Guerra nucleare: fare meglio e di tutto per evitarla

La situazione. La fonte delle informazioni è “incontestabile” per default, si tratta della mappa interattiva aggiornata al minuto del sito liveuamap.com (Universal awarness), un sito ucraino e un “servizio” d’informazione […]

(DI FABIO MINI – Il Fatto Quotidiano) – La situazione. La fonte delle informazioni è “incontestabile” per default, si tratta della mappa interattiva aggiornata al minuto del sito liveuamap.com(Universal awarness), un sito ucraino e un “servizio” d’informazione fondato da giornalisti ucraini nel 2014. Alle 9:00 di ieri 30 aprile la mappa delle precedenti 24 ore riportava con simboli molto espressivi: due villaggi liberati dagli ucraini a nord, bombardamenti russi a Kharkiv, un ponte fatto saltare dagli ucraini a ovest di Luhansk, due bus attaccati dai russi nella stessa area, un aereo russo abbattuto a sud, bombardamenti russi a 30 km a sud di Zaporizha e un’operazione ucraina di antisabotaggio nella regione di Odessa. La zona controllata dai russi, segnata in rosso, è una fascia all’interno dell’Ucraina profonda tra i 60 e 120 km dal confine russo (a est) e 90-200 km dalla costa (sud). Non sono segnalate interruzioni di tale fascia ed è evidente il saliente russo in corrispondenza di Yzium. Sono anche riportate una ventina di posizioni in cui sono dislocate unità russe in Bielorussia e Russia propria. Il resto della mappa ucraina appare muta, ma non sorda: sono segnalate una trentina di località in tutta l’Ucraina nelle quali sono stati lanciati allarmi aerei e la popolazione sollecitata a raggiungere i rifugi o altri ripari: “Take cover now!” dice il sito. E in effetti fanno più paura le sirene delle bombe.

La situazione sul terreno appare quindi sostanzialmente immutata e perfino stabilizzata. Ci sarebbe da sperare che siano ancora possibili un negoziato ed una sospensione delle ostilità. La disponibilità di Zelensky a discutere con Putin, la dichiarazione di Lavrov sul fatto che la Russia non si considera in guerra con la Nato e il coro di coloro, a partire dal Pentagono e il Cremlino, che escludono un intervento nucleare dovrebbero andare in questo senso. Purtroppo a frenare gli “entusiasmi” sono la retorica bellica che, amplificata dalla propaganda, sfocia nell’ormai consueto turpiloquio e le azioni concrete che vengono attuate dagli antagonisti, protagonisti e comparse. Assieme al cauto ottimismo che vorrebbe la fine immediata delle operazioni militari bisognerebbe analizzare questa fase del conflitto con un sano realismo. È vero che la realtà porta spesso al pessimismo, ma meglio questo che il garrulo ottimismo dell’incosciente. Non solo perché il pessimista è un ottimista con l’esperienza, oppure è uno che sa già come va a finire, ma perché la consapevolezza del rischio che si corre è l’unico argine della ragione di fronte all’esondazione del panico. In questa ottica, la guerra in Ucraina sta cambiando. Cambiano i rapporti di forza sul campo e quelli dei rapporti di potenza al di fuori di esso. Con gli aiuti forniti e promessi all’Ucraina, da quelli finanziari a quelli materiali e di personale direttivo e di manovalanza e gli aiuti indiretti delle sanzioni, lo scenario non è più quello di una invasione a obiettivi limitati di una nazione nei confronti di un’altra. Lo scenario è il confronto fra due grandi potenze che sono da una parte la Russia e dall’altra gli Stati Uniti con la Nato e l’Unione Europea. In tale quadro e alla luce delle dichiarazioni statunitensi di voler perseguire l’isolamento e il ridimensionamento della Russia, la situazione sul terreno può soltanto cambiare in peggio ed estendersi. La diplomazia internazionale sta cercando qualche spiraglio per congelare il conflitto, ma non sarà essa a produrre una svolta positiva. La missione del Segretario generale dell’Onu è stata un fallimento non tanto annunciato quanto soprattutto voluto. In effetti la gita di Guterres a Mosca e Kiev è servita a mettere fuori dai giochi le Nazioni Unite. Di questo erano ben consci i russi quando hanno congelato lui senza mezze parole e l’hanno riportato alla realtà con i missili su Kiev. Forse questi non c’entravano con la visita (le pianificazioni militari sono famose per fregarsene dei convenevoli politici) ma nessuno si è preoccupato di evitarne la strumentalizzazione e infatti gli ucraini e altri europei hanno subito festeggiato lo schiaffo di Putin all’Onu. Anche gli americani hanno certamente brindato al successo e forse gli stessi russi hanno gradito. Il flusso dei miliardi di dollari in Ucraina è già cominciato anni fa ed è riuscito a destabilizzare le istituzioni ucraine fino a estremizzarle. Ma non saranno i dollari a risolvere la questione ucraina e neppure a far vincere gli Stati Uniti. In 20 anni di guerra in Afghanistan l’America ha speso 2,4 trilioni di dollari dei quali soltanto 80 miliardi finiti agli afghani, o meglio finiti ai capi tribali afghani da comprare a quote mensili di milioni di dollari in fogli verdi ficcati in buste della spesa.

Per adesso in Ucraina siamo alla garanzia di un debito di centinaia di miliardi e alla promessa di 30-40 miliardi che non sappiamo in quali tasche finiranno. L’enorme impegno finanziario in Afghanistan non è servito all’esito finale desiderato: le forze sul campo si sono sciolte, i Talebani sono tornati, ma la massa del flusso di denaro si è riversata nelle stesse tasche di chi lo alimentava. La Patria statunitense è stata salvata ma gli afghani stanno peggio di prima, salvo una quarantina di essi che dalla busta di plastica sono passati alla valigetta diplomatica. Il flusso di armamenti all’Ucraina è appena cominciato, ma non sarà esso a far migliorare la situazione. Anzi. Tale flusso dovrà portare le forze militari e paramilitari ucraine ad avere una superiorità tattica nei riguardi dei russi e questo è già un problema. Ma se e quando fosse raggiunta non sarebbe comunque sufficiente a riprendere il controllo dei territori in mano russa. A tale eventuale superiorità tattica corrisponde infatti un’inferiorità strategica che può essere colmata soltanto con l’intervento strategico dei paesi della Nato e degli Stati Uniti. I quali, assieme ai russi, negano di voler intervenire. Nel frattempo l’equilibrio tattico farà continuare il conflitto a tempo indeterminato. Con nuove armi e aerei da combattimento gli ucraini potranno colpire obiettivi in Russia, che ovviamente non è un tabù soltanto perché qualcuno ha appiccicato un altro nome alla guerra.

La massa di armamenti che affluirà in Ucraina favorirà la prima escalation sul piano tattico: i russi avranno obiettivi paganti da battere. Nel senso che con un solo colpo potranno distruggere molte forze, nel senso che il combattimento di punto, lungo direttrici e su “punti” (come aeroporti, fabbriche, caserme e città) evolverà in combattimento areale e di saturazione con la massa di fuoco maggiormente “efficace” e remunerativa. Con una tale tipologia di conflitto, anche rarefatto, i tempi si allungano e man mano che si esaurisce la forza tattica subentra la necessità d’intervento di quella strategica. Russia, Stati Uniti e Nato dichiarano di non voler arrivare a tal punto, e per questo sperano che gli ucraini combattano fino all’ultimo. Ma non è questo che dicono con i fatti. Sia che l’Ucraina riesca a cacciare i russi sia che soccomba, la guerra non sarà finita, anzi sarà quello il momento dell’inizio della catastrofe. Perciò non dobbiamo temere quelli che paventano l’eventualità della guerra nucleare, ma coloro che la negano, che la considerano bluff. Sono questi che distolgono l’attenzione da tale eventualità, minano la consapevolezza e allentano la tensione morale a fare meglio e di tutto per evitarla.

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4 replies

  1. Le parole ragionate e accorate di Mini dovrebbero essere seriamente prese in considerazione soprattutto dalla Sinistra.
    Ma c’è un problema: non esiste più.

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  2. Parole sante che anche il Generale Figliuolo capirebbe, benché a lungo distratto dalle siringhe.
    Stupisce che non le capisca il Migliore…
    Mario Draghi, dopo il suo fallito assalto alla Presidenza della Repubblica, sembra rintronato. E’ sempre più cupo e ingrugnito.E’ innegabile che si sia ulteriormente incattivito. Sinceramente a me fa molta impressione.
    Mi appare come quegli uccelli notturni, dal volo basso, pesante, ostile…
    Istintivamente, quando lo vedo alla TV, corro subito a chiudere le finestre…

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  3. Io sono stato bannato da un gruppo di teste di c… su FB in cui un admin diceva che c’era la lobby che faceva del timore delle atomiche la sua ragion d’essere.

    Tanto per capire a che livello si può scendere.

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