Alessandro Di Battista: “Il male della politica è la pavidità”

(Alessandro Di Battista) – La guerra va avanti insomma. L’Ucraina rivuole la Crimea, Putin si rafforza internamente (l’83% dei russi sta dalla parte di Putin secondo il Centro indipendente sondaggi Levada) e il fantomatico crollo dell’economia russa causa sanzioni non c’è stato, gli USA vendono armi ed estraggono gas liquido e petrolio fregandosi le mani per l’aumento dei prezzi.

Piange solo l’Europa, un continente bello ed inutile, diviso (nonostante la propaganda occidentale dica il contrario), debole politicamente, impoverito economicamente. Piange anche l’Africa. Da quelle parti sono abituati a piangere ma piangono ancor di più visti i rincari (causa sanzioni) di grano, cereali e fertilizzanti. I migranti si moltiplicheranno. Prima si fuggiva dalle guerre, ora si fugge dalle guerre, dai cambiamenti climatici e dagli effetti delle sanzioni. L’ho detto il primo giorno di guerra. Ho detto che le sanzioni avrebbero rafforzato Putin ed indebolito l’Europa. Ho detto che una guerra lunga sarebbe stata una tragedia (in primis per l’Ucraina ovviamente) per il nostro continente. Ora, poco a poco, lo dicono tutti anche se nessun politico osa contravvenire agli ordini di Biden.

Berlusconi, evidentemente in un momento di lucidità, ha detto: “Siamo in guerra anche noi perché gli mandiamo le armi, adesso dopo le armi leggere mi hanno detto che gli mandiamo carri armati e cannoni pesanti, lasciamo perdere. Cosa significa tutto questo? Che avremmo dei forti ritorni dalle sanzioni sulla nostra economia e ci saranno danni ancora più gravi in Africa e allora è possibile che si formino delle ondate di profughi e questo è un pericolo derivante dalla guerra in Ucraina”.

De Benedetti (che nessuno ha il fegato di definire “putiniano”) alcuni giorni fa ha dichiarato: “Gli interessi degli Stati Uniti d’America da un lato e del Regno Unito da una parte, e dell’Europa e in particolare dell’Italia dall’altra, divergono assolutamente. Se Biden vuol fare la guerra alla Russia tramite l’Ucraina è affar suo. Noi non possiamo e non dobbiamo seguirlo”. Traduzione? C’è una guerra per procura. Ma non lo dite a Letta che poi Letta si incazza.

Lucio Caracciolo, un paio di giorni fa ha detto: “Stanno venendo al pettine i nodi delle sanzioni che sono state volute soprattutto dagli americani per dividere gli europei dai russi”. Ma come. Le meravigliose sanzioni non dovevano servire a far crollare l’economia russa provocando manifestazioni oceaniche in Piazza Rossa per chiedere a Putin le dimissioni? Mi sarò perso qualche cosa. Intanto la benzina (servito) sta a 1.96 euro al litro. Ma che sarà mai. Qualche settimana fa stava a 2.23.

Il male della politica è la pavidità (oltre alla corruzione economica ed intellettuale). Quello degli italiani si chiama fatalismo. Accettiamo, come fosse un fatto, le bollette alle stelle, costi osceni dei farmaci per bambini (in Francia dove gli stipendi sono mediamente più alti dei nostri tutto quel che riguarda i figli costa meno). Accettiamo asili nido carenti o costosissimi (a volte se ne va per il nido oltre il 50% dello stipendio di un genitore) ed accettiamo 14 miliardi in più di spesa per la difesa (soprattutto armi) quando per le università il governo investe 7 miliardi di euro all’anno.

Poi sentiamo i politici lamentarsi della fuga dei giovani o delle famiglie che non possono (non si tratta di volontà ma di impossibilità) fare figli. Nel 2050 (dati Istat) potremmo avere 5 milioni di italiani in meno vista la crisi della natalità. Una popolazione sempre più anziana, armata e meno amata. Complimenti

27 replies

  1. Io ormai sono troppo grande…ma ci sarebbe davvero da scappare!
    Questo Paese è all’ammazza caffè, ma non abbiamo nemmeno cenato.
    Comunque Dibba è ingiusto, i giovani stanno protestando per i più disparati motivi, molti davvero gravi, ma vengono presi a manganellate e sottoposti a fermo….il problema sono gli adulti, e gli anziani. Le ultime manifestazione partecipate sono state quelle dei “No Green pass”, per tutto il resto non c’è partecipazione……tanto ci sono i social e la gente sta serena.

    Piace a 3 people

    • Il problema non sono gli “anziani”. Il problema sono – e sono sempre stati – i giovani. sono loro che cantavano “Giovinezza” e impinguavano le BR.
      Facili da indottrinare ( quindi da intortare) per mancanza di esperienza di vita, più portati al consumo fine a se stesso , alla violenza, alla condivisione emotiva, a raccogliersi in gregge sotto un pastore, … Tutti i regimi puntano sui “giovani”. Soprattutto sui “capetti”, quelli in carriera che sono disposti a tutto per accontentare un “grande vecchio” in grado di donare soldi e potere.
      Gli anziani, più scafati, sono sempre più disillusi: infatti, soprattutto di questi tempi, non “servono” più.
      Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza… Sempre così. Ed ogni volta sappiamo come va a finire.
      Poi ci sono giovani e giovani, vecchi e vecchi, ovviamente. Ma sono sempre i giovani quelli mandati in “missione di pace” col fucile in mano. E ci vanno.

      Piace a 1 persona

  2. Per aiutare Alessandro di Battista a veicolare i suoi messaggi con più incisività è sufficiente compiere un gesto molto semplice: iscriversi al suo canale YouTube.
    Lo merita, è un 5* autentico.
    Io non dimentico cosa ha fatto per la causa movimentista, un vero guerriero!

    Piace a 4 people

    • Ce ne fossero tanti in Italia come Dibba.
      Ieri sera ha tenuto testa e ridicolizzato Riotta a Dimartedi.
      Quest’ultimo continuava ad attaccare Travaglio e la Spinelli e Dibba gli faceva notare che non avesse il coraggio (GR) di mettere anche Debenedetti nel suo elenco di putiniani in Italia.
      Forse perché Debenedetti e’ un potente ancora nel giro Gedi ?
      Questo è in gran parte il nostro giornalismo attuale : servo, più realista del Re.
      Gianni

      "Mi piace"

  3. Pavidita’ certo. …” Il codardo minaccia solo quando è al sicuro” Gohete. ….perché qualcuno è al sicuro mentre tutti gli altri sono esposti, alla miseria, alla precarietà, alla malattia per mancato accesso alle cure, all’ ignoranza e alla manipolazione mediatica e propagandistica, alla fatalità che ti fa crepare per disastri ambientali e di infrastrutture, per incuria e profitto, alla morte per lavoro e su lavoro, dove con rischio e salari da fame devi pure ringraziare, perché gli schiavi ringraziano sempre la benevolenza del padrone anche quando la loro vita è merce e la perdita è risibile sul guadagno complessivo…. ringraziano perché non esistono più diritti ma concessioni, a chi si comporta bene e non disturba…..ora che siamo in mano alla tracotanza e prepotenza dei codardi, nessuno escluso, la loro minaccia si traduce in guerra dove qualcuno è al sicuro mentre i soliti sono esposti. …possono sempre consolarsi con la glorificazione da eroi….sarebbe disdicevole rivelare che sono in realtà merce sacrificabile per gli stessi interessi e profitti di cui sopra….il vero eroismo sarebbe pretendere che a pagare fossero i figli dei codardi, pavidi in malafede, e la fatalità della guerra, insieme alle altre fatalità, ben distribuita….o magari evitata, ecco se a pagare fossero una volta quelli al sicuro, il loro impegno in tal senso sarebbe strenuo. ….eroico!

    "Mi piace"

  4. Alessandro Di Battista: “Il male della politica è la pavidità”

    Beh, certo che detto da chi, quando è stato il momento di fare finalmente sul serio, con ottima scelta di tempo non ha trovato di meglio che chiamarsi fuori dall’agone politico, abbandonando i compagni proprio nel momento in cui c’era più bisogno di lui, per andare a cercare sé stesso in giro per il mondo (o, detto con meno eleganza, si è cagato sotto), suona come una bella ammissione di colpa.

    Ciò premesso, essendo dotato dell’onestà intellettuale necessaria per separare la predica dal pulpito, non posso non riconoscere che ha ragione da vendere.

    "Mi piace"

    • Può darsi tu riesca a riempire la tavernetta; lui riempiva le piazze.
      Ha fatto solo il suo bene quando si è allontanato dalla politica, rinunciando a incarichi certi e dopo avere restituito fior di quattrini (suoi, gli spettavano).
      Perciò, prima di muovergli qualsiasi appunto è meglio pensarci su molto bene. Oppure cadere nel ridicolo.
      Sempre detto col massimo rispetto per tutte le autorità civili, politiche e religiose.

      Piace a 2 people

    • qui sei ingiusto ed anche smemorato-
      prima della campagna elettorale ha detto che non si sarebbe candidato, ma che avrebbe saltato un giro.
      Anche se ha dato e fatto tutto per attirare consensi, ha mantenuto la parola.
      Non ha accettato incarichi quando poteva chiedere quasi qualsiasi cosa, al culmine della popolarità del M5S.
      Non mi pare abbia “abbandonato” come sostieni, è stato coerente.
      Quando ha partecipato alle votazioni del direttivo le ha vinte, per non dargli la guida l’hanno tirata tanto per le lunghe fino alla caduta del Conte2 e alle giravolte di Grillo.
      E’ stato tanto coerente che aveva promesso che se il M5S si fosse discostato dalle promesse avrebbe lasciato il Mov.
      Ora parla da titolo personale, ma continuano a cercarlo, spero non si faccia convincere, sarebbe il loro alibi, se va bene è merito loro, se va male è colpa sua.

      Piace a 1 persona

      • Concordo sulla ricostruzione cronologica dei fatti, ciononostante il fatto che l’avesse annunciato prima non sposta il discorso di una virgola, dato che quel “prima” non era un momento a caso, ma “il culmine della popolarità del M5S” (dunque quando era probabile che avrebbe avuto l’occasione, più unica che rara, di governare).
        Vogliamo chiamarla coerenza? Mi sta bene. Per la sua coerenza, ci siamo mangiati l’occasione di avere un ministro migliore di Di Maio.

        Se si fa convincere (io dichiaro fin d’ora che accetto puntate sul fatto che non succederà mai nulla del genere) e va male, è più che giusto che si prenda la sua parte di colpe. Se pensi che altri (“loro” chi? Conte? Di Maio? Bonafede?) si prenderebbero i suoi meriti, sei tu ad essere ingiusto senza controprove, né precedenti in tal senso.

        "Mi piace"

  5. O Dibba, bravo, hai fatto l’elenco delle solite strunzate che dicono (diciamo) tutti al baretto, bbbravo, ecccihairaggione.

    Ma poi se uno e’ una specie di pollitico, dovrebbe dire cosa fa lui, e farlo pure, altrimenti vai a guardare i cantieri e dici agli operai dove sbagliano a scavare o a impastare il cemento.

    Con la capa che c’hai tu, forse e’ meglio che vai a zappare la terra, almeno porti il contributo di 2 sacchi di patate al mercato e i prezzi delle patate diminuiscono (si fa per dire, non ti reputo capace di coltivare le patate, pure li’ ci vuole un minimo di competenza).

    "Mi piace"

    • Dibba ha lasciato il M5Stelle quando lo hanno lasciato anche molti di noi quando hanno capito che il M5Stelle si stava trasformando in un partito qualsiasi (entrata nel governo
      Draghi) rinnegando programmi e regole fondanti .Al governo con tutti non più una voce fuori dal coro allineati al PD con Brlusconi a sostenere il governo votando tutte le leggi di Draghi.

      Piace a 1 persona

  6. Può darsi tu riesca a riempire la tavernetta; lui riempiva le piazze.

    Argomentazione fallace: anche Mascellone le riempiva, cosa dovremmo dedurne?

    Ha fatto solo il suo bene quando si è allontanato dalla politica, rinunciando a incarichi certi e dopo avere restituito fior di quattrini (suoi, gli spettavano).

    Che abbia fatto il suo bene è certo, come lo è il fatto che è sempre molto facile criticare dall’esterno senza mai prendersi mezza responsabilità; altrettanto facile è etichettare Di Maio come “traditore” e i suoi compagni come “il fu” M5S. Decisamente meno facile è dire quali scelte diverse si sarebbero fatte al posto loro e quando, mentre la posizione più ardua rimane sempre quella di poterle fare e/o condividere in prima persona, quando se ne ha la possibilità, solo che questo presuppone l’assumersene anche la responsabilità (ed è stato proprio quello il momento in cui il buon Dibba, ribadisco dopo attenta riflessione, si è cagato sotto; comunque, non gliene faccio mica una colpa, dico solo che questo apprezzabile e da me condiviso articolo riguarda TUTTA la politica, lui compreso; anzi, lui per primo, dato che punta il dito).

    Ci sarebbe ancora un piccolo dettaglio fastidioso: ricordo di aver sentito da qualche parte che la Politica (quella con la “P” maiuscola, ammesso che esista ancora) presupporrebbe l’anteporre il bene altrui al proprio.
    Perciò, prima di metterlo sopra un piedistallo, è meglio pensarci su molto bene. Oppure cadere nel ridicolo.

    "Mi piace"

    • “Mascellone riempiva le piazze” fa il paio con “ricordiamoci che hitler andò al potere vincendo le elezioni”

      Due puxxanate cosmiche: i due squilibrati avevano dei supporters particolari (camicie nere il primo e brune o SA il secondo) con il vezzo di menare ogni oppositore. O farlo sparire.
      Se poi, anteporre il bene altrui al proprio, in politica, esiste ancora e lo si misura in permanenza nei palazzi, allora a casini bisognerà fare un monumento, che dici?

      "Mi piace"

      • X J.D:

        AHAHAHAAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAAH

        ‘Mascellone riempiva le piazze’.

        Gente come te non corre questo rischio, JD.

        E sentirti dire che ‘avremmo avuto un ministro migliore di Di Maio’ è doppiamente comico detto da te, viste le cagate che hai sparato per un anno onde difendere i ministrelli 5Sedie.

        Sei proprio la personificazione del ridicolo.

        Ma hai ancora una possibilità: vai in Ucraina a liberare Mariupol, che aspetti?

        "Mi piace"

      • AHAHAHAAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAAH

        Ottimo incipit, sappiamo tutti dove abbonda il riso.

        ‘Mascellone riempiva le piazze’.

        Quando si cita qualcuno virgolettandolo la citazione dovrebbe essere letterale, ma quelle non sono le mie parole.

        Gente come te non corre questo rischio, JD.

        Cazzo, adesso come farò?

        E sentirti dire che ‘avremmo avuto un ministro migliore di Di Maio’ è doppiamente comico detto da te, viste le cagate che hai sparato per un anno onde difendere i ministrelli 5Sedie.

        Non avendo mai sostenuto che Di Maio fosse il miglior ministro possibile, le sole cagate qua intorno rimangono le tue.

        Sei proprio la personificazione del ridicolo.

        Per dire di cosa sei la personificazione tu non basta uno bravo, ci vuole Sigmund in persona.

        Ma hai ancora una possibilità: vai in Ucraina a liberare Mariupol, che aspetti?

        Vai avanti tu che mi vien da ridere.

        "Mi piace"

  7. Jonni dio.
    cerca di ricordare che Di Battista non avrebbe mai preso il posto di Di Maio
    – perché Grillo non lo voleva
    – perché Grillo se n’è fregato di chi era primo per gli Stati generali
    – perché Grillo aveva già fatto il suo patto interessato con Draghi
    – perché Grillo e Draghi volevano solo un utile idiota, e non era il caso di Di Battista

    "Mi piace"

    • Gentile Viviana, non ho mai detto che avrebbe potuto o dovuto prendere il posto di Di Maio (ovvero del principale fautore, ben presto dimenticato, del clamoroso successo elettorale del 2018), ho solo detto che sarebbe potuto diventare un ministro migliore del pur incisivo Di Maio (mica esiste un solo ministero), e la ragione principale per cui non lo è stato né mai lo sarà è stata:

      – perché ha deciso di chiamarsi fuori sul più bello (cosa che fra l’altro è avvenuta molto prima delle altre ragioni da te elencate, di cui condivido solamente la prima, ma evidentemente qualche ragione Beppe ce l’aveva: è uno su cui non si può fare completo affidamento).

      "Mi piace"

  8. A nessuno in generale, a qualcuno in particolare…
    Non credo che fare la raccolta delle maggiori stronzate che si dicono in giro su Di Battista faccia sembrare più intelligenti
    Ma ‘De gustibus…”
    Che noia, che barba! Che barba, che noia!

    "Mi piace"

  9. Fino ad ora “Dibba” ha solo parlato ( e raccolto).
    Occorre sospendere il giudizio fino a quando farà qualcosa di concreto. Altrimenti non vale. Anzi, serve solo da “sfogatoio”.

    "Mi piace"

    • E se invece fosse stata una pianificata strategia politica: rimanere fuori e, nel caso di compromessi inaccettabili dalla base, o fallimento delle esperienze, incarnare l’utile baluardo al dissenso. Non è questo il fine ultimo dichiarato da Grillo? Incanalare il dissenso evitando che trascenda in violenza di piazza……quindi aspettiamo la prossima puntata!

      "Mi piace"