Francesco Barbagallo: “C’è un tema etico: per anni l’Ovest ha coccolato Putin”

“I neoliberisti ora spiegano che a Mosca c’è un tiranno, ma sono correi. L’Occidente, nel corso dell’ultimo decennio, ha stuzzicato, sollecitato, promosso una tensione ai confini. Ed è indubitabile che abbia in qualche modo fomentato anche gli esiti che poi sono sfociati in questo confronto muscolare”

(DI ANTONELLO CAPORALE – Il Fatto Quotidiano) – “Siamo dentro una grande questione morale. I suoi caratteri, questa ciclopica assenza di eticità della quale nessuno sente più il peso scandaloso, la trascuratezza per ogni forma di rigore culturale, è giunta allo zenit con la guerra voluta da Vladimir Putin”.

L’Occidente ha allevato Putin, si è fatto corrompere da Putin, ha sostenuto Putin, lo ha carezzato, circondato di ogni affetto prima di raffigurarlo come il demonio. Questa è l’osservazione?

I neoliberisti, quelli che hanno tradotto male la lezione di Adam Smith, hanno coccolato lo zar di Mosca fino a macchiarsi di correità. E adesso lo disconoscono e chiedono di impugnare la spada per sconfiggerlo, avanzando una superiorità del nostro sistema di governo, spiegando che noi, che siamo democratici, dobbiamo per forza avere la meglio su di loro, che sono barbari e tiranni (le chiamiamo educatamente autocrazie).

Democrazie ad occidente, autocrazie ad oriente. È forse falso?

Senta un po’, ma ricorda soltanto due anni fa cosa fu l’assalto a Capitol Hill? Rammenta una riflessione della società americana sul disordine interno, sul razzismo consolidato nella pratica quotidiana che colpisce quelli di sempre, cioè i neri. È la società più diseguale del mondo. E a me risulta che Trump sia più forte oggi di ieri.

Francesco Barbagallo, storico, si definisce mazziniano e berlingueriano, e trova nel filo rosso dell’immoralità il sentiero che ci ha condotto in questo disastro bellico.

Non c’è più etica pubblica, nessuna attenzione a profili elementari di misura e igiene, assoluta accondiscendenza a ogni forma di degrado etico. Non solo non esiste la politica, non esistono più i politici. Gli ultimi in attività si sono messi a fare i mediatori d’affari in armi. Gli altri, tutti questi qui, sono equivalenti a influencer, gente che ritiene di consolidare un prestigio attraverso i like, ma che non è attrezzato a rappresentare un pensiero, figurarsi lo Stato. Non ne sa proprio niente.

Potrebbero obiettarle che è un giudizio così ingiustamente livoroso.

Un banchiere ci guida e gestisce il più grande confronto bellico dal dopoguerra. La rappresentazione politica e anche filosofica del predominio del danaro nell’assetto pubblico e nel discorso pubblico. Non si vota, non si discute, non ci si accapiglia. Prima la pandemia, poi il Pnrr, adesso la pace o la guerra. Deleghiamo sempre al dottor Mario Draghi. Sono io che esagero o questa è la realtà?

Professore, resta comunque da spiegare perché non dovremmo riconoscere il diritto alla resistenza di un popolo aggredito.

Non lo disconosco affatto, né taccio della società arretrata e autoritaria della Russia. Quel che non mi garba è la sperequazione che noi occidentali riteniamo di dover fare. Gli Usa non avrebbero mai accettato neanche un missile alla loro frontiera. E perché dobbiamo decidere che invece la Russia possa accettare le fiamme della Nato?

Le parole del Papa avranno consolidato il suo giudizio.

Ha detto la verità. L’Occidente, nel corso dell’ultimo decennio, ha stuzzicato, sollecitato, promosso una tensione ai confini. Ed è indubitabile che abbia in qualche modo fomentato anche gli esiti che poi sono sfociati in questo confronto muscolare. Adesso è più chiaro che la Nato ha messo gli scarponi nel fango della guerra, ed è solare, pubblico, ufficiale che gli Usa stiano gestendo la forza armata ucraina.

Il New York Times ha rivelato che l’intelligence Usa ha permesso agli ucraini di identificare e uccidere i generali russi.

Capovolgiamo il quadro e valutiamo quale sarebbe la risposta degli Usa a uno speculare gesto russo.

Intuisco. E quindi?

La democrazia è una conquista quotidiana che dev’essere alimentata dal rigore del comportamento pubblico e dalla forza delle idee. Non c’è niente da fare, bisogna riaprire una grande questione morale.

5 replies

  1. E non c è niente da eccepire ! Non si vede perché gli altri popoli e paesi agrediti anche vicini siano stati trattati come ” figli della serva” ?

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  2. dunque il tema etico nei confronti ovest lo si scorge solo ora, con Putin?

    ma quando, partendo dalle crociate sino ad arrivare agli imperi coloniali e passando
    per l’invasione e brutalizzazione delle Americhe, non mi pare che si siano mai posti
    problemi etici di sorta, al massimo qualche alzata di sopracciglio

    e certe famiglie potenti, veramente potenti, di ora sono, stranamente, imparentate con quelle di allora

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    • mi scuso con le popolazioni africane schiavizzate che ho, involontariamente, tralasciato

      (anche se lo facevano, in allegria, tra di loro)

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