Ma mi faccia il piacere

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Greenwashing. “Una volta (una sola infatti) ho incontrato Travaglio, due o tre anni fa, in un luogo affollato. L’ho salutato, gli ho rivolto un paio di frasi di circostanza. C’è quel modo di dire figurato, diventare verde dalla paura. Be’: è diventato proprio verde” (Adriano Sofri, Foglio, 27.5). Non capita tutti i giorni di ritrovarsi […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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20 replies

  1. Ma mi faccia il piacere

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Greenwashing. “Una volta (una sola infatti) ho incontrato Travaglio, due o tre anni fa, in un luogo affollato. L’ho salutato, gli ho rivolto un paio di frasi di circostanza. C’è quel modo di dire figurato, diventare verde dalla paura. Be’: è diventato proprio verde” (Adriano Sofri, Foglio, 27.5). Non capita tutti i giorni di ritrovarsi di fronte un assassino a piede libero, al Salone del Libro. Ma poi tre circostanze mi tranquillizzarono. 1) Chi entrava veniva perquisito. 2) Pietrostefani era già fuggito a Parigi. 3) Non ero di spalle.

    Arrivano i nostri. “Mosca stringe la morsa su tutto il fronte orientale” (Stampa, 27.5). “Ora sul fronte più caldo dell’Est gli ucraini usano i cannoni italiani” (Repubblica, 27.5). Mi sa che si vede.

    Fate voi. “Draghi scommette su una telefonata Biden-Putin” (Foglio, 26.5). Ora fa il guardone.

    Adornando Ferdinato. “Quando Renzi, dopo la crisi del patto Salvini-Di Maio, pur di evitare il voto impose il ‘governo giallorosso’, Letta subì la scelta. Istintivamente non era d’accordo. Sapeva e sa, infatti, quanto gran parte del popolo del Pd ritenga ‘innaturale’ l’alleanza con un movimento populista” (Ferdinando Adornato, Messaggero, 27.5). Certo, come no: infatti all’epoca (agosto 2019) Letta faceva il professore a Parigi e il segretario del Pd era Zingaretti.

    Sabotaggio. “Conte ci ha ostacolato nella guerra al Covid” (Giulio Gallera, ex assessore FI in Lombardia, Libero, 17.5). In effetti qualche lombardo è sopravvissuto.

    Grumi. “C’è un grumo mediatico giudiziario che ha provato a liberarsi di me. Ma io sono ancora qua” (Matteo Renzi, Dubbio, 27.5). C’era persino un pirla che voleva farlo ritirare dalla politica se avesse perso il referendum.

    Piedeskin. “Eurovision, polemiche inutili. L vittoria di Kiev ricorda quella dei Maneskin” (Lilli Gruber, Sette-Corriere della sera, 27.5). Solo che i Maneskin sanno cantare.

    Pezzo di Merlo. “’Stefania’ è la ‘Bella ciao’ dell’Ucraina” (Francesco Merlo, Repubblica, 17.5). Canta il Merlo.

    Lingua alla messinese. “Forse è un bene che Draghi non sia un politico. Solo uno statista” (Sebastiano Messina, Repubblica, 28.5). Slurp.

    Alla pari. “Il pacifismo sulla guerra ucraina è una posizione estremista alla pari del negazionismo sull’Olocausto o del complottismo dei No Vax” (Yoram Gutgeld, Repubblica, 27.5). Altre cazzate?

    Coraggio. “La sinistra abbia coraggio, votiamo Sì ai referendum di giugno” (Massimiliano Smeriglio, eurodeputato Pd, Foglio, 27.5). In effetti ci vuole un bel coraggio.

    Una cosetta. “Programma minimo: cancellare la prigione in 10 mosse” (Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federico Resta, Riformista, 27.5). Prima però pagare il copyright sul papello alla famiglia Riina.

    Discesa in vetta. “Draghi in testa alla classifica della fiducia seguito da Conte” (Ilvo Diamanti, Repubblica, 27.5). “I disastri di Giuseppe Conte. L’irresistibile discesa del leader mai nato nel M5S” (Daniela Preziosi e Lisa Di Giuseppe, Domani, 28.5). Ingegner De Benedetti, è lei?

    Bonus malus. “I mali del Pd sono colpa di Berlinguer. Alla fine degli anni 70 il vuoto strategico del Pci venne colmato dalla triade moralismo, populismo, giustizialismo” (Francesco Carella, Libero, 23.5). “Io dico: luci e ombre. Il moralismo di Berlinguer aprì la strada a tic populisti” (Claudia Mancina, Riformista, 26.5). “Il virus che Berlinguer ha iniettato alla politica” (Renato Farina, Libero, 26.5). Quel brutto vizio di non rubare è duro a morire.

    Coinvolge. “Così Palazzo Chigi vuole coinvolgere gli italiani nel Pnrr” (Corriere della sera, 26.5). Così, quando fallisce, è colpa nostra.

    Profumo d’intesa. “Zinga-Lombardi: l’inceneritore non ci dividerà” (Foglio, 26.5). Ne fate solo mezzo?

    Che sarà mai. ”Non c’è reato, ma l’accusa chiede sei anni per il Cav” (Tiziana Maiolo, Riformista, 26.5). Ha solo pagato 27 testimoni.

    Il titolo della settimana/1. “Ruby si ribella ai pm: ‘La mia vita non è quella descritta in tribunale’” (Libero, 27.5). È peggio.

    Il titolo della settimana/2. “La strage di Capaci e la pista ignorata. Giovanni Falcone poteva essere nel mirino dei fondamentalisti” (Messaggero, 21.5). Ma certo, come no: è stata l’Isis.

    Il titolo della settimana/3. “Dopo i cinghiali è l’ora delle pulci. Parchi invasi” (Repubblica-cronaca di Roma, 28.5). Si preparino le cavallette.

    Il titolo della settimana/4. “SuperMario ostaggio di un’Italia irresponsabile” (Giornale, 26.5). Siamo noi che non ce lo meritiamo, ecco.

    Il titolo della settimana/5. “Una (quasi) toga a casa Cuffaro: la figlia Ida supera la prova scritta” (Dubbio, 28.5). In base al principio dell’alternanza.

    Il titolo della settimana/6. “Cuffaro: ‘Ho il diritto di fare politica a Palermo. E avrò una mia assessora. Aiuterò Lagalla a diventare sindaco’” (Repubblica, 25.5). Sindaco Lagalla, Cuffaro a galla.

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  2. Non capirò mai come un diversamente etnico possa mandare giù l’idea dei neonazisti inquadrati in forze armate regolari. Fossero solo quelli: ce ne sono tanti nelle Regioni orientali della Germania e uno norvegese è in prigione per aver ammazzato anni fa 87 ragazzi. Non si rende conto del pericolo diretto ? Inoltre, che stomaco !

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  3. Manca il ritiro della quattro onorificenze ai politici russi. E ce ne sono ancora 26 da ritirare, secondo round.
    Il Giornale ne dà la colpa a Di Maio, che come si sa è il Deus ex machina delle nefandezze dell’intero mondo da anni a questa parte.
    Dimenticando che le onorificenze le elargisce Mattarella. Il vero artefice di tutto. Ma, zitto zitto…

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  4. “’Stefania’ è la ‘Bella ciao’ dell’Ucraina”
    To be continued…

    …Vedrà che, col tempo, anche in Italia, che è il Paese che più vive di canzoni e più capisce le canzoni, tutti si metteranno a canticchiare “Stefania”, persino quelli che “la colpa è della Nato”, quelli che l’Ucraina dovunque e comunque avrebbe dovuto arrendersi, anche all’Eurovision. E pure lei canticchierà la nuova “Bella ciao” che ora non le piace.

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  5. ” Quel brutto vizio di non rubare è duro a morire ” peccato, hanno davanti una prateria.
    Il Bel Paese (do sole)

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  6. Grande Travaglio come al solito.
    L’unica cosa di cui non sono convinto è che i maneskin sappiano cantare.
    A meno che vestirsi da buffoni equivalga a saper cantare…..

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  7. Da buon conoscitore di musica rock internazionale devo invece ammettere che diventeranno il gruppo rock italiano migliore di tutti i tempi(non che ci voglia molto), comunque molto al di sotto dei gruppi rock stranieri………

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    • Su questo non ho dubbi,anzi credo che lo siano già.
      Però, come tu stesso hai ammesso , anche la concorrenza internazionale lascia parecchio a desiderare.
      Va be dai…..poco male…..se guardiamo agli anni 60/70/80/90 sia in Italia che all’estero c’ė talmente tanta buona musica che non basterebbero tre vite per ascoltarla tutta.
      Io continuo ad ascoltare quella, spesso e volentieri cantata in jeans e maglietta strafregandosene del look!😊

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      • EC.
        Scusa ho letto male quello che hai scritto.
        “Il miglior gruppo rock italiano DI TUTTI I TEMPI” mi sembra un tantino esagerato.
        E, per come la vedo io , anche all’estero come buona musica vanno maluccio.
        Ogni tanto ( molto raramente) capita di ascoltare qualche canzone decente ma se poi ascolti bene ti rendi conto che è semplicemente un copia/incolla di qualche bella canzone anni 80

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    • Migliore dei Marlene Kuntz per esempio? Un tantino sopravvalutati questi ragazzotti usciti dal talent show o sbaglio?

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  8. Tra 3 anni suoneranno alle sagre dei paesi….gruppo che hanno creato a tavolino e faranno morire allo stesso modo. Vedi Tokyo hotel qualche anno fa.

    Marlene kuntz
    Timoria
    Punkreas
    CSI (ex cccp)
    I primi Litfiba
    99 posse
    Pitura Freska
    Statuto
    Negazione
    Subsonica (all inizio)
    Bluvertigo
    Prozac +

    E altre decine di gruppi che hanno avuto meno successo commerciale ma che al estero conoscono e stimano dopo tanti anni

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    • Che non c’entrano un cavolo con lo stile musicale dei M.K.

      Da aggiungere alla lista gli Afterhours, in ogni caso, del resto il Mannekin Damiano è praticamente il figlio (illegittimo?) di Manuel Agnelli.

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      • Marlene kuntz i nipotini italiani dei Sonic youth e dei Afghan whighs…indimenticabile la collaborazione con Greg Dulli e poi anche quella con Skin.
        Afterhours per mia opinioni validi fino 1999

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      • Infatti, è proprio quello che volevo dire. Per chi, come me, ama “altro”, al massimo può ascoltare i Marlene Kunz…
        Si rilassi, era per scherzare! No, Manuel Agnelli NOOOOO!

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  9. “L’ho salutato, gli ho rivolto un paio di frasi di circostanza. C’è quel modo di dire figurato, diventare verde dalla paura. Be’: è diventato proprio verde”.
    Ma chi è? Joe Pesci?

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