I briganti di Cernobbio

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Chissà per quale colpa  ci siamo meritati la  dannazione del ceto politico più stolto, incapace, ipocrita  e avido della storia, una classe dirigente che da più di un secolo ripete gli stessi indecenti stereotipi, inanella le stesse promesse fallaci, ritratto col calice di bollicine, sorridente e compiaciuto a margine dei riti durante i quali ci sacrifica in nome dei suoi conflitti di interessi e per conto di padroni che l’hanno scelto in veste di cagnaccio affamato e feroce.

Ieri come ogni anno di è ripetuta la celebrazione del Forum dello studio Ambrosetti, il primo e ancora il più influente dei think tank padronali.  L’incontro internazionale “di discussione su temi principalmente economici” che si tiene ogni anno dal 1975  nella prima settimana di settembre nella Villa d’Este di Cernobbio, si è  trasferito estemporaneamente a Sorrento per dimostrare quanto l’oligarchia ci tenga al nostro Mezzogiorno, e ha rappresentato la festosa occasione  di sciorinare il bric à brac di luoghi comuni stantii e offensivi del comune decoro sui nostri giacimenti, sulle nostre forze vive,  sulle miniere di potenzialità non sufficientemente  sfruttate per via di atavici ritardi, vizi antropologici e istinti ribellisti che hanno impedito una crescita omogenea a un paese troppo lungo.

C’era proprio tutta la crème de la crème, gli ingegni più duttili, creativi e dinamici: la Carfagna,  patronessa dell’evento (dobbiamo a lei l’icastico slogan: il Mezzogiorno deve diventare l’hub del Mediterraneo) durante il quale è stato presentato il Libro Bianco “Verso Sud – La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, Mattarella entusiasta: “questo Forum è l’ossigeno per il nostro Sud”,  e poi mezzo governo, parlamentari vestiti a festa e la lunga lista di sponsor disinteressati: Gruppo FS Italiane, Intesa Sanpaolo, Gruppo MSC, Gruppo Adler, Mediocredito Centrale.

Ma la scena è stata rubata da lui, il becchino, che ormai predilige gli stessi stilemi comunicativi della concorrenza di Taffo, particolarmente sorridente e affabile, per via dell’occasione di sibilare il repertorio di sconcezze criminali che ormai accompagnano ogni sua prestazione da sicario di qua e di là dall’oceano.

Andiamo per temi, al primo posto la teoria attribuita ai cinesi come l’uso di mangiare topi vivi: ogni crisi rappresenta un’opportunità e dunque oggi abbiamo la facoltà di immaginare e costruire un altro Sud. Secondo filone, la discolpa: è vero  tra il 2008 e il 2018, la spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno si è più che dimezzata ed è passata da 21 a poco più di 10 miliardi, e subito dopo l’autocelebrazione: per la prima volta da tempo possiamo aumentare la spesa in infrastrutture fisiche e digitali, nelle fonti di energia sostenibili, con le risorse di Next Generation EU che si aggiungono ad ulteriori programmi europei e ai fondi per la coesionemettendo a disposizione altri 96 miliardi per il Sud nei prossimi anni.

Infine una lavata di capo all’establishment meridionale:  abbiamo imparato che tante risorse non portano necessariamente alla ripartenza del Mezzogiorno, adesso tutti gli attori in campo con l’aiuto dell’Esecutivo devono impegnarsi per il completamento delle opere pubbliche, che  in Italia erano state avviate ma non completate in numero di 647, il 70% delle quali localizzate al Sud.

Ma la condizione per raggiungere questi traguardi consiste nella volontà comune e condivisa di recuperare “la fiducia nella legalità e nelle istituzioni, siano esse la scuola, la sanità o la giustizia”.

Anni fa fu terreno di confronto un libro di uno storico e politico particolarmente illuminato, Luciano Cafagna, intitolato “Nord e Sud”, sottotitolo “Non fare a pezzi l’Unità d’Italia”, nel quale l’autore guardava con speranza alla nascita di un meridionalismo di “riscossa civica” capace di produrre una cultura della giustizia e della iniziativa economica.

Non si faceva scrupolo di criticare certi atteggiamenti vittimistici da contrastare almeno quanto la spinta al separatismo settentrionale, così come lamentava che l’occupazione da parte dei figli della piccola e media borghesia meridionale dell’apparato statale centrale, del sistema burocratico e della pubblica amministrazione non avesse inciso sulla farraginosa barbarie del processo decisionale e amministrativo, anzi avesse approfittato di inefficienza, clientelismo e familismo per aggravare le piaghe proverbiali che caratterizzano la nostra autobiografia.

Ma ciononostante lasciava intendere che i ritardi del Sud, la scelta assistenzialistica, i benefici a pioggia o consegnati in regime di opacità discrezionale, andavano visti come l’esito di una strategia, oggi diremmo di un complotto. E avremmo ragione, perché in sostanza si tratta dell’applicazione interna di procedure e misure di marca colonialista, dell’adozione su scala dell’imperialismo a misura di nazione.

Oggi si capisce ancora meglio l’ostinazione nel mantenere il Sud in uno stato di soggezione ricattabile  e di ritardo allo scopo evidente di attribuirne la colpa ai difetti antropologici della sua popolazione, nel sottolineare discrasie differenza, al fine di alimentare conflitti interni,   nel non dare mai conclusione a una narrazione di successo secondo la quale malaffare, criminalità corruzione familismo amorale sono malattie endemiche che là traggono origine e poi contagiano la nazione.

Oggi che nuove e antiche miserie, sacrifici imposti e negazione di diritti che si ripetono, fanno pensare che si sia raggiunta una uniformità al livello più basso, si capisce meglio che il peso morto di metà paese condannato a propaggine africana fa parte di un canone precostituito che legittima la decisione che questo è un paese di serie B condannato a andar dietro alla sua zavorra, insalvabile e dunque destinato a essere spinto sempre più, relais per oziosi oligarchi come vengono chiamati quelli dell’est, o mecenati se sono californiani, sterminati campi da golf, itinerari turistici per credenti 5stelle, parchi tematici e cielo aperto, bacino di un esercito mobile da spostare dove padrone comanda.

Non ci resta che sperare nel brigantaggio, in chi si ribella per amore della roba di tutti, nei ragazzi che si battono contro il Muos ,  contro la guerra di fuori e di dentro.

12 replies

  1. I chiaccherologi a Sorrento Sono stati perfettamente equi questa volta:
    Miliardi di chiacchiere al sud, miliardi di euro al nord.
    Il Meridione va “controllato” nelle spese perché c’è la mafia;.Giusto .quindi i soldi vanno dati pochi, tardi , male e malvolentieri, e scippandolo il più possibile di quanto gli spetta.Non vogliono concorrenza.
    Il Settentrione ha sia le mafie ( vanno dove stanno i soldi) sia le MAZZETTE( oltre all’evasione fiscale monstre): Expo , Tav, Brebemi, Pedemontana, crack banche venete e toscane, scandali AEmilia, Parmalat,Unipol, truffe quote latte, sanità formigoniana, Galan condannato e arrestato, cliniche dell’orrore Dove asportavano polmoni sani per soldi. E potrei continuare fino a domattina.
    Ma tutte le TANGENTI cola’ NON sono motivo impediente ( come le mafie al sud)per non scaricare al Norde la cornucopia di denaro e investimenti pubblici. Le olimpiadi di Cortina non dovevano essere a costo zero? Adesso siamo già a decine di miliardi per Zaia e Fontana!!
    Dimenticavo le tre regioni a statuto speciale Friuli, Trentino e val d Aosta dove vengono dati soldi di TUTTI i contribuenti italiani per Dentista gratis fino a 18 anni, soldi se piove, se non piove, se nevica ,se non nevica, contributi per tenere belle le case, SOMMATI alle Provvidenze “italiane”!
    In tutto questo, i parlamentari del meridione -servi muti-sono felici di fare gli ascari, solo di poter arrivare nel paese di origine venerdì sera con la macchinona.
    Qualcuno di essi dice:”eh ma “quelli” Vengono sbattendo i pugni che vogliono soldi da Roma.Ok, , allora perché voi non salite sul tavolo e vi rimanete finché non ottenere un po’ di equità Per la popolazione che vi ha votato ?perché non siete compatti come o parlamentari del nord , compatti a fottere il sud Quale che sia il partito di appartenenza, compreso M5S?
    Io mi sono fatta l’idea che sono proprio minacciati: se vogliono rimanere lì , E magari ottenere il posticino per il figlio cog**one , devono andare in qbo al sud, Rinnegando la loro terra.
    E poi diciamolo, non fa figo occuparsi e rappresentare il sud e i suoi problemi , bisogna occuparsi di chi è già sovrarappresentato .
    Un po’ come i neri da cortile dell’epoca dello schiavismo: alcuni di essi non si spaccavano la schiena come animali, ma rimanevano nella casa del padrone da cui ottenevano qualche briciola in più e i suoi vestiti usati.

    Non li schifero’ mai abbastanza.

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  2. Ottima diagnosi Maristella, ma la cura qual’e’? Da quando esiste la Repubblica a Roma e negli apparati statali di potere ci sono più meridionali che nordisti…

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  3. *Baldovino,
    Gli “apparati statali”sono solo categorie impiegatizie che non hanno leve decisionali .
    Conte è stato defenestrato anche perché meridionale, e non c’era un premier meridionale dall’89.Ci sono stati Presidente della Repubblica del sud , ma si sa che hanno solo funzioni decorative.
    Che fare? Intanto io faccio campagna Per boicottare i prodotti del Nord , compro solo sud a costo di pagare doppio: gli “sghei” è il loro unico criterio, quindi colpirli nel portafoglio .
    Inoltre cerco di sensibilizzare i tanti cittadini settentrionali corretti che conosco ( quelli che non urlano”Vesuvio lavali col fuoco”, per intenderci) ,che sono disinformati e hanno assorbito loro malgrado luoghi comuni del tutto infondati; essi dovrebbero essere i primi a volere lo sviluppo del sud, perché l’Italia con due motori di sviluppo darebbe punti anche alla Germania.
    E questo è ciò che faccio io.
    Lo Stato spende poco per il sud e tanto per il nord e centro.Hai mai parlato con una delle famiglie di Taranto che vedono morire i loro bambini perché i padri sono costretti a lavorare in quell’inferno dell’Ilva, in quanto non c’è altro?
    Sai che ditte del nord rubano anche le royalties del petrolio lucano? Senza Ferrovie e trasporti decenti come fanno i turisti a venire ? Vanno nel minestrone di Riccione e Rimini !
    Facile così, sparare alle gambe del concorrente e poi dire : perché non corri?

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    • @Mariastella il sud è costantemente spogliato di risorse dal “Risorgimento” e volutamente tenuto arretrato perché utile “discarica” da cui prendere e in cui buttare. Negli ultimi 15-20 anni è stato teatro di scempi di ogni genere con le “rinnovabili” industriali, con i gasdotti, e le discariche di rifiuti di ogni genere. Senza contare lo “sviluppo” delle speculazioni edilizie degli “eco”-villaggi turistici.
      Su Taranto purtroppo non ho il coraggio di dire più nulla, i tarantini hanno avuto un’occasione, quella farsa di referendum in cui scegliere come morire, se di lavoro o di fame, hanno scelto di non andare a Roma a mettere a fuoco il parlamento. Il M5S su Taranto è responsabile come tutti gli altri. Senza infrastrutture minime: strade e ferrovie, ospedali, scuole e asili; senza programmazione territoriale e senza bonifica, politica, ambientale, etc….non c’è Sud, lancio o rilancio. Certo, comprare prodotti locali è un primo passo, ma produrli mantenendo sovranità alimentare territoriale è la rivoluzione! Noi invece, e parlo dell’Italia, esportiamo le eccellenze e importiamo la merda da sfruttati e avvelenati del terzo mondo.
      Per riuscire a sollevare il sud, il centro e pure il nord (dove non ci sono molti più servizi ma non ce la passiamo bene per niente) dovremmo tornare a un’idea di comunità umana e sudditanza della politica alla volontà popolare.

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