Giorno della Vittoria: il significato simbolico profondo che andrebbe colto nel festeggiamento odierno

(Andrea Zhok) – Oggi in Russia e in molti altri paesi viene celebrata la commemorazione “Бессмертный полк” (Reggimento Immortale), rievocazione e festeggiamento della vittoria nella “Grande Guerra Patriottica” (così chiamano i russi il conflitto contro i nazisti nella seconda guerra mondiale tra il 1941 e il 1945).

Il 9 maggio 1945 è infatti la data della firma della resa tedesca (il “giorno della Vittoria”).

Questa, come tutte le celebrazioni, ha anche una funzione politica e propagandistica, e non c’è dubbio che il governo russo ne faccia uso “pro domo sua”.

Tuttavia, diversamente da altre, questa celebrazione è cresciuta di seguito popolare in Russia e in molti paesi dell’ex Unione Sovietica negli ultimi anni.

Ciò che sta avvenendo, e che l’attuale situazione in Ucraina alimenta in modo cospicuo, è una sovrapposizione – storicamente discutibile, ma emozionalmente potente – tra l’opposizione russa all’imperialismo nazista e la resistenza russa all’imperialismo occidentale (cioè americano).

Tutti sappiamo che a partire dal 1948 l’irrigidimento della divisione in blocchi e l’avvio della guerra fredda – unita ad una certa inclinazione alla paranoia da parte di Stalin – condusse all’istituzione di uno stato di polizia nei paesi del patto di Varsavia.

Tuttavia questo triste esito è indipendente dal valore simbolico della vittoria nella “Grande guerra patriottica”, che è rimasto potente e persino crescente, essendo qualcosa che per i russi, ma non solo per essi, va al di là del semplice patriottismo e assume un significato idealtipico.

Per capire questo punto non bisogna dimenticare che il nazismo è un movimento storico fortemente caratterizzato da due tratti distintamente occidentali: esso fu Imperialistico e fu Efficientistico.

Il nazismo si intese come movimento storico della costituzione di un Impero (Reich), un impero che non si poneva limiti territoriali di sorta. Ma il nazismo fu anche il primo grande movimento storico a mettere senza remore al centro della propria concezione non una strutturata visione del mondo, religiosa o civica (ideologicamente il nazismo è un guazzabuglio incoerente, privo di elaborazione e di radici) ma l’OTTIMIZZAZIONE dei processi.

Tale ottimizzazione è visibile tanto nella micidiale efficienza degli eserciti nazisti quanto nei processi di sfruttamento dei “sottouomini”, di cui, dopo averli sfruttati fino alla morte come manodopera, non si buttava letteralmente via niente.

Il nazismo, per quanto ciò possa disturbare, è un’incarnazione esemplare della volontà di potenza occidentale, dell’amore per l’estensione della potenza in quanto potenza, dell’efficienza in quanto efficienza, e dell’inebriarsi per tutto ciò.

E’ certo che nell’Occidente, nella sua storia e tradizione c’è infinitamente di più, ma è anche certo che l’imperialismo degli ultimi due secoli, partito alla conquista del mondo prima con la “diplomazia delle cannoniere” britannica e poi con la “diplomazia dei bombardieri” americana, ha sottomesso con la forza – militare ed economica – gran parte del mondo.

Per il mondo non occidentale, dunque, l’Occidente è percepito innanzitutto come forza, forza tecnologica ed efficientistica, volta alla conquista, all’espansione e allo sfruttamento.

So che può essere doloroso per un cittadino occidentale pensarlo, so che preferiremmo credere di aver persuaso cinesi e giapponesi e indiani con la brillantezza della nostra cultura e la profondità delle nostre argomentazioni, ma purtroppo la triste verità è che di cultura, profondità ed argomentazioni ne avevano tanta anche gli altri, mentre ciò che abbiamo usato senza particolari scrupoli – ma con secchiate di ipocrisia ad uso interno – è stata la tecnologia bellica e finanziaria.

Così, per quanto noi possiamo pensare noi stessi come toto coelo altra cosa dall’orrore nazista, per chi ci guarda da fuori il nazismo non può che apparire come un nostro tipico e coerente frutto.

L’unico aspetto su cui il nazismo è stato difettivo (e ciò gli è costato la sconfitta) è stato nel limitare il proprio efficientismo e il proprio razionalismo bellico di fronte al proprio viscerale razzismo.

E’ il razzismo che ha impedito alla Germania nazista la vittoria, perché trattare gli ebrei e gli slavi come sottouomini gli ha sottratto da un lato una bella fetta dell’expertise tecnologica (fuga dell’intellighentsia ebraica) e dall’altro ha dichiarato a (quasi) tutti i popoli del fronte orientale che il loro era un destino in catene, suscitandone la resistenza.

E’ importante vedere che ciò che è davvero mostruoso nel nazismo non è il suo razzismo (naturalmente pessimo), ma l’idea che tutto ciò che non è superiore può ed anzi DEVE diventare mero materiale sfruttabile per chi è alla sommità della catena alimentare. L’orrore non è pensare che un certo vivente sia inferiore, ma pensare che ciò che pensiamo inferiore (un “sottouomo”, un capo di bestiame, una foresta vergine) diventi perciò mera cosa, macellabile e bruciabile serialmente.

Ma nei suoi punti più spaventosi, perché vincenti, il Nazismo è percepibile in perfetta continuità con la storia occidentale degli ultimi due secoli, e come tale è visto o può essere visto al di fuori del mondo occidentale.

Per questo motivo esiste un significato simbolico profondo che andrebbe colto in un festeggiamento come quello odierno.

Per un occidentale esso potrebbe essere visto come una vittoria su una tentazione demoniaca – l’imperialismo tecnarchico – insita nella propria storia. Ma non è facile vederlo così perché quella tentazione demoniaca, lungi dall’essere state superata una volta per tutte, è in crescita da almeno una trentina d’anni e recentemente si sta mostrando virulenta come non mai.

Al di fuori dello sguardo occidentale e della sua propaganda autopromozionale il nazismo può essere facilmente visto come un volto appena dissimulato, e pronto ad emergere in ogni momento, dell’Occidente stesso.

20 replies

  1. Zhock hai scritto un gran pezzo! Complimenti per il coraggio, la profonda onestà e lungimirante analisi dei fatti storici del nostro immediato passato.
    Condivido!
    Lo specchio è sempre una prova feroce, e ancor più terrificante è guardarsi senza distogliere lo sguardo e senza infingimenti.
    Grazie per il tuo coraggio.

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  2. Tutto più o meno giusto.
    Ma dobbiamo sempre ricordare che la storia la scrivono i vincitori
    Tutti.
    Trascrivo una piccola parte di ciò che scrive Sergio Romano nel capitolo “Ritorno al passato” ( in: “Il suicidio dell’URSS, Teti editore) riguardo la tesi di Croce sulla contemporaneità della storia.
    “Il passato ci interessa e ci concerne soltanto quando la soluzione di un problema storiografico dà un significato e una direzione al presente. Nessuna generazione sceglie casualmente e “voluttuariamente” i temi delle proprie ricerche e a nessuno verrebbe in mente di riscattare o resuscitare un personaggio storico soltanto per un sentimento di astratta giustizia. In ogni ricerca storica vi è una motivazione contemporanea “.

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  3. E vai grande pensatore con la propaganda grossolana per arrivare a insinuare la coincidenza tra Occidente e nazismo. Quindi chiunque difenda l’ Occidente difende il nazismo. Noi occidentali siamo tutti nazisti , lo siamo sempre stati da secoli , prima che il nazismo prendesse il volto di Hitler e ovviamente ora che ha i suoi rappresentanti in USA e Nato . Come disarmare psicologicamente un popolo, farlo sentire in colpa e . . . pronto alla resa. Si può ricordare che sono stati i popoli dell’Occidente, Usa ed europei, a sconfiggere il nazismo ?

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    • Signora, mi permetto di darle un suggerimento e colmare una sua omissione, credo non voluta: – rilegga l’articolo, Zhock non ha assimilato tout court gli europei al nazismo; – dimentica che i russi sono stati determinanti, quanto e più degli USA e degli Europei alla sconfitta del nazifascismo.
      Churchill ebbe a dire di noi italiani:
      “Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti.”

      In quanto al nostro rapporto con realtà naziste, stiamo finanziando, armando, addestrando, nobilitando battaglioni nazisti in Ucraina dal 1995, e con ufficialità dal 2014. Forse dovremmo prevedere le probabili future ricadute di tanto sforzo…..anche nei Paesi limitrofi all’Ucraina, e persino nella nostra Patria….

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      • bzarri questi inglesi che all’epoca combattevano i nazisti, ma poi per lasciare l’India hanno fatto gran porcate…

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  4. “Si può ricordare che sono stati i popoli dell’Occidente, Usa ed europei, a sconfiggere il nazismo ?”

    Si può ricordare che con 27 milioni di morti anche i russi hanno sconfitto il nazismo?

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    • A Tracia e Elena rispondo che certo che so che anche i russi hanno contribuito alla sconfitta del nazifascismo . Ma so anche che determinante fu la partecipazione degli Usa che costrinse i tedeschi a spostare parte delle loro forze sul fronte occidentale alleggerendo la pressione sul fronte russo e consentendo quindi all’esercito russo di riconquistare il proprio territorio occupato e i paesi dell’ Est europeo. … Che passarono da una occupazione tedesca a una occupazione russa

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      • e noi siamo ancora sott’occupazione americana e non lo capiamo…. semplicemente avere basi americane sul nostro territorio espone il nostro paese ad attacchi dai nemici degli usa per esempio.

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      • Ma la signora fa finta di non capire che i vincitori si sono spartiti l’Europa….peccato che poi l’imperialismo capitalista e “liberista” si sia mangiato quasi l’intero orbe terraqueo.

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  5. La poveretta, causa l’età, ignora e dimentica la storia,
    E pensare che si è definita un insegnante,
    Stendiamo un velo pietoso, e speriamo che la badante si ricordi di cambiargli il pannolone,

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  6. Embè, purtroppo la tua botte da solo aceto e pure scadente, fatti cambiare il pannolone si percepisce un odore nauseabondo,

    Ernest Hemingway :

    Chi ama la libertà ha un tale debito con l’Armata Rossa che non potrà mai essere ripagato.

    Purtroppo la smemorata non ha coscienza.

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  7. E’ del tutto chiaro che il termine “nazismo” viene usato in maniera del tutto propagandistica. Molta è il martellamento in questo senso: abbiamo “documentari” h24 su quella disgrazia della Storia così da tenere ben vivo ( e pilotato) il ricordo ( non di prima persona, ricordiamolo) di noi tutti. Riguardo al fascismo generalmente si glissa: lo siamo stati “a nostra insaputa”, come sempre.

    I totalitarismi ci sono sempre stati nella storia, e purtroppo ci saranno sempre . Sul primo numero di Limes di quest’ anno c’è una bella riflessione di una millenial tedesca ( ma che potrebbe essere allargata a tutti noi, nati nel post – guerra) che riflette su come queste ultime generazioni – e soprattutto la sua, che era troppo giovane per aver vissuto traumaticamente persino il crollo del Muro – siano cresciute in una quiete della Storia prima d’ ora impensabile, certi che il pensiero strategico non fosse più necessario e che la crescita economica nella pace fosse il futuro.

    Smettiamola dunque di rispondere come il cane di Pavlov alla parola “nazismo” (un tempo era “comunismo”: non temete, al momento giusto verrà ritirata fuori: negli US aleggia ancora pure quella…) ed analizziamo la situazione hic et nunc: due potenze ( entrambe in declino? Chissà…) che cercano di estendere il loro potere sul Continente più importante del Mondo: l’ Europa. Che, schiacciata soprattutto da una delle due (delle quale ospita un gran numero di basi militari con missili nucleari, ricordiamolo sempre) sta toccando con mano quanto costi la mancanza di unità e il non avere mai – a distanza di 80 anni – rinunciato a rivendicare la propria indipendenza, accontentandosi di prosperare “sotto tutela” in un globalismo che sta finalmente mostrando la propria impossibilità di compiersi e tutti i propri limiti..
    Ci hanno spiegato la Storia come un infinito intreccio di Finanza, mercato e “accoglienza”: persino la Brexit – di cui ora tocchiamo con mano il vero scopo – ci era stata spiegata così: fuori dal mercato europeo la GB sarebbe… quasi fallita.
    Abbiamo ben visto …

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  8. A Gb rispondo: non faccia finta di non sapere (ma lo sa benissimo) la differenza tra avere sul proprio territorio basi NATO e essere invasi da un esercito che spara addosso alla polazione e distrugge case e strutture per farsene padrone. E’ un fatto inconfutabile che finora le basi NATO hanno garantito la pace all’Italia e ai paesi associati, funzionando da deterrente contro eventuali nemici nostri o degli USA. E pur con i limiti imposti da una alleanza e pure con errori compiuti da noi e da altri l’Italia ha potuto godere di libertà individuale e sociale e di una democrazia, imperfetta, sì, ma quella che ha voluto o saputo costruire.

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    • Anche la mafia non spara più e non mette bombe, questo significa che siamo liberi o che non ha più nemmeno bisogno di sparare?

      Gli accordi del dopo guerra tra Russia-USA-UK hanno determinato aree di influenza, noi che eravamo perdent-vincitori abbiamo ceduto buona parte della nostra sovranità territoriale e politica a interessi sovranazionali, e questo è un fatto! Anche all’epoca del feudalesimo e poi delle signorie si cedeva ogni diritto e potere al Padrone, lui di contro “proteggeva” il territorio da eventuali attacchi di altri Padroni. Gli USA hanno stretto accordi con le mafie, che hanno nobilitato e seduto sugli scranni della politica, con la Chiesa alla quale è stata garantita una certa autonomia, la proprietà delle anime, e favoritismi fiscali, con la massoneria che insieme alla mafia si è spartita poltrone e influenze, e per una piccolissima percentuale con la società civile, specie l’industria in ogni caso permeata da tutte le realtà sopraelencate. Al carrozzone si aggiungono i nobili e le élite scientifiche e culturali che si sono strutturate in baronie.
      Certo la libertà dal nazifascismo, ossia da noi medesimi, ha il suo prezzo, e questo è stato il nostro. Al popolo sono andati la tv, il frigorifero e la macchina. Varrebbe un ripassino la storia della Fiat…..

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  9. Sì, ma dove finisce l’Occidente?

    La Russia zarista era meno imperialista delle altre nazioni? E anche l’URSS non era parte dell’Occidente? In un famoso film di Godard (La cinese) i protagonisti mettono USA e URSS sullo stesso piano e salvano solo la Cina di Mao (oggi non salverebbero nemmeno quella).

    E circa l’efficientismo i tedeschi rimasero sbalorditi quando videro i carri armati sovietici, molto migliori dei loro.

    E circa il razzismo, quello dei giapponesi verso i cinesi? (massacri di Nanchino).

    L’Occidente è senza fine!

    E anche chi non è occidentale (Africa e paesi arabi) è molto più umano?

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