L’urlo

(Massimo Gramellini – corriere.it) – L’altra sera, scanalando tra i talk, mi sono imbattuto in un’immagine familiare: il professor Cacciari che sbuffa e sbraita. Non ho capito perché, ma ha poca importanza. Cacciari sbuffa e sbraita a prescindere, con l’aria di chi ti concede la grazia di venire in tv mentre avrebbe di meglio da fare (andare in un’altra tv).

Qualcuno sostiene che il suo sbuffare sbraitando e sbraitare sbuffando sia un vezzo caratteriale. Qualcun altro che faccia parte di una tecnica intimidatoria per far sentire l’interlocutore un cretino. In effetti gli interlocutori contro cui si scaglia, quasi sempre senza essere stato provocato da loro, tendono ad assecondarlo con sorrisi impacciati e un rispetto non giustificato dal suo comportamento.

E pensare che basterebbe una parolina per smontarne la tracotanza a senso unico: Shanghai. Cacciari è uno di quelli che, prima di buttarsi sulla guerra, ha sbraitato e sbuffato in tutti i microfoni che l’Italia del Green Pass era una dittatura sanitaria, ma si è sempre scordato di dedicare anche solo un minuto d’indignazione a quanto stava succedendo in una dittatura vera, la Cina, dove si viene ingabbiati nei condomini al minimo sospetto di contagio.

Pare che l’altra sera il bersaglio della sua ira prefabbricata fosse Gad Lerner, polemista di vaglia, uno capace di azzannarti alla giugulare. Ebbene, persino lui sembrava in soggezione, come se riconoscesse a Cacciari una patente di superiorità culturale. A riprova che in questo Paese, per essere presi sul serio, è sufficiente prendersi molto sul serio.

20 replies

  1. Sei il solito lacchè……si capiva benissimo, solo contrariamente a te raccontava una verità scomoda hai tuoi padroni……

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  2. Da diverso tempo Gramellini ha perso la prosa graffiante, a volte spiazzante, approdando a una forma di prosa tanto scoppiettante quanto vacua e retorica.

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  3. Cacciati a il suo perché, direi che le sue analisi sono sempre corrette anche se spesso ha questo atteggiamento di superiorità alcune volte più che giustificato

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  4. Il dott. Gad Lerner svolge in realtà una funzione mediatico-politica ben precisa. Quando viene invitato nelle trasmissioni televisive come intellettuale “di sinistra” provoca nei telespettatori dei moti spontanei di ribellione, ripulsa nei confronti delle idee (che si vorrebbero) di sinistra. Gad Lerner ricopre da anni – consapevolmente o meno può essere oggetto di discussione – il ruolo di cavallo di Troia.
    Su questo IL FATTO QUOTIDIANO avrebbe dovuto essere più accorto e prudente nell’assoldarlo tra le sue file

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  5. il mestiere dei filosofi è quello di pensare… ma non è sempre detto che il loro pensare sia il verbo di Dio!!! però una cosa l’hanno pensata sicuramente bene! loro pensano e gli altri si fanno il mazzo per campare!! loro no!! sono sempre dei privilegiati!! chissà perché!?! il bello è che poi diventano pure prepotenti, pontificatori, arroganti! invece di pensare seriamente, visto la loro immensa intelligenza, ad aiutare il popolo ad uscire dai problemi! le chiacchiere come sempre stanno a zero!

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    • G.G.Belli, spiegava in un suo sonetto del 1830 o giù di lì, che i preti della Roma papalina raccontavano: ” uno pensa e ordina, l’altro fa il lavoro manuale e non si stanca a pensare, così la fatica per entrambi è dimezzata”.
      Stiamo tornando indietro di appena 200 anni, ma che vuole che sia, Signora mia !

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    • Parafrasando, a rovescio, il pensiero Kantiano (ossia, imparare a pensare con la propria testa) – si direbbe che dall’empio amore dell’Illuminismo e della democrazia i popoli sono stati educati a imparare i pensieri pensati dalla testa di quelli che “pensano”; (tanto ci sono loro che si occupano anche per quelli che non pensano…).

      E’ da allora che, i filosofi, hanno cominciato a raccontargli tante belle verità, al buon popolo… si son messi a emanciparlo… col risultato che via via che il pensiero dei “pensatori” si declamava fra di loro, la maggioranza dei “pensati” cominciarono ad appassionarcisi facile a questo fenomeno: gli eliminava lo sforzo di pensare, e se ne trovò così bene che smise completamente di pensare, per ripetere a pappagallo i pensieri pensati degli “altri”.

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  6. Cacciari è sempre stato così, supponente, ma quando veniva eletto sindaco di Venezia per il centro sinistra la sua supponenza e maleducazione andava benone a chi ora lo critica , perché dice cose scomode, non so se per convinzione od ego spropositato! A me stava sulle palle prima esattamente come adesso. ….ed è uno sforzo capire quello che dice, magari condivisibile, ignorando un atteggiamento a dir poco fastidioso! Certamente fra un egoico, antipatico, ed un’ ameba di finto buonismo di sinistra alla Gad, preferisco il primo, quantomeno non mi addormento in attesa che prima o poi gli scoppi la giugulare, pericolosamente turgida, o si faccia un infarto in diretta! Se ad un Cacciari, che fa il Cacciari, si contrappone un Gad, è per una tecnica comunicativa…certi confronti sono ovviamente pianificati per far trionfare il buonissimo amebico, con la probabile complicità di entrambi che nascono e vengono pescati dalla stessa pentola ad uso e consumo finalizzati!

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  7. “E pensare che basterebbe una parolina per smontarne la tracotanza a senso unico: Shanghai.”

    Anche Stoccolma come parolina non è male. Tra l’altro è un posto che dovrebbe piacere da morire al tizio in questione perché, a differenza di Shanghai, sta per entrare nella Grande Madre Nato.

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  8. Non so se sono io che faccio fatica a capire, ma negli ultimi 10 articoli Gramellini non ha detto una qualsiasi cosa che sia un’argomentazione nel merito delle cose. Fuffa al 100%

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    • @ILMARTELLO
      Gargamella scrive solo per ricevere il bonifico…..fuffa pagata profumatamente. Quando la cronaca delle vicende umane si fa cruenta, noi lettori siamo semplicemente meno disposti a leggere fuffa….ma lui sempre quella scrive, in pace e in guerra. Gramellini è un po’ una sorta di Marina Lante della Rovere del giornalismo.

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