Tutto quello che non sappiamo delle forze ucraine

La guerra di Pandora. Delle operazioni russe – fallimentari, è ovvio – sappiamo luogo e nomi dei generali. Di quelle ucraine nulla. Svelerebbero la massa di armi fornite dagli Usa dal ’94. E una catena di comando a croci uncinate […]

(DI FABIO MINI – Il Fatto Quotidiano) – Dopo due mesi di guerra, le mappe delle operazioni che ci vengono generosamente offerte dall’Ucraina o dal Pentagono (sono le stesse) sono ancora semi mute. Parlano delle zone conquistate o perdute dagli ucraini, ma non dicono dove e quali sono le forze impiegate.

Gli stessi esperti internazionali si sprecano nell’indicare numero, livello e posizione delle forze russe, ma non dicono dove sono quelle ucraine. È sempre più evidente che le cosiddette “mappe delle operazioni” che appaiono sui nostri televisori vogliono presentare una situazione surreale nella quale esiste soltanto un attore irresponsabile. Le mappe dei tecnici e degli “esperti”, più dettagliate, sono sullo stesso livello e, senza indicare nessuna unità ucraina, tendono a presentare come brutali e criminali le operazioni russe riuscite e “fallite” quelle che non si sono svolte come da loro stessi anticipato, previsto, auspicato e sognato. È chiaro l’intento di disinformare facendo riferimento a una sola parte, ma è legittimo il “sospetto” che si voglia aumentare la propria credibilità con numeri sempre rigorosamente dispari (prima regola della manipolazione: i numeri pari non sono credibili) e precisando gli identificativi dei reparti russi in combattimento, nomi e cognomi dei comandanti e delle loro famiglie.

Del resto gli hacker hanno già compilato le liste di proscrizione su 120.000 soldati russi ricavate dalle liste di leva e nemmeno aggiornate. Se fossimo sicuri che gli ucraini leggono i nostri giornali e guardano le nostre televisioni dovremmo aspettarci ringraziamenti per questa partecipazione attiva più di quanto dovrebbero fare (ma non fanno) per l’invio di armi. Un altro legittimo sospetto che nasce dalle mappe semi mute è che il motivo dell’omissione non sia soltanto una misura di sicurezza operativa: in ogni guerra, a partire da quella di Troia, gli Stati maggiori non sono mai arrivati ad “ammutolire” completamente la rappresentazione delle forze contrapposte. La ragione vera può invece stare al livello superiore a quello militare e locale. E qui sicurezza operativa e censura sono obbligate non tanto per evitare l’effetto sull’avversario quanto quello sul proprio fronte interno e su quello esterno degli alleati e simpatizzanti. Nel lanciare l’invasione, la Russia per bocca del suo presidente ha indicato subito, fra gli altri (i.e. neutralità e non adesione alla Nato), gli obiettivi strategici di demilitarizzazione e denazificazione dell’Ucraina. Entrambi non riguardano la popolazione “civile”, ma chi combatte: militare, paramilitare, civile, volontario o obbligato, a contratto o a gratis. Potrebbero sembrare parole ovvie, retoriche o sibilline a chi partecipa agli eventi da lontano, con bibita e pop corn in mano non sapendo cosa succede e perché; ma chi le ascolta e valuta in base a quello che sa ha un’impressione diversa. Zelensky le ha infatti prese molto sul serio perché sa a cosa e chi si riferiscono. Le grandi mappe dell’Ucraina che gli hanno mostrato i suoi stati maggiori quando ha assunto la carica nel 2019 e quelle mostrate dal Pentagono nel 2021, e successivamente dagli inviati della Nato e della Ue comprendevano tutte le risorse disponibili e quelle che si sarebbero rese disponibili in caso di guerra.

In particolare, le carte dell’intelligence politico-militare indicavano chiaramente chi era nel mirino dei russi. Se nei giorni precedenti l’invasione il presidente Zelensky ostentava sicurezza e giocava al ribasso nel giudizio sulle intenzioni dei russi e se addirittura durante i primi giorni di conflitto intendeva trattare su tutto, non era soltanto perché era stato convinto che i russi stavano bluffando, o che avrebbe ricevuto il sostegno militare necessario alla vittoria, ma perché era certo che nessuno dei suoi alleati e sostenitori avrebbe sindacato su quante e quali forze avrebbe messo in campo. Tuttavia proprio quelle mappe avrebbero avuto un effetto disastroso sull’immagine del presidente eroe e dell’Ucraina democratica sottoposti a una invasione illegale e immotivata. L’annunciata demilitarizzazione russa si riferiva in particolare a tutte le forze armate regolari e irregolari, a tutte le armi fornite negli otto anni precedenti dagli americani e dalla Nato e significava render conto del fiume di denaro ricevuto dall’Ucraina a partire dal 1994. La denazificazione si riferiva a tutte le forze e le istituzioni controllate dagli estremisti ultranazionalisti e neonazisti, ai contractor pagati dal Pentagono e dagli oligarchi. Il presidente Zelensky non poteva e non può permettersi di mostrare in una mappa qualsiasi nessuna di tali forze e se volesse farlo non glielo permetterebbero proprio coloro che da vent’anni hanno puntato sull’Ucraina per fottere la Russia e l’Europa. Cancellando dalle mappe operative gli obiettivi della demilitarizzazione e della denazificazione sarebbe rimasto di “presentabile” soltanto ciò che riguardava i russi: esattamente ciò che si vede da due mesi. Le parole demilitarizzazione e denazificazione hanno fatto entrare in tilt anche l’Europa e la Nato. La demilitarizzazione dell’Ucraina porterebbe allo scoperto e al fallimento l’intensa attività di militarizzazione di quel Paese svolta dalla Nato e dall’Europa e renderebbe inutile lo sforzo di completare la militarizzazione dell’intero continente: un cuscinetto neutrale e disarmato in Ucraina, oltre a essere contagioso, impedirebbe il riarmo europeo chiesto e ottenuto dagli Stati Uniti. Per questo ogni trattativa in tal senso deve essere bloccata.

Ma ancora più devastante sarebbe la denazificazione. Se sulla mappa dell’Ucraina si applicassero i simboli filonazisti che normalmente usano i miliziani dell’Azov, e non solo, in corrispondenza delle più alte sfere di governo e parlamentari, della classe politica, finanziaria e imprenditoriale, degli enti paramilitari, di polizia e civili fino ai sindaci e capi villaggio che pretendono di essere nazionalisti ma che in realtà sono sotto il controllo di gruppi e individui neonazisti, la carta geografica dell’Ucraina sarebbe disseminata di croci uncinate e simboli simili. E se gli stessi simboli si applicassero sulle mappe dell’Europa, della Nato e degli Stati Uniti in corrispondenza di governi, gruppi e individui ultranazionalisti, guerrafondai, maccartisti, intolleranti, razzisti, sovranisti, primatisti, nazifascisti e seminazisti la nostra presunzione collettiva d’innocenza, libertà e democrazia cadrebbe assieme a quella dell’Ucraina e in modo ancor più rovinoso. E allora dobbiamo renderci conto che Zelensky ha ragione: l’Ucraina è Europa, è Nato e insieme dobbiamo combattere fino all’ultima goccia di sangue perché le mappe continuino a essere semi mute. Dai poli all’equatore.

31 replies

  1. OT
    SIAMO MESSI MOLTO MOLTO MALE- Viviana Vivarelli.

    La classifica 2021 realizzata da Reporter Without Borders in merito alla libertà di stampa nel mondo vede l’Italia al 41° posto, dietro tutte le altre maggiori potenze europee e diversi Paesi in via di sviluppo, peggio di Ghana e Burkina Faso
    Non solo siamo stati definiti ‘una democrazia difettosa’ ma siamo scesi in basso fuori dal novero dei Paesi civili per quanto riguarda l’informazione e, se siamo in queste condizioni, è anche per colpa di grandi editori come gli Elkann che posseggono i maggiori giornali, e per colpa di magnati come Berlusconi, Cairo o gli Angelucci che coartano la stampa e che hanno investito nelle armi e nel petrolio. E tutta questa bella gente ha il suo peso enorme sull’informazione televisiva.
    Non a caso sono loro che premono per la guerra e attaccano e insultano chiunque solo si provi a chiedere pace, negoziati o stop nucleari. Costoro sono i peggiori nemici della nostra Costituzione e della nostra democrazia e manipolano ossessivamente i cervelli dei cittadini per portarci a livelli regressivi di civiltà.
    Nella classifica dei popoli più ignoranti al mondo l’Italia è prima in Europa. E di come sia basso il livello culturale e morale della gente ce ne accorgiamo dai post dissennati che appaiono sui blog dove c’è ancora chi insiste a scrivere che se ‘diciamo’ che tutto va male vuol dire che siamo ancora liberi, che è come dire a uno malato di cancro e senza braccia che siccome cammina, allora sta bene.
    Ai primi posti di questa classifica troviamo la Norvegia, poi la Finlandia e Danimarca. Al quarto e quinto posto rispettivamente Svezia e Olanda. Insomma tutto il nord europeo, socialdemocratico e moderno, ancora si salva.
    Consoliamoci dicendo che l’Italia è migliorata rispetto al 2019 e al 2018, quando era al 43° e al 46° posto.
    Ma siamo dietro a Paesi del terzo mondo come Jamaica, Namibia,Costa Rica, Ghana e Burkina Faso.
    A sottolineare quanto troppi Italiani siano lontani dal capire quello che accade segnaliamo tanti che sono fortemente scontenti di come vanno le cose ma non ne incolpano i partiti che votano religiosamente qualunque legge distruttiva di Draghi e pensano che per loro si possa ancora fare il tifo, assolvendoli da qualunque colpa o responsabilità, chiaro indice di una schizofrenia mentale che non riesce a fare 2+2 e si consola delle atrocità del presente trovando alibi nella propria immaginazione.
    Costoro sono peggio dei cani di Pavlov.
    Pavlov era uno scienziato che sperimentò i riflessi condizionati sui cani. Se questi vedevano un cerchio arrivava loro una bistecca e salivavano. Se vedevano una ellisse ricevevano una scarica elettrica. e avevano paura.
    Poi Pavlov cominciò a variare lentamente le due figure fino a un punto in cui non era chiaro se fossero un cerchio o una ellisse. Il cane impazzì.
    In Italia, una volta, c’erano una destra e una sinistra, un partito del capitale e un partito del popolo. Poi i due schieramenti cominciarono a cambiare e la sinistra cominciò ad assomigliare sempre più alla destra. Anzi tutti coloro che difendevano valori e diritti del popolo cominciarono a votare leggi sempre più a tutela del capitale e contro l’interesse della gente. A quel punto voi pensate che il popolo sia impazzito come il cane di Pavlov? NO. Visto che la realtà diventava indecifrabile, inaccettabile e confusa, molti regredirono, come il bambino già svezzato che torna al ciucciotto e la loro mente cominciò a credere che le cose fossero ancora come prima, continuando ad amare i partiti come erano una volta, quando non c’era una notte dove tutte le vacche sono nere.
    È un grave fenomeno psichico che si chiama ‘negazione della realtà’, un meccanismo di difesa in cui la mente evita il confronto con un problema personale o con la realtà, negando l’esistenza del problema o della realtà, un modo inconscio per evitare che pensieri o sentimenti inaccettabili ci rendano fragili e ansiosi. Quando gestire il cambiamento è troppo per noi, possiamo rifiutare che esso esista. Questo non fa sparire la realtà, ma ci permette di non vederla, così non ci farà più male.
    Questo fanno, per esempio, tutti quei leghisti che hanno visto calpestato e stravolto ogni punto del programma leghista che si è rovesciato nel suo contrario e tuttavia continuano a votare una Lega di fantasia, fingendo che non sia cambiato niente.
    Questo fanno gli elettori del Pd che credono che il Pd sia ancora quello di Enrico Berlinguer.
    Questo fanno tutti coloro che hanno visto il M5S abbracciare e sostenere quello che doveva essere il loro peggior nemico, votando religiosamente ogni sua porcheria, nella distruzione progressiva dei propri valori e programmi, come se non fosse successo niente.
    E il peggio è che se qualcuno li richiama all’osservazione banale dei fatti, si rivoltano come se ne andasse la loro stessa vita, perché noi siamo ciò che crediamo e se ciò che crediamo va in frantumi sotto l’urto della realtà, ci dfendiamo come se ne dipendesse la conservazione di noi stessi fino a negare la realtà. Un po’ come la madre in cui figlio tanto amato è diventato un criminale ma che vedrà sempre il bambino che era e non il criminale che è diventato.

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  2. Mirabile disamina di Mini che svela tutta l’ipocrisia della rappresentazione a senso unico della (dis)informazione italiana schierata al 99% a favore dei dei disegni egemonici della Nato sull’Europa.
    Disegni che gli americani non si sono preoccupati di realizzare attraverso l’uso spregiudicato di un pericoloso nazionalismo ucraino a forte componente neonazista che imperversa da anni in quel paese.
    Sul quale le nostre televisioni tacciono supine e conniventi.

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  3. AVREMMO POTUTO FARE ANCHE NOI COSI’ SE DRAGHI NON FOSSE IN LIZZA PER LA NATO, PER I PROPRI INTERESSI CONTRO QUELLI DELL’iTALIA
    Guerra in Ucraina, Francia e Germania si smarcano da Usa e Nato: “Non saremo cobelligeranti”. Macron: “Ue sostenga Kiev, ma parli con Putin”
    Per Macron bisogna insistere a parlare con Putin, “anche se è molto duro”, per “preparare la pace”: altrimenti “saranno i non europei”, come Cina, India e Turchia, “a costruire la pace in Europa”.
    E anche il Cancelliere tedesco insiste sul no alla fornitura di armi pesanti a Kiev: “Faccio di tutto per evitare un’escalation con la Nato che possa condurre a una terza guerra mondiale. Le conseguenze di un singolo errore sarebbero drammatiche”.
    Macron accusa Le Pen: “È cContraria al blocco del gas russo perché dipende da Putin per un prestito che ha ottenuto da una banca russa”. Altro che condizionatori! Il Fmi dice chiaramente che lItalia avrà una forte recessione se dà lo stop al gas russo”.
    La Bundesbank stima il danno a 180 miliardi di euro.
    Macron esorta ad insistere a parlare con Putin, “anche se è molto duro, anche se è talvolta inefficace”, per “preparare la pace”: altrimenti “saranno i non europei a costruire la pace in Europa”. Continuare a inviare armi per “aiutare al massimo gli ucraini”, ma tenendo “una linea rossa, che è quella di non entrare nella cobelligeranza“. E “parlare ai nostri partner, nel Golfo, in India, in Cina, per evitare una frattura del mondo“. Una linea diplomatica che fa il paio con quella espressa nelle stesse ore da Scholz: “Io faccio di tutto per evitare una escalation con la Nato che possa condurre a una terza guerra mondiale. Non ci dev’essere una guerra nucleare. È molto importante valutare ogni passaggio con molta attenzione e coordinarci strettamente l’uno con l’altro perché le conseguenze di un singolo errore sarebbero drammatiche“.
    Macron: “Se la Russia chiude il gas serviranno sforzi. Stiamo vivendo ore drammatiche e molto dure”. Con la prospettiva del 9 maggio (l’anniversario della vittoria sul nazismo, ndr), la Russia intensificherà i suoi attacchi sull’Est ucraino e dovremo prendere decisioni. E se decidiamo nuove sanzioni, o se la Russia decide contro-sanzioni sugli idrocarburi, ma ancora più sul gas, è chiaro che gli europei dovranno chiedere sforzi a tutte le famiglie. A quel punto spiegheremo che dovremo abbassare le temperature per essere meno dipendenti. Non ne vedremo le conseguenze nella primavera o nell’estate 2022 (abbiamo ricostituito gli stock), ma l’inverno prossimo questo non accadrà se non avremo più il gas russo. Voglio rassicurarvi, non è lo scenario nel quale ci troviamo oggi, ma questo scenario può arrivare“.
    “Sul piano della tensione internazionale, dice Macron, “c’è chiaramente una volontà di escalation da parte della Russia”: i due pericoli sono l’escalation verticale e quella orizzontale. La prima consiste nel cambiamento di natura della guerra e nel ricorso ad armi non convenzionali, da quelle chimiche alle nucleari balistiche. L’escalation orizzontale è la cobelligeranza dei Paesi alleati o di altre potenze. Penso che dobbiamo fare di tutto per evitare questo incendio, fermando la guerra. Ecco perché, accanto alla nostra politica di pressioni e di sanzioni, dobbiamo continuare a parlare ai nostri partner, nel Golfo, in India, in Cina, per evitare una disgregazione del mondo. Una frattura tale che, di fronte alla Russia, esisterebbe un solo campo, formato dagli Stati Uniti e dall’Europa, mentre altri potrebbero sfilarsi. La responsabilità dell’Europa è di continuare a parlare agli altri per evitare una frattura del mondo”. E per lo stesso motivo dovremo continuare a parlare a Vladimir Putin”: “Un giorno ci sarà un cessate il fuoco. Ci saranno potenze garanti, e noi saremo tra loro. Lo dico con molta gravità e, oserei dire, con una forma di peso etico, ma se per stanchezza scegliamo di non parlargli più, allora lasciamo la responsabilità di parlare con Putin al presidente turco, al primo ministro indiano, al presidente cinese. E decidiamo che saranno i non europei a costruire la pace in Europa, il giorno dopo. Dunque, anche se è molto duro, anche se è talvolta inefficace, bisogna insistere“.
    Scholz: “Occorre evitare un confronto militare diretto”
    Macron: “Sulla fornitura di armi pesanti (come i carri armati) alla resistenza ucraina, ogni Paese Ue si prende le sue responsabilità con i suoi equilibri politici, e non mi immischio nella vita politica degli uni e degli altri. Siamo molto coordinati, consegniamo già forniture importanti e dobbiamo continuare su questa strada. Con sempre una linea rossa che è quella di non entrare nella co-belligeranza”. “La scelta appartiene in modo sovrano alla Germania. Sulle armi Parigi e Berlino hanno “la stessa strategia: dobbiamo aiutare al massimo gli ucraini, ma dobbiamo stare attenti a non essere mai cobelligeranti”.
    Scholz: “Ho detto fin dal primo momento che bisogna fare di tutto per evitare un confronto militare diretto fra la Nato e una superpotenza fortemente armata come la Russia, una potenza nucleare. Non esiste un manuale per questa situazione, dove si possa leggere da che punto in poi si venga percepiti come parte del conflitto. Il libro viene scritto ogni giorno, alcune lezioni sono ancora davanti a noi. Si deve aiutare Kiev senza creare escalation incontrollabili. La Russia è in guai drammatici. Le sanzioni stanno causando enormi danni all’economia, la serie di sconfitte militari non può più essere nascosta dalla propaganda del governo. Putin è sotto un’enorme pressione. Considereremo tutto con attenzione, rivaluteremo la situazione in modo costante, ne discuteremo con i nostri alleati più vicini e non andremo da soli. Dobbiamo adeguare quotidianamente i nostri principi con la realtà, ma i principi non cambiano: affrontiamo la terribile sofferenza che la Russia sta causando in Ucraina con tutti i mezzi a nostra disposizione, senza creare un’escalation incontrollabile che scateni una sofferenza incommensurabile in tutto il continente, forse anche nel mondo”.
    .
    Draghi non si è fatto tanti scrupoli. Ha deciso per la guerra senza se e senza ma senza neanche sentire il Parlamento. Il Parlamento ha risposto con uno scrosciante applauso. Ma un terzo dei suoi membri era assente. Ma è proprio di questo che avevamo bisogno?

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  4. Del resto, se hai uno stato vicino che ti opprime da sempre esercitando la sua forza e la sua supremazia, il risultato non può che essere questo, chiamateli come volete ma è solo lotta per la LIBERTÀ del proprio paese

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    • Si può dire al tuo commento riguardo alla LIBERTÀ “e chissenestrafotte”, o mi verrà censurato?
      Il chissenestrafotte è generico, perché altrimenti dall’inizio della nostra vita avremmo dovuto portare solidarietà a tutti i popoli oppressi, ivi compresi quelli che attualmente soffrono in tante zone del pianeta in cui ci sono guerre(pare circa una sessantina).
      Io, come già ribadito a più riprese durante l’emergenza Covid, mi struggo e mi batto per far mangiare le 800 mln di persone cronicamente denutrite nell’anno 2022, e porgo la mia solidarietà (ed assistenza economica, proporzionalmente alla mia ricchezza) per cercare di non far morire di fame queste persone, il cui numero, composto per lo più da bambini, è infinitamente superiore a tutti i morti in guerra o per il Covid.

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    • Pbl
      Sicuramente ti riferisci allo Yemen, all’Iraq e alla Siria, con milioni di morti e senzatetto oltre a carestie.

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  5. Strana la figura di questo pluridecorato generale in pensione, che è stato “Generale di corpo d’armata, è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e a partire dal gennaio 2001 ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. Dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003 è stato comandante delle operazioni di pace a guida NATO, nello scenario di Guerra in Kosovo nell’ambito della missione KFOR (Kosovo Force)….” guadagnandosi tanti elogi e medaglie, da quella di Commendatore dell’Ordine militare d’Italia” alla “Croce d’argento al merito dell’Esercito – nastrino per uniforme ordinaria”, in quanto “quale comandante delle forze Nato in Kosovo, dava prova di eccezionale perizia, guadagnando la stima e meritando l’apprezzamento delle unita nazionali ed estere presenti in tale teatro, contribuendo con il proprio operato a rafforzare l’immagine dell’Italia nel contesto internazionale. Successivamente, quale ispettore per il reclutamento e le forze di completamento, conseguiva risultati di assoluto rilievo, dando un fondamentale apporto al conseguimento degli obiettivi della forza armata nello specifico settore…”. E ora, ottantenne, spara a zero sulla Nato, l’Europa e gli Stati Uniti, covo di “gruppi e individui ultranazionalisti, guerrafondai, maccartisti, intolleranti, razzisti, sovranisti, primatisti, nazifascisti e seminazisti” … e soprattutto si scaglia contro l’Ucraina aggredita, sposando acriticamente le giustificazioni e le accuse addotte da Putin per l’aggressione…Lui dice che da parte del Pentagono e dell’Ucraina “e’ chiaro l’intento di disinformare facendo riferimento a una sola parte” , ma è legittimo anche il mio sospetto che questo generale stia facendo altrettanto e non capisco a che pro ora voglia screditare istituzioni a cui pure ha dedicato il suo impegno di una vita per favorire la strategia neoimperialista e criminale di uno come Putin. Bisogno di distinguersi da altri colleghi? qualche ripicca e il piacere di stare di nuovo in prima linea firmando agli articoli sul Fatto di Travaglio a fianco di Orsini? problemi di senilità pure lui? In ogni caso mi pare un brutto modo di finire una carriera, e dalla parte sbagliata.

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      • Ma cosa speri che la “casalinga di Voghera” dalle riflessioni così acute che parla esclusivamente per “titoli”, sappia articolare ua risposta decente (intellettivamente) al tuo quesito?

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    • @magdabarbieri 10:42

      Gentile sig.ra Barbieri, non le viene il sospetto che questo generale, proprio perché ha dato tante prove di capacità e di lealtà alle Istituzioni, stia continuando a servirLe, mettendoci di fronte alla realtà dei fatti ?
      O forse lei pensa che confondere propaganda e realtà possa esserci utile? La invito a informarsi su chi controlla la stampa, a livello internazionale e non solamente italiano ( a cominciare dall’ Huffington Post). Faccia anche lei uno sforzo per non essere accecata da falsità propagandistiche che non ci giovano.
      Distinti saluti

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  6. GLI STATI UNITI D’AMERICA
    Viviana Vivarelli
    Gli Stati Uniti d’America nacquero
    come una grande Nazione
    Divennero
    un Grande Mercato
    che commercia Potere e Morte
    e propaga Grandi Divisioni
    per arricchire mercanti efferati
    mentre imperversano Insicurezza e Paura
    Poca anima ebbero Washington e Franklin
    che accettarono principi di uguaglianza
    solo per comodità d’impresa
    Poi il Profitto divorò anche quel poco
    di Spirito che c’era
    e con lingua biforcuta
    usò Dio, Patria e Famiglia
    assumendosi lo sterminio dei vinti
    come Santa Crociata Finanziaria
    quasi senza reazione sufficiente
    perché i deboli annegano
    nella propria ignoranza
    si nutrono con la paura
    si rafforzano con l’odio
    si piegano come una biscia morta
    ai grandi forzieri
    seguono profeti
    di rabbia e di sventura
    Così marcia l’America
    infamante e infamata
    sotto fulgide stelle di libertà
    ma con i piedi in un lurido fango
    tirando a fondo con sé
    l’intero mondo.

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  7. *Gli Stati Uniti preparano provocazioni per accusare le forze armate russe di utilizzare armi di distruzione di massa in Ucraina – chimiche, biologiche o nucleari, ha affermato Igor Kirillov, capo delle forze di difesa. Il piano degli Stati Uniti è stato sviluppato ed è una reazione ai successi delle forze armate RF, ha aggiunto.
    “Il ministero della Difesa russo ha informazioni sulla preparazione da parte degli Stati Uniti d’America di provocazioni per accusare le forze armate russe di utilizzare armi nucleari chimiche, biologiche o tattiche. Questo piano è già stato sviluppato ed è una reazione al successo della Russia nella conduzione un’operazione militare speciale”, ha detto il generale.
    Ha osservato che nel marzo-aprile di quest’anno, la leadership dei paesi occidentali rilascia regolarmente dichiarazioni provocatorie sulla possibilità che la Russia utilizzi armi di distruzione di massa.*

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  8. Applausi a scena aperta!
    Condivido ogni parola dell’articolo.
    Sia USA che Russia vivono di propaganda e strategie comunicative, il popolo non merita verità è rispetto perché siamo un gregge di sudditi.

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    • L’altra sera,più o meno, c’era un generale grosso e grasso pieno di bottoni e nastrini ad tg2post e parlava con voce grassa da straffotente poi verso la fine gli è venuta la tosse secca, speravo schiantasse😂 ma niente, bene anzi male il porko a parlare di strategia comunicativa da finanziare nel progetto di esercito integrato EU.

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  9. Più che riguardo le “forze ucraine” ( autoctone o contrattisti e “volontari” ben pagati dall’ intero mondo?), mi piacerebbe sapere cosa ne pensino di questa guerra i cittadini ucraini ( quelli più poveri che non sono subito espatriati). In modo particolare gli abitanti del Donbass, in guerra da anni.
    Credo che di tutto questo “patriottismo” e questa “resistenza” ne abbiano le scatole ben piene e vorrebbero solo che la guerra finisse.
    Ma, come si sa, si mandano in onda solo le (pochissime) interviste “allineate”.
    Solo un giorno, forse per una svista della censura RAI, ho sentito una anziana affermare: “Ero povera con i Russi, sono povera con gli Ucraini. Ma prima almeno stavo in pace”.
    Insomma, per i poveri, è Franza o Spagna purchè se magna, in tutto il mondo.
    Solo chi in vario modo ci guadagna è pronto alla guerra e all’ eroismo. Generalmente quello altrui.

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    • E poi ci sarà da piangere con la ricostruzione, i debiti di guerra e le spoglie in campo a vincitori e vinti.
      Per la popolazione dell’Ucraina, che sia russofona, di altra minoranza, o ucraina “pura”, gli anni a venire saranno lacrime e sangue, la sovranità sarà una favola da raccontare ai bambini, come pure l’eroica resistenza del popolo e dei battaglioni nazi.

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      • Qual’è l’interesse dello zio Sam nel fornire miliardi di $ all’ucraina in armamenti e finanziamenti ben sapendo che non rivedrà indietro neppure un centesimo,?
        Non parlo dei vassalli europei, loro riceveranno come premio un aumento insostenibile delle materie prime e una recessione economica che li collocherà insieme al terzo mondo.
        Come diceva mia nonna: mal voluto non è mai troppo.

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      • Presto detto: l’interesse USA è quello di mettere in crisi la Russi, e non sembra ci sta riuscendo, devastare la politica economica europea, e ci sta riuscendo, rompendo ogni possibile asset euro-asiatico (ad esempio “la via della seta”), creare un duopolio Occidente – Oriente, e minare il dilagante sviluppo Cinese.
        Vale sempre la domandina che chiarifica ogni dubbio: a chi giova? Ecco, con ogni probabilità, chi riceverà maggior vantaggio da un evento procurato, è colui che lo ha progettato e realizzato.
        Stessa domanda vale per il COVID: il maggior danno lo hanno e lo stanno subendo la Cina e l’Europa…..e qualche sospetto i tanti finanziamenti USA ai laboratori di potenziamento di specie in Cina e Ucraina (e per ora siamo venuti a conoscenza solo di questi) dovrebbero farlo nascere…..specie guardando a chi ha beneficiato, ne sta beneficiando e ne beneficerà nel prossimo futuro.

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  10. E anche oggi i soldatini di Putin si sono guadagnati la pagnotta. Da bravi discepoli di Stakanov, attivi da due mesi 24 ore su 24,su tutte le pagine di infosannio, hanno riscritta la storia e la geografia, ridisegnate per l’ennesima volta le losche strategie USA, anzi , dello zio Sam, (suona meglio) di cui conoscono i minimi dettagli, profetizzato sfracelli mondiali di cui unici responsabili sono ovviamente gli Ucraini , 40 milioni di nazisti brutti sporchi e cattivi, e gli USA i nemici di sempre. Le veline e le parole d’ordine emanate da “Sputnik” &C diffuse a piene mani. Cui prodest ? A chi giova questa dissennata campagna pro Putin? Ai posteri l’ardua sentenza. Ogni guerra, in ogni epoca, ha i suoi collaborazionisti, disfattisti e infiltrati a vario titolo che lavorano per il nemico del proprio paese. Per convinzione? per qualche oscuro interesse? chi lo sa. Intanto ci godiamo ancora le conseguenze di un virus partito dalla Cina e da due mesi le pesantissime conseguenze di una guerra scatenata dalla Russia (e che forse è solo agli inizi…). Ma questi qua abbaiano alla luna americana…. Contenti voi…Non vi sfiora mai il dubbio di stare tirandovi la zappa sui piedi?

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    • Delirio , difficoltà di comprensione del testo……o cattiva fede e pretestuose argomentazioni?
      Cara signora, alla luce di quello che viene scritto su articoli e interventi, se la sua posizione è sempre e solo che chi ha idee diverse dal suo credo sia un servo di Putin, allora lei è ottusamente trincerata nel suo mantra auto-conservativo.
      È triste leggere sempre la stessa solfa, e pure noioso.

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      • Appunto, anche per me è triste e pure noioso sentire ripetere sempre la stessa solfa antiamericana ogni giorno a ogni ora, mentre è la Russia che sta distruggendo una nazione, uccidendo migliaia di persone e destabilizzando il mondo intero con conseguenze incalcolabili e in parte imprevedibili . Non siete “servi di Putin”? Ma gli state facendo comunque un buon servizio, consapevoli o no, facendo da megafono alle sue false giustificazioni. Non è un caso che Putin abbia scatenato la guerra ora; sapeva di poter contare sulla debolezza e le divisioni dell’Europa e dell’Occidente, sull’antiamericanismo diffuso a piene mani da anni, su un “pacifismo” parolaio attivo da decenni, che serve solo a pretendere la resa del più debole e a premiare il più aggressivo e forte. Senza contare la diffusa ignoranza della storia e della cronaca dei conflitti dell’ultimo secolo nelle varie nazioni di Asia, Africa, Medio Oriente, oltre che di America ed Europa. Così si può raccontare balle, fare di ogni erba un fascio, mescolare e confondere torti e ragioni degli uni e degli altri, e giustificare i tiranni aggressori, colpevolizzare le vittime, anzi definire guerrafondai chi vuole difendersi da una guerra subita.

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    • Questo post della stregona qua sopra, lo intendiamo come l’ammissione che anche oggi lei ha fatto una figura di tolla nel cercare di sostenere la NATO e il cocainomane ucraino 😀

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  11. Tanto per capire quel che significa armare l’Ucraina, andate a vedere la pagina:

    List of equipment of ukrainian ground forces

    su wikipedia.en.

    Non solo vi sono innumervoli artiglierie e armi leggere, anche della II guerra mondiale ma ancora efficaci.

    Guardate solo la sezione dei sistemi controcarri.

    Tra cui oltre 300 lanciatori di Javelin con 1.200 missili e passa.

    3.000 Panzerfaust 3 tedeschi.

    migliaia di M72, NLAW e MILAN, più i sistemi dell’Est: RPG-7 e successivi, missili AT-3/4/5/7 ereditati dall’URSS, missili ucraini e così via.

    Solo i mezzi corazzati comprendono, prevalentemente carri T-64, con circa 1.000 veicoli, più migliaia di mezzi da trasporto truppe e combattimento tra cui circa 1.400 BMP-2 cingolati.

    Tanto per capirci, tutto l’esercito russo aveva circa 2.500 carri armati in servizio attivo.

    Le forze d’invasione russe, benché supportate da un’aviazione e una marina molto superiori, erano meno di 200.000.

    L’Ucraina ha 200.000 soldati del solo esercito, circa 300.000 totali e per giunta aumentati dalle riserve a probabilmente più di 500.000.

    E i russi sono entrati con meno di 200.000 in Ucraina.

    Anche considerando marina ed aviazione superiori, poi le battaglie le devi fare comunque a terra, e lì non c’é rimedio se non hai molte truppe, possibilmente 2-3 volte di più dell’aggredito e non 2-3 volte di MENO.

    Ripeto: Ucraina ha circa 1.000 carri armati, probabilmente 5.000+ altri blindati e 3.000 artiglierie, più innumerevoli armi antiaerei e controcarri. E si batte in casa propria, magari nei centri urbani.

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  12. Ma vah, fino a ieri ci avete raccontato che la Russia era talmente forte che era impossibile per l’Ucraina resistere e vincere . Quindi tanto valeva si arrendesse subito per risparmiare vite umane (degli aggrediti e degli aggressori… soprattutto). Ora, stando a questo conteggio di uomini e carri armati,…… perché non chiedete a Putin di ritirarsi . Chi glielo ha fatto fare di avventurarsi in Ucraina?

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    • Vabbè allora è delirio!
      Ok signora, ha ragioooone, lei è buooonaaa, tutti noi servi di Vladimiro, la guerra la vince il popolo ucrainoooo, mandiamo fucili e lanciarazzi e saremo tutti sempre più buoniiii e più braviiii!
      Stasera chiamo Vladimiro, giacché sono la sua scimmietta, e gli dico di smetterla di fare il bricconcello e di ritirarsi dall’Ucraina, di venire qui da lei e da nonno Mario e di cospargersi il capo di cenere pasqualeeeeee.

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