Il portalettere

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dunque Draghi, che non rappresenta un solo elettore, non degna neppure di una risposta gli appelli di Conte, leader del partito di maggioranza relativa, e di Bersani, padre nobile di LeU, perché riferisca alle Camere la linea dell’Italia sulla guerra in Ucraina prima di riferirla a Biden. La sua unica replica è una velina del […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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92 replies

  1. Il portalettere

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dunque Draghi, che non rappresenta un solo elettore, non degna neppure di una risposta gli appelli di Conte, leader del partito di maggioranza relativa, e di Bersani, padre nobile di LeU, perché riferisca alle Camere la linea dell’Italia sulla guerra in Ucraina prima di riferirla a Biden. La sua unica replica è una velina del suo ufficio stampa ai giornali amici (tutti tranne un paio): “I tempi sono stretti; la richiesta di Conte è del tutto isolata” (Bersani non esiste); e il Parlamento ha già delegato in bianco il governo a inviare tutte le armi che vuole all’Ucraina sino a fine anno. Tutte balle. I tempi sono stretti oggi, vigilia del viaggio a Washington, ma non lo erano una settimana fa quando la richiesta fu avanzata e comunque nulla vieta di riunire le Camere di domenica (a parte i suoi riposini a Città della Pieve). Quanto alla richiesta “isolata”, a giudicare dagl’italiani contrari all’escalation bellica e in attesa da due mesi di una parola sulla nostra cobelligeranza, è molto più isolato Draghi di Conte. In ogni caso, anche se nessuno glielo chiedesse, sarebbe preciso dovere del premier informare il Parlamento non sulle armi a Kiev, ma su cosa vuole l’Italia (guerra alla Russia? caduta di Putin? conflitto decennale? negoziati con compromessi sul Donbass?) prima e non dopo la visita a Biden. Fino a prova contraria e a nuova Costituzione, la politica del governo italiano la decide il Parlamento italiano, non la Casa Bianca.

    È comprensibile che Draghi ce l’abbia con Conte perché gli ha infranto il sogno del Quirinale e con il mondo intero perché quando parla al Parlamento europeo viene accolto festosamente dalle sedie. Ma dovrà farsene una ragione. È anche comprensibile che non sappia cosa dire prima di ricevere i nuovi ordini da Biden: ma potrebbe farseli anticipare al telefono e salvare almeno le apparenze, partendo per gli Usa con uno straccio di mandato parlamentare. Invece vuole affermare, con un’arroganza pari solo all’analfabetismo istituzionale, che a Roma comanda Washington. Ergo Palazzo Madama può tranquillamente diventare un parcheggio multipiano e Montecitorio un cinema multisala. Alla stampa di regime va bene così, infatti è piena d’indiscrezioni su “cosa si attende l’amministrazione Biden dal governo italiano” e sull’“agenda di Biden per il viaggio di Draghi” (Repubblica): la consueta postura a 90 gradi. In pieno lockdown, bastava che Conte tardasse 20 minuti in sala stampa per gridare alla svolta autoritaria. Oggi, in piena guerra mondiale, chiedere a Draghi di riferire in Parlamento è lesa maestà. In mancanza del portalettere, non resta che convocare in Parlamento direttamente il mittente Biden, magari in teleconferenza come Zelensky. Magari lui qualcosa ce lo dice.

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    • comportamento indecente.. credo che se e quando se ne andrà, festeggerò abbondantemente…. non mi ubriacherò perché farebbe male a me, ne abbiamo passate a sufficienza sinora e chissà cos’altro dovremo subire che non conosciamo!

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    • Forse dobbiamo capire che Draghi non si reca da Biden per portare uno straccio di mandato parlamentare da fare presente a Biden.Si reca in USA per ricevere un ordine da Biden da riferire al parlamento italiano,il quale approverà quasi all’unanimità l’ordine americano, dobbiamo prendere atto che siamo solo servi e schiavi degli USA.Ce lo dicano almeno così non ci illudiamo di poter agire in libertà,ma potremo così sapere che possiamo abbaiare quanto vogliamo ma guai se mordessimo un pochettino perché nel momento che lo facessimo saremmo spazzati via.Tutti lo sanno nessuno lo dice specialmente i padroni e gli autori dell’informazione, giornalisti che se mordessero un po’ potrebbero perdere i loro grandi privilegi e finire nella merda come il popolino.Ciao Italia sei finita ormai.

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  2. Mentre in Ucraina sono arrivati carri armati e altri mezzi da GBretagna, RepCeca, Slovacchia, Australia, perché sicuramente dopo il 9 gli scontri si intensificheranno ancora di più, Conte chiede a Draghi il rapportino, su che cosa? Su cosa vuole l’Italia? E chi lo sa, dato che mi pare che si decida giorno dopo giorno seguendo le azioni del criminale russo, che a questo punto come fa a fermarsi? Lo sa di essere finito

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    • allora mancano solo gli armamenti di Zagarolo e Valdobbiadene di sopra

      che poi finiscano come gli altri, ovvero, usati malamente, inutilizzati per vetustà, abbandonati
      per la fuga precipitosa dei portatori insani dei medesimi, per lei è fatto secondario di poca importanza

      ma a voi, esaltati della donazione di armamenti, v’hanno assunto le lobby americane dei costruttori d0armi
      o lo fare perché proprio non ci arrivate a comprendere il giochino americano?

      ultimo esempio, in ordine d’apparizione, gli usa starebbero facendo pressioni sui greci perché
      “donino” i loro S-300 (armamento antiaereo di fabbricazione russa, un poco datato ora sono all’S-500)
      chissà se poi saranno i finlandesi a vendergli i loro sistemi analoghi per rimpiazzarli?

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      • Certo che se si dovesse allargare il fronte, l’Italia, che continua a sguarnirsi dei fondi di magazzino, e a breve anche di mezzi determinanti, dovrà difendere il suo territorio sparando turaccioli…..potremmo lanciare piatti e mobilio dalle finestre, come si fa a Napoli a capodanno…

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    • Ma un briciolo di pudore, noo?
      E che logica! Le armi arrivano perchè ci saranno scontri.
      Ma… sa che forse ha ragione lei? armano da anni e anni quel paese, alimentando nel paese l’odio razziale, perchè … ci sarà una guerra!

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    • Paolabl, caxxooooo! Le pilloleeeee
      ora spiegaci cosa possono fare un centinaio di ferri vecchi contro l’esercito russo, solo dei mentecatti possono inneggiare a che la guerra continui. Senza parlare delle armi inviate dai coglioni europei finite nelle mani dei russi e soprattutto finite nelle mani di criminali di mezzo mondo.
      Quale esercito e quando in così poco tempo ha distrutto una tale quantità di equipaggiamento militare e messo fuori uso una tale schiera di infrastrutture ausiliarie? Nessuno. Solo 2.834 carri armati e veicoli corazzati, 149 aerei, 112 elicotteri, 726 droni, 288 sistemi missilistici antiaerei, 325 lanciarazzi, 1.306 cannoni e mortai, 2.646 unità di veicoli speciali, quasi l’intera flotta ucraina e una vasta gamma di infrastrutture di supporto .

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    • Una curiosità, oltre a scrivere minchiatazze vergognose, che cazzo fa nella vita di tutti i giorni a parte crogiolarsi nella propria ignoranza?

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    • Ma tu sei così di natura o lo fai apposta? Mamma mia Paola, hai veramente stufato anche le pietre con il tuo odio e la tua totale incoscienza. Ma ti rendi conto che tifi per la guerra atomica, incosciente che non sei altro???

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  3. E Mattarella che dice??? Il Parlamento è esautorato?? Non deve fare rispettare le prerogative del parlamento,??siamo in una??? dittatura..….Putin mi sa che ha molto da imparare dall’Italia.

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  4. L’ho letta quella di “Conte isolato”
    Sono fonti di acque reflue alle quali si abbeverano utenti “progressisti” e, in molti casi, anche ferventi cattolici. Infatti le parole del Papa vengono sistematicamente declassate da tali sorgenti mefitiche. L’importante è segnalare quando il banchiere va a messa in Vaticano o per la Santa Pasqua.

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  5. Di gomma. secondo me è un Visitors, perfetto esempio di rettiliano.

    Ma i giornaloni non hanno scuse da portare.

    Stramaledetti loro, da Giannini a Gramellosauro a Mieli.

    E le TV di stato, ancora più vergognose.

    Giuseppi esca da questo maledetto governo o sarà complice pure lui. Ci lasciasse Gigino, chissenefrega.

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    • ma quando mai?

      tipica giusto per fare caciara

      non è che 10 mele marce definiscano il cesto con migliaia di mele
      lo possono infettare, è vero, ma basta fare un poco di pulizia e disinfezione
      e gli altri, la maggioranza, torneranno a mostrarsi

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      • Tuttoguasto tuttoscemo
        E a te chi ti paga?
        Perché da quello che scrivi si capisce senza ombra di dubbio che non è il parto di una mente normale ma prodotto del MSM.
        Spero per te che sia lavoro e nient’altro che lavoro, se ciò non fosse, allora sei proprio messo male ma male davvero.

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      • A te invece paga Biden vero, marito di Paola la bombarola? Vi piace vero se scoppia la guerra atomica 😉

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  6. Draghi è indecente per mille motivi, ma penso che Travaglio sia troppo sveglio per non rendersi conto benissimo che, se anche al posto suo ci fosse ancora Conte (pure se supportato dal mitico 51%), difficilmente sarebbe in grado di prendere decisioni differenti, in materia di politica estera (e lo stesso vale per chiunque altro). Al massimo, potrebbe salvare maggiormente le apparenze.

    Conviene farsene una ragione: l’Italia non può, e non potrà mai dire di no allo Zio Sam (se non al prezzo di un’altra guerra, che nessuno vuole e di cui nessuno si assumerebbe mai la responsabilità) e non è certo un caso che, nel Paese dei no-tutto (no-tav, no-ilva, no-euro, no-vax, no-aborto, eccetera), una formazione politica “no-Nato” oppure “no-Usa” non sia mai esistita, né mai esisterà, nonostante il chiaro appeal nei consensi.
    E’ davvero utopistico sostenere il contrario, è un po’ lo stesso meccanismo di ciò che avviene riguardo alla questione della disparità salariale di genere: esiste, è reale ed è un vero scandalo ma, quando si cerca di approfondire il tema, analizzandone le cause e provando ad andare oltre le frasi fatte, per capire in soldoni in cosa consista il problema e cosa starebbe realmente proponendo chi lo solleva con tanta indignazione, si capisce subito come si tratti perlopiù di demagogia a buon mercato, utile solo a chi se ne ammanta (che di solito, infatti, non propone soluzioni ma si limita alla denuncia).

    Agli Usa potremmo dire di no forse una volta, la seconda sarebbe già di troppo. Non ci vuole niente a far passare l’Italia per uno dei tanti stati-canaglia: una volta troncate le possibilità di dialogo, è sufficiente inventare una scusa qualunque. Come sempre, è piuttosto semplice fabbricare a tavolino un’etichetta negativa e appiccicarla su qualcuno, per degradarlo all’istante e farne sostanzialmente carne di porco: pellerossa, negri, ebrei, comunisti, terroristi, oggi è tornato di moda nazisti (anche nella simpatica variante “ucronazi”).
    Non sono nient’altro che etichette, e dicono tutte la stessa cosa: chi ce l’ha addosso non è più un nostro simile, ma un essere inferiore sul quale, pertanto, è lecita qualunque porcheria. Noi, a puro titolo di esempio, senza andare nemmeno troppo lontano dal vero, potremmo essere facilmente etichettati come un popolo di sporchi razzisti, da rieducare con le buone o con le cattive maniere (di preferenza con le seconde, secondo la millenaria dottrina cristiana).
    A quel punto, chi ci difenderebbe? Da soli non ne siamo certo in grado, gli alleati odierni sarebbero i primi a voltarci le spalle, dovremmo giocoforza chiedere aiuto a qualcuno di esterno (tutto ciò mi ricorda vagamente qualcosa), per cui bisognerà vedere a chi (praticamente rimarrebbero solo il blocco russo o quello cinese, un bel dilemma), e soprattutto in cambio di che cosa.

    La verità è che siamo dannatamente fragili, oltreché stramaledettamente dipendenti dalla benevolenza di chi ci lascia almeno la libertà di dirne male (nella gran parte del resto del mondo, questa piccola cosa che troppi danno per scontata e/o considerano un’inezia, resta un lusso largamente inarrivabile per le masse, e si parla di svariati miliardi di persone): da noi non serve mica un’invasione in grande stile per farci rientrare nei ranghi, basterebbe qualche bombardamento di droni sui punti chiave degli elettrodotti, per gettare il Paese nel caos dalla sera alla mattina (e farci di conseguenza votare qualunque cosa, visto anche l’alto tasso nazionale di vigliaccheria).

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    • L’alto tasso nazionale di vigliaccheria.

      Che indubbiamente tu ben rappresenti.

      Tra l’altro, gli ucronazi sono definiti così dai nemici degli USA.

      Nell’insieme è difficile dire se siamo in questa situazione perchè esistono vili come te, oppure se esistono vili come te perché siamo in questa situazione.

      Ma quando parti per l’Ucraina a sostenere i tuoi amichetti dell’Azov, sarà sempre tardi per i miei gusti.

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    • Discorso da vecchio (non necessariamente in senso anagrafico), che una platea di vecchi (come sopra) accoglierebbe spellandosi le mani.
      Siamo nella m. fino al collo proprio perché lo spirito giovane o emigra o tende a perdere speranza.
      Capita anche a me, sono sincero; poi guardo le facce da tombino di coloro che vorrebbero continuare a distruggere il paese da scranni, studi tv o redazioni e allora mi ripiglio, alla grande.
      Chi vuole trascinare la propria carcassa leggendo repubblica, votando
      pd (o fi, è uguale) e guardando porta a porta si accomodi pure, c’è un sacco di posto. 🤟😎

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      • Vedi Giansenio, a me puoi pure dire che è un discorso da imbecilli, basta che poi argomenti, o almeno che fornisca uno straccio di motivazione a supporto, altrimenti non sei poi tanto diverso da quell’altro mentecatto sparaballe seriale qua sopra, che oltre la cacatina dispettosa da cagnetto sul tappeto non è in grado di andare, e con cui pertanto diventa perfino svilente interagire.

        E poi che critica sarebbe, che è un discorso da vecchi? Se intendi dire che è un vecchio discorso, questo implica anche che dovrebbe essere stato analizzato e smontato da tempo, altrimenti ciò non fa che deporre a favore della sua validità.
        Potrebbe essere anche un complimento visto che i vecchi, oltreché rompicoglioni, sono anche noti per la loro saggezza (data dall’avere avuto più tempo per imparare come si fa a stare al mondo); ad esempio, quelli del video che hai postato sono ormai settantenni, eppure fanno ancora scuola.

        Ad ogni modo, il discorso “da ggiovani” quale sarebbe, ammesso che ne esista uno? Se ce l’hai, favoriscilo, che sono curioso. Azzardo: sfanculiamo lo Zio Sam, e chi s’è visto s’è visto? Tipica irruenza giovanile, e anche tipica incoscienza di fronte al pericolo rappresentato dalle conseguenze, di certo infinitamente peggiori rispetto a quelle causate dal continuare a sopportarlo (grazie anche alla valvola di sfogo che così disinteressatamente ci fornisce).
        Capisco perfettamente l’odio per gli Usa, soprattutto per via del loro imperialismo arrogante, e in parte lo giustifico anche se non lo condivido, ma chi fa questi “ragionamenti” non è mai in grado di andare oltre lo slogan, e il motivo è oltremodo evidente: se avesse la minima contezza delle conseguenze che comporterebbe una cosa simile, e magari si fermasse anche a riflettere per un istante sul modo in cui un simile obiettivo potrebbe ipoteticamente essere conseguibile, probabilmente si renderebbe anche conto di che razza di stronzata stia dicendo, e pertanto eviterebbe di dirla.

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    • Condivido il commento di Jonny d,
      Fino ad un certo punto,
      113 basi usanatostan la dicono lunga sulla nostra liberta, il continuo viavai dei parlamentari itaGGliani presso l’ambasciata usa a Roma ci conferma il continuo passaggio di pizzini in cui lo zio Sam ci indica la strada, e fin qui siamo d’accordo, ma subire passivamente e accettare il tutto scodinzolando festosamente lo trovo ridicolo,
      Il totale appecoramento di tutto il cucuzzaro governativo, compreso il mv5s e il suo condottiero brancaleon giuseppi conferma senza ombra di dubbi l’inutilità di questi organi politici e soprattutto l’inconsistenza delle loro persone, servi , solo servi sciocchi senza spina dorsale.
      Ma una cosa è essere consapevoli di esser servi un altra accettare passivamente di esser anche servi sciocchi che si bevono e accettano contenti le pedate del padrone.

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      • @ Cagliostro: perché, se le basi fossero il doppio, oppure la metà (o un decimo), cambierebbe qualcosa? Anche una sola sarebbe di troppo, ma le alternative quali sono?
        Quando devi ingoiare merda, è meglio non essere troppo schizzinosi.

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      • Jonny d.
        D’accordo sul dover ingollare merda, soprattutto se hai una Colt puntata alla tempia, ma almeno ingolliamola storcendo la bocca, e chiamiamola per quel che realmente è,
        Esser felici perché costretti ad ingollare letame lo trovo eccessivo,

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    • Concordo con Jonny d.
      Sui nostri politici, tutti cagnolini che vanno ad abbeverarsi costantemente presso l’ambasciata usa a Roma dove ricevono il pizzino con le cose da fare e da dire, tutti compreso giuseppi,
      E le 113 basi usanatostan ce lo ricordano costantemente,
      Non sono d’accordo sull’accettazione, dell’esser felici e contenti della nostra condizione di servi che baciano la pantofola del padrone anche quando ci rifila una pedata,

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      • Gentile Cagliostro, concordo con lei. Ma l’alternativa a questa pseudodemocrazia quale potrebbe essere e chi potrebbe migliorarla? Il nostro voto viene puntualmente modificato se sgradito ai soliti poteri marci, USA in testa. Cordialità.

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    • @Jonny Dio

      “Quando ti rendi conto che sei dalla parte della maggioranza, sappi che è ora di cambiare”
      (Twain)

      Argomentare? Ormai non mi fermo neanche qualche minuto a guardare la tv, mi viene il voltastomaco, sinceramente. Chi ha capacità cognitive normali ha capito perfettamente cosa c’è in ballo e a cosa serve questo martellamento incessante, fino allo sfinimento: facciamo parte di una unione (noi italiani) che potenzialmente ha tutti i titoli per diventare una superpotenza continentale, può tranquillamente insidiare il primato a chiunque: in senso positivo intendo dire, una sana competizione che inevitabilmente dovrebbe percorrere la via del multilateralismo. E pazienza se alcuni regimi piacciono poco, questo è un tema che ricorre solo per schifosa ipocrisia o servilismo. Infatti, poiché al posto di una federazione siamo una confederazione di stati, ne consegue, vista la sudditanza pluridecennale con gli usa, che questa unione sia dannosa e masochistica: abbiamo paura di sganciarci dalla tutela americana e percorrere una via totalmente autonoma in campo economico e soprattutto geopolitico, solo per garantire al nostro alleato (che bada solo ai caxxi suoi) la posizione di supremazia mondiale, perché è questo che è in gioco in Ucraina.
      Ecco cosa intendo dire con discorso da vecchi: la rassegnazione di essere sudditi pur avendo tutte le qualità per essere padroni del destino.
      Sarà mica arrivata il momento di ringraziare i signori stelle e strisce per tutto quello che hanno fatto e nello stesso tempo indicar loro la via di casa ? Rimanendo amici, per carità, però finalmente cominciando a fare i nostri fottuti interessi!! Guarda la realtà: siamo una unione in ordine sparso, tra minacce, veti, interessi contrastanti; facciamo sanzioni all’aggressore ma nello stesso tempo lo paghiamo per ciò che ci serve e nessun leader ha la capacità o il titolo per mediare seriamente. Addirittura il dittatore turco si propone come pacificatore, ma quello va bene perché è membro Nato, è un alleato.
      Questa è la maggioranza di cui facciamo parte. Andiamo avanti così?
      Ok, tanto c’è la sorbiamo noi europei la eventuale guerra allargata, mica Johnson o il rintronato dall’altra parte.

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      • Bell’aforisma, di grande effetto ma non per questo necessariamente veritiero.

        Se mi parli di informazione attraverso la tv generalista, con me sfondi una porta aperta: non la guardo più da oltre vent’anni, ormai (buona parte delle mie conoscenze sull’argomento derivano dai commenti che leggo qua).

        Nel complesso non posso darti torto, ma resta il fatto che, al di là dell’invettiva, non hai nessuna alternativa realisticamente percorribile da proporre, se non quel generico richiamo all’UE che però soffre dello stesso difetto dell’ipotesi da me avanzata sopra, che è sempre quello di non essere mai in grado di andare oltre lo slogan: bisognerebbe cominciare con l’eleggere (possibilmente con una maggioranza forte) dei rappresentanti che abbiano questo punto nel loro programma (e già qua mi potrei fermare), inoltre dovrebbe avvenire lo stesso per una consistente maggioranza degli altri 26 Stati membri (seriamente, devo continuare?), superando nel frattempo ingerenze, intromissioni e ostacoli costruiti ad arte dai soliti noti, naturalmente il tutto passando anche sopra al fatto che, alla maggioranza dei cittadini europei, di tutto ciò non frega probabilmente un’emerita ceppa (essendo perlopiù in altre faccende affaccendati, ma in ogni caso è innegabile che manchi un sentimento comune che ci faccia sentire come tutti parte di un unico Popolo, quello europeo).
        Nel frattempo, campa cavallo, ma tanto è inutile crucciarsi: la Cina arriverà molto prima (anche se io spero di non vederlo mai).

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      • @Giansenio
        Ma ancora qui stai, dopo più di due mesi di guerra? Difesa e Esercito Europei? Autonomia dagli Usa?
        Argomento già rivoltato come in calzino.

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      • Giuro che stavolta non c’entro, sono arrivato che era già così. Ho pure cercato di farlo desistere.
        Ma stai tranquilla Graddy, non penso che questa telenovela sia giunta alla sua ultima puntata.

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  7. « …perchė riferisca alle Camere la linea dell’Italia sulla guerra in Ucraina prima di riferirla a Biden…»

    Marco qui sbaglia perché sará joe a riferire a mario la linea dell’Italia sulla guerra.

    Sennò, che democrazia da esportazione è?

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  8. Travaglio descrive lucidamente la situazione. Purtroppo difficilmente possediamo una politica estera ed interna indipendente dal controllo degli USA, paghiamo politicamente ancora il prezzo altissimo della sconfitta della seconda guerra mondiale. Quelle poche volte che l’abbiamo fatto (una fu grazie a Craxi con la vicenda dell’Achille Lauro) ci hanno subito ricordato chi davvero controlla le cose. Ogni Presidente del Consiglio eletto deve sempre avere il benestare degli USA, altrimenti il governo manco nasce. Personalmente però preferisco questa schifosa pseudodemocrazia piuttosto che quella dittatoriale cinese, araba, russa, fascista ecc.

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      • Gentile Cialtron H., ha perfettamente ragione. Personalmente ho provato votando il movimento convinto delle idee e dei valori che proponeva. Guardi com’è andata a finire. Omologati al sistema che volevano combattere grazie a media e poltrone. Ma nonostante tutto, non smetto di credere che le cose possano cambiare. Cordialità.

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    • che da noi si possa instaurare il regime arabo è pura fantascienza distopica da un tanto al kg
      la dittatura cinese, al massimo, sta in Cina, le risulta che qualche altro paese sia da loro colonizzato
      nel senso che prendono loro le decisioni al posto del popolo più o meno democratico? e i contratti commerciali
      non hanno valore in questo discorso
      pure i russi mi pare non abbiano, attualmente, questo tipo d’atteggiamento e, a differenza
      degli americani, i popoli che hanno liberato dai nazisti ora sono liberi di tornare ad essere quello che erano
      al tempo del 3° reich, e non conta se per loro (dei russi) inefficienza, la sostanza è quella prevalente
      anche se il risultato, da noi, sarebbero i pantaloni alla zuava, i piccoli balilla -ora più obesi- e il minculpop
      (ma su questo pare ci sia portati avanti ugualmente)
      e fascista, al momento, non è una forma di regime che venga riconosciuto da nessun paese, per pudore, immagino

      pure il regime americano è meno libero di quanto appaia, a meno di non esserne servo sciocco

      e gli americani hanno fatto 1 anno di guerra su 4

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      • Gentile Marco Bo, ovviamente intendevo il modello di governo imposto. In merito alla imposizione, direi che come esempi abbiamo la Bielorussia per Putin, mentre la Cina sta da tempo comprandosi pezzi di Africa. A meno che non si creda che controllando economicamente uno Stato non lo si controlli anche politicamente. Cordialità.

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      • @ Marco-Bo: mai sentito parlare di Tibet, Taiwan, Repubblica Popolare Democratica di Corea per quanto riguarda il blocco cinese, e di Ossezia, Abkhazia, Kazakistan, Kyrgyzstan, Tajikistan (per tacere di Transnistria e Crimea) per quanto riguarda quello russo? Ah quasi dimenticavo: Cina e Russia (più la prima) si stanno da tempo spartendo l’Africa, il secondo continente più grande del mondo (l’elenco delle nazioni coinvolte sarebbe troppo lungo, ma basta cercare in rete per trovare fior di mappe).

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  9. boh, sbaglierò ma o non la penso esattamente come Giulio.
    dalla sgm in poi zio sam le ha cannate tutte, ma proprio tutte.
    L’ultima è stata una caporetto mondiale e cadorna rimbambidet ne è uscito ancora più malconcio di come è normalmente.
    Perchè adesso dovrebbero averla fatta giusta??
    se hanno sbagliato i calcoli e lo zar le suona al guitto (cosa che i media nostrani non contemplano nemmeno per sbaglio) ? Come si mette poi per lo zio?
    Aggiungete poi che gli usa sono strapieni di debiti, noi in confronto siamo sceicchi. oltre 30 triliardi e continua a salire.
    voglio vederli poi alle prese contemporaneamente con russia e cina sventolare sanzioni, swift e menate del genere
    può essere che l’impero a stelle e strisce di coca comincia a spegnersi

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  10. “Alla stampa di regime va bene così, infatti è piena d’indiscrezioni su “cosa si attende l’amministrazione Biden dal governo italiano” e sull’“agenda di Biden per il viaggio di Draghi” (Repubblica): la consueta postura a 90 gradi. In pieno lockdown, bastava che Conte tardasse 20 minuti in sala stampa per gridare alla svolta autoritaria. Oggi, in piena guerra mondiale, chiedere a Draghi di riferire in Parlamento è lesa maestà.”

    Tutto perfetto….ahime’.
    Purtroppo il circuito viziozo Poteri Forti – Stampa Deviata – Politici Corrotti e’ nefasto.
    Il risultato e’… quest’acqua qui…

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  11. “La politica è sangue e merda”, e a “brigante brigante e mezzo”, dissero due politici non eccelsi, ma non privi d’ingegno.
    Questa volta non sono d’accordo con Travaglio. Secondo me Draghi non risponde a Conte e a Bersani semplicemente perché i due non solo sono incapaci di mordere, ma non sanno neppure abbaiare.
    Conte e Bersani sono due rispettabilissime persone, ma messi assieme non fanno neppure mezzo brigante…
    “Bersani padre nobile di LEU” forse voleva essere un complimento, ma è un’espressione involontariamente comica.
    Essere sempre disposti a prendere sberle da chiunque attira iniziali simpatie e solidarietà, ma alla lunga stanca e inquieta…
    Anche Conte dovrebbe stare attento. Gli elettori desiderano avere dei leader vincenti, non disposti al martirio.
    Gli elettori non sono i devoti di San Sebastiano…

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  12. Meglio la pseudodemocrazia piuttosto che la dittatura. …Davide confondi le questioni, democrazia, pseudodemocrazia o dittatura sono metodi di governo interni ad un paese, dove ovviamente è preferibile la democrazia, ma è compito dei popoli decidere quale forma di governo avere. ..e magari rovesciare/abbattere un regime dittatoriale. ….se invece un paese straniero, come nel caso Usa, impone ad un altro, Italia, governo, politica economica, sociale ed estera, siamo nella condizione di colonia……la colonia ha una” libertà ” di azione politica limitata e funzionale agli interessi del paese/impero di riferimento. ….non si tratta neppure di decidere se ci piace di più la democrazia o la dittatura, ma proprio di non decidere. ….allora a che serve votare? A che serve l’ esercizio della democrazia con la liturgia della rappresentanza parlamentare, della maggioranza ed opposizione, formazione di governo se poi chiunque governi dovrà necessariamente comportarsi da governatore di una colonia e non da pdc di un paese autonomo ed indipendente? La storia italiana ha visto qualcuno ribellarsi alla condizione di colonia Usa/Nato ed aspirare ad una emancipazione non solo dell’ Italia ma di tutta l’ Europa, ma il paese/impero Usa ha reagito con mezzi violenti, da dittatura, negli anni dal 1964 al 1994, con la strategia della tensione, terrorismo, omicidi politici, perché ciò non è PERMESSO ! E dopo i nostri politicanti hanno scelto la schiavitù volontaria che si ottiene più facilmente con il lavaggio del cervello, senza tanto spargimento di sangue. …..L’ aspetto più preoccupante della situazione attuale, oltre ovviamente la possibilità di essere tutti arrostiti, è che tutta l’ Europa pare essere una colonia Usa, dove risultano sovrapponibili Nato ed UE, ed è molto grave, perché significa che la UE come potenza politica autonoma ed indipendente non esiste. ….è una unione coloniale dove non è PERMESSO decidere diversamente dagli Usa? Questa guerra ha stracciato un inganno, l’ UE non esiste, esiste solo l’ organizzazione militare Nato agli ordini Usa che prende decisioni politiche. …..per questo il parlamento non serve e può essere pure chiuso. ….a me pare di essere oltre la pseudodemocrazia, piuttosto una condizione da occupazione non convenzionale……

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    • Gentile Alessandra, lei descrive correttamente ciò che io sintetizzo con la parola pseudodemocrazia. Epperò personalmente io credo più in questo regime pseudodemocratico (diciamo occidentale) che nei sistemi dittatoriali, dove la libertà dell’individuo (di pensiero, di parola, ecc) è limitata, controllata e piegata alla volontà altrui. Cordialità.

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      • Il punto è che non sta a noi imporre il nostro modello agli altri, e altrettanto ingiusto sarebbe lasciare a altri di imporre il loro a noi, giacché ci auguriamo di migliorare il nostro senza interferenze altrui. Peccato che nella realtà ci sia solo un Paese che sta esportando il suo modello imperiale in giro per il mondo, e che noi ne siamo colonia periferica.

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      • Aggiungo una cosa. In merito alla vicenda Ucraina, sono personalmente favorevole all’invio di armi per la difesa del proprio popolo, della propria terra, dei propri confini. Ma se la NATO con una arroganza mai vista decidesse e mettesse bocca imponendo un attacco al popolo russo, al territorio russo ed ai confini russi su pressioni degli schifosi guerrafondai USA, tutti i paesi europei dovrebbero avere la forza per dire di no e ridicolizzare i deliri dei cow boy a stelle e strisce. Cordialità.

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      • Gentile Elena, infatti gli USA sono schifosi come i pretesti per le loro guerre in case altrui lontane dai loro confini. Cordialità.

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    • l’ho letta anche io, sono rimasta basita!! forse l’Alzheimer sta facendo il suo corso o forse la saggezza, mistero!! parole così, da una persona così, non me le sarei mai aspettate!!

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  13. Io non mi sorprendo, De Benedetti sa perfettamente che questa è una guerra per supremazia economica, e fra perdere i suoi soldi per il dominio economico/finanziario degli Usa, e contrastare la guerra per difendere il suo capitale, preferisce ovviamente la seconda ipotesi. ….l’ Italia che è un paese capitalista dovrebbe tutelare gli interessi del suo capitale che non coincidono con quelli americani, visto che la guerra rischia di arricchire gli Usa e devastare/impoverire Europa ed Italia. ….Il capitalismo europeo ed italiano. …..leggo questa intervista come un messaggio : attenzione che se ci toccate i soldi, diventiamo i migliori fautori della pace. ….Magari a breve vediamo un’ inversione ad U di élite e giornalai al seguito. ..

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    • Beh, ci sta, non è così fantascientifica come ipotesi, guarda! Alla fine, i soldi sono tutto, mandano avanti il pianeta, nel bene (forse) e nel male (sicuramente). Se (gli) tocchi i dindi, si danno ‘na calmata.
      “Conta più il PIL che la vita!” m’ebbe a dire un amico, anni fa, frase che non ho mai più dimenticato e che vo citando a destra e a manca da allora.

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    • ovviamente il suo pensiero, non è rivolto alla pace perché è giusto torni ad esserci affinché terminino morte e distruzione ma per meri interessi economici, questo si è capito però, fa sempre impressione che uno così, una volta nella vita anche se, per motivazioni diverse, abbia più o meno il mio pensiero..

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  14. J.D
    (Ti riporto anche qui risposta che ti ho dato editoriale di Travaglio che non è più in prima pagina)

    “Qualcuno ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati.”

    Sono parole di Umberto Eco che cita una frase di Samuel Johnson nel suo “Patriota” e che si scagliano contro certo patriottismo ipocrita che nasconde i germi di nazionalismi senza etica che abbeverano di razzismo, discriminazione e disprezzo per gli “altri”.

    Proprio quel nazionalismo “nazionalsocialista” di cui si fregiano quelli del battaglione Azov inglobato nell’esercito ucraino dagli Zelenski e che ora vogliono spacciarsi senza vergogna per difensori della libertà e della democrazia.

    Non so quanti anni hai tu.
    Io ne ho a sufficienza per aver conosciuto vecchi che hanno fatto la trincea nella 1a guerra mondiale. Alcuni di loro si sono salvati nascondendosi sotto i cadaveri dei loro commilitoni.
    Tu li avresti decimati?
    Giovani di 18 anni che non sapevano nemmeno perché venivano chiamati al fronte da politicanti avidi di potere che si riempivano la bocca di “PATRIA”.
    Ma di che cavolo di Patria parlavano? Quella che doveva accontentare le mire geopolitiche o di un sovrano folle e di suoi scendiletto?
    Riguardati (a proposito di trincee) il film di Francesco Rosi: Uomini Contro.

    Torno ora da una commemorazione di caduti partigiani. Credi davvero che il loro ideale di Partia fosse da assimilare a quello dei nazisti di Azov e del loro capo Zelenski (e Nato che li sta usando per le sue mire sulla Russia) fatto di odio razziale e di nazionalismo estremo e guerriero?

    Io ti dico che di fronte all’obbligo di combattere per una Patria che non sia fondata su grandi princípi di: Pace, Ripudio della guerra, Libertà, Democrazia, Giustizia sociale, Antirazzismo…
    Ebbene: in assenza di uno solo di questi principi fondamentali l’Obiezione di Coscienza e il rifiuto di imbracciare armi di ogni singolo cittadino è LEGITTIMA e AUSPICABILE.
    Fino all’estremo sacrificio.

    E trovo aberrante, purtroppo, vedere gente che vanta di essere di Sinistra e che se ne va in giro ad auspicare armi, armi, armi, escalation di guerra, senza spendere una sola parola in favore della Pace e facendo addirittura leva su parole come Patria nel senso più misero e canagliesco del termine, neanche fossero tanti piccoli nuovi Cadorna del nuovo secolo.

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    • Beh, sì, ma l’hai visto da te: come per magia, essere “pacifisti” (per ragioni perfino etiche, che risiedono nel profondo del cuore, in qualche maniera) ti rende automagicamente” filo-Putin” secondo la narrazione del mainstream. Che è una roba da pazzi. Hai visto, no? Cioè (mi auto-cito, mi si perdoni, l’avevo scritto qualche tempo fa qui su IS), “Se Putin è un diavolo, gli USA e l’Ucraina non sono certamente dei santi”. Ecco, ma tu prova a dirlo e ti danno subito addosso perché sei appena diventato putiniano! Ma si può?! Quindi han iniziato da subito questo ragionamento sconslusionato e pazzesco, e sei già diventato un nemico non appena hai iniziato ad alimentare qualche personale non dico certezza, ma persino dubbio che non sia come te la stan raccontando. Da lì, hai voglia a non voler sparare in trincea (di cui a quanto hai scritto) anche se ne sei profondamente convinto, in fondo al cuore.
      Io a ‘sto punto, mi permetto di citare Antonio Tabucchi, che parlando di “ragioni del cuore”, secondo me casca a fagiuolo (o, come si direbbe a Firenze, “a pipa di cocco”):
      “È difficile avere una convinzione precisa quando si parla delle ragioni del cuore, sostiene Pereira.“
      (Antonio Tabucchi, 1994, Feltrinelli)

      PS: Lo so che non era dedicato a me il tuo commento, ma ti dico ugualmente che “Uomini Contro” (1970, di Francesco Rosi) ce l’ho sull’hard disk da un sacco di tempo, ma non trovo mai davvero la voglia di guardarlo, men che meno adesso, con questa cazzo di guerra più o meno sullo sfondo. Pur sapendo che valga veramente la pena di vederlo.

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  15. La mia opinione è che la NATO non sia un’alleanza difensiva ma un esercito in mano agli USA che però hanno trovato il modo di far partecipare pesantemente alle spese l’Europa.
    Facciamo i soli ed esclusivi interessi USA, anche se comporta autodistruggerci economicamente.
    Ci è utile questa cosa?
    No.

    Dovremmo puntare semmai ad un esercito europeo, uscendo dalla NATO.
    Poissibile?
    No.
    No perchè dovremmo avere governi che servono i nostri nteressi, e non dei burattini USA. Troppi decenni di corruzione abbiamo addosso, e ormai il politico più libero di tutti è uno schiavo statunitense.

    Quindi non se ne esce?
    No, a meno che non torni un’informazione decente, che faccia capire piano piano a tutti quali siano i nostri reali interessi e permetta al popolo di smettere di ingoiare veleno pensando siano medicine.
    Poco probabile però, perchè il sistema di potere si basa proprio sul controllo dell’informazione, e tocca aspettare che si autodistrugga da solo (cosa che sta facendo ma ci vuole tempo).

    Per quelli che pensano che da noi ci sia libertà di informazione, o almeno un grado di disinformazione di massa inferiore rispetto ad altre parti del mondo (Russia, Cina …) vorrei far notare che da noi questa libertà è nominale ma non effettiva.
    In teoria siamo liberi e belli, in pratica siamo in un sistema repressivo dal volto gentile, che ti epura con le buone maniere (non sempre, vedi Assange).

    La vicenda Orsini sviluppatasi ultimamente è paradigmatica.
    Orsini, esperto geopolitico va in tv e da una versione diversa (per me realistica) della situazione, e subito stranamente fa audience.
    La propaganda che pensava di usarlo come contraddittorio finto, da bullizzare e ridicolizzare in trasmissione per annullarne la credibilità, e per usarlo per poter ripetere all’infinito gli slogan pubblicitari USA sulla guerra ucraina, in risposta alle sue argomentazioni, si accorge che il gioco non funziona.
    Per qualche motivo Orsini, probabilmente per la sua competenza e conoscenza dei complessi aspetti geopolitici in ballo, non si riesce a ridicolizzare, e bullizzare.
    Allora il sistema decide di eliminarlo: non può andare in tv a pagamento, anche le stesse trasmissini strapagano i peggiori personaggi sulla piazza … lui però no, non deve essere pagato: se non dici quello che vogliamo noi intanto smetti di guadagnare.
    Orsini ribatte che allora va gratis e non possono fermarlo senza rivelare la sostanziale mancanza di libertà dei nostri media, allora studiano contromisure.
    Subito gli cancellano la voce su Wikipedia, da dove sparisce, poi visto che non basta e siccome vanno di moda, iniziano con le sanzioni economiche: il suo lavoro alla Luiss salta e il contratto non viene rinnovato.
    Ma non basta ancora, lui va avanti nonostante lo stalking.
    Allora, estremo rimedio, decidono di chiudere la trasmissione che lo ospita (carta bianca).

    Cinquantottesimo posto nella classifica per la libertà di stampa, sudato e meritato.

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  16. X F.C.

    anche se l’uomo con la C maiuscola non lo capisce, la tua analisi spiega bene come mai dovremmo e potremmo scendere in piazza.

    Perché se non lo facciamo adesso, potremmo ritrovarci polvere radioattiva a breve.

    Non c’é più tempo da perdere.

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  17. Carlo De Benedetti, qualche sera fa da Lilli Gruber sul La 7 lei ha detto: «La pace è finita, comincia la fame». È così pessimista?
    «No: vedo solo ciò che sta accadendo. Una guerra che si sovrappone a una recessione molto severa, come quella cui stiamo andando incontro, è assurda, senza senso. Le conseguenze sarebbero catastrofiche».

    Vale a dire?
    «Carestia e fame in Nord Africa e in larga parte dell’Africa australe. Costretti a scegliere tra morire di fame e rischiare di morire in mare, gli africani rischieranno di morire in mare. Altro che 500 al giorno; arriveranno a decine, a centinaia di migliaia. La nostra priorità assoluta dev’essere fermare la guerra».

    La guerra l’ha scatenata Putin.
    «Io parto da due pietre miliari. La prima: non giustifico Putin; lo detesto. Putin è un criminale e un ladro, che con altri trenta ladri ha rubato la Russia ai russi. La seconda: sono e sarò eternamente grato agli angloamericani per averci liberati dal nazifascismo. Ma oggi noi europei non abbiamo alcun interesse a fare la guerra a Putin».

    Ripeto: è stato Putin a cominciare la guerra.
    «Certo, la colpa è sua. Ma gli interessi degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito da una parte, e dell’Europa e in particolare dell’Italia dall’altra, divergono assolutamente. Se Biden vuol fare la guerra alla Russia tramite l’Ucraina, è affar suo. Noi non possiamo e non dobbiamo seguirlo».

    È contrario all’invio delle armi agli ucraini?
    «Sì. Biden ha fatto approvare al Congresso un pacchetto di aiuti da 33 miliardi di dollari, di cui 20 in armi: una cifra enorme, per un Paese come l’Ucraina. Questo significa che gli Stati Uniti si preparano a una guerra lunga, anche di un anno. Per noi sarebbe un disastro».

    I russi stanno commettendo atrocità contro la popolazione civile.
    «E lei crede che le armi servano a fermare queste atrocità? No: l’unico modo per fermare le atrocità è trovare una soluzione negoziale».

    Ce l’ha anche lei con la Nato?
    «La Nato è sorta in un contesto completamente diverso: non esisteva l’Unione Europea; non era sulla scena la Cina. Dobbiamo essere grati alla Nato per il ruolo svolto durante la Guerra fredda; ma ora non ha più senso. La Corea del Sud chiede di entrare nella Nato: ma cosa c’entra con l’Alleanza atlantica?».

    Quale soluzione propone allora?
    «Serve un esercito europeo. E siccome per avere una forza di difesa occorrono dieci anni, bisogna prendere quella che già c’è. A questo punto, tanto vale che gli Stati Uniti escano dalla Nato, e che gli europei assumano la responsabilità della propria sicurezza».

    Lei sa bene che la Nato senza l’America non esisterebbe. Si scrive Nato, si legge Usa.
    «È proprio questo che dobbiamo superare. Oggi l’Europa va in ordine sparso: la Francia investe 80 miliardi di euro sui superbombardieri Rafale, la Germania annuncia il riarmo da cento miliardi. Ma l’Europa ha un interesse comune: fermare la guerra, anziché alimentarla. Se gli Usa vogliono usare l’Ucraina per far cadere Putin, che lo facciano. Se i russi vogliono Putin, che se lo tengano. Cosa c’entriamo noi?».

    Ma i russi non sono liberi di scegliere.
    «Nella sua millenaria storia, la Russia non è mai stata una democrazia. Non siamo più al tempo delle crociate. Noi non siamo qui per combattere il Male, ammesso che si tratti del Male e il nostro sia il Bene. L’interesse dell’Europa è trovare la propria collocazione nel mondo come il continente della più grande ricchezza, dei più grandi consumi, delle più grandi tradizioni di pensiero, di arte, di cultura: perché la cultura occidentale è tutto quello di cui il mondo si nutre».

    Della nostra cultura fanno parte anche la democrazia e la difesa dei diritti umani. E l’Ucraina è un Paese democratico aggredito da una dittatura.
    «Ma davvero pensiamo ancora di poter esportare la democrazia con le armi? Gli americani ci hanno già provato. Si sono inventati le armi di distruzione di massa per giustificare la guerra in Iraq. Ebbene: non funziona. La democrazia si esporta con il successo sociale ed economico delle società organizzate democraticamente. Non con le armi».

    Come finirà la guerra, secondo lei?
    «Questa guerra non la può vincere nessuno. Non la può vincere Zelensky. Ma non la può vincere neppure Putin, perché gli Usa vogliono a tutti i costi che perda. L’unica soluzione è un compromesso».

    Quale?
    «L’Ucraina perderebbe i territori russofoni e russofili, e avrebbe in cambio la garanzia americana e britannica di pace e prosperità».

    Ma si creerebbe un precedente. Putin sarebbe incoraggiato a nuove conquiste.
    «E cosa può fare Putin? Lei crede veramente che possa ricostituire l’impero sovietico? La Russia ha 140 milioni di abitanti e un Pil — tolte le risorse energetiche — inferiore a quello della Spagna. Pensavamo avesse almeno l’esercito; che ha dato prova di un’inefficienza spaventosa. Un amico che lavora al Pentagono mi ha raccontato che Putin, dopo aver perso 600 carri armati in due giorni, ha cominciato a dare ordini direttamente ai comandanti sul terreno: è saltata la catena di comando. Disorganizzazione assoluta. La Russia è ridotta a sparare missili; ma le guerre non si vincono con i missili, si vincono con la fanteria. Tutti sappiamo bene che non è la Russia il vero pericolo».

    Qual è allora?
    «Per gli americani, la Cina. È come quando Atene capì che, con l’ascesa di Sparta, la guerra era inevitabile. Allo stesso modo, il confronto tra gli Stati Uniti e la Cina è inevitabile».

    La Cina attaccherà Taiwan?
    «Dipende anche da come finirà in Ucraina».

    Vede allora che anche opporsi a Putin è inevitabile.
    «Se l’America vuol fare la guerra a Putin, la faccia; ma non è l’interesse dell’Europa. Non è una mia opinione personale; è quello che pensano in Germania».

    Non la impressiona l’eroismo della resistenza ucraina?
    «È un nazionalismo ammirevole dal punto di vista patriottico; ma alla fine è un danno per il mondo. Non ci guadagna nessuno tranne gli Usa, che fanno soldi a palate vendendo le armi e il gas, senza subire conseguenze. Vede, la politica non ha nulla a che vedere con la morale. Noi, ad esempio, non abbiamo gli stessi interessi dei Paesi baltici: loro temono i russi; noi la fame e l’immigrazione».

    La politica serve interessi, e nulla più?
    «La politica serve a fermare la guerra. E io sono una delle ormai poche persone che la Seconda guerra mondiale l’ha vista. Mi ricordo i bombardamenti di Torino del novembre 1942, quando sfollammo a Revello, in provincia di Cuneo, dalle suore. Mi ricordo la rocambolesca fuga in Svizzera, e due anni di vita da rifugiato. Mi ricordo le prime immagini dei lager nazisti, che mio padre mi costrinse a ritagliare e incollare su un quaderno, e quando gli chiesi perché mi rispose: perché un giorno qualcuno dirà che tutto questo non è successo. Ebbene, tutto questo io non lo voglio più. Basta guerra».

    8 maggio 2022 (modifica il 8 maggio 2022 | 08:51)

    A parte che Putin, in realtà, la Russia non l’ha affatto ‘derubata’ (quello caso mai l’ha fatto De Benedetti con l’Olivetti e con la centrale di Vado Ligure) visto che adesso la Russia è molto più ricca di prima di lui…

    … per il resto ha ragione, non c’é niente da fare. e che l’Africa sia ridotta ad essere dipendente alimentare dell’Ucraina, la dice lunga sulla sostenibilità della geopolitica attuale.

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  18. Sottoscrivo l’invito di Cesare Goffredo Danese. Conte conduca i 5 stelle fuori da un governo asservito a logiche guerrafondaie e “oltreoceaniche”. Di codeste logiche non ha simpatia la gran parte di noi italiani (e nemmeno il Papa), non hanno bisogno gli ucraini e, molto prosaicamente, nemmeno i 5 stelle che stanno pagando un prezzo politico insostenibile per un malinteso senso di responsabilità.
    Conte deve staccare la spina al governo in carica prima di esserne tutti folgorati

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