17 maggio 2022: 29 anni dall’assassinio di Maurizio Estate

Ucciso a Napoli dopo aver sventato uno scippo ai danni di un passante

            “ Domani, 17 maggio, cade il ventinovesimo anniversario del brutale assassinio di Maurizio Estate, vittima innocente della criminalità e medaglia d’oro al valore civile, spirato tra le braccia del padre, dopo che gli avevano sparato per essere intervenuto, poco prima, sventando uno scippo ai danni di un passante – ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari – Il grave fatto di sangue avvenne appunto il 17 maggio 1993, a Napoli, al largo Vetriera a Chiaia, oggi largo Maurizio Estate, dove si svolgerà la cerimonia di commemorazione e dove una lapide ricorda la nobile figura di questo giovane che ancora oggi rappresenta, per tante persone, un fulgido esempio di altruismo e di amore per il prossimo “.

            “ Negli anni scorsi, in occasione della commemorazione, sono stati presenti anche gli alunni di una scuola media statale che ha assunto Maurizio Estate come simbolo di eroismo, realizzando pure un filmato dove si descriveva la vita della giovane vittima della criminalità – continua Capodanno -. In occasione della commemorazione del 17 maggio 2005, il primo cittadino del capoluogo partenopeo, nel ricordare il giovane, che, quando fu ucciso, aveva appena 23 anni e stava per convolare a nozze, nel corso dell’intitolazione di una piazza a Scampia, lo paragonò a Nicola Calipari, il funzionario del Sismi che si gettò su Giuliana Sgrena per difenderla “.

            “ Leggendo la lapide dedicata a Maurizio – conclude Capodanno – vengono in mente le parole del fratello: “Spero che questa lapide sia di monito per i giovani, altrimenti ci piegheremo alla barbarie. Ricordare è importante, una città senza memoria non ha futuro. È facile andare via, il difficile è vivere qui a Napoli. Ma non possiamo andarcene. Dobbiamo sperare ed essere sempre di più a farlo“ “.

3 replies

  1. Profondo Nord Europa: sciura indonesiana con bardatura islamica come la portano dalle sue parti insegna al pischello olandese che fa volontariato a metter su il mio cappuccino al centro di quartiere dove passa un po’ di vita in questua o delucidazioni o attivita’ per smandrappati/e.

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  2. “pero che questa lapide sia di monito per i giovani, altrimenti ci piegheremo alla barbarie. Ricordare è importante, una città senza memoria non ha futuro. È facile andare via, il difficile è vivere qui a Napoli. Ma non possiamo andarcene. Dobbiamo sperare ed essere sempre di più a farlo”

    IL fratello parlava così 30 anni fa. Ora la speranza è definitivamente morta insieme al povero Maurizio.

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  3. Non conoscevo questa tragedia. Immagini non siano mai stati trovati i responsabili…. Ecco, io non credo potrei sopravvivere a uno strazio del genere, da genitore, è una cosa inaccettabile.

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