Cessate mezzo fuoco

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La guerra alla pace fa un altro passo avanti grazie al contributo di Stefano Cappellini, che bombarda su Rep il manifesto della marcia Perugia-Assisi per il titolo “Fermatevi, la guerra è una follia” e il disegno di madre e figlio sfiorati da un proiettile bianco e uno nero. “Un pugno in faccia, un affronto, una […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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38 replies

  1. Cessate mezzo fuoco

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La guerra alla pace fa un altro passo avanti grazie al contributo di Stefano Cappellini, che bombarda su Rep il manifesto della marcia Perugia-Assisi per il titolo “Fermatevi, la guerra è una follia” e il disegno di madre e figlio sfiorati da un proiettile bianco e uno nero. “Un pugno in faccia, un affronto, una vergogna!”, tuona tutto accaldato. “Innanzitutto, lo slogan ‘Fermatevi’, che intima lo stop a entrambe le parti come se il conflitto fosse voluto e alimentato da tutte e due” (gli sfugge che il concetto di cessate il fuoco riguarda entrambe le parti, sennò si chiamerebbe “cessate mezzo fuoco”). Un “vilipendio dei cadaveri ucraini”, signora mia. E poi “l’immagine agghiacciante, oscena” dei “due proiettili da direzione opposta, uno bianco e uno nero, uno vale l’altro, spari paralleli ed equivalenti… non sono le vittime di una parte… sono le vittime neutrali… di due pazzi belligeranti. Un vero choc”.

    Il pover’uomo, sempre per via di quell’elmetto sulle ventitré che offusca la vista e comprime l’eventuale cervello delle Sturmtruppen, non si accorge di due piccoli dettagli. La frase della vergogna (“Fermatevi! La guerra è una follia”) è di quel putiniano di papa Francesco. E il disegno è lo stesso della Perugia-Assisi del 1999 per il cessate il fuoco nell’ex Jugoslavia massacrata da Milosevic e dalla Nato. Glieli fanno notare alcuni commentatori del suo profilo Twitter (insolitamente numerosi, ma solo per sbugiardarlo). Lui, impermeabile alla verità almeno quanto al ridicolo, ribatte: “Aggiungo, a quanti obiettano che il manifesto replica quello del ’99 sulla Serbia, che si tratta di un’aggravante”. Ecco, il fatto che i pacifisti lo siano sempre contro tutte le guerre è “un’aggravante” (di cosa, non è dato sapere): non una prova di coerenza (concetto ignoto al Cappellini, che da giovane scriveva per Liberazione, organo di Rifondazione comunista, prima di passare a Mediaset, dirigere il Riformista, chiuderlo per mancanza di lettori, fare altri danni al Messaggero e poi a Rep). Nulla sfugge al ghostbuster di putinisti: tipo Montanari, che “la pensa allo stesso modo di Bannon sull’Ucraina e su altro” (e, con lo stesso schema, Cappellini la pensa allo stesso modo dei nazisti del battaglione Azov). E, se qualcuno gli sfugge, retwitta lesto un altro rastrellatore, tal Capone del Foglio: “Russia Today rilancia i deliri anti-ucraini di Angelo d’Orsi”. Ma va capito: Russia Today usciva come inserto mensile di Rep lautamente pagato fino al 2016, poco dopo l’arrivo di Cappellini, quando la propaganda del Cremlino decise comprensibilmente di tenersi i rubli. E smise di contribuire al suo stipendio, lasciandolo orfano, vedovo e inconsolabile. Un pugno in faccia, un affronto, una vergogna!

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    • Partiamo da una premessa: considero Marco travaglio di gran lunga il miglior giornalista in circolazione ed il fatto quotidiano il miglior quotidiano in circolazione, li seguo in interrottamente dal primo giorno… Sulla guerra in Ucraina la penso diversamente da Travaglio,esempio: affermare che il manifesto della marcia della pace di Assisi non equipara i due contendenti, ma chiede a tutti di far tacere le armi È come affermare che una Banda di ladri armata entra in casa tua con Kalashnikov e per primo ammazzano tuo figlio… Tu hai una pistola in mano, ma qualcuno suona al tuo campanello, un pacifista tout court, e vi chiede, in nome di Dio,di deporre tutti le armi.A mio parere, questo significa parteggiare per i ladri con i Kalashnikov.

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      • Proprio l’esempio calzante ! Quando una banda di ladri armati sino ai denti entra in casa e tu hai una misera pistolettina, la cosa più sensata da fare è quella di cercare di fare ragionare gli aggressori rimettendoci il meno possibile e cercando di salvare il maggior numero di componenti della tua famiglia. Rispondere al fuoco con un simile sbilanciamento di potenza di fuoco vuol dire fare ammazzare te stesso e tutti i parenti presenti (e forse anche quelli assenti). Magari poi, prendendo le giuste precauzioni PRIMA, gli aggressori non lo facevi entrare in casa !

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      • Per Settimo, se quella famiglia è rimasta con una pistola la colpa forse è anche di qualche pacifista, non pensi?

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      • Per EC (le risposte ormai vanno nei posti più impensati).

        Ma quindi tu pnsi che la soluzione fosse far avere alla famiglia mine per il giardino e otrrette per mitragliatrici pesanti?

        Un mio amico venezuelano mi disse (non so ora, ti parlo di 20 anni fa) che da loro la gente è tutta armata, nelle case hanno una pistola almeno, perchè la criminalità è alta. Risultato? Zero rapine? No, le rapine sono le stesse, solo che il ladro sapendo che nella casa troverà sicuramente armi, va a sua volta pesantemente armato e appena vede muovere qualcosa spara. Quindi i furti ci sono lo stesso, e in più ti ammazzano.
        E pensi che le armi le sappia usare meglio il ladro, o il cittadino semplice?

        Per quanto riguarda Kant (che pare sia stato rivalutato anche dagli Azov …) e Mill non sono in grado di risponderti, ma ti chiedo: nell’esempio che hai fatto tu, se succedesse a casa tua, con la TUA famiglia, non quella del vicino, preferiresti metterti a sparare con la pistola contro i mitra o una trattativa?
        Io sono sicuro saresti per la seconda.
        E allora perchè per gli altri auspicare invece una bella strage?

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    • Vabeh, ma scusa, allora seguendo il tuo esempio tu che faresti?
      Diresti ai pacifisti che hanno suonato: “eh no, ora noi continuiamo e mi faccio ammazzare anch’io?”.

      O magari pensi che con una pistola in mano ammazzerai tutti i rapinatori col mitra e vincerai? O ti accontenti, prima di morire anche tu e il resto della tua famiglia di ferirne o magari ammazzarne almeno uno?

      Io se suonassero i pacifisti e chiedessero di cessare il fuoco appoggerei la loro richiesta senza avere il minimo dubbio.

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      • Per Fabrizio castellana: diciamo che abbiamo ragione entrambi perché partiamo due punti vista inconciliabili: tu affermi l’etica utilitaristica di James Stuart Mill (se riesco a salvare anche una sola vita né è valsa la pena) io l’imperativo categorico di Kant: bisogna entrare in quella casa ed aiutare quella famiglia perché è un nostro dovere.

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  2. Barbara Lezzi
    22 aprile alle ore 09:50 ·
    La politica italiana corre ai ripari per tentare di uscire dalla melma di cui si è sommersa delegando a Draghi le questioni interne e a Biden quelle estere. Lo fa con gli argomenti buoni per i talk e per le rubriche di quelli che vengono considerati gli intellettuali italiani ma che sono, di fatto, mercenari al soldo di interessi ben lontani da quelli dei cittadini e agli antipodi del progresso della società.

    Sono insopportabili i Gramellini che, con le musiche emozionali, impartiscono lezioni di etica dalla TV nazionale e dalle rubriche quotidiane infamano chi ha opinioni più lontane dal sistema ma che sono, a mio avviso, molto più lucide e pertinenti.

    Altrettanto insopportabili sono i Federico Rampini che insultano nei talk chiunque non appaia come uno scendiletto degli USA e che usano la spocchia dei mediocri per dare a tutti degli ignoranti.

    Se vuoi essere rispettato dai media, devi auspicare armi, armi e ancora armi da inviare in Ucraina senza uno straccio di strategia per agevolare la fine di questa tragica guerra. Non si può dire che tutte le guerre sono tragiche e che tutte le guerre portano strazi, morti, fosse comuni, povertà, paura. E che tutte le guerre sono tali per la presenza delle armi, perché ci sono le grandi potenze che rilanciano continuamente nuove tecnologie di offesa ma non argomenti e pretesti di pace. Non si può dire niente di tutto questo perché altrimenti sei putiniano e stai con l’aggressore. Cercare una soluzione pacifica, quando non ti qualifica come un inutile inetto, ti mette dalla parte del cattivo.

    La politica italiana non si espone su questi tiri a bersaglio perché occupata e preoccupata a nascondere i suoi fallimenti, la sua imperdonabile indifferenza e la sua pavida inconsistenza nei riguardi delle urgenti difficoltà delle famiglie e delle imprese lasciate a loro stesse in questi tempi bui.

    E, allora, che fa per correre ai ripari? Rispolvera i temi etici divisivi nel subdolo tentativo di distrarre le masse. Argomenti delicati, importanti e fondamentali per la qualità della vita di tantissimi cittadini come il contrasto all’omotransfobia, l’utero in affitto e il fine vita vengono sbattuti nel calderone della propaganda per far accapigliare qualche esponente di partito e farlo sentire vivo con l’abile accompagnamento degli intellettuali di cui sopra che si lanceranno come missili nel puntare il dito contro l’uno o l’altro per dare un senso alla loro ben ricompensata presenza sui media.

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  3. Se ripenso di aver creduto (ma solo per pochi anni per fortuna) che Rifondazione potesse far risorgere il comunismo italiano fatto morire nel 91 e che Liberazione fosse il giornale che avrebbe dovuto sostituire degnamente l’Unità, mi viene da ridere, ridere…😭
    Ho creduto anche a un Cappellini cribbio…
    😄😂🤣

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  4. Giusto per riflettere. “C’è chi manifesta disinteresse per le sorti dell’Ucraina. Ci si dimentica dei valori del 25 aprile e della Resistenza”.
    Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando oggi le associazioni combattentistiche d’arma.
    “Il 25 aprile ci ricorda un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista. Fu un’esperienza terribile; che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita, negli ultimi decenni, la convivenza pacifica tra i popoli”, ha detto il capo dello Stato.
    “Il convinto e incondizionato rifiuto di ogni sopraffazione totalitaria, unitamente alla consapevolezza dell’importanza della democrazia, all’affermazione coraggiosa e intransigente del rispetto della dignità umana, al rifiuto di ogni razzismo, alla fedeltà ai propri ideali, sono i valori che ci sono stati affidati dalla Liberazione”.
    Il capo dello Stato ha anche ricordato la guerra in Ucraina. “In queste settimane abbiamo assistito – con profondo senso di angoscia – a scene di violenza su civili, anziani donne e bambini, all’uso di armi che devastano senza discrimine, senza alcuna pietà.
    L’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha giustificazione alcuna. La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell’imperialismo e del colonialismo”, ha detto Mattarella, che ha aggiunto: “L’incendio appiccato alle regole della comunità internazionale è devastante; e destinato a propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermarlo subito, scongiurando il pericolo del moltiplicarsi, dalla stessa parte, di avventure belliche di cui sarebbe difficile contenere i confini. La solidarietà, che va praticata nei confronti dell’Ucraina, deve essere ferma e coesa. È possibile che questo comporti alcuni sacrifici. Ma questi avrebbero portata di gran lunga inferiore rispetto a quelli che sarebbe inevitabile subire se quella deriva di aggressività bellica non venisse fermata subito”. (ANSA).

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    • C’è chi dovrebbe ricordare la ” guerra preventiva” scatenata ( senza dichiarazione) nel giugno del 1967 ( la c.d. guerra dei 6 giorni) da Israele ai danni della minaccia militare di Egitto e Siria. Alla fine, Israele si ritrovò ingrandita di 4 volte e a occupare l’intera città di Gerusalemme. Imperialisti e colonialisti anche gli Israeliani ?

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      • Più che altro, Mattarella, quello che è stato rieletto presidente (alla faccia della costituzione che dice che l’assemblea elegge il NUOVO presidente…), era ministro della difesa quando bombardavano l’ex Iugoslavia in nome di una falsa emergenza che poi ha fatto emergere, con un referendum prontamente riconosciuto, lo stato più mafioso d’Europa.

        Ma come con il Covid e le vaccinazioni, Mattarel non ha alcuna remora a schierarsi subito con chi detiene il potere. Non è con il popolo ucraino che stanno questi politici, ma con gli USA.

        E a proposito: quando riabilitano Salò? In fondo, non erano più fasci dell’Azov e del Pravji sektor.

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    • “Il 25 aprile ci ricorda un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista.”

      il problemuccio è che il nostro non ancora emerito-bis non ha chiaro chi sia il popolo in armi
      e chi è che ha voluto la guerra (e quindi regime fascista) in Ucraina

      un suggerimento
      il primo sta in due repubbliche autoproclamate
      il secondo è quello che le ha assediate per otto anni

      ma dubito che il suggerimento verrà accettato come valido

      in fondo da una parte c’è chi condanna una gita rumorosa in Campidoglio, con un paio di morti,
      definendola un attentato alla democrazia e, nel contempo, giudica scelta democratica l’assedio
      in via Hrushevskoho (come hanno ribattezzato via Kirova, sede del parlamento ucraino),
      in realtà lì vicino in piazza Nezalezhnosti, con oltre cento vittime e migliaia di ferirti,
      e la cacciata di un presidente eletto

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    • @SM Sparviero
      “Ma come con il Covid e le vaccinazioni,”

      che cosa centrano? se ancora non le sono chiare le cose in merito a quello ciò a cui allude
      dubito possa comprendere ka situazione in Ucraina, è soli l’ennesimo tifoso a tempo perso

      mi ripugna essere allineato con chi ha elucubrazioni da attrezzo di falegnameria

      purtroppo non digerisco la logica del ‘il nemico del mio nemico è mio amico’
      quando costui allude a stn2ate

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      • X Marco Boh

        qui ritorni in modalità ottusangolo o sei solo smemorato?

        Quando Mattarella parlava dell’obbligo vaccinale ti ricordi cosa diceva?

        OGGI: GUERRA. SETTEMBRE SCORSO: VACCINAZIONI.

        Oggi:

        “Il 25 aprile ci ricorda un popolo in armi per affermare il proprio diritto alla pace dopo la guerra voluta dal regime fascista. Fu un’esperienza terribile; che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita, negli ultimi decenni, la convivenza pacifica tra i popoli”, ha detto il capo dello Stato.”’

        Settembre scorso:

        “Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione perché quell’invocazione” corrisponde a “mettere al rischio la salute altrui”

        Oggi:

        “Il convinto e incondizionato rifiuto di ogni sopraffazione totalitaria, unitamente alla consapevolezza dell’importanza della democrazia, all’affermazione coraggiosa e intransigente del rispetto della dignità umana, al rifiuto di ogni razzismo, alla fedeltà ai propri ideali, sono i valori che ci sono stati affidati dalla Liberazione”.“In queste settimane abbiamo assistito – con profondo senso di angoscia – a scene di violenza su civili, anziani donne e bambini, all’uso di armi che devastano senza discrimine, senza alcuna pietà.
        L’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha giustificazione alcuna. La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell’imperialismo e del colonialismo”

        Settembre scorso:

        Il capo dello Stato ribadisce l’importanza dei vaccini come “dovere civico e morale”. E condanna le ultime aggressioni avvenute in piazza: “Non posso non dire una parola sulla violenza e le minacce che affiorano in questo periodo, contro medici, scienziati e giornalisti e persone delle istituzioni, fenomeni allarmanti e gravi che vanno contrastati con fermezza, anche sanzionando con doveroso rigore per tutelare coloro che hanno adottato comportamenti responsabili. Questa responsabilità, che merita un apprezzamento costante, ha consentito la ripresa degli atenei in presenza; le scuole riaprono e contiamo che riaprano in regolare condizione, l’economia è ripartita”.

        Oggi:

        Il capo dello Stato ha anche ricordato la guerra in Ucraina. , ha detto Mattarella, che ha aggiunto: “L’incendio appiccato alle regole della comunità internazionale è devastante; e destinato a propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermarlo subito, scongiurando il pericolo del moltiplicarsi, dalla stessa parte, di avventure belliche di cui sarebbe difficile contenere i confini. La solidarietà, che va praticata nei confronti dell’Ucraina, deve essere ferma e coesa. È possibile che questo comporti alcuni sacrifici. Ma questi avrebbero portata di gran lunga inferiore rispetto a quelli che sarebbe inevitabile subire se quella deriva di aggressività bellica non venisse fermata subito”

        Settembre scorso:
        L’ultimo ad essere preso di mira sui social, da parte di gruppi no vax, è stato coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, vittima di insulti, al quale è arrivata la solidarietà della politica. Precisa poi Mattarella: “L’economia è ripartita, il governo ha fatto presente che i dati della ripresa economica sono di straordinario carattere positivo. Questo è possibile perché contrastiamo la pandemia con comportamenti responsabili, con la vaccinazione, con la prudenza che non contrasta con la normalità della vita”.

        NON dovrebbe essere difficile notare le assonanze logiche dei discorsi quirinalizi.

        Non dovrebbe esserlo, certo, a meno che tu non sia il solito ottusangolo che legge solo quel che gli pare.

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    • Naturalmente per “fermare subito la deriva di aggressività bellica” ci vogliono più armi, armi, armi che, grazie ad una escalation di aggressività bellica, ne “fermerebbero la deriva”. Altrimenti COME si fermerebbe il rischio di una Terza Guerra Mondiale? Armi ancora più potenti e devastanti per annientare Putin. Il coinvolgimento della NATO, L’Europa e l’Italia (come vuole Zelensky) in una guerra devastante per “fermare la guerra solo con la vittoria”! Siamo al delirio…Ma parlare di pace iniziando delle VERE trattative diplomatiche, no eh?

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  5. Questi gironalettisti del pensiero unico – fo qualche nome soltanto, che a farli tutti a ferragosto son ancora qui; Gramellini, questo cialtrone di Cappellini, la Gruber, Severgnini, Floris, Giannini, Damilano, Molinari, e non dimentichiamoci di quel fenomeno di Formigli che l’altra sera al suo programmino per dementi mostrava tutto bagnato, una grafica con la quale voleva spiegarci di come fossero organizzati gli impanti dell’acciaieria Azovstal, usando una immagine CG photoshoppata da La7 rubata da un videogame, tal “Blackout”, peraltro mai uscito in commercio. Cfr. https://www.kickstarter.com/projects/1336904045/blackout-2/ – mi iniziano a stare profondamente sulle palle. Inizio davvero a non sopportarne più nessuno. Con la pandemia questi vermi son venuti tutto allo scoperto, ma con la guerra, si inizia a capire di quanto sguazzino costantemente, sistematicamente nella merd[beep]…

    Eccezionale, peraltro, la puntata di ier sera di Accordi e Disaccordi, vista oggi pomeriggio in streaming su Discovey+. Un Travaglio (e anche un Orsini, in massima parte) da Nobel!

    L’immagine originale, di cui al sito sopra citato: https://ksr-ugc.imgix.net/assets/003/477/475/e2c8b0c9a17d26cb8c69cf8c6b138e87_original.jpg?ixlib=rb-4.0.2&w=680&fit=max&v=1426960706&gif-q=50&q=92&s=772c481c7051113d199689074af8015e

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  6. Un Mattarella sempre più deludente.
    Per difendere o fingere di difendere i valori o ndglio6i motivi del 25 Aprile, omette di dire che praticamente nessuno sta perseguendo diplomatica ente i valori e i motivi della Pace.

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  7. FQ
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    “La Resistenza fu altra storia, rubavamo le armi ai fascisti”
    L’INTERVISTA – “Mi fanno ridere le persone che esaltano la guerra per difendere libertà e democrazia”

    DI TOMMASO RODANO
    24 APRILE 2022
    Comments
    Mirella Alloisio ha 96 anni, la voce arrochita ma la risata dolce e rotonda, uno spirito che pare inossidabile. Ha vissuto la Resistenza da protagonista, staffetta partigiana a Genova coi nomi di battaglia che cambiavano ogni stagione: prima “Olga”, poi “Marika” e infine “Rossella”. È partigiana ancora oggi: guarda ai fatti del presente con la lucidità affilata di quando era ragazza. “A me fanno un po’ ridere queste persone che esaltano la guerra per difendere la democrazia e la libertà: sono le stesse, ci scommetto, che poi stanno zitte e buone quando capita a loro il momento di prendere una decisione di vita o di morte”.

    Non è persuasa dal confronto tra la lotta partigiana e quella ucraina, ma anche loro combattono per il diritto a esistere. Non è così?

    Sono due realtà diverse. La nostra resistenza si è incrociata con la guerra mondiale, certo, perché gli americani avevano dichiarato guerra al nazifascismo, alla Germania, all’Italia. Ci sostenevano talvolta, non spesso, con i lanci di armi. Ma noi le armi le prendevamo anche dalle caserme fasciste e la nostra guerra, come dire, aveva una dimensione privata. Genova, per esempio, te lo posso dire personalmente, l’abbiamo liberata da soli. A Genova l’esercito tedesco si è arreso davanti al Cln. Sono due storie diverse, invece sembra che usino il dramma degli ucraini per insultare l’Anpi e attaccare i partigiani. Come se noi fossimo dei pacifisti qualunque. Noi vogliamo la pace proprio perché abbiamo conosciuto la guerra. E perché ci spaventa una guerra che può andare a finire con la distruzione atomica.

    Eppure come si può negare il diritto degli ucraini ad armarsi e difendersi?

    Hanno tutto il diritto di difendersi e io sono ovviamente contro la Russia che li ha aggrediti. L’Anpi ha solo invitato a prendere iniziative che potessero veramente costringere le parti a sedersi a un tavolo per fermare la guerra. Quando è stata invasa l’Ucraina, abbiamo detto subito questo: facciamoci promotori di una soluzione diplomatica. La Russia la condanniamo tutti, ma poi bisogna spingere di più per cercare di fare incontrare le parti e uscire da questa tragedia. Altrimenti che razza di civiltà è la nostra? Se si lascia cadere la diplomazia, è perché i mercanti di armi hanno tutto l’interesse a continuare a fare le guerre.

    In Italia il conflitto ha generato una corsa precipitosa al riarmo.

    Roba da matti, ma non se ne rendono conto? L’aumento della spesa militare va a scapito degli investimenti pubblici che possono contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e degli stipendi dei lavoratori. Quando fai un bilancio a casa tua, se spendi 10 euro per comprare i cioccolatini e 3 euro per comprare il pane, non credo tu sia un saggio padre di famiglia. Noi stiamo facendo questo. Davvero, ma scherziamo?

    L’Anpi si è spaccata sulla guerra?

    Io al congresso nazionale di Riccione ho detto le stesse cose che sto ripetendo a lei e dalla platea ho ricevuto un applauso fragoroso, si sono alzati tutti in piedi. Non mi pare affatto che siamo divisi. L’articolo 11 della Costituzione è il tesoro che sta a cuore a tutti, è una nostra medaglia, la nostra straordinaria eredità. È una Costituzione che la guerra la “ripudia”. Non si limita a non volerla: la ripudia! Non sente quanto è forte questo verbo?

    Perché anche la stampa “progressista” vi attacca?

    Credo ce l’abbiano con il presidente Pagliarulo, probabilmente perché viene da Rifondazione comunista. Ma all’Anpi ci possono stare tutti: dai democristiani fino ai comunisti, ognuno con la sua sensibilità. Abbiamo combattuto tutti per la libertà. Quei poveri di spirito che oggi attaccano il presidente dell’Anpi, sono persone che non avrebbero mosso un dito per cacciare il fascismo.

    Qual è il ricordo più forte della sua resistenza?

    Quando si entrava in classe, negli anni del fascismo, l’insegnante ti mandava a guardare la cartina geografica per esaltare i progressi dell’“impero”. Ma poi quando uscivo di scuola, la prima immagine che mi capitava sotto gli occhi erano le madri vestite a lutto. Mi facevano tanta impressione. E poi c’erano gli amici che partivano per la guerra e non tornavano più. Che vita era, che gioventù era la nostra? Io odiavo le guerre. La guerra è bestialità, non è un prodotto dell’evoluzione. Ho fatto la guerra partigiana per non sentirne parlare più.

    Che 25 aprile sarà questo, con la guerra vicina e i pacifisti divisi sulle armi?

    Lo sa cosa farò io il 25 aprile? Ringrazierò i partigiani caduti e penserò con gratitudine all’eredità che ci hanno lasciato: la Costituzione.

    Chissà se a Cappellini fischiano le orecchie. …..

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  8. I vertici dello Stato sono funzionali al Sistema di Potere che, ben foraggiato, è e resta al servizio degli USA. Quindi Draghi, Mattarella et Co. sono gli speaker che rappresentano questa sudditanza. E il Parlamento, mai come in questo caso, ha dimostrato una maggioranza schiacciante di scendiletto, tra opportunisti ed “embedded”. Per dirla tutta, è ovvio che il guastafeste ( deludente) dei 5S era trattato ( lo è ancora) come un’anomalia da correggere e poi abbattere. Di Maio lo hanno corretto…fanno un po’ più fatica con Conte. Non so se la consapevolezza di questa nullità servile, che tra l’altro ci costerà cara, di chi ci rappresenta favorirà una rivolta civile vera o porterà ad allontanarsi sempre di più dalla partecipazione alla vita democratica. Vedremo.

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  9. Per Raf2
    Ti vorre ringraziare. Ho stima e ammirazione per chi si impegna gratuitamente in qualcosa di utile agli altri senza che nessuno glielo abbia chiesto.
    Recrimino invece violentemente con chi usa i palcoscenici pubblici dei social per mostrare muscoli che non ha e scadere in risse da pollaio che rivelano scarsa intelligenza e ancora meno moralità.

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  10. «Allarme falsa bandiera

    Si sta preparando una grande operazione di falsa bandiera per accusare la Russia di utilizzare armi chimiche, biologiche o nucleari che sembra quasi una sorta di riepilogo storico di quanto fanno gli Usa, gli unici ad aver usato armi nucleari tattiche, gli unici a conservare armi chimiche nonostante abbiano siglato il patto per la loro distruzione e infine i più prolifici costruttori di laboratori per le armi biologiche, da cui è probabilmente uscito anche il coronavirus. Ne ha dato l’annuncio il ministero della Difesa russo il quale ha descritto in dettaglio e sulla base di una nutrita documentazione i tre scenari che si vanno preparando: il primo è una vera e propria operazione di falsa bandiera grazie a truppe ucraine con divise russe e un reparto di questo tipo è stato avvistato a Odessa, città a maggioranza russa dove a Kiev non dispiacerebbe provocare una strage. Il secondo sarebbe l’uso circoscritto e occulto di armi di distruzione di massa che potrebbe essere semplicemente narrato senza aver bisogno di una qualsiasi prova mentre il terzo sarebbe l’uso esplicito di queste armi che ovviamente è il meno probabile.

    Secondo una tattica spesso usata negli scorsi anni queste provocazioni vengono anticipate da dichiarazioni di funzionari e politici e tutti sanno che la litania sull’uso di armi di distruzione di massa da parte della Russia, va avanti da marzo, cioè da quado alle opinioni pubbliche occidentali, evidentemente poco sveglie, è stata raccontata la balla dei russi che stavano perdendo e che dunque avrebbero potuto usare armi proibite per spuntarla sugli ucraini. Insomma una menzogna viene usata per accreditarne un’altra. Tutto questo servirebbe a creare uno «scenario siriano», in cui lo Stato è soggetto all’isolamento economico e politico, nonché all’esclusione dalle organizzazioni internazionali, tra cui l’ONU Consiglio di Sicurezza. In questo modo le pressioni Usa per costringere India e Cina ad attuare le sanzioni nei confronti della Russia potrebbe avere maggiore successo. Solo che a questo punto la guerra diventerebbe davvero nucleare. Il ministero della Difesa russo ha voluto ricordare che la Federazione Russa ha completamente distrutto il suo arsenale chimico il 27 settembre 2017, il che è confermato da un certificato OPCW. Invece gli Stati Uniti, con il loro forte potenziale finanziario, economico e tecnico, sono l’unico paese parte della Convenzione sulle armi chimiche che possiede ancora un impressionante arsenale di agenti di guerra chimica (672,5 tonnellate). A questo si deve aggiungere il fatto che “i programmi di armi biologiche in URSS sono stati completamente eliminati nel 1972. Allo stesso tempo, il numero di laboratori biologici statunitensi è incomparabile rispetto ad altri paesi. Secondo il ministero degli Esteri cinese, Washington controlla 336 laboratori in 30 paesi, il che desta grande preoccupazione”. Infine i russi ricordano al direttore della Cia che le chiacchiere sul possibile uso da parte della Russia di armi nucleari tattiche è assurda: “Con l’attuale livello di equipaggiamento tecnico del sistema internazionale di monitoraggio dei test nucleari, è impossibile nascondere l’uso di tali armi. Se il direttore della CIA non lo capisce, allora o è poco professionale o viene fuorviato.”

    Sappiamo molto bene, anche dal post precedente a questo che di certo l’occidente non si ferma di fronte a nessuna strage pur di avere ragione dell’avversario e che ucraini sono soltanto carne da cannone. Sappiamo anche bene come episodi di quello di Bucha o del missile Tochka U sulla stazione benché con tutta evidenza provocati dagli ucraini sono stati attribuiti ai russi e si continua a farlo in una sorta di accanita e stupida negazione della realtà. L’impero delle menzogne ha quest’arma di distruzione di massa che usa in continuazione, ma badate bene, mica solo contro i russi, principalmente contro le proprie popolazioni che ne sono le vittime principali.».

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  11. «Soros, il sub comandante dell’Ucraina

    Due anni fa George Soros, in una lunga intervista al mensile tedesco Cicero (qui) descrisse la guerra che viviamo oggi, i suoi scopi finali e persino la strategia dei combattimenti a partire da un concetto fondamentale, ovvero che gli ucraini sono solo carne da cannone: “Abbiamo bisogno dell’Ucraina come siluro nella guerra con la Russia. Il destino dei cittadini di questo Paese non ci riguarda affatto”. Una dichiarazione di fondo su cui si imperniano gli eventi di oggi, da una parte la Nato che manda armi a più non posso sapendo bene che Kiev non può vincere questa guerra e che ogni proiettile non è altro che una morte insensata e dall’altra la Russia che procede con lentezza cercando di fare il meno possibile vittime civili: in quell’intervista infatti Soros disse che gli ucraini dovranno combattere da soli e il più a lungo possibile ma ha anche affermato che la debolezza della Russia risiede nel fatto che “la Federazione russa non potrà lasciare che gli ucraini muoiano di fame e muoiano congelati tra le rovine. Tuttavia, l’Europa vincerà comunque anche se dall’Ucraina rimane solo un’enorme cenere, disseminata di una montagna di cadaveri puzzolenti “.
    Tutto è chiaro e non potrebbe essere altrimenti perché Soros potrebbe essere descritto come un contractor di lusso del Dipartimento di stato americano che con la sue ong e fondazioni collabora efficacemente alla destabilizzazione dei Paesi che Washington vuole controllare. Del resto egli stesso ammette tranquillamente di aver attivamente partecipato al golpe di Maidan “Sì, le mie organizzazioni hanno preso parte a questa rivoluzione. È stato un investimento redditizio. Sono contento del risultato”.

    Oggi egli possiede tutti media ucraini oltre ad una notevole fortuna immobiliare e di fatto controlla attraverso la corruzione tutta l’amministrazione di Kiev. Probabilmente questo non sorprenderà nessuno e tuttavia il cinismo di Soros è così strettamente legato a quello dell’impero che egli ne è quasi una specie di simbolo. Con il pretesto di “salvare la democrazia in Ucraina” che egli stesso peraltro ha assassinato a Maidan, vuole mettere in difficoltà Putin e il governo russo in maniera da ottenere una sorta di rivoluzione colorata a Mosca, l’unico modo che gli Usa hanno per poter avere ragione del potere russo. I personaggi ingaggiati per questo scopo hanno ottenuto scarsissimi risultati e persino la farsa dell’avvelenamento di Navalny, alla fine si è risolta nel ridicolo, così adesso hanno attrezzato una guerra di lunga durata per logorare Putin. Tuttavia sia Soros che Washington, sia molti commentatori come ad esempio Craig Roberts, inconsciamente fautori delle stragi come colpo mortale di annientamento, non hanno capito e tenuto conto di un fattore decisivo: la relativa lentezza della guerra sta facendo uscire dal Paese i fautori del regime di Kiev che se ne vanno ben sapendo che alla fine la Russia finirà col prevalere. L’inconscio razzismo europeo che favorisce la prospettiva di accogliere milioni di ucraini biondi e con gli occhi azzurri sta svuotando il Paese proprio di quelli che per qualche motivo erano ostili alla Russia, così che la futura Ucraina qualunque territorio abbia non sarà facilmente penetrabile. Qualcuno ritiene che la Russia non abbia toccato la parte occidentale del Paese, in sostanza quella che sotto l’Austria – Ungheria, sia chiamava Rutenia, proprio per favorire questo esodo. Naturalmente non si può provare questa ipotesi, ma il fatto che lungo i confini di Russia e Bielorussia siano ammassate truppe d’elite per contrastare qualunque colpo di mano della Nato per interposta Polonia, fa intuire che il non intervento in questa regione abbia alla base proprio questa ragione.

    Per giunta dopo l’inizio dell’operazione ucraina, gran parte delle quinte colonne, in gran parte sorosiane, hanno cominciato esse stesse ad andarsene o a perdere il precedente appeal diminuendo quindi la pressione esercitabile per un cambio di regime a Mosca. Questo significa esattamente il contrario di quanto avevano almanaccato il miliardario e i sui partner di Washington: il tempo non sta lavorando per la Nato, ma per la Russia come del resto è facilmente intuibile visto che il neo liberismo non riesce davvero a pensare in tempi lunghi. Sempre Craig Roberts pensa che non aver colpito duramente all’inizio aumenti le possibilità di scontro nucleare, ma francamente non credo proprio: se si rimane al di fuori della cerchia di credenze magiche sull’onnipotenza degli Usa, si vede benissimo che in realtà la Russia ha dimostrato che le sue nuove armi missilistiche non sono un bluff, ma qualcosa di molto efficiente e letale di cui gli occidentali potranno disporre solo fra qualche anno. E’ probabile che proprio questo abbia allontanato la prospettiva di allargamento del conflitto.».

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  12. Per Fabrizio, il tuo ragionamento è condivisibile solo da un punto di vista che adotta la logica di Orsini: meglio vivi sotto una dittatura che morire da partigiano combattendo contro la stessa; io sono dell’avviso che è meglio morire combattendo che vivere sotto una dittatura.però ammetto che chiunque non sia della mia idea va più che rispettato perché su questo tema nessuno ha la verità in tasca.e la mia tesi è corroborata dal fatto che sono gli ucraini a voler combattere, chi siamo noi a dirgli che non devono perché è meglio vivere sotto una dittatura che morire?

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