24 febbraio – 24 aprile

A che punto è la guerra. Cos’è successo in 2 mesi e cosa può accadere. Ci avevano detto che l’armata russa arretrava e quella ucraina avanzava, che Mosca aveva fallito la guerra lampo per prendere Kiev e l’intera Ucraina in tre giorni, insomma che Vladimir Putin […]

(DI MARCO TRAVAGLIO – il Fatto Quotidiano) – Ci avevano detto che l’armata russa arretrava e quella ucraina avanzava, che Mosca aveva fallito la guerra lampo per prendere Kiev e l’intera Ucraina in tre giorni, insomma che Vladimir Putin col suo esercito sgangherato stava perdendo la guerra e Volodymyr Zelensky con le nostre armi e i suoi morti la stava vincendo: ora si scopre che Putin non s’era mai illuso su una guerra-lampo (in un Paese grande due volte l’Italia), non voleva né Kiev né l’intera Ucraina (né l’aveva mai detto), ma il Donbass e la striscia sul Mar Nero che lo collega alla Crimea; e l’intelligence britannica e Boris Johnson affermano pessimisti che, espugnata Mariupol, Putin può prendersi ciò che vuole e vincere.

Ci avevano detto che più armi inviavamo a Kiev e più gli ucraini si rafforzavano e i russi si indebolivano: invece i russi macinano terreno sempre più incattiviti e gli ucraini lo perdono sempre più indeboliti. Però noi continuiamo a inviare armi, armi, armi senza sapere (o almeno dire) a quale scopo.

Ci avevano detto che più sanzioni imponevamo a Mosca, più la Russia si avvicinava al default: invece il default russo è rinviato a data da destinarsi, mentre si avvicina quello ucraino (dato per certo dal Fondo Monetario Internazionale se Kiev non avrà subito 15 miliardi, in aggiunta ai 13,5 che già deve restituire); e Putin è sempre più popolare tra i russi, anche grazie all’effetto “uno contro tutti”.

Ci avevano detto che l’Unione Europea doveva bloccare subito l’import di gas e petrolio dalla Russia per impedirle di finanziare la sua sporca guerra; ora la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen avverte Joe Biden che l’embargo farebbe schizzare i prezzi di metano e greggio a tutto vantaggio di Mosca e la Bundesbank calcola che spedirebbe in recessione l’Ue (-180 miliardi, il 5% del Pil, per la sola Germania), con danni risibili per Mosca.

Ci avevano detto che mai e poi mai l’Ue avrebbe ceduto al diktat di Putin di pagare il gas in rubli, col sistema del doppio conto a conversione immediata di valuta: invece l’Ue lo sta accettando, per evitare che dal 1° maggio Mosca ci chiuda il rubinetto.

Ci avevano detto che la Nato con l’Ucraina non c’entrava: invece ha colto la palla al balzo dell’attacco criminale sferrato da Putin il 24 febbraio (secondo tempo della Guerra degli Otto Anni), per trasformare un conflitto regionale sul Donbass in una guerra mondiale da combattere per procura sulla pelle degli ucraini e sulle tasche degli europei.

Dopo due mesi di guerra, tutte le bugie delle opposte propagande si infrangono sull’evidenza dei fatti dappertutto, fuorché in Italia. Qui, in un eterno giorno della marmotta, siamo ancora fermi al falso dibattito su chi è l’aggressore e chi è l’aggredito, come se qualcuno avesse mai negato che l’aggressore è Putin e l’aggredita l’Ucraina. E come se ripetere ossessivamente quel mantra servisse a qualcosa: che so, a salvare la vita di un solo ucraino.

Se in Russia è vietato parlare di guerra, in Italia è proibito parlare di pace. Intanto, mentre i nostri politici e i nostri media combattono la loro guerra-farsa, la guerra vera ha cambiato natura: con la presa di Mariupol che spalanca la strada ai russi per completare il Risiko nell’Ucraina dell’Est e del Sud; e con l’entrata in campo della Nato, che per bocca del suo rintronato commander in chief teorizza il suo vero scopo di far durare il conflitto il più a lungo possibile in attesa della caduta di Putin. Però più passano i giorni, più aumentano i massacri (russi, ma non solo), il territorio ucraino intatto si assottiglia e cresce il rischio di un casus belli da guerra nucleare. Macron e Scholz si ribellano a questo scenario. Draghi invece tace e acconsente, da ossequiente cameriere di Biden: ma quando mai il Parlamento ne ha discusso e l’ha autorizzato a trascinarci in questa follia?

Come nota la rivista Foreign Affairs, cosa voglia Putin ormai si sa, mentre “curiosamente gli obiettivi occidentali sono molto meno chiari”. Così come quelli di Zelensky: “Quali condizioni il governo democratico dell’Ucraina è pronto ad accettare? Recupero di tutto il territorio perso negli ultimi due mesi e ritiro totale della Russia dal Donbass e dalla Crimea”, magari con la sua “adesione all’Ue e alla Nato”? Per azzerare questi due mesi di guerra occorrerebbe l’intervento diretto delle truppe e dell’aviazione Nato: cioè la terza guerra mondiale, che includerebbe l’uso di atomiche almeno “tattiche”. L’alternativa è un compromesso sui territori già persi e sulla neutralità dell’Ucraina, col ritiro delle sanzioni in cambio del ritiro dei russi. Ora che ci prova l’Onu con la missione di António Guterres martedì a Mosca, è solo di questo che dovremmo discutere: cosa vuole l’Ucraina e cosa vogliamo noi? La guerra mondiale, o qualcosa che somigli – con rispetto parlando – alla pace?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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34 replies

    • E con una guerra in corso uno si precipita a Roma per trattare di soldi
      .MENTRE le file alla Caritas sono impressionanti .Che fregatura che ci siamo presi .San Francesco si rivolta nella tomba.

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      • Ee sì amico mio, lo spirito rivoluzionario lo hanno messo in soffitta: adesso puntano a galleggiare in un mare di rifiuti.

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  1. Marcuccio, incidentalmente noto che saresti un ottimo negoziatore pro Ucraina, hai avuto la proposta? No? A Zele’, che t’ha perso!

    In sostanza, a tuo dire, Putin prima non aveva intenzione di invadere l’Ucraina (come diceva il Rimbambiden), poi invece non aveva intenzione di conquistarla in 3 giorni, come dice il sig. Zelensky, poi non voleva prendere Kiev ma aveva solo fatto ‘un scherso’ e sempre quell’ingenuotto di Zelensky (con annessi generali, istruttori Nato, battaglioni Azov e compagnia bella) c’e’ cascato come un tordo, perche’ non ti e’ stato a sentire.

    Adesso tu sai esattamente cosa vuole Putin, un altro grandissimo sgub (alla Biscardi bonanima).

    Ai ragazzi semplici come me et similia, pare di capire che voglia un pochetto di Ucraina del sud giusto per gradire, mo’ sta bombardando pure Odessa, e un generale dei suoi dice che vuole arrivare alla Transnistria (qualunque cosa sia); precedentemente ha minacciato Svezia e Finlandia, ancor prima Lituania e Lettonia perche’ al suo amico Lukashenko serve lo sbocco al mare (vorra’ fare i bagni al Lido senza essere disturbato dai vucumpra’).

    Ma tu sai precisamente che c’ha in testa il Putin, dobbiamo dare il contentino a questo gentiluomo, perche’ poi torna tutto a posto.

    Cioe’ il giorno dopo che Putin s’e’ pigliato tutto quello che Travaglio e’ disposto a concedergli, stiamo tutti tranquilli, come non fosse successo niente e la pace e’ salva per sempre (la famosa pace eterna). Businness as usual con mr. Putin.

    Marcuccio, con tali premesse come si puo’ non fidarsi ciecamente di te.

    Vai dal Rimbambiden e spiegagli che deve fare, e’ de coccio ma sono sicuro che i tuoi inattaccabili argomenti lo convinceranno.

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    • Silviuccio B,,
      In geografia dormivi quando la maestra faceva lezione?
      La Russia non ha bisogno di sbocchi sul mare per andare a fare il bagnetto nel Baltico, ce l’ha già!
      Per agevolarti dai un’occhiata sul mappamondo e cerca dove si trova San Pietroburgo
      Continua a raccontare barzellette a porto cervo che sei imbattibile.

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    • GPS, e tu pensi che a lui basti lo sbocco del Baltico? 😂non gli importa dei russofoni, il suo vero scopo è sempre stato la conquista del mar D’Azov e del Mar Nero, zone strategiche e importantissime

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  2. Sono tutti incoscienti e guerrafondai quelli che siedono al parlamento per non parlar del Drago! I 5 stelle se tutto va bene avranno un 10 % sperando vadano presto a casa insieme a tutti gli altri ! Letta ad esempio sarebbe anche lui da rispedire alla corte di Macron !!vada a fare danni altrove sta mozzarella avvizzita !!

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  3. C’è gente convinta che le donne e i bambini sotto l’acciaieria non sarebbero scudi umani, ma stanno li sotto perche i russi vorrebbero sterminarli (con gli occhi del mondo intero puntati su di loro) appena escono fuori, e quindi gli azov non li fanno uscire per il loro bene.
    Io credo che bisogna essere veramente idioti per credere ad una cosa del genere e non capire che sono scudi umani che servono soprattutto per indignare il mondo, nel caso fossero ritrovati senza vita, e far intervenire la NATO, senza la quale non c’è speranza di vittoria per zelensky.
    Questi son capaci pure di farli fuori con armi chimiche per poi dire che i missili sono stati lanciati dai russi.

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  4. Da buoni occidentali ci aspettavamo un guerra in tempi televisivi. Altrimenti gli spettatori (leggi donatori, con tutto quello che in questo caso significa) si stufano.
    Ora si fa lunga, e non cade l’ oblio come nelle altre “esportazioni di democrazia”, quindi per mantenerci “caldi” ( il peggio per noi deve ancora venire…) e continuare a sopportare le maratone (non solo di) Mentana, ci tengono in fibrillazione: Armi chimiche? Quando useranno la Bomba? Ecc…
    Da buona “società eccitata” quasi quasi non ne vediamo l’ ora.
    Ovviamente dei poveri Ucraini (sia da denazificare, sia da occidentalizzare) non importa ad alcuno. Ci pare un Risiko… Vinceranno i buoni o i cattivi?

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  5. Ci avevano detto che questo era il governo dei migliori ( e invece sono il peggior governo dai tempi di mussolini)
    Ci avevano detto che il draghetto avrebbe risolto definitivamente i problemi dell’Italia ( anche se avevano taciuto che per farlo avrebbe usato l’eutanasia).
    Ci avevano detto che i 5s sarebbero stati il partito del vaffanculo alla casta ( e invece sono diventati il partito del vaffanculo agli Italiani)
    Non vado avanti con i ” ci avevano detto” perchè la lista è praticamente infinita.

    Le chiacchere ormai stanno a zero….
    Prima avevamo destra e sinistra, quando finalmente si è capito che erano uguali siamo passati a sovranisti ed europeisti ,ma con il draghetto sono diventati tutti europeisti.
    Adesso l’alternativa è tra pacifisti veri ( quelli che sono contrari all’invio di armi ) e pacifisti finti ( quelli che godono all’invio di armi per alimentare il conflitto).

    Se i pacifisti veri non si decidono a mettersi insieme per creare un partito contabile nel 2023 non cambierà NULLA e saremo ancora costretti a scegliere tra non votare e votare scegliendo tra gli SCEMI che ci sono adesso.

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    • Ec.
      Non ” contabile”
      Ma “VOTABILE:”

      PS.
      Ma non c’è un modo per eliminare definitivamente la scrittura automatica dai tablet ???????

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      • Cerca tra i simboli sullo schermo o nei menù la voce “Impostazioni”. Dovresti trovare, frugando, la voce “COMPLETAMENTO AUTOMATICO”..
        Oppure cerca su internet ” salvatore aranzulla” un genio che spiega, gratis, come fare con computer e telefonini anche le cose più complesse, oltre alle facili.

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  6. Guerra Ucraina | Fucili, disciplina e onore. Nel 2017 il Guardian mostra i “campi estivi” dove il battaglione Azov preparava i bimbi alla guerra

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  7. La regia è globale, i finanziamenti arrivano sempre dalle stesse fonti, la finalità è il controllo sociale, la cancellazione dei diritti fondamentali dell’uomo, l’applicazione sistematica di leggi marziali.

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  8. FLAVIO LOTTI.
    Domenica 24 aprile parte una PerugiaAssisi straordinaria: “Fermatevi, la guerra è una follia”. «Ogni giorno che passa, lo scontro s’innalza e la guerra diventa più disumana e cieca distruggendo ogni residuo spazio di pace», dice il coordinatore del Comitato promotore della Marcia. «Ma la pace è una questione di responsabilità politica, e i Governi devono farsene carico»
    Non era in programma per l’edizione 2022, ma invece la marcia della Pace PerugiaAssisi si farà. «Abbiamo deciso un mese fa di organizzarla», dice Flavio Lotti «Lo abbiamo deciso sotto la pressione delle bombe e abbiamo registrato oltre 700 adesioni di gruppi di associazioni, enti locali, scuole università e migliaia di singoli cittadini e famiglie».
    “Fermatevi, la guerra è una follia” è il tema della marcIA.
    Interverranno, tra gli altri, i giovani in servizio civile, i Rettori delle università italiane, i rappresentanti di 150 enti locali, Cecilia Strada, Responsabile comunicazione ResQ, Alex Zanotelli, missionario comboniano, Aluisi Tosolini, Dirigente Scolastico, Coordinatore della Rete Nazionale delle Scuole di Pace, Elisa Marincola, Portavoce Articolo 21.
    «È una marcia che facciamo insieme a papa Francesco», continua Lotti. «Raccogliamo il suo grido “fermatevi, la guerra è una follia”. Un’iniziativa concreta in risposta all’appello che proprio il Papa ha lanciato la domenica di Pasqua: impegniamoci per la pace, promuoviamola. Ogni giorno che passa, lo scontro s’innalza e la guerra diventa più disumana e cieca distruggendo ogni residuo spazio di pace. Per questo ripetiamo che va fermata subito».
    “Nessuno si rassegni alla guerra e alla corsa al riarmo! Nessuno si pieghi alle leggi della violenza. Nessuno ceda alla logica amico-nemico. Risolviamo i problemi che non abbiamo ancora voluto affrontare nel rispetto del diritto internazionale. Basta con la propaganda di guerra!”
    “Siamo solidali con gli ucraini e con tutte le vittime di tutte le guerre dimenticate che continuano a insanguinare il mondo. Con i russi che si oppongono alla guerra, con chi è costretto a farla e con le vittime della persecuzione anti-russa. Con tutti i bambini e le bambine, le donne e gli uomini di ogni età che pagheranno le dure conseguenze della guerra, in Italia e nel resto del mondo”.
    Dobbiamo diventare “costruttori di pace”. Questo è il tempo in cui non dobbiamo solo chiedere la pace, ma farla in prima persona.
    I governi sono i responsabili della pace nel mondo. Ma hanno già ampiamente dimostrato di non esserne capaci. Poi ci sono le nostre responsabilità, quelle di cittadini e cittadine. La pace, o meglio la costruzione della pace, non può essere un’utopia, un desiderio, un auspicio. La pace è una cosa concreta come la responsabilità di costruirla.
    Dopo l’invasione russa dell’Ucraina rischiamo una catastrofe mondiale e nucleare. Ma la pace non c’è neanche quando vengono negati i diritti fondamentali delle persone, del lavoro, della salute, dell’educazione, il diritto all’acqua pulita…Quando i diritti vengono ignorati o negati la pace non ci può essere. Per questo dico che bisogna costruirla, per questo non parlerei di pacifisti o pacifismo ma proprio di costruttori e costruttrici di pace.
    Siamo impegnati da decenni nel difficile sforzo di dare una sostanza positiva alla pace. La pace è negativa quando la facciamo esistere solo in antitesi alla guerra, quando la definiamo solo come il suo contrario. Quella i cui abbiamo bisogno è la pace positiva, quella definita dall’articolo 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. La pace è vita. E la cura della vita è pace. Cura è dunque il nuovo nome della pace. Aver cura vuol dire avere a cuore. Ogni atto di cura, per quanto piccolo, contribuisce alla costruzione della pace. La pace positiva è dunque un modo di vivere insieme agli altri, nel rispetto della dignità e dei diritti umani di ciascuno, in armonia con la natura, gli animali e l’ambiente che ci circonda. Noi facciamo pace quando scegliamo la collaborazione al posto della competizione, quando scegliamo la cooperazione al posto della concorrenza all’avversario. Arriviamo alla pace ogni volta che costruiamo occasioni di dialogo. Che cos’è la pace in tempo di guerra? Promuovere il dialogo e non le bombe, smetterla di buttare benzina sul fuoco.
    L’Ucraina è oggi il campo di battaglia ma lo scontro è mondiale e coinvolge Stati Uniti, Cina, ovviamente la Russia che è il Paese aggressore. Ma quello che succede in Ucraina da otto anni è una guerra che in un modo o nell’altro le grandi potenze hanno alimentato. La responsabilità principale è certamente della Russia che sta commettendo crimini contro l’umanità, ma la responsabilità è anche degli altri Paesi che avrebbero potuto e dovuto evitare l’escalation. Ogni giorno che passa è una strage in più, strage su cui dobbiamo intervenire. Non dobbiamo chiedere agli aggrediti di arrendersi, certo che hanno il diritto di difendersi, di resistere e noi abbiamo il dovere di aiutarli. Ma se gli diamo le bombe, li aiutiamo? Negli ultimi due mesi è aumentata la quantità di armi che i Paesi occidentali hanno fatto arrivare in Ucraina, qual è stato il risultato? A me pare di avere davanti solo una guerra più selvaggia, cieca e disumana. Abbiamo salvato delle vite con queste armi? La guerra si deve fermare con la politica, e quando la politica delega alle armi il suo compito commette un suicidio.

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  9. Col senno di poi possiamo dire che grillo e la sua banda sono semplici agenti dei neocon,
    Questo spiegherebbe le frequenti visite del grillo all’ambasciata usa prima e dopo le votazioni che hanno portato il mv5s al 33%
    E questo spiega le frequenti dichiarazioni dello stesso in cui ribadisce che il mv5s serviva per incanalare la rabbia degli italiani.

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  10. Io ho capito questo: i nostalgici che vogliono omaggiare lo squilibrato da Predappio sono indubbiamente fascisti, perché italiani; i “signori” di Azov, secondo i giornalai (specialmente quelli liberal progressisti), non sono nazisti, perché non sono tedeschi. Al massimo si tratta di soggetti pervasi da un acceso patriottismo e appassionati di antichi simboli esoterico-religiosi.

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  11. Io invece penso che bisognerebbe ritornare daccapo a capire cosa succedeva già nel 2014 e ce lo spiega già Alex Zanotelli ad Assisi, 2014.

    Ucraina = base d’attacco USA contro la Russia,

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