Fumo negli occhi sull’energia. Senza gas russo è il disastro

La missione africana non porta risultati concreti. Intanto la Yellen e la Bundesbank ammettono che l’embargo totale provocherebbe una recessione devastante in Europa. Però agli italiani si continuano a raccontare favole.

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – C’è chi sostiene che la prima vittima di un conflitto sia la verità, ma vedendo i corpi dei civili uccisi a colpi di mitraglia o dilaniati dalle bombe io provo vergogna ad accostare i due sostantivi. I martiri restano sempre gli assassinati, anche se la realtà dei fatti è martoriata quotidianamente. Ogni guerra, oltre che sui morti, è costruita sulle bugie e quella in Ucraina non è differente dalle altre. La macchina della propaganda dal 24 febbraio sforna senza tregua notizie false e ne abbiamo prova ogni giorno. Come si fa a scrivere che Mariupol non è caduta nelle mani dei russi quando la città è rasa al suolo e gli ultimi combattenti sono un migliaio di uomini che per non essere uccisi si nascondono nei sotterranei? Certo, Putin è odioso e si può anche definirlo un macellaio o un rettile come hanno fatto Joe Biden o Boris Johnson, ma non si può cambiare la realtà dei fatti. Mosca ha occupato parte dell’Ucraina e nonostante le sanzioni messe in campo dall’Occidente, non ha alcuna intenzione di cederla. Può piacere o non piacere, ma questo è ciò che è successo. Si possono descrivere i comportamenti eroici degli ucraini e si può solidarizzare con la popolazione civile, ma non è con i sentimenti che dobbiamo fare i conti, bensì con i fatti.

Bello o brutto che sia, il bollettino di guerra ci dice una serie di cose. Ossia che, nonostante abbia perso migliaia di uomini (non faccio numeri perché non ce n’è uno che sia certificato) e sebbene siano stati distrutti centinaia di mezzi militari, la Russia non ha alcuna intenzione di indietreggiare, ma anzi si prepara a una guerra lunga e pericolosa. Non so se fosse vero ciò che hanno scritto tutti i giornali, ovvero che Putin immaginasse di conquistare l’Ucraina in un paio di giorni, accolto dalla popolazione con mazzi di fiori. Mi riesce difficile crederlo e mi riesce più facile pensare che questo è ciò che amano raccontarsi in Occidente, per dire che i piani del Cremlino erano sbagliati. Sta di fatto che a due mesi dall’inizio del conflitto, Joe Biden – non il portavoce di Putin Dmitrij Peskov – dice che «la Russia non vincerà mai in Ucraina, perché non riuscirà a occuparla del tutto». Detto in parole povere, questo significa che Mosca riuscirà a occuparne una parte e se si dà uno sguardo alla cartina, si capisce che si tratta di quella porzione di territorio che non solo ha l’accesso al mare, ma è anche la più ricca di minerali e materie prime. Cioè, quella che sembra la negazione di un successo, per bocca del presidente degli Stati Uniti rischia di essere la certificazione di una sconfitta. Ma purtroppo dell’Occidente e dell’Ucraina. Si tratta dell’ennesima gaffe di Sleepy Joe? No, perché Boris Johnson in visita a New Delhi ha detto che esiste la concreta possibilità che Putin possa vincere, aggiungendo che il conflitto potrebbe durare sino alla fine del 2023.

Eppure, se si sfogliano i giornali, si legge che Mariupol resiste, che gli ucraini riconquistano terreno, che lo zar rischia di fare una brutta fine. Così come in principio si raccontava di lunghe file fuori dalle banche russe e di risse al supermercato per accaparrarsi l’ultimo pacchetto di zucchero a causa delle sanzioni. Come sono finiti questi tumulti? Perché la gente non assalta più i bancomat? Silenzio.

Se vogliamo dirci le cose come stanno, la realtà è molto più complessa di come ci viene descritta. Solo il 19 per cento degli Stati del mondo sta imponendo ritorsioni economiche alla Russia. Il Wall Street Journal, non la Pravda, scrive che l’embargo del petrolio russo è aggirato facilmente, grazie a triangolazioni con altri Paesi, un fenomeno che fra marzo e aprile si è sviluppato senza che nessuno fosse in grado di fermarlo. Dopo la Confindustria e i sindacati tedeschi, anche la Bundesbank ha definito devastante per l’economia del Paese il blocco delle importazioni di gas da Mosca. Altro che condizionatori abbassati di un grado: il Pil della Germania capitolerebbe, il nostro pure. E a guadagnarci, togliendo di mezzo il Paese che ha il più alto surplus commerciale, sarebbe solo l’America. Sono eccessivamente pessimista? Per la prima volta Janet Yellen, attuale segretario del Tesoro degli Stati Uniti, ha detto chiaro e tondo che le sanzioni nei confronti degli idrocarburi russi potrebbero provocare una recessione globale, di cui ovviamente l’Europa pagherebbe il conto più salato. Infine, dopo la farsa dei miliardi di metri cubi di gas che ci arriverebbero in soccorso dall’Algeria (nel prossimo inverno ne otterremo un decimo di quelli che ci servono per staccarci da Mosca), ecco la farsa dei metri cubi di metano che ci verrebbero ceduti dal Congo: nel 2023 forse soddisferemo un settimo del nostro fabbisogno. In pratica, fra un anno avremo forse un quarto di ciò a cui ci apprestiamo a rinunciare. E il resto come lo recuperiamo? Sudando d’estate e battendo i denti d’inverno? Ma fatemi il piacere: questa guerra deve finire il prima possibile. Altro che inviare altre armi. Volodymyr Zelensky l’altro giorno, dinanzi al Fondo monetario internazionale, ha detto che per resistere l’Ucraina ha bisogno di sette miliardi di dollari al mese. Bene: chi glieli dà? Il portafogli lo mette qualche politico in cerca di gloria o ce lo dobbiamo mettere noi? Forse sarà il caso che qualcuno lo spieghi agli italiani, rinunciando alla propaganda e alla retorica. Purtroppo la guerra porta con sé l’una e l’altra, insieme con i morti.

7 replies

  1. 7 miliardi di dollari ogni 30 giorni? E che ci vuole : sono anni ( molti anni) che la FED stampa dollari in cambio dei “Bond”, tutti quelli che quel governo desidera. A sostenere che sono soldi buoni e non carta straccia c’è la loro potenza militare.

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  2. La fanta-politica dei nostri governanti mi fa venire in mente i proclami vittoriosi di Mussolini e Hitler dei tempi andati….

    O si entra con uomini e mezzi in Ucraina e poi si affronta la campagna militare in Russia, oppure è il caso si lasciare Sleepy Joe ai suoi sonnellini e trovare un accordo utili a salvare vite umane, quelle degli ucraini e le nostre.
    Verranno tempi bui, e freddi….come recita un romanzo fantasy e la fortunata serie “Game of Thrones”: “Winter is coming”!

    Ora, a parte qualche rarissima eccezione, i responsabili di questo disastro saranno morti entro qualche decina d’anni…il problema, a meno di un’epilogo nucleare, sarà per le future generazioni…..

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  3. C’è Draghi che, deluso dalla mancata elezione a PdR, non vede l’ ora di lasciare la sedia. Malissimo che gli vada, un posto da senatore a vita, consulenze d’ oro, presidenze… e una pensione di platino lo aspettano.
    Oggi Mattarella si è risvegliato dall’ ascondimento post figura di m…a della rielezione dando il suo contributo barricadero alla guerra (degli altri).
    Così siamo messi…

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  4. Articolo come sempre roccioso da parte di Belpietro.

    Gigino invece, sempre in primo piano con il suo faccino sorridente e sornione, tipo quando annunciò che avevano sconfitto la povertà.

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