Italia dépendance degli Usa. Draghi va a rapporto da Biden

La Casa Bianca chiama gli alleati ma Scholz e Macron lo snobbano. Solo il nostro premier bacia la pantofola

(Davide Manlio Ruffolo – lanotiziagiornale.it) – Sull’agenda di Mario Draghi c’è una data cerchiata di rosso. Si tratta del prossimo 10 maggio quando il premier italiano volerà dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, per un vertice alla Casa Bianca in cui si discuterà di come assistere l’Ucraina in questa dolorosa guerra, come colpire Vladimir Putin e, chissà, magari di quale futuro potrebbe avere davanti a sé Mr Bce quando finirà il suo lavoro a Palazzo Chigi.

Vertice tra Draghi e Biden, il nome di Supermario sta circolando con insistenza come prossimo possibile segretario della Nato

Del resto la legislatura si avvia al proprio epilogo e il nome di Supermario, smaltita la delusione per non essere stato scelto come Presidente della Repubblica, sta circolando con insistenza come prossimo possibile segretario della Nato.

Un incarico prestigioso che arricchirebbe il suo curriculum e che potrebbe spiegare, almeno in parte, come mai si stia precipitando ad incontrare Biden proprio mentre i principali stati dell’Unione europea, in prima fila la Francia di Emmanuel Macron e la Germania di Olaf Scholz, stanno cercando di smarcarsi dallo storico alleato americano – specie dopo qualche scivolone di troppo da parte del proprio commander in chief – per cercare di risolvere questa crisi globale con una linea più che distinta da quella a stelle e strisce.

Già perché al momento dagli Stati Uniti si sente parlare solo di inviare armi e fare nuove pesanti sanzioni, con la consapevolezza che queste influiranno ben poco sui conti americani mentre devasteranno quelli della Russia e dell’Europa. Così il viaggio a Washington appare complicato perfino da giustificare ai partiti della stessa maggioranza che, pur decisi a supportare la resistenza ucraina, da tempo chiedono maggiore autonomia e indipendenza dagli Stati Uniti.

Quel che è certo è che, come afferma una nota ufficiale di Palazzo Chigi, nell’incontro si parlerà di “coordinamento con gli Alleati sulle misure a sostegno del popolo ucraino e di contrasto all’aggressione ingiustificata della Russia”, “saranno discusse le eccellenti relazioni bilaterali e riaffermata la solidità del legame transatlantico. Sarà affrontata la cooperazione nella gestione delle sfide globali, dalla sicurezza energetica, dal rilancio dell’economia allo sviluppo della sicurezza transatlantica”.

Ma nell’incontro, com’è logico che sia, non si parlerà solo di questo. Con la minaccia del Cremlino di chiudere il rubinetto del gas o con l’eventuale decisione di Bruxelles di istituire un embargo su questa risorsa, per l’Italia potrebbe mettersi molto male. Per questo il premier è più che probabile che chiederà a Washington di fornire più gas a Roma, offrendo in cambio il pieno supporto italiano alle decisioni americane in questo conflitto.

Ma Draghi è sfortunato anche perché il suo viaggio cadrà all’indomani della giornata in cui il Cremlino celebra la vittoria nella seconda guerra mondiale contro il nazismo. Può sembrare una cosa di poco conto ma così non è. Da giorni, infatti, si rincorrono voci su cosa potrebbe annunciare Putin in quell’occasione e stando a quanto affermano le intelligence occidentali, c’è da essere preoccupati perché si ritiene che lo zar annuncerà la ‘guerra totale’ all’Ucraina.

La Casa Bianca potrebbe chiedere a Draghi un maggiore impegno nel supportare l’Ucraina

Insomma non è difficile immaginare che se ciò dovesse verificarsi davvero, Biden potrebbe chiedere a Draghi un maggiore impegno nel supportare l’Ucraina e il premier italiano difficilmente potrebbe negarsi. Così mentre la situazione evolve – per non dire precipita – l’unica certezza è che, vuoi per convinzione o per necessità, gli Stati Uniti hanno trovato nell’Italia di Draghi la sua testa di ponte all’interno dell’Unione europea. E Biden non intende farsela sfuggire.

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15 replies

  1. “Vertice tra Draghi e Biden, il nome di Supermario sta circolando con insistenza come prossimo possibile segretario della Nato” allora terza guerra mondiale sicura…

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  2. Non è una novità, temo dobbiamo rassegnarci, anche perché il popolo, nella democrazie liberali occidentali, non ha alcun margine di manovra.
    Soprattutto nelle ormai infinite, dichiarate, “emergenze”.
    E l’Italia, per propria storia e “costituzione” ( in entrambi i sensi, minuscola e maiuscola) meno di altri.

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  3. Quando Mario Draghi ha detto, con sprezzante alterigia, di essere in grado di trovarsi un lavoro da solo, aveva davvero la mascella inutulmente feroce di un rettile.
    E tuttavia, anche se la sua affermazione sembra tanto ovvia da apparire beffarda, è vera solo in parte.
    Nessuno può fare tutto da solo. Nessuno può fare a meno degli altri.
    Anche Mario Draghi per diventare Segretario della Nato ha bisogno delle potenti scoregge post prandiali di Joe Biden.

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    • preferisco non commentare, ma stanno scherzando con la Russia Cina e Corea del nord che sono le potenze più armate del mondo, occhio a combinare accordi con gli USA e poi con Biden il quale prima di trovare accordi con Putin ha preferito armare gli ucraini , ma quando volevano i russi armare Cuba non se lo ricordano e l’accordo di non mettere nella nato paesi confinanti di fronte con la Russia. Gli USA stanno distruggendo la Russia e l’Europa. Attenzione potrebbe cadere il governo Draghi.

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  4. Ma se è vero che Draghi non rappresenta il volere parlamentare, non rappresenta il volere della maggioranza che sostiene il suo governo unto del Presidente Mattarella, non rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani, chi sta andando a rappresentare il Premier all’estero?
    Quali interessi porta in USA?
    Possibile che in un momento di altissimo rischio per l’incolumità nazionale, il capo del Governo voli oltreoceano per parlare con Biden di argomenti che possono essere affrontati in video call? A essere maliziosi, si potrebbe pensare, che Biden richiami in USA il suo umile servitore per proteggerlo da eventuale attacco russo su suolo italiano…..visto il numero di basi che gli americani ci hanno donato. Quindi un aereo per la fuga, come quello offerto a Zelensky prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Quindi la NATO continua a premere sulla Russia, ammassando uomini e mezzi in Moldavia, Romania e Polonia, Islanda e Finlandia chiedono di entrare per avere anche loro armi e mezzi, Putin minaccia di lanciare missili contro i Paesi che inviano armi, piazza navi a ridosso dell’Europa, e all’indomani del 9 maggio (cioè proprio il giorno dopo), magari all’alba, Draghi vola oltreoceano.
    Vabbè, sono maliziosa.

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  5. se l air force renzi con kerosene di sconda Q, supera indenne le colonne d Ercole, sicuramente a nostro nome gli dirà: fuck yankee

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  6. Draghi è stato installato, a mo’ di sanitario. Senza avere preso un solo voto sta conducendo una politica le cui conseguenze se le dovranno sorbire i partiti (dell’ammucchiata, perciò immersi fino al collo nelle responsabilità).
    Prima o poi i signori che guidano le forze politiche dovranno andare a caccia di voti e allora sarà interessante sentire cosa avranno da dire per giustificare il disastro socio economico che si sta profilando all’orizzonte.

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  7. dalla Treccani:
    dépendance ‹depãdã′s› s. f., fr. [propr. «dipendenza», der. di dépendre, dal lat. dependēre «dipendere»]. – Edificio minore che serve di complemento a quello principale, soprattutto con riferimento ad alberghi, case di cura e sim.; poco com., in questo sign., la forma italiana dipendenza

    piuttosto si dovrebbe dire HOUSE NEGROES, è più corretto

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  8. Così stanno le cose, ormai lo hanno capito anche i sassi. Non si può fare altro che rassegnarsi, a questo punto.
    Non siamo un paese di rivoluzionari: pochi gattopardi e molte iene. Che tengono famiglia.

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