Lo specchio dei Times

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Contrariamente a quanto trovate scritto anche sul nostro giornale, è del tutto improbabile che il New York Times abbia rivelato un segreto militare (l’intelligence americana aiuta gli ucraini a localizzare i generali russi da colpire), provocando le ire di Biden e del Pentagono. Certi lussi possono concederseli soltanto le democrazie, mentre ogni giorno ci viene ampiamente ricordato da fior di democraticissimi postfascisti poststalinisti che gli Stati Uniti sono un regime liberticida. Non essendoci, secondo costoro, alcuna differenza sostanziale tra la Casa Bianca e il Cremlino, se il New York Times avesse davvero pubblicato una notizia scomoda per il governo, il suo direttore Dean Baquet sarebbe già agli arresti o alle prese con la difficile digestione di un hamburger al polonio, mentre è stato visto aggirarsi tranquillamente tra i talk show come un Santoro qualsiasi. Anche il furibondo scontro in materia di aborto tra la Corte Suprema e il Presidente suonerà a certi orecchi come una fandonia palese, dal momento che nella dittatura gemella, quella di Putin, se un giudice osasse contraddire il suo Presidente rischierebbe di finire denazificato in un gulag.

Possiamo onestamente immaginare che negli Stati Uniti le cose vadano diversamente? Perché se così fosse, e se il New York Times avesse davvero pubblicato quell’articolo, significherebbe che le libertà, per quanto «borghesi» e formali, da qualche parte esistono ancora e non fanno nemmeno poi così schifo.

52 replies

  1. Bravo Gramellini, dimostri di conoscere le tecniche di propaganda inventate da goebbels.

    Il furbacchione inizia usando “ contrariamente” per far vedere che lui è un giornalista tutto d’un pezzo che va contro il suo giornale, e così tutti i lettori possono essere tranquilli sulla libertà del giornale che permette a un suo giornalista di esprimere un idea differente.

    La notizia al New York Times L hanno consegnata direttamente il dipartimento di stato o cia o nsa, vate voi….
    Ormai la conoscono la tecnica la conoscono anche i muri… deve passare L idea che se faccio un errore ci sia la stampa libera che mi inchioda; tipo ho fatto 30 omicidi di cui nessuno saprà mai niente, ma non deve passare L idea che sia un santo e quindi mi faccio beccare a rubare le caramelle… e tutti mi condanneranno per le caramelle. Sono bravo ma non perfetto…. Dei 30 omicidi non sospetterà nulla nessuno …. Perché se li avessi fatti il newyork Times mi avrebbe beccato subito…. Sempre fatto così e gli È andata sempre bene fino a quando non è spuntato Assange … a cui gli hanno appioppato preventivamente 175 anni…. Esiste nel regime russo un condannato a 175 anni di carcere

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  2. Padre nostro, che sei nei cieli, ti supplico: ebbasta tutti i santissimi giorni co ‘sti catz di Gramellini quatidiani!…

    Non ammorbarci e non indurci in tentazione, ma liberaci dal “gramo”, e così sia.

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  3. Gramellini non riesce a capire o non vuole capire, che fare i democratici in casa propria e comportarsi invece come un Putin qualsiasi al di fuori dei propri confini (faccio l’elenco?…ma no forse anche Gramellini a partire dal Vietnam, avra’ pur letto qualcosa) non e’ condizione sufficiente per fare la morale ed imporre i propri interessi agli altri.
    Credo di dare un dolore allo scribacchino del Corriere, ma piu’ della meta’ della popolazione mondiale non riesce a cogliere la differenza tra un bombardamento democratico ed uno autocratico.

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  4. Gramellini non sa più che inventarsi per giustificare la follia di Biden e del Pantagono. E poi il Times ha “rivelato” il segreto di pulcinella! Il punto è che purtroppo si tratta di un’eccezione, la regola è la propaganda imposta dalla Casa Bianca e il silenzio su tutto ciò che va fuori dall’imposto.
    Inoltre il Gramigna è dimentico delle leggi speciali che gli USA utilizzano contro chi ritengono rivelatore di segreti di Stato…..
    Gramellini quando si guarda allo specchio vomita dallo schifo che si fa.

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  5. Qualcuno potrebbe obiettare che la libertà borghese non corrisponda affatto alla vera libertà, ma ad una forma di libertà condizionata e proporzionale alla classe sociale.. ….il significato di libertà differisce fra chi ha la pancia piena o vuota….. Le democrazie hanno il lusso della schiavitù volontaria, all’ interno, e della esportazione militare/bellica di ” democrazia” all’ esterno…….La libertà di stampa non è solo libertà di espressione, ma diffusione oggettiva ed imparziale di tutte le notizie, dove l’ omissione, discriminante, è una forma di autocensura che non ha alcuna necessità di repressione……la manipolazione dell’ opinione pubblica si fa attraverso l’ ignoranza, nel senso etimologico del termine, cioè ignorare, quello che non si conosce, non esiste…..la scelta di cosa pubblicare o meno, il criterio di selezione rispetto a chi o a cosa, cui si deve rispondere/ubbidire, fa una differenza enorme fra vera informazione e la ” libertà” di pubblicare una notizia scomoda dopo averne oscurate mille. …..una rondine non fa primavera!

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    • cit. “La libertà di stampa non è solo libertà di espressione, ma diffusione oggettiva ed imparziale di tutte le notizie, dove l’omissione, discriminante, è una forma di autocensura che non ha alcuna necessità di repressione…”

      Tutto vero, verissimo, se si dà per scontato che tutti i lettori siano egualmente intelligenti o che, quantomeno, siano capaci di comprendere esattamente quali sono i fattori da considerare per esprimere un pensiero critico/politico maturo; il che presuppone che siano tutti egualmente informati e responsabili e possiedano un grado equivalente di maturità e intelligenza e che l’informazione sia sostanzialmente veritiera, cioè che offra i lettori un quadro veridico della situazione e di quali siano la natura e gli scopi dei diversi soggetti mediatici.

      Ma in questi discorsi manca sempre il “convitato di pietra”, ossia che la nostra tanto decantata democrazia rappresentativa (da non confondere con quella diretta!) si regge essenzialmente sulla base di una finzione (il suffragio universale) dove la stupidità, l’ignoranza, la malafede, la manipolazione psicologica e il controllo dell’informazione la fanno da padrona.

      In realtà, non saprebbe cosa farsene di un popolo intelligente, informato e pacifico. E’ di entusiaste e frenetiche contrapposizione delle masse, stimolate, provocate, alimentate dall’ignoranza, dalla stupidità e dalla brutalità! che, in realtà, “Lei” desidera.

      Se ben ricordo – non ricordo l’autore – qualcuno scrisse qualcosa di simile: la democrazia non è altro che un paravento della dittatura.

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  6. La mia sensazione è che negli Stati Uniti ci sia una stampa ed un’informazione mediatica più ampia e più libera che in Italia. Non è un paradosso. Noi viviamo sotto una cappa informativa da quando non esistono più editori puri. Salvo pochissime eccezioni i nostri giornalisti sono quasi tutti “embedded”. E non solo sulla Guerra. Negli USA l’informazione è un pilastro della democrazia, uno strumento di controllo intrinseco nella coscienza collettiva, e pur con le tante trame del Potere per assoggettarla, riesce in buona parte a fare contronarrazioni. Di Giornalisti, Intellettuali e Opinionisti americani che raccontano altro, anche sulla Guerra, ne ho trovati molti.

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    • Ovviamente do per scontato che in una Democrazia Autoritaria ( tale è) come la Russia, l’informazione è fondamentalmente assoggettata al Potere. Questo non cambia il mio parere sull’attualità drammatica. La Russia ha moltissime ragioni in questo conflitto( e le ho già dette e ridotte più volte)

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    • Esatto, Paolo, infatti le tecniche Psyop non sono consentite sui cittadini americani, ma solo sugli altri!
      Ti rimando al link postato sotto altro articolo e ai brani da me estratti…

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  7. Quell’articolo non raccontava nulla di nuovo e non rappresentava alcun pericolo per i capi americani si altrimenti l’autore farebbe la fine di ASSANGE. Nella democraticissima America e non in Russia chi svela i crimini di guerra compiuti dagli americani fa la fine di ASSANGE.

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  8. Non entro nel merito dell’articolo vergato con sublime maestria da uno dei più grandi esperti mondiali di cyber war , il nostro Gramellini.
    Mi chiedo però perché oggi non ha dedicato “un caffè” all’arresto in Spagna di Anatoly Shariy, blogger e giornalista ucraino riparato all’estero dopo che in patria età accusato di alto tradimento, per aver effettuato per lungo tempo inchieste sulla corruzione in Ucraina.
    Ora la Spagna potrebbe estradarlo nella democraticissima e incorrotta Ucraina dove rischia da 15 anni in su di reclusione come minimo. E i grandi giornalisti italiani cosa dicono?
    Solo Travaglio , credo, ne ha parlato.
    Gianni

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    • @kaykmare a dire la verità, nemmeno una parola persino da Saviano, ieri sera a PiazzaPulita….. ha parlato della Politkovskaia ma nessuna menzione ai tanti giornalisti e blogger ucraini incarcerati, torturati e uccisi…. Ho atteso a lungo una parola di libertà da Saviano: niente! Ha, in compenso, esaltato la figura “eroica” di Zelensky.

      Una trista figura.

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      • Fosse stato , Shariy, un giornalista russo dissidente, arrestato all’estero e estradato in Russia, tutti i tg e i talk unificati avrebbero aperto le news con questa notizia.
        Invece è ” solo ” un giornalista ucraino dissidente.
        Gianni

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      • Elena, ieri ho sentito Saviano dal primo all’ultimo minuto del suo intervento da Formigli. Ma non mi aspettavo nulla da lui. So che è un Pallone gonfiato, venduto, un buffone, che sfrutta il nome che si è fatto di paladino delle denunce su mafie e corruzione. Ma è squallidamente schierato con le narrazioni che i suoi Padroni vogliono faccia. Ha Padroni. E sono quelli del Sistema a cui non torce mai un capello. Ci sguazza con quello. Figurati se evidenziava i circa 80 giornalisti morti o spariti in Ucraina.

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  9. La notizia non fa altro che suscitare una reazione della Russia,una reazione così grave ,poi da giustificare qualsiasi azione degli Usa sulla e con la pelle degli altri.Granelloni di merda dimostra quanto invece sia schierato con il potere,non si sogna minimamente di criticare gli Usa per Assange

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  10. Paolo, l’ informazione è assoggettata al potere ovunque, è il metodo di controllo e repressione diverso! Se in Russia si elimina fisicamente il dissenso, nelle democrazie occidentali si ricorre ad altro, esclusione dal club. ….esisti fisicamente, anche se non sono mancate pure in Italia eliminazioni fisiche, ma non mediaticamente, culturalmente….e se a qualcuno viene riservato uno spazio, è per additarlo come corpo estraneo pericoloso, il nemico cui si devono prendere le distanze. …il controllo/repressione è rozzo e violento nelle dittature, raffinato, subdolo, apparentemente innocuo nelle ” democrazie” ed è un meccanismo perverso, perché azzera la protesta, educa mentalmente all’ accettazione. ….perché reprimere con la violenza quando esistono mezzi altrettanto efficaci? Ma la manipolazione è una forma di repressione/controllo delle masse o no? Certamente Sì! Forse la peggiore perché non se ne ha la percezione/consapevolezza, da cui una dittatura può sempre correre il rischio di una opposizione/rivolta popolare, mentre nell’ altro caso il gregge pascola remissivo e contento di vivere nel suo recinto…democratico!

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    • Alessandra concordo con te. Mi interessava solo fare un distinguo sul giornalismo americano. Di cui sappiamo poco ( almeno io), se non per casi eclatanti o per il racconto in libri o film. Credimi, navigando in rete, ho trovato più opinioni coraggiose e controcorrenti da parte di americani che di italiani. Gli USA sono pieni di piccoli quotidiani, piccole TV, giovani Youtuber che sono molto più liberi e onesti intellettualmente. Noi, da servi, siamo più realisti del re.

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  11. Oltre ad Assange ci sarebbe da ricordare che Snowden è protetto e libero in RUSSIA dopo avere rivelato il datagate.

    Per non parlare delle decine di attentati alla stampa d’opposizione ucraina bastonata dal regime almeno dal 2014 ad oggi, alla faccia dei pochi ragazzoni lettori di Kant dell’Azov.

    Gramellini è veramente un gerarca di pelouche, ma sempre un gerarca.

    E poi secondo me, Infosannio lo pubblica come sfogatoio. Nemmeno la nazinonna viene qui a difenderlo.

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  12. E invece no! La “nazinonna” (che sarei io ) è passata di qui proprio adesso per controllare se la pattuglia dei soldatini di Putin avevano fatto il loro compito quotidiano. E devo riconoscere che sì, sono tutti presenti e sono stati tutti diligenti nel rovesciare addosso all’aborrito nemico del popolo e servo della Nato Gramellini, la quotidiana dose di insulti e sberleffi. Un po’ ripetitivi, ma per forza, fin che dura questa guerra bisogna combattere il nemico ogni giorno. E il nemico più aborrito e contestato da qualche giorno , seguendo gli insegnamenti e i pensosi dubbi instillati dai professori Orsini e Lilin , è la democrazia; la falsa democrazia all’occidentale ovviamente, non quella “autocratica” più seria e sincera, che quelli del pensiero unico definiscono impropriamente dittatura. Mi sembrate tutti una riedizione del Gatto e la Volpe che cercavano di imbrogliare Pinocchio, per carpirgli quel po’ di libertà e monete che aveva e ridurlio come asino schiavo nell’immaginario Paese dei Balocchi. Che triste compito!

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    • Signora, non condivido il soprannome che le hanno affibbiato, anche se fa sorridere.
      La invito a mantenere la calma e a compilare apposite liste di proscrizione, nell’apposito formulario ministeriale che, con ogni probabilità, sarà reso disponibile online a breve.
      La sollecito a appuntare con puntuale e solerte cura anche le frasi contrarie alla linea governativa, a quella USA e a allegare accurate relazioni e profili su ogni singolo dissidente che qui ha l’ardire di esprimersi.
      Buon lavoro,
      Elena

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      • Infatti, meglio prenderla in ridere, anche se ci sarebbe di che piangere. Comunque stia tranquilla che alle “liste di proscrizione” non ci penso io, modesta maestra in pensione, senza aderenze con la Cia o ministeri. Se mai sono io che dovrei temere di entrare in una futura lista di proscrizione, perchè oggi ci vuole più coraggio a scrivere sui social quello che scrivo io che quello che scrivete voi . L’esperto in materia di liste e accurate relazioni sui dissidenti, stile KGB e Stasi è il vostro amico Putin, che io considero un nemico e ho l’ardire di criticare apertamente per iscritto. E se la guerra vincerà lui, con tutto le conseguenze che ne seguiranno, saranno cavoli amari per me.

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      • @magdabarbieri considerare i Potenti amici di noi semplici cittadini è una pia illusione. Io, chiunque “vincerà” in Ucraina, che è solo uno dei trenta e passa conflitti attualmente in corsi, parimenti tragici e sanguinari ma che non godono della pietas della pubblica opinione, non scriverò mai liste ma so per certo che in tanti saranno disposti, anzi entusiasti, a cimentarsi.
        Raramente apprezzo chi divide semplicisticamente il mondo in “noi e voi”….gli unici che perdono sono i bambini.

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      • NON poteva mancare la nostra amatissima Nazinonna, ovviamente.

        Ma no, non sia mai, non vedete che si rattrista, se noi ingrati la definiamo così?

        Anche se è talmente ignorante che scrive Cia e non CIA e Nato e non NATO.

        Vabbé.

        Adesso parliamo meno forbito, perché il genio di Elsie C. Segar è sempre attuale per descrivere certi personaggi:

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  13. @Elena
    “… che è solo uno dei trenta e passa conflitti attualmente in corsi, parimenti tragici e sanguinari ma che non godono della pietas della pubblica opinione…”.
    Ma lei ripete a pappagallo le frasi d’ordinanza del pensiero unico anti pensiero unico?
    Anche basta, dopo più di due mesi, non crede?

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  14. @Magdabarbieri 19:12
    Gentile Sig.ra, non abbia paura: insieme a Lei criticano apertamente Putin le più alte cariche dello Stato, tutto il Parlamento ( nei due rami), tutti i mezzi di comunicazione di massa ( salvo rarissime eccezioni), intellettuali, scrittori, scienziati ( ancora salvo rare eccezioni) etc.etc. In breve, una falange ( chissà perché, ma forse la questione dei nazisti ucraini mi ha fatto venire in mente Francisco Franco e non i Macedoni) compatta. Dunque, non tema.
    Gott mit ihnen

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    • @paoladiamanteroma
      Tutto giusto, tranne la chiusa: io non credo in Dio; nessun Dio (manco l’autoproclamato dio minore Jonny) ci salverà.
      Quindi l’augurio che preferisco è
      “noi stiamo con noi”, questo sarebbe un atto rivoluzionario come umanità.

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      • @Elena 20:08
        Gentile Elena, le suggerisco, con rispetto, di controllare cosa fosse scritto sulla fibbia dei pantaloni dei militari dell’esercito tedesco di Hitler .Chieda, poi, a Google la traduzione di quanto ho scritto. La Fede, mi creda, non c’entra nulla.

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      • @paolodiamanteroma
        ben avevo inteso la citazione e la conseguente “battuta” sottesa all’indirizzo di Magda…..Dio è stato preso come paravento da ogni Potere, illuminato o meno.
        Grazie in ogni caso.

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  15. Normalmente si commenta su un blog per esprimere la propria opinione, partecipare ad un dibattito, avere notizie da chi posta articoli. …invece passare da un blog per CONTROLLARE rivela nel linguaggio una propensione/attitudine. …l’ uso delle parole è importante ” è la lingua che pensa per te”…….il contributo di ognuno al confronto, nel rispetto reciproco, è esercizio di democrazia, tolleranza, libertà…..il controllo esattamente il contrario….l’ inconscio è dispettoso. ..

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  16. Che poi, il problema non è tanto il Gramella (e chi lo rifocilla, che mi garba perché fa rima, anche se volevo dire “paga” inteso in senso lato), bensì la massa di coglionazzi che lo leggono e lo seguono in TV. Un elemento così miserevolnente disonesto sul piano intellettuale non è neanche da cagare di striscio.
    Mi son soffermato solo perché ho visto un numero considerevole di commenti, per cui ho anche dovuto leggere la sua diarrea verbale (mannaggiavvói! Lo dico affettuosamente, chiaro!), altrimenti avrei tranquillamente evitato sorvolando, come ormai tendo a fare.
    Qualcuno ha scritto bene, sopra: è uno sfogatojo l’articolo del Gramella quotidiano. Tanto per divertirci a sfogarci, nulla di che. Dice bojate senza senso, ormai. Un altro della cricca pagata per dire idiozie senza un minimo di succo neanche logico. Per info, citofonare – appunto come in molti han saggiamente e pervicacemente sottolineato – al povero Assange.

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  17. Italiani brava gente
    Nella missione OSCE di Marjupol c’erano due postazioni di mortaio, che sparavano dall’edificio amministrativo della missione, contro la Milizia Popolare del RPD. I mortai e le relative munizioni sono italiani, come si evince dalle marcature. Altro fatto degno di nota: l’ultima consegna di armi italiane è datata 11 marzo 2022. Come commenterà l’OSCE il fatto che è collusa coi terroristi, consentendo ad Azov di sparare dalla sua missione? In che modo, dopo questi fatti, l’OSCE potrà nascondere tutto? e come giustifica il drago che le armi italiane siano in mano ai nazisti senza che nessuno ne fosse informato.

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  18. Il NY Times ed il Washington Post hanno nascosto, poi dichiarato un fake, il “fattaccio” del computer di Hunter Biden e dei suoi “affari” riguardo le armi biologiche in Ucraina. Si era in tempi di elezioni e , dato che era previsto un testa a testa con Trump, sarebbero stati guai per i DEM.
    Pressati dalla stampa repubblicana alla fine hanno ammesso, pur con mille distinguo.

    https://nypost.com/2022/03/30/washington-post-admits-hunter-biden-laptop-is-real/

    ( Non riesco più a trovare l’ articolo del NY Times che avevo salvato: era un po’ ridicolo perchè si riferiva sempre al figlio di Biden con “Mr. Hunter Biden”. Mister !!! Se vi interessa provate voi…)

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