Il bluff di Renzi sul caso Conte-Barr: archiviato

Prima il bluff delle “certezze” di Iv su Conte, poi il comitato (all’unanimità) decide di non fare ulteriori approfondimenti. “Nessun elemento per ulteriori approfondimenti”. A metà pomeriggio bastano cinque parole ad Adolfo Urso, presidente del Copasir di Fratelli d’Italia, per chiudere, almeno per il momento, la vicenda del Russiagate italiano […]

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 19-02-2020 Roma Politica Matteo Renzi ospite di Porta a Porta Nella foto Matteo Renzi Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 19-02-2020 Rome (Italy) Politic Matteo Renzi guest for Porta a Porta In the pic Matteo Renzi

(DI GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – “Nessun elemento per ulteriori approfondimenti”. A metà pomeriggio bastano cinque parole ad Adolfo Urso, presidente del Copasir di Fratelli d’Italia, per chiudere, almeno per il momento, la vicenda del Russiagate italiano. Il caso era stato montato nei giorni scorsi dopo un articolo di Repubblica che aveva raccontato della cena del 15 agosto 2019 tra il Guardasigilli di Donald Trump, William Barr, e l’ex capo del Dis, Gennaro Vecchione. La notizia era stata cavalcata prontamente da Matteo Renzi e dai suoi fedelissimi che avevano chiesto la riapertura del caso al Copasir mettendo all’indice l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ma ieri il comitato che esercita il controllo sui servizi segreti italiani ha deciso di non fare nuove audizioni e quindi di non riaprire il dossier. Conte poi ieri sera ha spiegato che la missione americana si era “limitata a uno scambio di informazioni” andando all’attacco di Renzi: “Se ha da dire qualcosa vada al Copasir o in tv, io ho agito in piena coscienza”.

La vicenda La missione degli uomini di Trump
Per inquadrare il caso è necessario fare un passo indietro. Dopo le elezioni americane del 2016 il procuratore speciale americano Robert Mueller inizia a indagare sul Russiagate, il presunto complotto ordito da Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin per screditare la candidata democratica Hillary Clinton e vincere le elezioni. Dopo un anno di inchiesta, Mueller nel marzo 2019 fa sapere che non ci sono prove di una collusione tra Trump e la Russia per influenzare il voto del 2016, ma allo stesso tempo riferisce degli stretti legami tra il comitato elettorale del presidente con il Cremlino. Trump però si convince che il Russiagate sia stato confezionato dai servizi italiani sotto la guida dell’ex premier Renzi, alleato di Clinton e così chiede chiarimenti all’Italia. Il suo ministro della Giustizia William Barr vola a Roma nell’estate 2019 per raccogliere informazioni su Joseph Mifsud, il professore della Link Campus che aveva rivelato a George Papadopoulos – consigliere di Trump – l’esistenza di “migliaia di email imbarazzanti sulla Clinton”. Nel giugno 2019 arriva la richiesta di “collaborazione” americana e Palazzo Chigi dà il via libera: Barr incontra Vecchione prima il 15 agosto 2019 e poi il 27 settembre con i direttori dell’Aise, Luciano Carta, e dell’Aisi, Mario Parente. Quando la missione diventa di dominio pubblico, inizio ottobre 2019, il Copasir convoca in audizione Conte (il 23 ottobre) e Vecchione (il 29). Durante l’audizione l’allora premier racconta di non aver mai parlato né con Barr né con Trump della questione e di averla autorizzata per non “recare danno alla nostra intelligence” e per “dimostrare l’estraneità dell’Italia”. Non sono mai emerse prove del coinvolgimento dell’Italia.

Lo “scoop” La cena tra Barr e gli 007 in centro
Martedì Repubblica riapre il caso: citando documenti del dipartimento di Giustizia americano racconta di una cena al ristorante “Casa Coppelle” (pieno centro di Roma) tra Barr e Vecchione di cui né Conte né il capo del Dis avrebbero mai parlato. Inoltre il quotidiano mette in relazione quella missione al tweet di Trump del 27 agosto 2019 – in piena formazione del governo Pd-M5S – in cui elogiava “Giuseppi”. Insomma, una sorta di scambio di favori tra i due capi di governo. Sulla vicenda si è buttato a pesce Matteo Renzi che ha attaccato l’ex premier: “Su Conte ho delle certezze, non si è comportato bene”. I renziani hanno chiesto al Copasir di convocare sia Conte (già ascoltato a fine marzo sulla missione dei militari russi a Bergamo) che Vecchione, mentre il M5S aveva risposto di voler sentire Renzi. Il leader di Italia Viva era stato già convocato il 20 gennaio 2021 sulla questione, dopo le richieste a Conte di lasciare la “delega ai servizi segreti”, ma non era mai stato ascoltato. Il Copasir infatti, dopo la caduta del governo giallorosso, è rimasto in un limbo per quattro mesi, quando è avvenuto il cambio del presidente leghista Raffaele Volpi al meloniano Urso. Fino ad oggi il comitato non ha mai trovato spazio in calendario per sentire Renzi, anche se avrebbe potuto chiedergli dei finanziamenti dall’Arabia Saudita e del suo incontro del dicembre 2020 con Marco Mancini.

Il comitato “Zero elementi per riaprire il caso”
Ieri poi la giornata si è aperta con le dichiarazioni televisive di Urso. A Omnibus il presidente del Copasir ha fatto capire che il primo ad essere ascoltato poteva essere proprio Renzi: “Se ha certezze sul fatto che l’ex premier Conte ha violato i dettami costituzionali, ovviamente da lui dobbiamo partire” ha detto Urso, finito subito sotto il fuoco di fila dei renziani, da Michele Anzaldi in giù. Poi è intervenuto Vecchione che all’AdnKronos si è difeso parlando di una “cena conviviale”: “Non era possibile organizzare un rinfresco in sede – ha continuato – per cui si è optato per un evento esterno in un luogo pubblico e in una zona centralissima”. L’ex capo del Dis ha anche confermato la versione di Conte spiegando che agli incontri l’allora premier “non ha preso parte” e non era stato informato “del cerimoniale”.
Ieri la vicenda è arrivata al Copasir. A margine delle audizioni sulla guerra in Ucraina, è stato il renziano Ernesto Magorno a tirare fuori la questione. “Bisogna riaprire il caso convocando Conte e Vecchione” ha detto il senatore di IV. A quel punto è intervenuta la vicepresidente del Copasir, Federica Dieni (M5S), secondo cui Conte era “disponibile” ma prima il comitato avrebbe dovuto ascoltare cosa aveva da dire Renzi. Gli altri membri del Copasir – di tutti i partiti – si sono però opposti e anche Magorno, una volta che si è prospettata l’audizione del proprio leader, ha fatto un passo indietro: tutti d’accordo pernon riaprire il caso. E così è stato deciso. “Non c’è nulla di nuovo” ha detto Dieni. Fonti autorevoli del comitato confermano che “non ci sono elementi per nuovi approfondimenti”. Inoltre si spiega che se Renzi vuole essere ascoltato perché ha elementi da fornire sarà fatto, ma in caso contrario no. Al momento non risulta che il leader di IV voglia presentarsi spontaneamente. Inoltre Urso ha anche fatto sapere che il Copasir non ha a disposizione le email, rivelate dal Corriere, sulla missione “dalla Russia con amore” dei militari di Mosca a Bergamo. Nei prossimi giorni saranno sentiti i generali Enzo Vecciarelli e Luciano Portolano. Ieri sera Conte a Otto e Mezzo ha spiegato che la missione è servita a uno “scambio di informazioni” ma i servizi italiani si sono “limitati allo stretto necessario”. “L’incontro – ha continuato – è stato studiato e preparato, non sono stato né disinvolto né disattento”. Anche sulla missione russa a Bergamo non sono emersi “elementi di spionaggio” quindi, ha concluso Conte, “è un’infamità dire che non ho agito seguendo l’interesse nazionale”.

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26 replies

  1. Per certe bambinate, Frenzie è peggio di Salveenee (il che è tutto dire): sembra proprio che non possa fare a meno di far la figura del pirla (in altri tempi si poteva scrivere bimbomìzziga) in pubblico, cosa di cui evidentemente gode in maniera indicibile. Roba da mocciosi dell’asilo, dove dovrebbe tornare a bomba (!!), se non altro per (re)imparar la buona creanza…

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  2. Il bluff si è sempre svelato da solo dal momento che si è fatto verbo televiso di politica spettacolo a propria immagine e somiglianza. La dicotomia storica fra pubblico e privato e tra istituzioni e incrementi personali di potere politico ha mantenuto dalla fede e direzione per smembrare questa povera ipazia che si chiama italia ormai impazzita nello scacchiere della fortuna.

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  3. La forte privatizzazione ha alzato il costo di ogni servizio allontanando in secondo luogo alle pissibili interdigitaziini fra i luoghi e le rispettive valenze.
    Il costo dei servizi ha velocizzato ilo sviluppo del mercato industriale fino alla sua implosione e esplosione del mercato protezionista stranieri che ha mantenuto il capitale nelle mani degli imprenditori stranieri, italiani compresi. Il mercato ortofrutticolo ucraino è locale come i nostri mercati di strada e piazze, il concetto di sviluppo industriale è legati alla grande città e quindi pesante per altre aree.

    Strade, cemento auto è ciò che siamo, che siamo stati senza sapere, però, ciò che diverremo.

    Il senso nazionale si è frantumato sotto al peso del macigno industriale europeo e mondiale, impossibile ormai reggere qualsiasi concorrenza , il mercato e le comunicaziini hanno sopperto all’abbandono della terra e dei terreni agricoli, su compra grano dalla pannoia per armi, magari fatte da loro.

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  4. intanto… parla parla qualcosa resterà… Anche su quello che resta del M5stelle deve cadere il sale. Prossima fermata, Salvini…
    Gli eterni manovratori non devono essere disturbati, in democrazia…

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  5. Renzi, che rimarrà nelle pagine di storia come uno dei più grandi schifi nostrani, è così malato e ossessionato da Conte, che non sa più che pesci pigliare. Proprio per questo, più lo attacca, più Conte guadagna consensi. Volete rimproverare Conte per qualcosa, ogni cosa? Fatelo pure, ma non dimenticate che si dimostra sempre che abbia agito con correttezza. Queli che hanno distrutto l’Italia sono ancora lì, pagati da noi, miseri omuncoli venduti da sx a dx, tutti quanti. Spero tanto che Conte guiderà di nuovo un governo serio, dopo le elezioni, stavolta senza renzini e cazzoni vari, e vedremo allora che sarà di noi. Aprite il cervello prego con la scheda di onestà inserita.

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  6. Ma davvero diamo ancora ascolto a Repubblica e il bomba? Per me hanno ormai troppe volte dimostrato di scrivere e dire solo cazzate, il primo non è più buono neanche come carta igienica mentre l’idiota di Rignano beh, fosse per me era già stato esiliato da tempo in Arabia.

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  7. Se fossi Conte lo denuncerei e chiederei al Copasir d’interrogarlo sui regali dei “babbi” nel parcheggio dell’autogrill con lo 007 Mancini!
    Gran pezzo di m…. ma la colpa è di un certo letta che se lo tiene di riserva sapendo che gli può essere utile per assottiliare il M5s… poi la genese familiare è tutto un programma….ma a sinistra sembrano un pò distratti!

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  8. ma secondo voi,
    chi ascolta quello che ha da dire il Bomba, o CAZZARO ROSA?
    solo l’informazione di regime
    sono così disperati, che si appigliano a qualsiasi cosa per parlare di loro
    dopo le stomachevoli, irrispettose, irriguardose e vergognose risposte per i soldi russi e arabi,
    era sparito dall’orrizzonte, per cose ben più vitali,
    repubblica ha pubblicato l’ennesima bufala
    e il Bomba con i suoi accoliti si sono precipitati
    quello che spaventa loro maggiormente
    è cadere nell’oblio

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  9. Ho smesso di guardare la puntata di ottoemezzo di ieri… attacchi a Conte pretestuosi e indecorosi. Che persone squallide, accendere sospetti senza uno straccio di elemento probatorio.
    Davvero qui chi cerca la pagliuzza nell’occhio altrui dovrebbe preooccuparsi della putrella chilometrica nel proprio.

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    • E a “putrella chilometrica” è partita la standing ovation! O meglio, anche no perché son da solo, altrimenti, fossimo stati in millemila, sarebbe partita davvero!

      PS: Quindi mi sconsigli di guardare Ottemmèzzo di ier sera? Dici che mi faccio il sangue amaro e soffro? Lascio perdere allora? Fo altro? 😞

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  10. Io mi sorprendo di chi ancora guardi la televisione, in particolare i talk show, con idea/illusione di seguire un dibattito, avere una qualche forma di notizia, informazione, comunicazione….la televisione serve esclusivamente a delegittimare, personalmente, l’ avversario , con pretesti vari, di cui tutti, ma proprio tutti sono a consapevoli di infondatezza o palese falsità! I pretesti vengono costruiti prima, con questo esclusivo scopo, l’ argomento, trattato è assolutamente ininfluente, il messaggio che deve arrivare ai telespettatori/utenti è che l’ oggetto del plotone di esecuzione, formato da giornalai, mentitori seriali da anni, non sia degno, sia in qualche modo colpevole, insomma un linciaggio sommario dove l’ obiettivo è suscitare il dubbio della platea in merito, non all’ argomento o fatto, ma alla persona! Eppure il meccanismo è semplice, quando si trattano avvenimenti, eventi o fatti ogni dubbio o domanda che contraddicano la ” verità” esclusiva e di parte, sono vietati, perché disturbano la narrazione, mentre quando si vuole delegittimare qualcuno, ogni dubbio sulla sua onestà, sincerità, legittimità, sono alimentati ed ogni domanda, anche la più demenziale, è lecita! Non esiste alcun dibattito atto ad informare, ma questi due sistemi manipolativi, da una parte ” verità ” indiscutibili, in cui si esige un atto di fede dal pubblico, e dall’ altra dubbi su innocenza della persona, in un processo sommario e becero, senza evidenza di prova, dove si è costretti a difendersi da accuse infondate, false, pretestuose…..è la dinamica aberrante del tribunale dell’ Inquisizione : fede dogmatica e colpevolezza dell’ imputato, a prescindere! Assistere ogni volta al tribunale dell’ Inquisizione ,in azione , può solo far venire voglia o di spegnere il televisore oppure di appiccare il ” rogo” ai suoi componenti. ….ascoltarli è masochismo!

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  11. Il commento è in moderazione. ….se sono io “putrella chilometrica” Sì, potrei avere altre opzioni per impiegare il tempo, invece di guardare i talk show, ma magari a te non piacciono. …..porella chi ti sta accanto sul divano davanti alla televisione!

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  12. Con tutti questi commenti in moderazione, viene fuori un dialogo fra schizofrenici, comunque su ” putrella chilometrica” la standing non è partita, salvo che per due….Bilecco ed io. …guardare Ottemmezzo è utile solo a valutare i progressi botox della Gruber. …..io aspetto in diretta il botto del palloncino! Trasmissione sospesa per guasto ai tiranti. …..il resto è noia!

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  13. Vi metto un bellissimo articolo:
    Ieri, alla fine della trasmissione 8 e mezzo, Lilli Gruber e Giannini hanno chiesto a Giuseppe Conte cosa avrebbe votato se fosse stato francese. L’ex presidente del Consiglio si è sottratto. Non ha voluto rispondere. Non ha voluto scegliere tra Macron e Le Pen. Apriti cielo: dalla mancata risposta è nata una discussione, ripresa oggi anche dai giornali: “Conte non si schiera per Macron, è chiaramente un lepenista”.
    Ora, che il giornalismo italiano faccia pena è cosa nota. Anche guardando le altre trasmissioni televisive o leggendo i giornali emerge come però numerosi giornalisti non solo facciano cattiva informazione, non solo si prestano alla più squallida propaganda, ma hanno deciso anche di assumere la funzione di guardiani dell’ordine conformistico che divide il regno delle persone perbene e integrate dalla realtà delle periferia abitate dai soggetti estranei alla civiltà in cui convivono terrapiattisti, novax, sovranisti, comunisti, putinisti, trumpisti, analfabeti funzionali, professoroni, fasci…

    Nella domanda su cui votare tra Macron e Le Pen c’è un fortissimo ricatto morale. Ma c’è anche il tentativo di ridurre la discussione politica a una scelta binaria: o il liberalismo di Macron o il neofascismo di Le Pen. Quel che è peggio è che questo schema si è poi diffuso anche nel resto della discussione politica, a diversi livelli. È ampiamente impiegato nel dibattito sulla guerra (“non sostieni l’invio delle armi, allora sei putiniano”) e si fonda su una logica fallace e ideologica, che cerca di appiattire il ragionamento politico e che si rifiuta di dare cittadinanza a chiunque cerchi un’alternativa.
    Paolo Desogus
    PAOLO DESOGUS
    Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

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    • È il tentativo di soppressione del pensiero complesso, dell’analisi dei fatti e delle molteplici conseguenze e concause. Se elementarizzi il ragionamento e lo banalizzi in un linguaggio codificato in 0 e 1, puoi controllare il sistema e incasellare il caos umano. Questo è stato da sempre il progetto del Potere. Anche la Chiesa propose “o con Dio o contro Dio”, Vangelo di san Luca: “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde”.
      Da 2000 anni siamo ancorati a questo linguaggio binario, l’obiettivo di chi ci comanda è la banalizzazione dell’esistenza e dell’umanità, la spersonalizzazione e la semplificazione estrema di ogni esperienza.
      Appena si manifesta un’anomalia complessa, il potere le affibbia un’etichetta e la svilisce ridicolizzandola, rendendola macchietta e ghettizzandola o eliminandola. La narrativa è il cardine su cui si muove la semplificazione totalizzante.
      Sei 0 o sei 1, tertium non datur.

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      • @elena,
        direi che in politica non esiste solo il Binario ma anche il tertium: IL CENTRO !(co9modo per tenere un piede in due staffe!

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