho scritto per Limes un articolo sulla guerra ambientale nel 2007 senza mai citarle. Non mi sono sottratto alle domande sullo specifico argomento soltanto per non alimentare il fumus del “segreto militare” che lo circonda e ne ho attribuito l’enfasi a una teoria del complotto “per assenza di prove”. Ho sollecitato gli interlocutori (tutti del mondo accademico) a raccogliere riscontri oggettivi scientificamente irreprensibili. Ho precisato che l’uso di mezzi e metodi in grado di alterare l’ambiente naturale è provato in agricoltura (a es. ioduro d’argento per provocare precipitazioni o attenuare rischi di grandinate, pesticidi ecc.) e in ambito militare (defolianti, tsunami artificiali, agenti chimici, batteriologici e radiologici, agenti per lo sfruttamento della ionosfera, ecc.). L’alterazione del tempo meteorologico (e non del clima) in aree e per tempi limitati è da tempo allo studio dei maggiori eserciti (i.e. progetto Owning the weather). Tutte le alterazioni ambientali a scopo bellico sono proibite dal diritto internazionale, ma sono tecnicamente possibili, militarmente sfruttabili come moltiplicatori di potenza, politicamente giustificabili ma di non provata “volontà” di farvi ricorso da parte di alcuni Paesi occidentali fra cui il nostro. Se questo è complottismo o terrapiattismo… 2) Un paio di giornalisti hanno espresso dubbi sulle mie analisi della guerra (in generale e specifica). Con un copia e incolla di singole parole tra le centinaia di migliaia scritte dal 1981 a oggi hanno creato un mosaico denigratorio che invece mi è servito per confermare il pensiero e gli scritti: parola per parola. 3) A proposito di parole, uno dei due ha rilevato con stizza la mia propensione per la definizione (etimologica) di “imbecille”. Mi scuso con lui se la cosa lo ha offeso: giuro di non aver mai saputo che lo fosse.

41 replies

  1. E adesso, preparatevi alla poderosa controffensiva dell’artiglieria della NAZINONNA contro il povero Mini.

    State certi che arriverà con le sue sclerate atomiche, da macchietta a sua insaputa.

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  2. Mini , è un ottimo analista , solo che si dilunga troppo come il brodo Liebig , magari un po piu di sintesi? senno è peggio della Lombroso! Leggere lunghi brodi danneggiano la vista !pare

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  3. Il Foglio, giornale liberista che si mantiene col denaro pubblico. E già questo basterebbe per definirlo. Ma poi abbiamo un fondatore dichiaratamente collaboratore per decenni della CIA e una schiera di mantenuti, perdigiorno, raccomandati e figli di papà (a cominciare dall’attuale direttore, ex Gazzetta dello Sport). E poi c’è il mitico Capone (a cui allude Mini): uno strano personaggio di cui si ignora il curriculum ma che, novello Zelig, di volta in volta si improvvisa economista, analista politico, scienziato e, da ultimo, stratega militare che può permettersi di dare del cialtrone a un ex generale. Questo è il Foglio, l’unico giornale (o presunta tale) di cui non è dato sapere il numero di copie stampate e vendute (controllate per credere)

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    • Al foglio mozzarella ha parlato facendo gli elogi alla libera stampa e il ns topo giggino
      X dire che il m5s è diventato un partito liberale.

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    • “Il Foglio, giornale liberista che si mantiene col denaro pubblico”
      Dici bene.
      A Genova si “fare il buliccio col culo degli altri”… e rende bene lidea…

      p.s.: ricordo che il taglio ai contributi ai giornali e’ stato posticipato al 2023.
      p.p.s.: ma il 2023 e’ ormai vicino ed immagino che…

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  4. Luciano Capone è uno dei fratelli Caponi ( che siamo noi…), ma è quello che non fa ridere. Più arrogante, tuttologo, prezzolato, pagliaccio senza trucco e naso finto. Ributtante come pochi. Totò e Peppino se ne vergognavano. E lo avevano messo in naftalina, poi in un congelatore. Il chiattone ex comunista, ex craxiano, ex spia della Cia, lo ha scongelato e lo spaccia per giornalista. Ma ciò che scrive o dice puzza di merda lontano un miglio.

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  5. Mini GRAZIE 🙏🏽
    Sarebbe interessante avere contezza del numero di cittadini ucraini chiamati al fronte, a supporre delle forze militari effettive, e non faccio appositamente distinguo tra cittadini e battaglioni paramilitari, inoltre un numero a spanne dei mercenari.

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    • Tu, cara montanara guerrafondaia da salotto, nella mia lista personale (non ho chiamato Gabriellli e Urso) ci sei già: quella delle cialtrone

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    • Ma che fastidio mi danno quelli che spifferano in giro com’è andata, facendo fare la figura delle bugiarde a comari e badesse del paese…
      (che sono amiche mie)

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  6. mamma mia che articolo… artiglieria pesante di parole, concetti, analisi, ci sono i lisciatori di pelo fatti per la Tv e poi c’è il generale Mini, mai letta una cosa così

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    • I russi ci mettono il combattimento vero mica i droni a chilometri di distanza. Questo va loro riconoscuuto. Gli americani non se li aspettavano ma i russi hanno riproposto la guerra di artiglieria stile seconda guerra mondiale. Gli USA, dopo quello che hanno combinato in Giappone, dovrebbero stare in silenzio. E invece…

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  7. “Le armi che Zelensky ancora chiede con insistenza serviranno esclusivamente a battere le città del Donbass e decimare ulteriormente quelli che ritiene siano propri cittadini.”
    Ma qui qualcuno ancora sostiene, con patetica sicumera, che siano i russi ad autobombardarsi da fuori del Donbass, mentre sono dentro coi filorussi…

    “I russi cercano di separare i combattenti regolari da quelli irregolari, le truppe dell’esercito dalle milizie, dai mercenari e dai tagliagole. Ai primi viene assicurata la protezione di guerra, agli altri la resa rischia di essere peggiore della morte. Gli ucraini tentano di risolvere il problema NON facendo prigionieri (indovina come? ndr), MENTENDO sui crimini russi e trattando coloro che si arrendono come CRIMINALI, a prescindere.”

    ” Lui e la sua intelligence sapevano benissimo che la Russia si trovava davanti alla scelta tra invasione o perdita totale della Crimea, del Donbass e i missili della Nato in casa.”
    Ma si ripete ossessivamente la favoletta dell’aggressore e dell’aggredito, da usare ANCHE come formula” iniziatica” per perfetti atlentisti degni di esprimere un parere (libero… Ah ah ah), per darla a bere ai gonzi e fare il lavaggio del cervello agli altri…

    Standing ovation al gen. MINI. 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
    Amo quest’uomo.
    La voce dell’esperienza e della verità. Intelligente quanto pochi: il finale lo certifica ulteriormente.😆

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    • “Le armi che Zelensky ancora chiede con insistenza serviranno esclusivamente a battere le città del Donbass e decimare ulteriormente quelli che ritiene siano propri cittadini.”
      “Gli ucraini tentano di risolvere il problema NON facendo prigionieri (indovina come? ndr), MENTENDO sui crimini russi e trattando coloro che si arrendono come CRIMINALI, a prescindere.”
      ” Lui e la sua intelligence sapevano benissimo che la Russia si trovava davanti alla scelta tra invasione o perdita totale della Crimea, del Donbass e i missili della Nato in casa.”
      E poi ancora:
      “Le unità territoriali ucraine hanno già fatto saltare alcuni ponti sul Dnepr, nell’intento di impedire la ritirata o la fuga delle proprie truppe.”

      E ancora:
      “Gli americani sono convinti che l’Ucraina con il loro supporto vincerà, ma se dovesse perdere porterebbe “soltanto” alla fine dell’Europa e della Nato senza scalfire gli interessi Usa che anzi ne trarrebbero benefici ENORMI.”

      Etc…

      Si, carissima Anail, (anche) stavolta il gen. Mini non le ha mandate a dire ed ha usato l’artiglieria pe(n)sante…

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      • Mi è partito prima di concludere, ma vabbè…
        E, comunque, sottolineo che le “bombe” di Mini sono le uniche che apprezzo!

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  8. C’è chi pensa che la lealtà alla NATO significhi essere esclusivamente proni alla geopolitica statunitense e ai suoi ininterrottamente sostenuti interessi di espansione imperialistica economica e militare. C’è chi pensa che la lealtà alla Nato significhi esprimere all’interno di essa una dialettica utile anche all’affermazione tanto degli interessi europei che nazionali. Tra questi ultimi c’è chi mette in primo piano gli interessi nazionali e questo agire non è certo contrastante con l’etica politica soprattutto in epoche di crisi della funzione pacificatoria sovranazionale dell’ONU e della crescente affermazione egotica degli specifici interessi delle superpotenze, USA in primis ma non solo. Ci sarebbe da specificare, anche sulla base della specifica nostra Costituzione italiana dove stanno gli oggi i, variamente e propagandisticamente ricercati, “traditori della patria”: se tra coloro che si rendono criticamente servitori dei preminenti interessi nazionali oppure tra coloro che si dimostrano acriticamente asserviti alle altrui ragioni guerrafondaie o comunque alle narrazioni ed interessi extra-nazionali. Spesso con l’alibi di una sovra-nazionalità dovuta, sebbene oggi messa sempre più a dura prova dalle altrui prepotenze nazionalistiche. Nel vocabolario internazionale il “traditore della patria” è innanzitutto chi calpesta gli interessi socio-economici e politico-militari della Nazione di appartenenza e chi esprime dubbi su questo principio è già tra costoro! Qualunque sia la carica sociale e politica che esprime e perfino di vertice: i regnanti Savoia, con Badoglio e compagnia bella, tradirono la Patria con il loro “armistizio” e la loro fuga, lasciando l’Italia in balìa di una guerra civile e di un asservimento ad altrui contrapposte ragioni extra-nazionali; poi nella logica dei vincitori si stabilì che i Repubblichini di Salò stavano dalla parte sbagliata e i partigiani da quella giusta. Tesi storicamente accettabile ma solo in un’ottica di ricostruzione dell’identità nazionale democratica, fondata sul ripudio della dittatura … Bisogna dunque aspettare il vincitore del momento ancora adesso oppure puntare verso una escalation mondiale del conflitto internazionale, rendendo perfino ipotizzabile l’uso di armi atomiche – cinicamente oggi definite “tattiche” proprio da coloro che le usarono impunemente sui civili di Nagasaki e Hiroshima? Poi certo bisogna individuare quei nostri italiani interessi geopolitici nazionali con analisi lucide, storicamente e cronachisticamente fondate. Ma la condanna alla politica guerrafondaia è un apriori da cui non si può prescindere. Non è certo facile in mezzo alle contrapposte propagande di guerra chi effettivamente “tradisce la propria patria”, però la Storia offre indicazioni da cui è impossibile prescindere. Ma è sicuramente possibile per chi si dispone nella logica, aprioristicamente di parte, del tifo guerrafondaio: certamente più spontaneo per chicchessia perché fondato sui più bassi ed elementari istinti umani. Sono costoro i veri traditori della Patria! Anche se non dichiarati né forse dichiarabili … Però, fortunatamente, tra questi istinti (dis-)umani prima o poi primeggia quello della sopravvivenza personale e della famiglia e della società di appartenenza. Quando l’allarme cresce a dismisura magari ci si renderà conto che la sbornia di volontà di potenza è distruttiva per sé stessi e non solo per il “nemico” e ci si comincerà a posizionare verso logiche se non di pace quanto meno “ispirate da più miti consigli”. Nel frattempo si farà la conta delle vittime, decretandone la maggiore o minore innocenza o colpevolezza secondo la propria propagandistica visione di guerra …

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  9. ” Lui e la sua intelligence sapevano benissimo che la Russia si trovava davanti alla scelta tra invasione o perdita totale della Crimea, del Donbass e i missili della Nato in casa.”

    I ripetuti annunci di Biden che i russi avrebbero attaccato si basavano meno sulle informazioni e più sulla consapevolezza che gli Stati Uniti e l’Ucraina avrebbero preso il Donbas e la Crimea con la forza. I battaglioni si stavano ammassando a Mariupol
    e i bombardamenti erano quadruplicati.

    Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco ha ripudiato l’accordo di Bucarest e ha detto… tra gli applausi e l’adulazione della folla, che l’Ucraina avrebbe riattivato la sua capacità nucleare.

    Cosa succede quando, il presidente clown Zelensky dice “se solo avessimo armi nucleari tattiche”?

    Da quel momento le cose si intensificarono rapidamente, con il riconoscimento russo delle repubbliche, e nel fine settimana successivo il primo impulso dell'”Operazione militare speciale”

    Putin “Quando finiranno di incolparmi di tutto , allora e solo allora parlerò”
    il che conferma quello che ha scritto Der Spighel:

    Spiegel: Putin “non si torce le mani e non urla”, il che è scomodo

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    • Tracia
      “I ripetuti annunci di Biden che i russi avrebbero attaccato si basavano meno sulle informazioni e più sulla consapevolezza che gli Stati Uniti e l’Ucraina avrebbero preso il Donbas e la Crimea con la forza. I battaglioni si stavano ammassando a Mariupol
      e i bombardamenti erano quadruplicati.”

      No, perché adesso vuole fare il profeta… Come diciamo qui ” Da sciiara issu, s’ora ki faìara… ” (La sapeva lui, l’ora che faceva… la sapeva lunga, perché stava combinando qualcosa dietro le spalle)

      ” Putin “Quando finiranno di incolparmi di tutto , allora e solo allora parlerò”
      il che conferma quello che ha scritto Der Spighel: Putin “non si torce le mani e non urla”, il che è scomodo.”
      👍🏻👍🏻

      Brava, Tracia!

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  10. “Ciò che spesso mi sconcerta è il modo in cui le narrazioni cambiano nell’Occidente collettivo senza battere ciglio. Non molto tempo fa ci è stato detto che la Russia stava finendo le munizioni. E ora improvvisamente la Russia sta superando la NATO! Il lavaggio del cervello delle masse occidentali è completo.”

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  11. Altra tegola sulla testa dello zio Sam
    La Cina si scaglia contro Outlaw US Empire per il continuo furto di risorse siriane durante la sua continua occupazione illegale, “Pechino fa esplodere gli Stati Uniti per un ‘flagrante saccheggio’ delle risorse siriane ‘in pieno giorno'” :

    Gli Stati Uniti si comportano come un “pirata” in Siria e depredano apertamente le risorse della nazione mediorientale, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian.
    “Purtroppo, il governo degli Stati Uniti, piuttosto che riflettere sui suoi crimini e responsabilità legati alla guerra, ha flagrante saccheggio delle risorse nazionali della Siria, facendo precipitare il paese in un disastro umanitario senza precedenti”, ha detto Zhao in una conferenza stampa venerdì.

    Il portavoce ha citato i dati del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che indicano che nove siriani su dieci vivono al di sotto della soglia di povertà, con due terzi che necessitano di assistenza umanitaria e il 55% soffre di insicurezza alimentare.

    “La ricchezza del popolo siriano viene saccheggiata dagli Stati Uniti in pieno giorno. Allo stesso tempo, le sanzioni statunitensi privano il Paese delle opportunità di sviluppo. Il popolo siriano ha denunciato il soffocante comportamento da pirata e il blocco economico degli Stati Uniti”, ha detto Zhao.
    Dice che tutti i nodi vengono al pettine.

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  12. Ogni parola che George Friedman ha pronunciato nella primavera del 2015 durante la sua apparizione al Chicago Council on Foreign Relations sulle politiche americane del passato, presente e futuro deve essere presa alla lettera e sul serio.
    Ad esempio, “Gli Stati Uniti continueranno a fare guerre!”

    Sulla geopolitica americana. “L’estremismo islamico è un problema per gli Stati Uniti ma non rappresenta una minaccia. La questione primaria per gli Stati Uniti, per la quale facciamo delle guerre da un secolo (guerre mondiali I e II, guerra fredda), è la relazione fra Germania e Russia. Perché uniti rappresentano la sola forza che potrebbe minacciarci, e bisogna fare attenzione che non ci si arrivi”.

    “Gli Stati Uniti controllano tutti gli oceani, di conseguenza possiamo invadere ogni paese al mondo mentre nessuno può invaderci, ed è una bella cosa”

    “Mantenere il controllo del mare e dello spazio è la base del nostro potere”.

    “Il miglior modo per vincere una flotta nemica è impedire che venga costruita. I britannici riuscirono ad assicurarsi che nessuna potenza europea potesse averne una facendo in modo che si dilaniassero fra loro”.

    “Gli Stati Uniti non possono intervenire in tutta l’Eurasia, dobbiamo essere selettivi. Però possiamo fare alcune cose: dapprima sostenere i diversi poteri rivali, fornendo sostegno economico, politico, economico, anche militare in modo che si concentrino su loro stessi; poi, come ultima ratio, prendere delle misure di disorganizzazione”.

    “L’obiettivo non è vincere il nemico ma destabilizzarlo.

    “La destabilizzazione è il vero scopo delle nostre azioni estere. Non instaurare una democrazia. Una volta destabilizzato un paese, dobbiamo dire ‘missione compiuta’ e tornarcene a casa.

    (E’ quel che stupidamente non abbiamo fatto subito in Afghanistan)

    “In quanto Impero, non possiamo occupare l’intera terra, e nemmeno l’Eurasia. Non avremmo i numeri.

    I Romani [del resto] non hanno inviato in giro grandi armate, hanno piazzato dei governatori pro-Romani”.

    “Gli Imperi che controllano direttamente i territori, si estinguono, come il caso dell’Impero nazista. Nessuno è in grado di farlo, bisogna mostrarsi più intelligenti”.

    A proposito di Ucraina “Il Generale Hodges comandante dell’armata americana in Europa, si è recato in Ucraina per annunciare che gli addestratori americani vi andranno ormai ufficialmente e non più ufficiosamente”

    “Il Generale ha dato delle medaglie ai combattenti ucraini, cosa che normalmente non è in grado di fare perché è riservata ai militari americani, ma l’ha fatto per mostrare che era il suo esercito”.

    “ Ci stiamo posizionando in tutti i paesi dell’Est europeo, approfittando della loro russofobia. Il generale Hodges è andato nei paesi Baltici per annunciare che verranno dispiegati blindati, e artiglieria pesante in quei paesi e in Polonia, Romania, Bulgaria.

    “Ovviamente agiamo al di fuori del quadro NATO, qualcuno potrebbe opporsi, i Turchi per esempio.

    … e di Russia. “Per la Russia lo status dell’Ucraina è una fatto esistenziale: non possono lasciar perdere.

    La questione per i russi è sapere se riusciranno a mantenere una zona neutrale cuscinetto, o se l’Occidente vi penetrerà così profondamente da ritrovarsi a 100 km da Stalingrado e a 500 km da Mosca”

    “Per gli Stati Uniti la questione è: dove si fermeranno i russi? Di qui l’annuncio del generale Hodges sulle armi che saranno dispiegate dal Baltico al mar Nero”.

    “Il nostro scopo è creare un cordone sanitario intorno alla Russia.

    Questa è la soluzione per gli Stati Uniti”.
    “La Russia lo sa. Gli Stati Uniti hanno messo le loro carte sul tavolo.

    La domanda a cui non abbiamo risposta è: cosa farà la Germania?”

    A proposito della Germania (e di una minaccia russo-tedesca). Mentre gli Stati Uniti stendono il loro cordone sanitario e fra Europa e Russia e la Rissua cerca di tirare l’Ucraina dalla sua parte, non conosciamo la posizione della Germania.

    “Per gli Stati Uniti la paura fondamentale è che il capitale finanziario e la tecnologia tedeschi si saldino con le risorse naturali e la mano d’opera russe”.

    “E’ l’unica alleanza che fa paura agli Stati Uniti, cerchiamo di impedirla da un secolo”.

    Mentre gli Stati Uniti stendono il loro cordone sanitario e fra Europa e Russia e la Russia cerca di tirare l’Ucraina dalla sua parte, non conosciamo la posizione della Germania – che con la Russia ha relazioni particolari (per es. l’ex Cancelliere Schoeder oltre a presiedere il consorzio NorthStream è nel cda di Gazprom.

    “La Germania è la nostra incognita. Cosa farà? Non lo sanno nemmenoloro, i tedeschi.

    E’ l’eterno problema della Germania, gigante economico, fragile a livello geopolitico. Dal 1871 la questione europea è questione tedesca”.

    NOTA. In questo Grande Gioco Euroasiatico l’Europa più che alleata degli USA appare una mera pedina senza alcun peso, anzi, magari oggetto di alcune delle misure “destabilizzanti” ben illustrate da Friedman ( sostegni a partiti pro Europa e anti Europa? Infiltrazioni/ pressioni/ ‘ricatti’ a livello finanziario? Politiche e narrazioni che contrappongono un paese all’altro?) e addirittura presto coinvolta in una nuova guerra, contro i nostri stessi interessi economici – così come a nostro danno sono state le sanzioni alla Russia. O è una neanche troppo larvata minaccia, nel caso qualche paese si vorrebbe opporre al disegno?

    “Putin, invece…. Consapevoli del rischio di dar fiato alla propaganda russa, riportiamo alcune delle frasi significative del presidente Russo

    “La Russia non attacca l’Occidente, non aggredisce nessuno, difende solo i suoi interessi.

    Noi abbiamo solo due basi militari fuori dalla Russia, alla frontiera dell’Afghanistan, anche nell’interesse degli Usa. Loro hanno più di mille basi nel mondo. E saremmo noi gli aggressori?

    Il bilancio del Pentagono è 10 volte maggiore del nostro, e siamo noi che conduciamo una politica aggressiva…Per caso siamo noi ad avere delle basi ai confini degli Usa?

    Chi ha rinnegato il trattato sui missili? Chi installa missili alla frontiera dell’altro?

    Noi vogliamo relazioni paritarie con l’Occidente, in accordo coi nostri interessi nazionali.

    Abbiamo aspettato 20 anni prima di essere accettati dal WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio) facendo molte concessioni; adesso [con le sanzioni alla Russia ndr] le norme del WTO vengono violate, e anche quelle dell’ONU e del diritto internazionale.

    Le sanzioni economiche sono il prezzo che paghiamo non per la Crimea ma per la nostra volontà di esistere come nazione e civiltà libera.

    Dopo la caduta del Muro di Berlino ci avevano promesso un congelamento della NATO, oggi è dappertutto alle nostre frontiere, è un nuovo Muro. Gli Occidentali hanno deciso che erano i vincitori.

    Bisogna smettere di costruire nuovi muri, e dar vita a un mondo comune umano, prospero e sicuro.

    Qualunque cosa facciamo per la distensione, incontriamo sempre rifiuti e resistenze da parte dell’Occidente. Gli ultimi Giochi Olimpici invernali di Sochi sono stati calunniati e dileggiati prima, durante e dopo: perché?

    L’Occidente vuole incatenare l’orso russo anche se ne sta nella sua tana, vuole strappargli unghie e denti, le sue armi nucleari. Poi lo impaglierà e si impadronirà del suo territorio.

    Noi non vogliamo che la pelle dell’orso russo venga appesa al muro. Non ha niente a che vedere con la Crimea”.

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    • Tracia, ad ogni pensiero (si fa per dire) USA, un GRRRRRRRRRR😡🤬, specie per :
      ““Gli Stati Uniti controllano tutti gli oceani, di conseguenza possiamo invadere ogni paese al mondo mentre nessuno può invaderci, ed è una bella cosa”” (stron2i!!!!!)

      Ad ogni dichiarazione russa un 🥺😩, per ciò che stavamo costruendo ed è andato
      perduto.
      Tra le 2 civiltà, un abisso di cultura, altro che democrazia americana…
      Never forget Wounded Knee, 29 dicembre 1890.
      Per loro una battaglia, per la storia un orrendo massacro di innocenti disarmati.
      Come sempre, da sempre: per DESTINO MANIFESTO.

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  13. Un pezzo da antologia.
    La Lombroso spesso è noiosa e inutilmente prolissa. Mini lo trovo molto più semplice da seguire….
    Il pezzo è lungo, ma non c’è “fuffa”

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  14. Che il zelenskj fosse una una grandissima testa di C. a capo del paese tra i piu’ CORROTTI al Mondo (altro che eroe..hahaha) non e’ che serva essere dei GENI, per chi vuol vederci un minimo di verita’, a partire dalla fantomatica “rivoluzione arancione” della Timoshenko, altro “giglio di campo” dell’ “Allegra armata uncinata”..che legge il MEIN KANT.

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  15. “Segnali di resa: ora Biden attacca Zelensky
    Date: 12 Giugno 2022Author: ilsimplicissimus 0 Comments

    Non sarò di certo io a lamentarmi della miseranda fine che attende l’ “eroe” Zelensky come lo chiamano tardivamente certi giornali spazzatura italiani per i quali bisognerebbe creare degli appositi cassonetti dedicati alla carta sporca, ma ormai è abbastanza chiaro che Washington si appresta a gettargli sulle spalle la colpa della sconfitta. Venerdì’ scorso Biden o meglio ancora il gobbo magico che gli permette di sembrare vivo, anche se non del tutto vegeto, ha detto che il capo del governo ucraino avrebbe ” ignorato gli avvertimenti degli Stati Uniti secondo cui un’invasione russa dell’Ucraina era imminente” e che anzi i funzionari del suo governo avevano accusato gli Usa di seminare il panico. Ma non basta perché il presidente a stelle e strisce nonché a pezzetti, ha accusato Zelensky di aver mentito quando in qualche intervista da detto che la Nato lo stava spingendo a mantenere una ferma linea pubblica sul fatto che l’Ucraina stava cercando l’adesione all’alleanza atlantica. Tuttavia egli stesso avrebbe in seguito asserito di essere stato assicurato in privato “che l’adesione alla NATO per l’Ucraina in realtà non sarebbe mai avvenuta”. In realtà il premier e ormai dittatore di Kiev ha accusato gli Usa di aver tenuto una condotta molto ambigua facendo credere all’opinione pubblica che un ingresso ucraino nella Nato sarebbe stato possibile, mentre nei fatti lo negava. Ma ecco quello che accade a fidarsi degli Usa: prima si è spinti a credere di avere l’appoggio di Washington, poi se le cose vanno male si è accusati di ogni colpa.

    Ci vuole poco a comprendere che le cose messe assieme da Biden, o meglio da chi lo gestisce sono solo un mucchio di sciocchezze: erano mesi che l’esercito ucraino si era di fatto trasferito ad est per dare l’assalto al Donbass ed erano anni che si stavamo creando fortificazioni su quel fronte: che si credesse o meno all’intervento russo l’Ucraina non avrebbe potuto fare molto di più per respingere l’invasione visto che le sue truppe si preparavano ad dare l’assalto al Donbass: certo avrebbe potuto accettare i termini dell’accordo di Minsk, ma visto che gli stessi garanti di quel patto tra cui Francia e Germania se ne fregavano e soffiavano sul fuoco, si può presumere che Zelensky sia stato sostenuto e anzi pungolato dall’occidente nel rifiutare le trattative. In sostanza, l’amministrazione americana ha spinto Kiev a “opporsi alla Russia”, facendo pubblicamente promesse vuote che gli addetti ai lavori sapevano non sarebbero mai state mantenute: gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stavano spingendo per un atteggiamento “senza compromessi” che poteva garantire solo un conflitto prolungato e un gran numero di vittime senza alcuna possibilità di vincere, anzi con la certezza di perdere molto di più di quanto non sarebbe accaduto ottemperando agli accordi. Ma l’occidente aveva bisogno di un pretesto per poter infliggere alla Russia le sanzioni finali e dunque ha fatto in modo da spingere Zelensky e il suo governo formato di fatto dalla sua troupe televisiva, ad assumere un atteggiamento aggressivo.

    Nessuno rimpiangerà il leader ucraino quando verrà sostituito ( con tutta probabilità dal presidente del parlamento di Kiev) , nemmeno quelli che secernono la retorica dell’eroe, cosa che potrebbe costare anche molto cara a Zelensky, ma questo attacco di Biden al tragicomico personaggio dice molte cose: la prima è che che ormai non è più possibile tenere in piedi la narrazione di una vittoria ucraina e che si cerca una via d’uscita, ma la seconda è il riconoscimento della vittoria russa proprio nel campo economico, quello in cui l’occidente pensava di poter facilmente prevalere. Al contrario delle previsioni la Russia è riuscita a parare il colpo, mentre invece l’aumento vertiginoso dei prezzi dopo sanzioni che colpiscono principalmente l’occidente, rischia di mettere la pietra tombale su Biden e sui democratici alle elezioni di medio termine. La guerra intrapresa proprio per presentarsi agli elettori con le medaglie di guerra al petto adesso viene rinnegata. E del resto a questo punto o l’anglosfera e quel rimasuglio di occidente rimasto attaccato riconosce la multipolarità oppure non potrà che affrontare la guerra globale. Anche gli altri sono ormai decisi a farlo e a rifiutare di prendere ordini. In occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte Cina – Russia sull’Amur l’ambasciatore di Pechino a Mosca ha detto: “Dobbiamo porre fine una volta per tutte all’egemonia degli Stati Uniti, con il loro eterno desiderio di interferire negli affari degli Stati sovrani”. E il ministro della difesa cinese, in un incontro con Lloyd Austin ha ribadito: “Se qualcuno osa dividere Taiwan dalla Cina, l’esercito cinese non esiterà a iniziare una guerra a qualunque costo”. Sono certo che fra qualche decennio, l’aver innescato il conflitto ucraino sarà visto come un errore capitale per l’occidente.”.

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  16. Questo succede nella libera e democratica, che dico, democraticissimo Europa
    Kirill Fedorov ha scritto una nuova lettera dalla prigione centrale di Riga, dove è detenuto per tre mesi, ma non sa nemmeno perché. La cosa principale della lettera. Kirill ha detto per la prima volta di essere stato torturato. Qualche tempo fa ne hanno scritto i giornalisti italiani.

    “Durante questo periodo sono riuscito a sopravvivere a torture, minacce, pressioni fisiche e psicologiche, inganni e molto altro… Purtroppo la stampa tace e i media lavorano per lo Stato… È ironico come i media in questo bel paese sono preoccupati per la salute di Navalny, ma cosa “Non li sento condannare la terapia con elettroshock che mi è stata applicata. Anche se, non può essere in Europa, nel 21° secolo? E se non può, allora non esiste. Ho ragione?”, –

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  17. Bel dibattito! Grazie a Mini, musicamusicologia, Tracia, Cagliostro et altri! Questa è informazione. ….i fondi pubblici all’ editoria dovrebbero andare ad infosannio.com per ospitare e permettere una tale risorsa di notizie e confronto! Quanto al cordone sanitario andava certamente messo con TSO, per pericolosità , a chi ha destabilizzato paesi, appoggiato dittature sanguinarie, fatto guerre in ogni buco del mondo senza subire mai invasione del proprio territorio, vittime civili, danni. ….se penso a quanto sia costata al nostro paese la destabilizzazione , per imporre governatori pro-Romani e regalarci la foglia di fico della sudditanza ” democratica” il solo cordone sanitario all’ impero guerrafondaio a stalle e strisce (di coca) mi pare fin troppo civile ed educato…….alla fine hanno veramente grattugiato i cog…i all’ intero pianeta. ….delirio di onnipotenza da psicosi meritevole di TSO? Quando arriva l’ ambulanza con il cordone sanitario? Perché dopo potrebbe essere tardi. ……

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  18. I Dem US si sono già stufati: c’è l’ inflazione che galoppa e il Covid che resiste. E soprattutto le elezioni di midterm. Insomma, se i politici US , che guardano solo a un palmo del proprio naso, dicono “Fuck Europa”, i cittadini gridano “Fuck Ucraina” ( che nemmeno sapevano, fino a ieri, che esistesse) e Trump è lì che aspetta di rompere le uova nel paniere ad un Presidente ed una Vice non proprio popolari. Ma si sa, le democrazie occidentali sono forme di governo speciali: chiunque i cittadini votino, si è in “democrazia” solo se vincono i Dem.
    I Migliori si apprestano a gestire la giravolta: già ci sono voci di “giornalisti” ( eufemismo) che proclamano: “Giusto che gli US si ritirino, tocca all’ Europa”, cioè ai mercenari degli US. E Putin non è più un maiale da schiacciare ma “ci dobbiamo trattatr”, E chi l’ avrebbe mai detto.
    La differenza con la Russia che non “capiamo”? Esattamente questa: l’ antica perseveranza.

    Intanto i renziani mettono le mani avanti e fanno cassa: in quel di Ravenna (dato che non mancava che questo ad inquinare, lì…) in un battibaleno è stato deciso di installare una nave-rigassificatore. In un Paese dove i tempi sono infiniti, hanno già deciso ( ovviamente nel silenzio più assoluto e senza alcun dibattito, come succede sempre qui). Non sia mai che finisca la guerra e l’ affare tramonti. Indovinate chi ne sarà il Commissario? Ma Bonaccini, ovviamente. Destra e sinistra “plaudono”: in nessun altro luogo il Patto del Nazareno ( regista Renzi) funziona meglio: trippa per tutti. Ovviamente il tutto sarà per il bene dell’ intera nazione e la fretta ( se la guerra finisse…) metterà le ali a tutti: si farà in tempi record e Bonaccini verrà santificato come il miglior fico del bigoncio, colui che “fa”. La guida del PD è sempre più vicina.

    E la presidenza dell’ Emilia Romagna? C’è la Schlein che scalpita. Fa parte del “popolo LGBT+”, quindi i giornali sono già in fibrillazione. Donna, lesbica, attivista, cittadinanza statunitense e svizzera (tre?), loquacissima, renziana (beh, sul “renziana”… si è dissociata al momento giusto, come tutti gli altri, giusto per il nome : ) . insomma, pare di essere negli US!

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