Grillo vuole la crisi?

Il Garante: “Sempre in errore la maggioranza”. Dl Aiuti emendato dai 5S citando le leggi Ue contro chi brucia rifiuti. I Cinque Stelle camminano sopra il dirupo della crisi di governo, e hanno paura a guardare di sotto. “Ci vogliono buttare fuori dalla maggioranza, spingerci al fallo di reazione” aveva detto pochi giorni fa […]

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – I Cinque Stelle camminano sopra il dirupo della crisi di governo, e hanno paura a guardare di sotto. “Ci vogliono buttare fuori dalla maggioranza, spingerci al fallo di reazione” aveva detto pochi giorni fa al Fatto Giuseppe Conte. Però poi una domenica mattina arriva Beppe Grillo, “che non dà la più linea” giurano i contiani, ma che sempre Grillo è: e in un post sul suo blog il Garante proprio a quello allude, alla crisi. “La maggioranza è sempre in errore” recita il titolo di un testo di Paul Rulkens, conferenziere e autore. Dove viene citata una massima di Albert Einstein: “Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla, colui va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato”. Basta e avanza per spargere ansia nel Movimento. “Beppe vuole che usciamo dalla maggioranza” è la lettura di molti. E anche nel Pd si chiedono cosa voglia dire quell’uscita. Mentre si diffonde anche la voce che il Garante abbia dato un segnale su mandato proprio dell’ex premier. “Assolutamente no, Conte neppure sapeva del post” ribattono dal giro dell’avvocato, da dove raccontano che Conte e Grillo ieri si sarebbero sentiti (“ma parlano spesso”).

Ma c’è chi narra una terza versione. Ossia che il post sarebbe in realtà un dispetto al leader di Grillo, irritato perché sabato il vicepresidente dei 5Stelle Mario Turco aveva ammesso ciò di cui tutti nel Movimento parlano da settimane. Ossia che dopo le amministrative il simbolo del M5S potrebbe essere cambiato, inserendovi il cognome di Conte. E Grillo non avrebbe gradito. Da qui il riferimento alla maggioranza da non seguire, riferimento implicito al plebiscito con cui Conte era stato rieletto leader dagli iscritti. “Polpette avvelenate” sibila un contiano.

Di sicuro, Grillo o no, la permanenza dei 5Stelle nell’esecutivo è legata al decreto Aiuti, che racchiude la norma per consentire al sindaco di Roma di costruire un inceneritore. “Se mettessero la fiducia sul dl sarebbe inaccettabile” ha detto ovunque Conte. Proprio Turco, sempre due giorni fa, si è detto ottimista sul punto: “Abbiamo avuto rassicurazioni dal governo, non metteranno la fiducia”. Ma il quadro resta complicato. Anche perché a Palazzo Chigi sono convinti che Conte non avrebbe comunque la forza di strappare. “I gruppi parlamentari si spaccherebbero” è la tesi diffusa nello staff di Mario Draghi. Ma anche un 5Stelle di certo non ostile al premier come Luigi Di Maio non potrebbe deglutire l’inceneritore così com’è, spiegano fonti qualificate. Per questo la fiducia potrebbe essere congelata. Ma siamo ancora nel condizionale. Mentre è già evidente la difficoltà di far approvare in Parlamento un emendamento al decreto, a cui i 5Stelle lavorano per smussare il riferimento al termovalorizzatore. Circola una bozza, dove si esorta il commissario al Giubileo – cioè il sindaco di Roma – ad adottare un piano rifiuti “nel rispetto degli obiettivi ambientali di cui all’articolo 17 del Regolamento Ue 852 del 2020”, che cita come cause di danno ambientale quelle attività economiche che comportino “un aumento significativo dell’incenerimento o dello smaltimento dei rifiuti”. Ma la bozza fa riferimento anche a norme nazionali. Difficile comunque trovare i numeri per far passare la modifica. Con la Lega che ha già minacciato pubblicamente le barricate, e figurarsi Italia Viva. Nell’attesa, nel centrodestra continuano a darsele, a conferma che le coalizioni ad oggi sono virtuali.

Nel dettaglio, ieri Matteo Salvini ha criticato la forzista Maria Stella Gelmini, critica verso Silvio Berlusconi per le sue posizioni ambigue sulla guerra in Ucraina. “Prima di criticare Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque” ha scandito il capo del Carroccio. E la ministra agli Affari regionali gli ha subito risposto: “Invito il segretario della Lega a rispettare il dibattito interno ad un partito che – per il momento – non è il suo”. Chiaro il riferimento al progetto di Salvini di federare il Carroccio con Fi. Non a caso, un forzista affine a Gelmini come Renato Brunetta batte un colpo: “Bene chi chiede chiarezza, sulla posizione di Fi in merito al conflitto russo-ucraino non può esserci alcuna ambiguità”. Perché nella maggioranza di Draghi tutti combattono tutti.

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14 replies

  1. Grillo vuole la crisi? Al prossimo gossip a reti unificate sul figlio cambierà idea.
    Chi ha in mano i media, che possono far nascere e morire chiunque con un servizio delle Jene o di Report, ha in mano le sorti di chiunque e la politica dell’ intero mondo. “La calunnia è un venticello…” e via media e social si trasforma in un “colpo di cannone” in un attimo. Che sia vero o falso non ha importanza, basta che si usi il condizionale e si dica “presunto” ogni tanto (ma poco poco…)
    Basta guardare come negli US si stanno accanendo contro l’ “eroe” Musk che ha confessato di votare Repubblicano.
    Non è possibile, non è previsto: impensabile non essere “buoni e giusti” cioè Dem.

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  2. CONTE E DI MAIO SONO IDENTICI- Viviana Vivarelli.

    Grillo e Conte non vogliono nessuna crisi, anche se sui social sta aumentando la protesta di coloro che non ce la fanno più a vederli sostenere questo Governo.
    Non riesco nemmeno a capire perché tanti che manifestano tanta avversione a Di Maio perché fa il servo di Draghi, poi esaltino Conte che fa il servo di Draghi nella stessa identica maniera e ordina di votare come fa Di Maio tutte le porcate di Draghi, con la differenza che Di Maio lo fa restando dentro il Governo e Conte, che nel Governo non c’è perché non è ministro e nemmeno parlamentare, lo fa ordinando ai 5 stelle di votare la fiducia ai decreti di Draghi (lo ha fatto più di 229 volte!!!), continuanando a sostenere il Governo.
    Di Maio non si dimostra mai contrario a Draghi, non può farlo perché è un suo Ministro e Conte ogni giorno gli giura fedeltà e dice che non intende assolutamente andare a nuove elezioni perché il Movimento non è pronto.
    È passato un anno dall’inizio della ristrutturazione da Movimento a Partito ma non si capisce perché il nuovo M5S non è ancora pronto e alle Amministrative non si presenterà nemmeno in moltissimi Comuni. Ma che senso ha perdere così tanto tempo?? Non è un suicidio anche questo?
    A quelli che continuano stupidamente a ripetere il mantra demenziale che stiamo dentro il Governo “per difendere le leggi che abbiamo fatto” (i fatti attestano continuamente che non è vero, perché non difendiamo proprio nulla e Draghi le nostre leggi le sta cancellando tutte) vorrei ricordare cosa successe quando arrivò la legge Cartabia che distruggeva la riforma Bonafede e reintroduceva la prescrizione troncando i processi ai più ricchi (ma Grillo spera che tronchi anche il processo di suo figlio): Grillo ordinò ai suoi 4 Ministri di votarla. Uno di questi era Di Maio, ma l’ordine era di Grillo. Di Maio ubbidì e Conte non si oppose.
    Alla prima votazione alla Camera i voti favorevoli furono 462 quelli contrari 55, un solo astenuto. Alla seconda 458 deputati hanno detto sì, 46 no, un astenuto. Dunque Conte ordinò di votare Sì in blocco.
    Nel caso delle armi inviate all’Ucraina, Draghi fece tre decreti, secretandoli, cioè i parlamentari dovevano votare senza nemmeno sapere quante armi e quali sarebbero state mandate.
    Ci furono tre decreti ma una sola votazione alla Camera e Draghi decise che una bastava e avanzava senza bisogno di mandarla in Senato (cosa incostituzionale). L’invio di armi passò con 367 sì, 25 no e 5 astenuti. Ma a far rumore furono le assenze. Tra parlamentari in missione (78) e altri che hanno fatto perdere le proprie tracce, tutti i gruppi hanno fatto registrare «perdite» consistenti. I 5 stelle in Aula erano appena il 68% del totale. Il Pd il 71%, la Lega il 59 %.
    Oltre al fatto delle larghissime assenze, dobbiamo considerare poi il fatto dei voti trasversali sia del gruppo misto che di quelli che all’interno dell’accozzaglia possono non gradire certi decreti e potrebbero votare contro, per cui l’esito del voto è sempre incerto.
    I fatti vanno così. Nel M5S nessuno ha il coraggio di dire che è contro le decisioni di Grillo e Conte sennò lo cacciano. Allora si dà assente. E il peggio è che, appena un 5 stelle è contrario a qualcosa, si scatena contro di lui sui social la furia violenta dei fanatici, basta vedere quello che sono riusciti a scrivere contro Petrocelli, che Conte ha cacciato per aver scritto “Vila la festa di liberaZione”. Ma nemmeno nella Russia di Stalin abbiamo visto delle epurazioni simili, con la gente col sangue alla gola che lo avrebbe linciato immediatamente.
    Quando si dice che non abbiamo il 51% bisognerebbe ricordare anche che il numero di assenti in Parlamento è altissimo, specie il lunedì e il venerdì e spesso basterebbe che i parlamentari a 5 stelle fossero tutti presenti per far cadere i decreti di Draghi.
    Renzi fece cadere un governo con due soli senatori. Noi non potremmo farlo con 228 parlamentari? Cerchiamo di non dire sciocchezze per voler difendere per forza Conte perché in passato ha fatto bene ed è simpatico. Se tua moglie ti tradisce non la perdoni di colpo solo perché in passato ha fatto bene ed è simpatica. Il tradimento resta.
    In questo momento è un fatto che Conte è complice di tutte le porcherie di Draghi e non c’è simpatia al mondo che possa cancellare questo fatto.
    In quanto all’invio di armi in Ucraina, Conte ha detto che era contrario, ma solo ‘dopo’ che l’invio era stato approvato e quando Draghi ha fatto sapere che non ci sarebbe stata un’altra votazione. Il che a casa mia si chiama essere ipocriti. E in politica si chiama “farsi belli con chiacchiere elettorali”.

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  3. Sui singoli provvedimenti, tipo l inceneritore a Roma, la Meloni voterebbe a favore puntellando qualunque maggioranza alternativa nata con l uscita dei 5s dal governo.
    Nessuno obbligherebbe draghi alle dimissioni e l assalto ripartirebbe su rdc, 2% PIL per armi, riforma giustizia, ecc
    È questo che vuole Grillo?
    Meglio lasciargli il simbolo, risparmiare soldi e lasciare anche il suo pensiero ai malpancisti o ai nostalgici dello stare all opposizione a vomitare sentenze e a non contare nulla sul processo legislativo.
    Conte con Bersani e chi ci sta, a provare a fare ancora qualcosa da di buono per le persone, Grillo con Spadafora, Giarrusso, i malpancisti delusi da chi invece ha governato nel rispetto possibile del mandato ricevuto, leggi realizzare, non ululati alla luna
    Decideranno gli elettori

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  4. La crisi non la vogliono né Grillo né Conte.
    CONTE E DI MAIO SONO IDENTICI- Viviana Vivarelli.
    Mi chiedono come mai non parlo mai di Di Maio. Per me Di Maio non esiste. Non lo considero più un 5 stelle. Seguirà il potere, andrà alla NATO o in qualche organismo europeo, come un carrierista qualunque. Ma con Conte il discorso è più pesante.
    Non riesco nemmeno a capire perché tanti che manifestano tanta avversione a Di Maio perché fa il servo di Draghi, poi esaltino Conte che fa il servo di Draghi nella stessa identica maniera e ordina di votare come fa Di Maio tutte le porcate di Draghi, con la differenza che Di Maio lo fa restando dentro il Governo e Conte, che nel Governo non c’è perché non è ministro e nemmeno parlamentare, lo fa ordinando ai 5 stelle di votare la fiducia ai decreti di Draghi (lo ha fatto più di 229 volte!!!), continuando a sostenere il Governo.
    Di Maio non si dimostra mai contrario a Draghi, non può farlo perché è un suo Ministro ma Conte, che dovrebbe considerare Draghi il suo peggior nemico ed essere dunque all’opposizione, ogni giorno gli giura fedeltà e dice che non intende assolutamente andare a nuove elezioni perché il Movimento non è pronto. Così l’Italia è l’unico Paese d’Europa che non ha una opposizione e dunque che non ha un alternativa di governo, come invece hanno avuto la Spagna e la Germania che il governo lo hanno cambiato perché l’opposizione ha fatto il suo dovere e non si è prostituita.
    È passato un anno dall’inizio della ristrutturazione da Movimento a Partito ma non si capisce perché il nuovo M5S non è ancora pronto e alle Amministrative non si presenterà nemmeno in moltissimi Comuni. Ma che senso ha perdere così tanto tempo?? Non è un suicidio anche questo?
    A quelli che continuano stupidamente a ripetere il mantra demenziale che stiamo dentro il Governo “per difendere le leggi che abbiamo fatto” (i fatti attestano continuamente che non è vero, perché non difendiamo proprio nulla e Draghi le nostre leggi le sta cancellando tutte) vorrei ricordare cosa successe quando arrivò la legge Cartabia che distruggeva la riforma Bonafede e reintroduceva la prescrizione troncando i processi ai più ricchi (ma Grillo spera che tronchi anche il processo di suo figlio): Grillo ordinò ai suoi 4 Ministri di votarla. Uno di questi era Di Maio, ma l’ordine era di Grillo. Di Maio ubbidì e Conte non si oppose.
    Alla prima votazione alla Camera i voti favorevoli furono 462 quelli contrari 55, un solo astenuto. Alla seconda 458 deputati hanno detto sì, 46 no, un astenuto. Dunque Conte ordinò di votare Sì in blocco.
    Nel caso delle armi inviate all’Ucraina, Draghi fece tre decreti, secretandoli, cioè i parlamentari dovevano votare senza nemmeno sapere quante armi e quali sarebbero state mandate.
    Ci furono tre decreti ma una sola votazione alla Camera e Draghi decise che una bastava e avanzava senza bisogno di mandarla in Senato (cosa incostituzionale). L’invio di armi passò con 367 sì, 25 no e 5 astenuti. Ma a far rumore furono le assenze. Tra parlamentari in missione (78) e altri che hanno fatto perdere le proprie tracce, tutti i gruppi hanno fatto registrare «perdite» consistenti. I 5 stelle in Aula erano appena il 68% del totale. Il Pd il 71%, la Lega il 59 %.
    Oltre al fatto delle larghissime assenze, dobbiamo considerare poi il fatto dei voti trasversali sia del gruppo misto che di quelli che all’interno dell’accozzaglia possono non gradire certi decreti e potrebbero votare contro, per cui l’esito del voto è sempre incerto.
    I fatti vanno così. Nel M5S nessuno ha il coraggio di dire che è contro le decisioni di Grillo e Conte sennò lo cacciano. Allora si dà assente. E il peggio è che, appena un 5 stelle è contrario a qualcosa, si scatena contro di lui sui social la furia violenta dei fanatici, basta vedere quello che sono riusciti a scrivere contro Petrocelli, che Conte ha cacciato per aver scritto “Viva la festa di liberaZione”. Ma nemmeno nella Russia di Stalin abbiamo visto delle epurazioni simili, con la gente col sangue alla gola che lo avrebbe linciato immediatamente.
    Quando si dice che non abbiamo il 51% bisognerebbe ricordare anche che il numero di assenti in Parlamento è altissimo, specie il lunedì e il venerdì e spesso basterebbe che i parlamentari a 5 stelle fossero tutti presenti per far cadere i decreti di Draghi.
    Renzi fece cadere un governo con due soli senatori. Noi non potremmo farlo con 228 parlamentari? Cerchiamo di non dire sciocchezze per voler difendere per forza Conte perché in passato ha fatto bene ed è simpatico. Se tua moglie ti tradisce non la perdoni di colpo solo perché in passato ha fatto bene ed è simpatica. Il tradimento resta.
    In questo momento è un fatto che Conte è complice di tutte le porcherie di Draghi e non c’è simpatia al mondo che possa cancellare questo fatto.
    In quanto all’invio di armi in Ucraina, Conte ha detto che era contrario, ma solo ‘dopo’ che l’invio era stato approvato e quando Draghi ha fatto sapere che non ci sarebbe stata un’altra votazione. Il che a casa mia si chiama essere ipocriti. E in politica si chiama “farsi belli con chiacchiere elettorali”.
    ..
    Ora ci sarà da ridere perché Draghi ha scansato il voto sulle armi all’Ucraina ma sta per arrivare in Parlamento il decreto per fare l’incineritore a Roma.
    Conte e Grillo ordineranno di votare anche quello?
    Come era quella barzelletta che stiamo al governo per difendere le nostre leggi e i nostri valori???

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    • Mi scusi, ma tutta la sua esistenza si basa sul passare le giornate a scrivere pappardelle pseudo-psicologiche e sociologiche sul m5s? Non è che per caso lei è de masi travestito da donna? già quando frequentavo il blog di grillo (2010-2014) mi dava non poco fastidio che non si riusciva mai ad arrivare al fulcro di un argomento e sul concetto di un post perché c’era lei (e chi come lei) che infestava il 90% dei commenti di spoiler e cose senza senso e non pertinenti (…almeno tinazzi era più originale e quantomeno qualche commento serio una volta ogni tanto lo faceva), mo si viene a sfogare pure qua? E poi, mi perdoni, ma non faccia tanto ‘l’innocentina’ che in tempi non sospetti, da perfetta tifosa e non da ‘cittadina consapevole’, anche lei ha difeso a spada tratta tante scelte scellerate fatte dal m5s che ha portato questo partito a liquefarsi e il paese a stare peggio di prima, con un sistema partitico-mafioso ancora più forte e sfacciato di prima per colpa di questa ciurma di cialtroni imcompetenti e scappati di casa uscito dal cilindro pentastellato. Se il m5s non ha mai costruito una vera classe dirigente e a partorito dalle sue viscere solo questi bambolotti presuntuosi e figli di papà è colpa tanto di travaglio quanto si chi come lei che avete vissuto solo di slogan e frasette fatte.

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