Via dall’altra guerra

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ci son voluti quasi due mesi di guerra, ma un po’ di buonsenso inizia a farsi strada in Europa. Non naturalmente in Italia che, con la Polonia, è la Bielorussia di Biden. Ma in Germania, dove il governo ha deciso di disobbedire ai diktat di Washington e smetterla di inviare armi all’Ucraina. La favoletta delle […]

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98 replies

  1. Via dall’altra guerra

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ci son voluti quasi due mesi di guerra, ma un po’ di buonsenso inizia a farsi strada in Europa. Non naturalmente in Italia che, con la Polonia, è la Bielorussia di Biden. Ma in Germania, dove il governo ha deciso di disobbedire ai diktat di Washington e smetterla di inviare armi all’Ucraina. La favoletta delle armi per i civili inermi che resistono all’invasore russo s’infrange contro tutte le evidenze che neppure la forsennata propaganda atlantista riesce più a nascondere. Mariupol, la porta del Donbass sul Mar Nero, da un mese è controllata dagli invasori russi a prezzo di immani stragi e devastazioni. Ma è pure prigioniera dei nazisti del battaglione Azov, che la fanno da padroni dal 2014 a prezzo di immani stragi e devastazioni. E, non volendo ammettere di averla persa, restano asserragliati nell’acciaieria Azovstal senza speranze di successo e usano come scudi umani centinaia di donne e bambini, intrappolati nel luogo più pericoloso del mondo e costretti a rifiutare le offerte russe di uscire incolumi. Chi invoca nuove Norimberga dovrà trovare un posticino sul banco degl’imputati per questi figuri con la svastica che dettano legge sui media democratici e antifascisti: per i loro crimini in Donbass denunciati per 8 anni da Onu, Osce e Amnesty, e per quelli freschi di giornata. È a loro e a quelli come loro (militari angloamericani travestiti da addestratori, contractor e foreign fighter), non ai civili inermi, che va la gran parte delle armi che seguitiamo a inviare senza domandarci chi le usa, a che scopo e a chi andranno dopo.

    La guerra non è più la stessa del primo mese, perché la sacrosanta resistenza del popolo aggredito è stata ingoiata dal conflitto per procura di Biden &C. per liberarsi di Putin. Cioè per decidere con le armi, i morti ucraini e il rischio nucleare sempre più incombente, una questione politica che interessa solo agli Usa e ai loro camerieri. Non all’Europa e tantomeno all’Italia, per giunta vincolata da una Costituzione che “ripudia la guerra… come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Già era incostituzionale inviare armi nella fase 1 a un Paese aggredito non alleato. Lo è ancor di più nella fase 2, segnata da due fatti nuovi: il Donbass ormai in mani russe malgrado l’enorme arsenale ucraino; e il proposito dichiarato dagli Usa di cogliere la guerra al balzo per rovesciare il capo dello Stato russo. Cioè di usare la guerra come mezzo di risoluzione di una controversia internazionale. A questa nuova guerra Usa-Russia la Germania ha deciso di sottrarsi, e si spera che altri Paesi Ue la seguiranno. Che aspettano i 5Stelle, le sinistre pacifiste e i rari settori raziocinanti del centrodestra a chiedere subito a Draghi di rispettare la Costituzione?

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  2. Sono uomini e donne privi di vera ugula in quanto impegnata da decenni a tradurre Hollywood per gli ascoltatori, in poltrone e divani, cumulati in schere, spead e canone da un decennio in bolletta, da un trimestre schizzate verso le stelle, si sa, la guerra , specialmente se titanica, non ha fondo è cercherà di assorbire dove è più sicura e incolume.
    Mediaset, la Disneyland della politica, si è evoluta dai rozzi gorgheggi di Standa e Conan, mentre la sinistra intellettuale imbarcava oscurantismo mercenario, cioè a pagamento e purtroppo gli studi sono ormai troppo noiosi, sempre uguali da decenni con gli stessi visi le stesse voci con logiche autoreferenziali e guidate da persone ombra.
    Coro chiari e cori oscuri.

    Il circo dei cenci ultra costosi, per donne siluette a cui non si richiede altro, per sistema, ma la donna elegante è ancora un simbolo o meglio, lo dovrebbe ancora essere, ma i giovani sono ribelli, tribali, tatuati e oltre che educati, diplomati e laureati sono molto discotecati, lontani anni luce da coloro che hanno fondato la repubblica, da cui è nata la costola marcia che l’ha divorata, ma sempre per il bene del paese, anzi sopratutto per il paese, si potrebbe dire;

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  3. ”Chi invoca nuove Norimberga dovrà trovare un posticino sul banco degl’imputati per questi figuri con la svastica che dettano legge sui media democratici e antifascisti: per i loro crimini in Donbass denunciati per 8 anni da Onu, Osce e Amnesty, e per quelli freschi di giornata. È a loro e a quelli come loro (militari angloamericani travestiti da addestratori, contractor e foreign fighter), non ai civili inermi, che va la gran parte delle armi che seguitiamo a inviare senza domandarci chi le usa, a che scopo e a chi andranno dopo.”

    Dico, ma avete sentito la discussione a Otto e mezzo tra Travaglio e Severgnini, che parla del ‘manuale del piccolo complottista’ e dell”odio contro i nostri alleati americani mai visto in così gran quantità’?

    Mentina che nega che l’Azov sia nazi anche se ha le mostrine della SS Das Reich.

    (c)Attivissimo che debunka la versione che in Ucraina ci sarebbero i nazi?

    Questi sono da Norimberga a propria volta, uno dietro l’altro.

    I nostri politici? Ma per carità. Uno peggio dell’altro. Al governo pusillanimi lacché del Rimbambidet e all’opposizione c’é Toar Crosetto che stranamente è cofondatore di FdI ma anche un pezzo da 90 dell’industria aerospaziale e della difesa itagliana. E guarda caso, la mozione per portare il PIL della difesa al 2% deriva da loro, subito accolta dal governo del Drago e subito sostenuta ovviamente da FdI, che per bocca luciferina di LaRussa Larissa, ha avuto da dire che si finanzierà con i soldi dell’RdC.

    Che fa il paio con il rimborso di 1 mld ai Maletton per i mancati introiti del 2020.

    Non se ne salva uno, Giuseppi incluso.

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  4. Un bellissimo e così onesto editoriale quello di Travaglio da riuscire a commuovere.

    Dice cose che si vorrebbero urlare in faccia ai ridicoli e squallidi giornalisti che popolano le tv italiane e che non hanno vergogna di nulla nelle loro rappresentazioni servili e ruffiane al servizio del padrone americano.

    Povero Conte, stasera a otto e mezzo.
    Un’aggressione in piena regola quella imbastita da Guerzoni Giannini e Caracciolo con un’insolita Gruber in versione incarognita e con plastica tirata come un elastico a volergli far confessare che i russi arrivati in Italia in piena pandemia a darci una mano erano spie di Putin e complici dei suoi governi.

    Non che ci credano, ovviamente…
    Ma siccome per servire la bandiera guerrafondaia a stelle e strisce bisogna trovare pretesti a iosa per dimostrare la perfidia dei russi, va bene anche ringraziare chi ci ha aiutato, ricambiandoli anche con sputi e insulti.

    Tira una brutta aria in Italia.

    Questi ceffi che dirigono l’orchestra televisiva stanno assumendo dei connotati così malvagi da far rabbrividire. E che sembrano in sintonia col compito di chi deve far aumentare ai massimi livelli l’aggressività del pubblico.

    Ci stanno preparando alla guerra.
    Perché questo vuole l’America e i soldatini dell’Informazione devono trovare il pretesto giusto per scatenare i Pitbull d’oltreoceano.

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  5. “La guerra non è più la stessa del primo mese, perché la sacrosanta resistenza del popolo aggredito è stata ingoiata dal conflitto per procura di Biden &C. per liberarsi di Putin.”

    Marcuccio, ma che droghe ti pigli? Da dove trai queste clamorose notizie, sai tutto tu, i piani russi e quelli ammericani, piu’ i pensieri reconditi dei pupazzi ucraini ipnotizzati da Biden. Ma come fai? Diccelo pure a noi vittime della propaganda ammericana, saranno mica “fonti russe”?

    E allora ci provo pure io, ti svelo un segreto: se Putin la smette di bombardare e ritira le truppe in Russia, la guerra finisce immediatamente, magari non c’avevi pensato ne’ tu ne’ Putin, telefonagli e senti che ne pensa.

    Eh, ma il Donbass? Pure qui ti do’ una soluzione alla Travaglio: Il Donbass si arrende se Putin smette di inviare le armi e i mercenari ai secessionisti che fanno la guerra per conto dei Russi, hanno gia’ perso, mandagli Orsini che glielo spiega.

    Che poi secondo te quand’anche lasciassero campo libero al tuo amichetto Putin in Ucraina l’Europa potrebbe continuare a fare come prima dell’invasione, come se non fosse successo niente: aspettiamo tranquillamente la prossima (invasione) che salta in mente al mafioso perche’ si e’ svegliato storto o ha mangiato pesante.

    Ma non e’ che la richiesta di adesione alla Nato di Svezia e Finlandia ti fa sospettare che anche quelli finora neutrali considerano Putin uno svalvolato capace di tutto?

    Non e’ che il Putin ha finanziato ogni sfasciacarrozze nazista e fascista europeo perche’ aveva a cuore gli interessi dell’Europa, non e’ che ha finanziato i fasci e i legaioli itagliani perche’ ci vuole tanto bene, riflettici un momentino, fai un ragionamento semplice, mettere la testa sotto la sabbia non serve a niente.

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    • Conosce la storia dell’indipendenza catalana?
      Prosegue dal ‘800.
      Conosce Puigdemont? Sa che fine ha fatto?

      Conosce i movimenti indipendentisti italiani? Parlo del più forte: Veneto.

      Ecco a differenza di Crimea e Donbass o Lugansk, le popolazioni indipendentiste in Catalogna e in Veneto non vengono perseguitate, sterminate, stuprate da anni, anche da prima del 2014, ossia da Maidan.

      Possiamo dare per veritieri questi FATTI?
      Ecco, se questi movimenti indipendentisti si base etnico-culturale-economica fissero perseguitati e, cosa più importante se avessero un referente diretto come il sud-est dell’Ucraina ha in Putin, e cosa ancora più importante se in quei territori ci fossero risorse minerarie e di idrocarburi, porti strategici e asset, allora anche in Catalogna e in Veneto (solo per citarne due) si vivrebbe la stessa tragedia ucraina, specie se dall’altra parte ci fossero resistenze strumentali e interessate come quelle USA che ha sovvenzionato e rispolverato ideologie nazi e di purezza della razza per cementare la lotta armata.

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      • Ma cosa sprecate tempo a rispondere ad un povero troll Pdiota che, a giudicare dallo “spessore” della sua prosa, viene pagato 20 centesimi a commento e deve “produrre” una notte intera per racimolare qualche euro?
        Ma se sei indigente, diccelo, che in tanti “Putinversteher” noi qui un pò di elemosina te la facciamo in modo da permetterti di dormire la notte!!!

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    • ma lei è lo stesso che ieri diceva di non essere ideologizzato?
      o le hanno clonato il nik?

      su Svezia e Finlandia ho già scritto sotto e non ripeto

      mai sentita quella del ‘il nemico del mio nemico è mio amico’?
      pensa che sia obsoleta, come massima? beh, sbaglia

      i russi non possono smettere di de-militarizzare l’Ucraina quando sono al punto di ora
      una cosa così, quando inizi, la finisci o ci provi sin o a che puoi

      e visto che di personale capaci di usare armi europee non le improvvisi, e non ce n’è,
      trovo inutile l’invio delle medesime che non si capisce bene a chi servirebbero

      dicono che stanno istruendo 50 militari ucraini all’uso degli obici americani
      obici che, appena arrivano e sono localizzati, diventano rottami metallici ed i 50, probabilmente,
      concime, non è una speranza, la mia, vorrei fosse chiaro, solo una constatazione di come stanno
      evolvendo i fatti

      comunque non mi è chiaro cosa spinga, italiani, a fare da supporter dei partecipanti manco avessero
      il doppio passaporto

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      • No Marco….
        Stai facendo confusione tra me e Silvio B.
        Quello che aborrisce le ideologie sono io.
        Comunque Silvio B ha ragione da vendere quindi per ciò che riguarda la mia opinione ti rimando al suo commento.

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    • Se il gioco del Se Tizio e se Caio lo facciamo iniziare un po’ prima si potrebbe dire: che se gli USA non avessero annesso segretamente l’Ucraina alla NATO armandola,formandola e convincendola che tanto con loro alle spalle Putin se ne sarebbe tornato a Mosca con le ossa rotte, e se l’Ucraina al Donbas avesse concesso e rispettato lo status di regione speciale come noi con il Trentino e se i vari affiliati ai vari battaglioni ucronazi non avessero fomentato odio con festini nelle scuole con dolcetti al sapore “sangue dei bimbi russi”…ecc…ecc. Forse se tornassimo ai tempi dello Zar troveremmo anche altre motivazioni. Ma ora la domanda fondamentale è: COME FERMIAMO QUESTO MASSACRO e COME USCIAMO FUORI DA QUESTO PANTANO?

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  6. per questi figuri con la svastica che dettano legge sui media democratici e antifascisti

    La Storia? È stata letteralmente capovolta. Chi conosce un affezionato lettore di giornale democratico e antifascista ma in trepidante attesa per la sorte di Azov, se può, lo aiuti a capire. Con delicatezza, mi raccomando. Vedrete che in futuro vi ringrazierà, magari con le lacrime agli occhi per essere uscito da un incubo che lo rendeva ideologicamente prigioniero di un “progressismo” farlocco.
    Buona parte dei giornali “progressisti” italiani, in realtà, sono ultra reazionari.

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  7. Domanda: come facciamo ad essere sicuri che il battaglione Azov non sia in realtà una compagnia teatrale, e che l’Azovstal non sia altro che un talent show per scoprire il nuovo John Wayne? Qualcuno ha controllato se sanguinano nella maniera giusta? Chiedo per un mio amico impresario…

    Seconda domanda: se questa guerra “interessa solo agli Usa e ai loro camerieri”, cosa aspetta Vlad il Denazificatore a togliergli ogni alibi ritirando le truppe, visto che potrebbe farlo domani mattina se solo lo volesse? E’ scemo, o cosa?

    Comunque la responsabilità di queste domande non è mia, ma dell’attore che mi impersona: chi vuole provare a rispondere si rivolga direttamente a lui, ma tanto è inutile perché ha già detto che se ne strasbatte.
    Non sono cattivo, è che mi disegnano così.

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    • Ti sei dimenticato il foglietto con la terza domanda!
      Rimedio io: cosa ci fanno centinaia di civili rintanati nei cunicoli della acciaieria quando le esortazioni russe ad uscire sono già in atto da tempo?

      Mah.. che sia solidarietà umana?

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      • Questa tua “terza domanda” e’ un insulto all’intelligenza. Lo sanno tutti che nei livelli inferiori di quell’immenso complesso si trovano laboratorii biologici e centinaia di soldati NATO! Lo ha detto quel gran santone di Pepe Escobar, tra l’altro…

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  8. Se non ho capito male il ragionamento di Travaglio, il democratico dittatore Putin sta giustamente bombardando, invadendo e devastando una Nazione da 40.000.000 abitanti solo per stanare gli ucronazi del battaglione Azov, con contorno di saccheggi, stupri e omicidi di civili da parte dei galantuomini dell’esercito russo, con insensati massacri del popolo ucraino condannati dal noto servo di Biden Papa Francesco, con simpatiche minacce alla Svezia e Finlandia perché non entrino nella NATO ecc. ecc. e la responsabilità di tutto questo è di chi proprio non vuole arrendersi a chi aggredisce e diventare uno suo stato fantoccio e della informazione serva degli USA tutta schierata contro Putin? Buon 25 aprile a Travaglio e a noi tutti che possiamo scrivere in libertà ciò che vogliamo qui su infosannio.

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    • no, ha capito male
      le intenzioni dei russi intendo, non le parole di MT

      i battaglioni sono il corrispettivo dei marciatori su Roma in epoca
      del pre dominio fascista in Italia

      mica erano milioni, erano un 30 mila iniziali a 70 nel clou della gita

      e poi hanno condizionato il 90% della restante popolazione con quella cosa
      che si chiama lavaggio del cervello, propaganda o altro termine a piacere ma con eguale significato.

      il denazificare è cercare di annullare questa operazione di odio verso tutto quello che è russo
      mentre allora erano gli ebrei o le altre minoranze indesiderabili, socialisti e comunisti compresi
      ad essere oggetto del medesimo trattamento

      su Svezia e Finlandia non si tratta di minacce ma di far comprendere cosa comportano certe scelte
      perché se uno da solo non ci arriva allora deve essere aiutato
      lei pensa forse che le basi usa in Italia, e i corrispettivi centri di comando nostrani, non siano
      nelle coordinate delle testate pronte a risponde nel caso di attacco nucleare, o equivalente,
      verso la Russia?
      il passaggio da non allineato a schierato comporta conseguenze, solo gli stolti non le comprendono

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      • Gentile Marco Bo, evidentemente abbiamo visioni diverse, ma concordo sulla parte terminale del suo pensiero in merito alle basi presenti sul suolo italiano. Per ciò che concerne la prima parte (dove lei fa un paragone sulle origini del fascismo), non lo trovo pertinente per questi due motivi: non c’erano regioni armate da potenze (come il Donbass dalla Russia) che reclamavano indipendenza, non tutti gli italiani erano fascisti (come oggi 40.000.000 di ucraini non possono essere tutti nazisti). La marcia su Roma aveva altri presupposti, rispetto alle motivazioni del’ odierno attacco della Russia all’Ucraina. In merito alle persuasioni e motivazioni su Finlandia e Svezia, mi sembrano un copiaincolla di Putin di quelle dell’Ucraina, attendo di sentire di presidenti ubriaconi e Finnonazisti che sterminano indifesi popoli filorussi e poi ci siamo. Intanto civili come donne, uomini, bambini e vecchi muoiono drammaticamente sotto l’insensato massacro russo (cit. Papa Francesco). Persone e non figurine. Cordilaità.

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    • Egregio Davide, nel giugno 1967 Israele che si sentiva minacciato dai preparativi bellici di Egitto e Siria iniziò improvvisamente la cosiddetta ” guerra dei 6 giorni”. Avendo sconfitto il nemico quadruplicò il proprio territorio e si annesse l’intera Gerusalemme.

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      • Gentile Marco Bo, evidentemente abbiamo visioni diverse, ma concordo sulla parte terminale del suo pensiero in merito alle basi presenti sul suolo italiano. Per ciò che concerne la prima parte (dove lei fa un paragone sulle origini del fascismo), non lo trovo pertinente per questi due motivi: non c’erano regioni armate da potenze (come il Donbass dalla Russia) che reclamavano indipendenza, non tutti gli italiani erano fascisti (come oggi 40.000.000 di ucraini non possono essere tutti nazisti). La marcia su Roma aveva altri presupposti, rispetto alle motivazioni del’ odierno attacco della Russia all’Ucraina. In merito alle persuasioni e motivazioni su Finlandia e Svezia, mi sembrano un copiaincolla di Putin di quelle dell’Ucraina, attendo di sentire di presidenti ubriaconi e Finnonazisti che sterminano indifesi popoli filorussi e poi ci siamo. Intanto civili come donne, uomini, bambini e vecchi muoiono drammaticamente sotto l’insensato massacro russo (cit. Papa Francesco). Persone e non figurine. Cordilaità.

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      • Gentile Paolo, mi scusi se per errore ho postato una risposta a Marco Bo. Concordo con ciò che ha scritto, ma mi sembra anche qui che le condizioni storiche e geografiche fossero diverse da quelle che stanno animando il conflitto in Ucraina (uno stato indipendente dal 1991). Poi se vogliamo dire che c’è sempre lo zampino degli USA, sono d’accordo con lei: il peggiore Stato guerrafondaio ( sempre lontano da casa loro ovviamente) del pianeta. Cordialità.

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    • Cominciamo a smentire i MASSACRI DI CIVILI, a cominciare dal famoso ospedale di Mariupol (vedi il maiuscolo, a mia cura, all’interno di questa intervista al Gen Mini)

      “Generale Fabio Mini sul nuovo numero di Limes lei ha scritto che l’espansione dell’Alleanza atlantica è la causa principale della guerra russo-ucraina. Che cosa glielo fa dire?
      «Il fatto che dal 1997 con la Polonia, la Cecoslovacchia e l’Ungheria, passando per l’Estonia, la Lettonia e la Lituania nel 2004, fino al 2018 con la Macedonia, la Nato ha invitato nell’alleanza una serie di Paesi dell’Est europeo. È stata una strategia precisa che aveva un unico scopo».
      Quale?
      «Circondare la Russia per neutralizzarne l’influenza nel Centro Europa. Non era un obiettivo segreto, ma dichiarato».
      Molti analisti sottolineano che in quel periodo ci sono state offerte di collaborazione della Nato alla Russia tanto che, per esempio, il G7 è diventato G8.
      «Non so chi lo dica, ma è antistorico. Il dialogo è limitato al periodo iniziale dell’allargamento, dal 1991 al 1996. C’era reciproca volontà di collaborare, pur in presenza di una certa diffidenza che emergeva, per esempio, nelle riunioni in cui si parlava dell’Armenia o della Georgia. Dopo il 1997 la disponibilità al dialogo della Nato è stata solo un’etichetta diplomatica. Mentre a livello operativo e militare si agiva per favorire l’inserimento dei Paesi baltici nello scacchiere, apparentemente difensivo, che la Russia percepiva come offensivo».
      Se si digita su Google Fabio Mini, compare la qualifica «scrittore». In effetti, Mini ha pubblicato diversi saggi per importanti editori in materia bellica e di strategia militare, discipline nelle quali è molto autorevole essendo stato generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano, Capo di Stato maggiore del comando Nato del Sud Europa e comandante della missione internazionale in Kosovo. Scrive per la rivista Limes e collabora con Il Fatto quotidiano.
      Generale, come spiega che questa crisi prevista dall’intelligence americana e britannica non è stata scongiurata?
      «Per fermarla bisognava assumere le posizioni esplicite che la politica stava dettando. Questa situazione era annunciata da quando è iniziata la crisi per la Georgia. Nel 2001 andai a Tbilisi per seguire le esercitazioni della Nato. Alloggiavo in un hotel in centro, al terzo piano; dal quarto al nono erano tutti occupati dai servizi segreti americani. Sette anni dopo è arrivata la crisi della Georgia».
      Non ci si è fermati prima a causa della pandemia o di altri interessi?
      «L’America voleva che si evitasse d’ingoiare il rospo passivamente, come avvenuto per la Georgia. La Russia non pensava che la Nato rimanesse unita e, a sua volta, la Nato non credeva che la Russia fosse davvero decisa a invadere. Fin dal primo giorno dell’amministrazione Biden la situazione si è aggravata. L’irrigidimento di una parte ha portato all’irrigidimento dell’altra».
      A cosa mira l’aggressione di Putin all’Ucraina?
      «Non a occupare tutta l’Ucraina».
      Perché?
      «Non è nelle condizioni di farlo. Lo scopo che ha scatenato l’invasione è tenere la Nato lontano dai propri confini. Perciò se occupa l’Ucraina la Nato ce l’ha in casa».
      Vuole insediare un governo che gli obbedisca?
      «L’occupazione militare è una cosa, insediare un governo fantoccio o a lui favorevole è un’altra. Forse ci ha già provato. Il vero obiettivo credo sia mettere in sicurezza un territorio che circonda l’Ucraina dal Donbass e Kharkiv, passando per la parte meridionale per arrivare possibilmente fino alla Moldavia, dove c’è una forte comunità russofona».
      Il BOMBARDAMENTO DELL’OSPEDALE dei BAMBINI di MARIUPOL segna una svolta nella strategia di Putin?
      «NO . SEGNA una SVOLTA NELLA CAMPAGNA D’INFORMAZIONE . Siamo di fronte a due propagande, una di fronte all’altra. Tre feriti dopo un bombardamento così come raccontato non l’ho mai visto».
      Si parla di strage di bambini.
      «Ho letto di tre feriti, altri dicono sei. Vedo un’intensificazione della guerra di propaganda e annunci. Se dietro ci sono la strage e un obiettivo intenzionale non lo so. Le immagini che ho visto mostrano un’esplosione in uno spiazzo, un grande cratere, molti vetri rotti e una barella davanti a una telecamera. Commento quello che vedo e da ciò che vedo, fortunatamente, QUESTA STRAGE NON si è VERIFICATA ».
      Fino a qualche giorno fa si diceva che la colonna ferma di carri armati indicava l’attesa di nuovi eventi e lo spazio per un negoziato, ma al colloquio in Turchia il ministro degli Esteri russo Lavrov ha rigettato l’offerta di neutralità dell’Ucraina.
      «Il colloquio in Turchia non erano negoziati. Lavrov era lì per parlare, non per negoziare. La novità di quel colloquio è che Lavrov ha legittimato i negoziati in Bielorussia, avallando una diplomazia militare che fino a quel momento non era scontata».
      Perché su Limes sottolinea il ruolo del mondo liberal americano in questa crisi?
      «Ci sono due politiche estere negli Stati Uniti che fanno capo a democratici e repubblicani. L’idealismo liberal, come lo chiama l’editorialista del Foreign Policy Stephen Walts, e il realismo repubblicano».
      Perché l’idealismo liberal è così protagonista?
      «È storia. Le guerre le hanno iniziate i presidenti democratici in nome di quel falso idealismo. Non c’è una guerra iniziata con un presidente realista».
      Bush padre ha iniziato la guerra del Golfo.
      «George Bush e il partito repubblicano furono influenzati dai neocon, speculari ai neodem. Fu un movimento molto ideologizzato sul piano culturale e religioso. La prima guerra del Golfo nacque in quel contesto».
      La stima per Putin ribadita anche di recente da Donald Trump è una posizione indifendibile?
      «Certo. Anche le azioni di Putin sono indifendibili. Tra mille opzioni ha scelto la peggiore. Ha visto la debolezza nell’amministrazione americana, nella Nato e nell’Unione europea e ha pensato di approfittarne. Parliamo di una guerra non iniziata il 24 febbraio. Agendo in modo provocatorio la Nato ha violato le norme stesse del Patto atlantico».
      Qual è la violazione principale?
      «Ha messo in pericolo la sicurezza dei Paesi aderenti. Spostare armi e dislocare truppe ai confini di un altro Paese è una provocazione che in altri tempi avrebbe portato alla guerra il giorno dopo. È proprio uno di quei casi che il Trattato atlantico e la Carta delle Nazioni unite volevano evitare».
      Lo diceva anche Biden al Consiglio Atlantico del 1997: «Annettere alla Nato gli Stati baltici potrebbe provocare una risposta vigorosa e ostile da parte della Russia».
      «Il Biden del 1997 non è il Biden di oggi».
      Ora alimenta il conflitto per ragioni interne?
      «Sì».
      Cioè?
      «Per gran parte della popolazione americana, Biden non sta mantenendo le promesse fatte in campagna elettorale. Il contrasto alla disoccupazione, la lotta al Covid, la sanità, le norme sui rifugiati. Alle elezioni di metà mandato un successo internazionale può rianimarlo. Altrimenti la sua presidenza finirebbe dopo due anni. Senza la maggioranza al congresso non potrebbe più governare. In gergo sarebbe una lame duck, un’anatra zoppa».
      Come si sta comportando l’Unione europea?
      «In maniera abbastanza sibillina, perché non ha la forza per imporre la propria volontà. Tuttavia, esistono una serie di ragioni pratiche e razionali che sconsiglierebbero di seguire la posizione degli Stati Uniti, di Zelensky e della Gran Bretagna».
      Le risorse energetiche?
      «Esatto. Un problema che ha portato a sanzioni meno drastiche di quelle che Gran Bretagna e Stati Uniti avrebbero voluto. Con intelligenza Biden ha detto che introdurre la no-fly zone in Ucraina vuol dire scatenare una guerra diretta tra Russia e America. Lo stesso discorso può valere per l’inasprimento delle sanzioni».
      Perché l’Italia è fuori dai tavoli che contano?
      «L’Italia non è influente perché si sa da che parte sta. Non conta chi sta zitto, ma chi alza il dito. Noi non l’abbiamo mai alzato e così ci danno per scontati».
      Come giudica la decisione d’inviare armi al popolo ucraino?
      «Inviare armi al popolo ucraino che si difende va benissimo. È doveroso. Invece, non manderei armi senza sapere bene a chi vanno e dove andranno a guerra finita. Se si contribuisce a un’ulteriore provocazione non è solidarietà all’Ucraina, ma una manifestazione di ostilità verso la Russia che può inasprire la situazione».
      Non si mandano derrate alimentari o medicine, le armi sparano ma noi non combattiamo.
      «Sono d’accordo, è pura ipocrisia».
      Che cosa le fa dire che un conflitto tra la Nato e la Russia è ancora evitabile?
      «Non è in atto l’occupazione militare di tutta l’Ucraina. Possono verificarsi degli eventi: se il negoziato non salta si può rimediare. Se le forze davvero in campo – il governo russo, quello ucraino e quello americano – si siedono allo stesso tavolo c’è ancora margine. Niente Nato, però».
      Perché lei e il generale Mario Bertolini siete più disposti alla trattativa?
      «Perché siamo testimoni di quello che succede nei Paesi dopo che l’intervento delle Nazioni unite è terminato. Negli ultimi 30 anni alla vittoria sul campo della Nato non è seguito un successo politico e umanitario. I Paesi usciti da quegli interventi – Iraq, Libano, Somalia, Afghanistan, Kosovo, Libia – erano più martoriati di prima».
      Perché mentre voi militari siete trattativisti molti giornalisti sono convinti della necessità della prova di forza?
      «Perché i giornalisti partono dall’invasione e non vanno a vedere cosa c’era prima. Se si punta lo sguardo adesso c’è un aggressore e un aggredito. Invece l’aggressione segue azioni di provocazione. Chiediamoci chi ha addestrato e inserito nelle file delle forze armate regolari formazioni di ex banditi».
      Che ruolo può avere il Vaticano in questo scenario?
      «Un grande ruolo perché la comunità russa è molto sensibile al sentimento religioso».
      Anche se l’uscita del patriarca di Mosca Kirill si è rivelata controproducente?
      «La Chiesa ortodossa non è una Chiesa unita. Zelensky ha lavorato per separare la comunità ortodossa ucraina da quella di Mosca. Quello che ha detto Kirill esprime come vedono il decadimento morale dell’Occidente».
      Tornando al Vaticano, che margini d’intervento ci sono?
      «Il Vaticano mantiene contatti con Mosca. Il Papa ha manifestato comprensione verso Putin e Putin si sforza di capire ciò che la comunità cattolica nella persona del Papa cerca di dirgli. Credo che la Russia prenderebbe in seria considerazione le dichiarazioni di condanna del Vaticano».

      Per il massacro di Bucha, attribuito prontamente ai russi ASSENTI, rimando alle considerazioni di Scott Ritter, analista dell’ONU.
      Scommettete che non ci saranno rettifiche pubbliche?

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    • Travaglio ha scritto, in breve, che in questa storia il più pulito c’ha la rogna.
      La Germania si sta smarcando parzialmente dalla guerra
      USA Zelensky – Russia, in minima parte per la fornitura di armi pesanti, in parte più rilevante per la fornitura di gas e co.

      Putin, che non è un democratico benefattore dell’umanità, ha giocato la sua partita per l’auto-conservazione, politica e personale, e per quella della ripensa strategica e politica della sua nazione. Ha usato esercitato la sua pressione sullo scacchiere internazionale nell’unico momento in cui avrebbe ancora potuto farlo.
      Vlad, finora ha ottenuto molto più di quello che aveva chiesto prima della carneficina.
      Richieste pre guerra all’Ucraina: smettere di perseguitare, uccidere e stuprare la minoranza russa e russofona, non aderire alla NATO, non pompare i battaglioni stragisti nazi, creare lo status di regioni a statuto speciale per Donbas e Lugansk, smetterla con esercitazioni militari e progetti di basi nucleari, istituire il russo come seconda lingua della nazione ucraina e insegnarlo nelle scuole. Fatto questo, Vlad il sanguinario non avrebbe avuto scuse per attaccare, l’Ucraina sarebbe un Paese intatto, migliaia di civili sarebbe ancora qui a respirare e a godersi l’arrivo della primavera.
      Lo Zar Vlad lo conosciamo, ma conosciamo altrettanto bene la CIA e gli Illuminati. L’unica speranza per noi umani è smettere di appoggiare i loro progetti di potere.

      Le ultime notizie di queste settimane sono che chi è di nazionalità russa e bielorussa sarà escluso permanentemente dalla ricerca scientifica del CERN, anche come osservatore esterno, da progetti e università, da progetti spaziali, da ricerche su virus e batteri, da eventi culturali, da eventi sportivi internazionali e di importanza mondiale, da stagioni teatrali, da mostre d’arte, etc.
      Siamo in pieno Maccartismo!
      Se il progetto USA è quello di dividere nuovamente il mondo in due blocchi contrapposti tra Occidente e Oriente, ci sta riuscendo.
      I greci antichi, analizzando un problema, un evento, un fatto, si domandavano “qui prodest” ossia a chi giova?

      “Cui prodest scelus, is fecit”
      Medea, Seneca
      (“Ha commesso il crimine colui al quale esso giova“)

      Anche noi, analizzando un fatto dovremmo sempre chiederci “cui bono”, chi ne beneficia.

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    • 2004 rivoluzione arancione

      2005-2022 USA NATO armano e addestrano l’esercito ucraino, i corpi paramilitari nazionalisti e nazisti, effettuano esercitazioni congiunte su territorio ucraino, posizionano basi e armamenti, addossano missili e scudi in Polonia e Romania.
      (esempio esercitazioni: https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/06/28/nato-ucraina-iniziano-le-esercitazioni-militari-sea-breeze-nel-mar-nero/

      https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/08/05/mar-nero-dive-2021-nato-ucraina-avviano-esercitazioni-la-russia-si-oppone/)

      2008 Bush prova a garantire l’ingresso dell’Ucraina e della Georgia nella NATO
      https://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/russia-ucraina/bush-nato/bush-nato.html
      (Putin non ha invaso l’Ucraina….)

      2013 Euromaidan, contro l’opposizione del presidente Janukovic all’ingresso dell’Ucraina in Europa

      2014 comparsa ufficiale di gruppi paramilitari di nazionalisti o nazisti, per citare i più famosi, Azov e Pravy Sector

      2014 Colpo di Stato CIA Illuminati USA
      e caduta di Janukovic

      2014 Vittoria di USA Porosenko
      finanziamenti ufficiale ai gruppi paramilitari nazionalisti o nazisti, successivo ingresso nel corpo dell’esercito nazionale e inizio persecuzione sistematica delle regioni russofone.

      Reazioni di Putin:
      invasione della Crimea;
      sostegno delle cause indipendentiste di Donesk, Lugansk, Donbass

      2014-2015
      accordi di Minsk (1 e 2)

      2016 missili USA in Romania
      https://www.voltairenet.org/article191787.html

      Reazione di Mosca
      https://contropiano.org/news/internazionale-news/2016/05/14/mosca-reagiremo-missili-usa-romania-polonia-079115

      2017 Servant Of the People

      2018 Putin inizia a ammassare truppe al confine con l’Ucraina

      2019 Zelensky Presidente con firma dei limiti di mandato

      2019 Onu dichiara che in Donbass non c’è genocidio ma:
      https://lepersoneeladignita.corriere.it/2019/01/22/lonu-in-ucraina-13mila-morti-per-la-guerra-del-donbass/

      settembre 2021 Zelensky chiede l’ingresso nella NATO (a mezzo stampa)

      ottobre 2021 Pandora Papers
      tra i tanti nomi di potenti con i soldi neri su Pandora anche Zelensky e la cerchia di oligarchi ucraino-ortodossi-ebrei che sostengono e finanziano il presidente ucraino
      (5 anni prima, con lo scandalo Panama Papers, erano emersi nomi importanti con capitali neri anche tra le fila dei potentati ucraini)

      24/2/22 inizio invasione Russa in Ucraina

      10/03/22 Zelensky nazionalizza tutte le proprietà in mano a cittadini russi
      https://it.marketscreener.com/notizie/ultimo/UCRAINA-Zelensky-firma-legge-per-nazionalizzazione-proprieta-russe-stampa–39724713/

      11/03/21 comunicazione ufficiale di missili ipersonici USA puntati contro la Russia
      https://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/missili-ipersonici-usa-in-europa-a-5-minuti-da-mosca/

      Basi USA in Europa e nord Africa a sovranità territoriale illimitata e segretezza su uomini, armi e mezzi:
      https://www.juragentium.org/topics/wlgo/it/marianto.htm

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    • La NATO non è un associazione di carità dedita al bene dell’umanità. Se non capite nemmeno questo mi chiedo cosa commentiate a fare. Anzi vi dirò di più, visto che la pensate così vengo davanti a casa vostra e vi punto dei missili contro casa, ma così è, perché sono pacifista e voglio fare amicizia con voi 🙂 vediamo se con questa metafora la capite. Ma ne dubito, siete degni figli di Biden.

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  9. Quella nazione con 40 000 000 di abitanti da 8 anni non nasconde il desiderio di sterminare la popolazione russofoba, e non nasconde il desiderio
    di dotarsi di armi atomiche per minacciare il vicino, che quarda caso sono i russi, e quarda caso sono armati addestrati e finanziati dalla cricca di criminali soci e complici del rimbambidet,

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    • “POST”

      GUERRA IN UCRAINA, MONDO – 2 MARZO 2022

      QUANDO L’UCRAINA ERA LA TERZA POTENZA NUCLEARE AL MONDO

      ” Dopo la fine dell’Unione Sovietica il paese si disfece delle armi in cambio della garanzia che i suoi confini sarebbero stati rispettati: non è andata così

      Nelle ultime settimane di crisi in Ucraina, e in questi giorni di invasione del paese da parte della Russia, vari analisti hanno ricordato che l’Ucraina, per pochi anni dopo la fine dell’Unione Sovietica, fu una delle più grandi potenze nucleari del mondo. Questa condizione terminò nel 1994 con il Memorandum di Budapest: l’accordo con cui l’Ucraina acconsentì a disfarsi delle armi nucleari rimaste sul suo territorio dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica, in cambio della garanzia che i suoi confini sarebbero stati sempre rispettati, tanto dalla Russia quanto dall’Occidente.

      Com’è ovvio, quell’accordo è stato platealmente violato dal presidente russo Vladimir Putin, sia con l’invasione di questi giorni sia nel 2014, quando la Russia invase e annetté la penisola di Crimea. Oltre a chiedersi cosa sarebbe successo se l’Ucraina avesse tenuto le sue armi atomiche, vari analisti hanno notato che questo non è per niente un segnale incoraggiante per il processo di disarmo nucleare di altri paesi del mondo.

      Il memorandum del 1994 non riguardava soltanto l’Ucraina, ma anche il Kazakistan e la Bielorussia: tutti stati diventati indipendenti dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica (nel 1991), e che si trovarono ad avere sul proprio territorio una serie di armi nucleari che erano appartenute all’URSS. Dei tre stati in questione, l’Ucraina era quello che ne aveva di più: con circa 1.800 ordigni nucleari di vario tipo, la neonata Ucraina si trovò a essere la terza potenza nucleare del mondo.

      All’accordo – firmato con Russia, Stati Uniti e Regno Unito – si arrivò solo dopo lunghi negoziati, più accordi e numerosi dibattiti: benché il controllo operativo degli ordigni nucleari presenti sul territorio ucraino fosse in mano soprattutto alla Russia, infatti, l’Ucraina esitò molto di più del Kazakistan e della Bielorussia prima di convincersi a disfarsene: tutte quelle armi, di fatto, rendevano senza alcuno sforzo l’Ucraina uno stato forte e temibile, che entrava nel sistema della deterrenza nucleare e che avrebbe potuto preservarsi da attacchi e invasioni.

      Il primo passo per arrivare al memorandum di Budapest del 1994 fu la firma, nel 1992, del trattato START I (Strategic Arms Reduction Treaty). Il trattato era stato originariamente firmato da Stati Uniti e Unione Sovietica, che però si era sciolta appena cinque mesi dopo: i suoi obblighi furono quindi assunti dagli stati che ne avevano ereditato le armi.

      L’Ucraina accettò di firmarlo solo dopo numerosi e accesi dibattiti interni e si impegnò, come il Kazakistan e la Bielorussia, a smaltire le armi nucleari sul proprio territorio entro sette anni per poi aderire, come stato non-nucleare, al Trattato di non proliferazione nucleare (trattato del 1968 in cui gli stati che non hanno armi nucleari si impegnano a non dotarsene).

      Tra la firma e la ratifica del trattato START I, però, ci fu una serie di altri dibattiti in Ucraina, sia sulle modalità con cui disfarsi delle armi nucleari che sulla possibilità di mantenterne almeno una parte. Alla fine, e anche a seguito delle pressioni degli Stati Uniti, l’Ucraina accettò di ratificare il trattato START I e di smaltire tutte le armi nucleari presenti sul proprio territorio in cambio di sostegno economico e di una serie di garanzie.

      Prima di aderire al Trattato di non proliferazione nucleare, però, l’Ucraina pretese ulteriori garanzie sulla propria sicurezza e sul rispetto dei propri confini, garanzie che le vennero date proprio con il memorandum di Budapest del 1994, il cui titolo completo era “Memorandum di Budapest sulle garanzie di sicurezza”.

      Il memorandum, in sintesi, comprendeva 6 punti: che i paesi firmatari (Russia, Stati Uniti e Regno Unito) avrebbero rispettato la sovranità, l’integrità territoriale e i confini esistenti dell’Ucraina; che non l’avrebbero attaccata se non per difendersi; che non avrebbero adottato misure di coercizione economica per piegarla al proprio volere; che non avrebbero usato armi nucleari contro di lei (a meno che l’Ucraina non li avesse attaccati alleandosi o associandosi in qualche modo con uno stato armato nuclearmente); che l’avrebbero assistita se fosse stata attaccata con armi nucleari; e che, in sostanza, avrebbero fatto in modo che tutti questi punti venissero rispettati, consultandosi nel caso in cui fossero sorti problemi in relazione agli accordi presi.

      L’accordo non obbligava i paesi firmatari a intervenire in difesa dell’Ucraina nel caso in cui fosse stata attaccata: la formula usata, «fornire assistenza» era piuttosto vaga, e comunque non vincolante, come lo è l’articolo 5 del trattato della NATO, di cui l’Ucraina non fa parte.

      Ma la questione più importante, soprattutto alla luce di quello che sta succedendo oggi, è che con quell’accordo la Russia si impegnava a non minacciare mai la sovranità nazionale e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Ed è solo in cambio di molte rassicurazioni in questo senso, ribadite e riformulate in vari modi, che l’Ucraina accettò di disfarsi del grosso arsenale nucleare a sua disposizione (cosa che finì di fare nel 1996). Rassicurazioni che Stati Uniti e Russia offrirono nuovamente nel 2009, con una dichiarazione congiunta in cui dicevano che il contenuto del memorandum di Budapest sarebbe stato rispettato anche dopo la scadenza del trattato START I.

      La prima volta che la Russia violò gli accordi di Budapest fu nel 2014, con l’invasione e l’annessione della penisola di Crimea. Alle accuse di Stati Uniti, Regno Unito e Ucraina, il ministro degli Esteri russo rispose che «le rassicurazioni sulla sicurezza [dell’Ucraina] erano state date al governo legittimo dell’Ucraina, e non alle forze politiche salite al potere con un colpo di stato». Il governo russo si riferiva al governo nominato con la rivoluzione di Euromaidan.

      E quando Stati Uniti e Regno Unito si accordarono per incontrarsi con la Russia a Parigi per discutere, come previsto dall’ultimo punto dell’accordo, della situazione, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che pure si trovava a Parigi, non si presentò.

      La seconda volta in cui la Russia ha violato quegli accordi è oggi, con l’invasione su larga scala, e da più fronti, dell’Ucraina.

      Secondo Mariana Budjeryn, esperta di armamenti nucleari dell’Università di Harvard, nell’opinione pubblica ucraina c’è un certo rammarico rispetto alla scelta fatta con gli accordi di Budapest. Tenere e mantenere quell’arsenale nucleare, ha detto Budjeryn a NPR, sarebbe stato costoso e rischioso, ma la «narrazione pubblica dell’Ucraina è “avevamo il terzo arsenale nucleare più grande del mondo, lo abbiamo ceduto per questo pezzo di carta, e guardate cosa è successo”».

      È anche per questo che in questi giorni si parla molto del memorandum di Budapest del 1994. Come ha scritto The Intercept, la guerra in corso è un segnale tutt’altro che incoraggiante per quanto riguarda le politiche del disarmo nucleare: vedendo cosa è successo all’Ucraina, i paesi più piccoli che possiedono armi nucleari, che mirano ad averne come l’Iran o che, come la Corea del Nord, stanno lavorando per potenziare il proprio arsenale, saranno molto meno inclini a disfarsene in cambio di garanzie di pace e stabilità. “

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    • “Quella nazione con 40 000 000 di abitanti da 8 anni non nasconde il desiderio di sterminare la popolazione russofoba…”.
      A parte l’italiano che non è il tuo forte, il mio pensiero va a quello che hai dovuto sopportare in questi interminabili 8 anni, alle tue battaglie e alle notti insonni, per il genocidio dei russofoBI nel Donbass. Immagino quindi il tuo sollievo per l’arrivo di Putin e della cavalleria russa pronta a combattere fino all’estremo sacrificio per la libertà di quella minoranza russofoBA.
      Vai alla manifestazione dell’Anpi domani, ascolta a me. Pagliarulo ti accoglierà a braccia aperte.

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      • Toc toc la zucca senza semi riempita di spazzatura si è nuovamente palesata, ora puoi tornatene nel tuo letamaio e fermentare.

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      • Non perdi mai l’occasione di dimostrare la tua immensa pochezza, mi chiedo perché tu sia ancora qua a commentare al calduccio e non sei in prima linea con gli ucraini. Ma si sa, voi siete quelli dell’armiamoci e partite, perché vi piace la guerra purché la facciano gli altri per voi 🙂

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  10. Abbiamo visto da tempo che con la “Costituzione” si può fare tutto e il suo contrario. Ma solo da parte dei “padroni”.
    E’ come la Dottrina cattolica: convenienze globaliste e ci ritroviamo con due papi.
    C’è un posto, lassù, dove si puote ciò che si vuole: gli uomini fanno e gli uomini disfano.
    Se conviene, ovviamente…
    Di certo c’è solo la morte, ma anche qui l’ elastico funziona: lassù è tutta una gerontocrazia che fa le botte perfino per incarichi settennali. Patto col diavolo?

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  11. Come si può pensare di non aiutarli arrivati a questo punto? Come si può solo pensare che il cinico imperialista possa sfilare per le vie di Mariupol il 9 maggio? Perché dovrebbero lasciare che si impadronisca di buona parte, se non tutta, la costa? Ieri ho sentito l’ennesima minaccia nemmeno troppo velata della portavoce del ministero degli esteri che si é rivolta a Finlandia e Svezia, a proposito si chiama Marja Zacharova o Zokkolarogna?

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    • non era una minaccia era un far prendere coscienza che lo schierarsi comporta conseguenze
      non è gratis

      se diventi un nemico non puoi aspettarti d’essere trattato diversamente dagli altri

      pensa forse che le basi usa presenti in Italia e i relativi centri di comando e coordinamento italiani
      non siano già, come coordinate preimpostate, nei missili per rispondere in caso di attacco
      nucleare o similare, alla Russia?

      quindi Maria ha solo fatto presente che, passare da non allineato ad allineato, comporta che
      dove ora non ci sono frontiere presidiate dopo le stesse lo saranno
      non ha certo detto ‘guardate che vi invadiamo’

      se ha capito così non fa che confermare la mia valutazione riguardo l’inadeguatezza del
      suo livello di comprensione

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  12. Persone tanto migliori e intelligenti delle democrazie mondiali che dopo sessanta giorni di guerra non hanno ancora fatto uno straccio di proposta per farla finita . Eppure se volessero finirebbe tutto in pochi secondi .

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    • intende con l’olocausto nucleare o come?

      a mio parere non c’è un interruttore on/off in una situazione come l’attuale

      ma solo un faticoso avvicinarsi delle parti, e per farlo serve tempo

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  13. Ho un’unica correzione all’ottimo editoriale di Travaglio:
    da “ una questione politica che interessa solo agli Usa e ai loro camerieri” a
    “ una questione politica che interessa solo agli Usa e ai loro CAMERATI”.

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  14. https://wikileaks.org/clinton-emails/emailid/23225

    Da: Jake Sullivan
    A: Hillary Clinton
    Data: 2012-02-12 09:01 Oggetto: SPOT REPORT 02/12/II
    NON CLASSIFICATO Dipartimento di Stato USA Caso n. F-2014-20439 Doc n. C05789138 Data: 30/10/2015

    RILASCIO COMPLETO

    Da: Sullivan, JacobJ Inviato: domenica 12 febbraio 2012 4:01 PM A: Oggetto: Fw:SPOTREPORT02/12/11(SBU)

    Vedi ultimo articolo – AQ è dalla nostra parte in Siria. In caso contrario, le cose sono sostanzialmente andate come previsto.

    Da: OpsAlert Inviato: domenica 12 febbraio 2012 15:31 Oggetto: RAPPORTO SPOT 12/02/11 (SBU)
    —————————————————————————————————————————————–

    “Al Qaeda è dalla nostra parte”: come il team Obama/Biden ha potenziato le reti terroristiche in Siria
    nel tentativo di rovesciare il regime siriano, mentre affermavano di appoggiare solo “l’opposizione moderata”.
    Di Aaron Maté , RealClearInvestigations,
    20 aprile 2022

    https://www.realclearinvestigations.com/articles/2022/04/20/al_qaeda_is_on_our_side_how_obamabiden_officials_helped_create_a_safe_haven_for_terrorists_in_syria_827477.html

    ………….”.Il record della squadra Obama-Biden in Siria risuona oggi poiché molti dei suoi membri gestiscono la crisi in corso in Ucraina. Come in Siria, gli Stati Uniti stanno inondando una caotica zona di guerra con armi in un pericoloso conflitto per procura con la Russia, con ramificazioni a lungo termine impossibili da prevedere. “Sono profondamente preoccupato che ciò che accadrà dopo sarà che l’Ucraina si trasformerà in Siria”, ha detto il 17 aprile a CBS News il senatore democratico Chris Coons”…………….

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    • Ecco, questo senatore, che giustamente pensa al dopo, dovrebbe preoccuparsi anche di dove finiranno tutte queste belle armi che stiamo fornendo a pioggia a battaglioni dall’indubbia fama e ferocia, in un Paese che storicamente è dominato da corruzione, mafie e potentati di oligarchi…..non è che ci ritroveremo tutte queste belle armi tecnologiche nelle mani di mafie, criminalità organizzata e terrorismi di varia matrice?
      Possibile che la CIA Illuminata debba SEMPRE progettare e pianificare il destino dell’umanità?

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  15. Scott Ritter ha annunciato che Gonzalo Lira è stato assassinato da Azov. Si dice che Ritter sia amico di Lira ed è in grado di saperlo.

    Questo fa parte del post di Ritter su telegram:
    “Quando sono emerse notizie secondo cui Gonzo Lira, un “influencer” cileno sui social media che risiedeva a Kharkov, in Ucraina, e che ha pubblicato contenuti online critici nei confronti del governo ucraino, è stato rapito, torturato e assassinato dal Unità Kraken, parte del battaglione Azov affiliato al Servizio di sicurezza ucraino (SBU), l’Occidente tace.
    La libertà di parola non è una strada a senso unico. Rimanere in silenzio sull’omicidio di Gonzo Lira significa essere complici della sua morte e della morte di tutti i giornalisti che perseguono la verità, anche se contrasta con la narrativa tradizionale. Il pensiero critico non dovrebbe essere una condanna a morte. Sfortunatamente per Bizzarri Lira, sembra di sì.”

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  16. Ieri sera abbiamo assistito alla vera figura della signora conduttrice di otto1/2, dall’asburgica educazione, no comment.
    Ho letto La fine della pace, notevole,
    gruppo editoriale GEDI spa. ?

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  17. Travaglio non vuole prendere atto che i 5stelle non esistono più. Quelli che si servirono del movimento 5 stelle per emergere nel mondo della casta politicante erano semplicemente degli aspiranti politicanti che non trovavano spazio nei partiti tradizionali. Oggi sono solo dei politicanti che si son tenuti il simbolo convinti di poter continuare a prendere per il culo almeno una parte di quegli onesti elettori che speravano nel cambiamento. Fino a quando, Travaglio, continuerà a sostenere Conte che, di questi politicanti è il capo?

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    • Ahimè condivido.

      Ci sono ancora delle pagine oscure:
      – da dove è uscito Conte;
      – da dove è uscito Cingolani.

      Di Maio, che è andato a farsi benedire in USA, a oggi o si ricicla o finisce nell’umido…..stessa fine faranno in molti M5S.

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  18. “Ma in Germania, dove il governo ha deciso di disobbedire ai diktat di Washington e smetterla di inviare armi all’Ucraina.”

    peccato che non sia vero

    la Germania ha sì detto che non invia armi pesanti e non, ma ha promesso di farlo verso quei paesi
    che invieranno le proprie, insomma il cambio di guardaroba di cui ho accento
    all’inizio di questa storia

    risultato, riammoderna il proprio esercito, svuota i propri magazzini di ferri obsoleti
    e in buona sostanza favorisce le proprie industrie, o quelle di chi comanda, ma rimanendo
    apparentemente con le mani pulite

    e M.T. non l’ha capito e l’ha scambiato per ragionamento ‘pacifista’ autonomo

    quando un giorno si, l’altro pure, i politici tedeschi, al contrario, invocano di fatto l’embargo totale dei prodotti
    russi, siano essi energetici che di altra natura, posizionandosi tra i falchi ma con altre armi

    ieri una ministra ha dichiarato che a fine estate saranno completamente staccati dalle forniture russe
    di carbone e petrolio, sul carbone è pure possibile, c’è sempre l’Australia che ha perso la Cina come cliente
    e quindi non vede l’ora di piazzare la propria merce, ma quanto costa portarlo da là?
    (a parte la decarbonizzazione green e la chiusura delle centrali nucleari tedesche imminenti)

    ma il petrolio è un prodotto che al momento non ha produttori in eccesso di produzione e quindi
    desiderosi di sbocchi alternativi, anzi al contrario cercano di produrne una quantità tale da far
    rimanere alto il prezzo di vendita
    avere un produttore che rimpiazza il mercato, prima tedesco e poi europeo,
    occupato dalle forniture russe significa l’arrivo una uguale quantità di barili che al contempo
    rendendo disponibili i corrispettivi russi, il che ne farebbe crollare il prezzo
    al medesimo fine servono le vendite delle riserve strategiche in usa, ma pare non abbiano funzionato
    come sperato

    all’apparenza sarebbe fantastico, tutti contenti… gli acquirenti
    molto meno i produttori dell’opec e dell’opec+ che dubito s’immolino di propria volontà

    non rimane che vedere la scopertura delle carte e capire se c’è stato un bluff o ci sono
    cose non note che permettono certe affermazioni

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  19. *In una intervista rilasciata a Finian Cunningham per Strategic Culture Foundation, Ritter ha sottolineato più volte che l’intervento della Russia in Ucraina sta portando alla luce il coinvolgimento degli Stati Uniti e della NATO nella destabilizzazione dell’area e nell’addestramento e nell’armamento delle milizie nazionaliste di Kiev. Questo sarebbe uno dei motivi principali per il quale i media occidentali sono costantemente impegnati a distorcere il conflitto.*

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    • “Rivoluzione arancione” 2004

      Euromaidan

      Fuck Europe

      Pioggia di armi

      Guerra

      Sanzioni economiche, energetiche

      Maccartismo

      (Manca solo l’atomica….ma restiamo in attesa)

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  20. Dedicato a tutti gli andreaex, Empio LoGuasto, Rosario, ABianchi con un dottorato in storia russa (scritta rigorosamente dallo Zio Sam…) e le loro ridicole scoreggine resilienti sull’autodeterminazione dei popoli contro l’invasor e le caprette che ti fanno: ciao!

    «A chi vanno le armi per l’Ucraina? Allarme terrorismo

    Tre giorni fa missili russi hanno distrutto tre magazzini a Leopoli che contenevano decine e decine di tonnellate di armi di ogni genere, in pratica un mese di forniture militari per il regime sempre nazista di Kiev. L’intento è ovviamente di continuare a tutti i costi il bagno di sangue affinché l’Egemone possa ancora banchettare a capotavola, ma le fabbriche di armi sono contentissime del fatto che i russi distruggano i loro prodotti già nei magazzini perché di fatto lavorano adesso a pieno ritmo, nonostante che alcuni vantati sistemi come ad esempio il missile Javelin si sia rivelato una ciofeca. Fino ad ora i soli Stati uniti hanno inviato armi per tre miliardi di dollari il che si avvia ad essere la più grande campagna di armamento dalla seconda guerra mondiale, ma il fatto è che si tratta principalmente di armi leggere per lo più anticarro, sistemi contraerei portatili, droni Switchblade che smontati stanno anche in una sacca, insomma tutta roba che si può facilmente nascondere anche nel bagagliaio di una macchina: lo stesso Pentagono dice di non sapere davvero a chi vadano. L’esperienza passata ci dice che finiranno in mano non soltanto ai nazisti ucraini, ma anche ad altre formazioni del terrorismo che faranno dell’Europa terra bruciata: l’appoggio scioccamente dato da molti stati europei all’Ucraina, grazie a elite frutto di una degenerazione della politica e comprate in blocco da Washington verrà pagato non solo sul piano del disastro economico, ma anche col sangue.

    I gruppi nazisti in Ucraina non sono un’invenzione della propaganda russa né sono semplicemente dei “nazionalisti” visto che l’Ucraina è un Paese assemblato e nel 2018 anche i lobbisti della Nato al Consiglio Atlantico li hanno definiti una pericolosa minaccia. Negli ultimi otto anni questi gruppi in Ucraina hanno avuto molti contatti con gruppi simili in altri paesi del Medio Oriente e dell’Asia, hanno invitato gente proveniente da ogni dove a combattere con loro in prima linea contro le repubbliche del Donbass. Queste formazioni terroriste sono i potenziali acquirenti per le armi che ora vengono consegnate all’Ucraina e che di certo potranno ritardare di un po’ la sconfitta, ma non più di tanto: si può essere sicuri che i caporioni conserveranno gran parte di questi armamenti per poi rivenderli a gruppi eversivi di ogni tipo. La scorsa settimana un alto funzionario della difesa Usa ha detto ai giornalisti che: ” Non ci stanno dicendo nulla sui lotti di munizioni che stanno sparando e quindi non sapremo mai in che misura stanno effettivamente usando queste armi”. Zelensky richiede costantemente più armi e nessuno ha idea di dove finiscano e in questo viene aiutato dai media occidentali che continuano ad evocare la possibilità di una vittoria ucraina, ma in realtà è che tutto questo mare di armi finirà sul mercato nero. Quanto tempo ci vorrà prima che un drone suicida Switchblade cadrà su un’auto della polizia in qualche Paese europeo? Quanto tempo ci vorrà prima che un’arma anticarro venga usata in operazioni terroristiche a Parigi o a Roma? Quanto ci vorrà prima che un missile antiaereo Stinger farà esplodere un aereo di linea? Uno, tre o cinque anni?

    È un pericolo insito nel tentativo di creare un Afghanistan in Europa e che incredibilmente la Ue e i singoli Paesi che ne fanno parte, hanno assecondato invece di imporsi e richiedere trattative di pace. Ma dovremmo anche chiederci a questo punto se per elite politiche pervertite e dedite a governare con la paura questa non sia un’occasione d’oro per mantenere in piedi uno stato di emergenza e di eccezione, ancora più stringente rispetto a quello che abbiamo vissuto. E questo grazie alle armi comprate con i soldi dei cittadini e mandate ad alimentare una guerra in barba alla Costituzione.».

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    • @Gatto
      “… prima di gennaio tu di queste cose non sapevi nulla, storia, geografia, macche’…eri troppo occupato a ricopiare fregnacce sul virus COVID19. Poi la nuova ondata di idiozia ha soppiantato l’altra, e tu hai seguito il flusso. Incapace di razionalizzare il perche’ scegli sempre la stessa luna a cui abbaiare, ti abbeveri come il resto della mandria…” (cit.)
      Preferisco mille volte le velleità di una Anail all’arroganza di una pulce fregnacciara.

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      • Quindi, coglione, secondo la “citazione eterna” definita un’idiozia dal suo stesso estensore (non a caso ti è così utile…), quando si parlava di covid che avrei dovuto fare: suonare il piano col batocchio e ballare sui tacchi a spillo? E adesso che si parla di Ucraina, dovrei parlare di come cantare jingle natalizi e viveri felici?

        Preferisci Brezza al sottoscritto? Pur essendoci combattuti senza risparmio di colpi, quando capitano certe cose bisogna mettere da parte l’astio e dimostrare anche al nemico tutta la propria e sentita vicinanza e solidarietà per le immani disgrazie che sta involontariamente subendo…

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  21. Grazie al telefonino di uno di quei 5 soldati di Azov che sono riusciti a scappare dai loro aguzzini (ovvero gli squadristi di Azov), siamo venuti a conoscenza di questo NAKAZ, datato 17/04/22
    Per la precisione, perché stiamo parlando di un documento storico, si tratta del NAKAZ N° 27/2/1/2-M 183 del 17/04/22 siglato a Kiev dal Comando della Guardia Nazionale di Ucraina. E cosa ordina, questo nakaz, CHE RIGUARDA LA SOLA MARIUPOL’ (ovvero azovstal’, che è l’ultimo posto dove son rimasti)? CATEGORICAMENTE VIETATO CONSEGNARSI PRIGIONIERI (punto 1).

    E chi non lo osservasse? I soldati che “si rifiutassero di eseguire questo ordine di divieto assoluto di consegnarsi prigioniero, siano soggetti, in base alle leggi di guerra, alla fucilazione sul posto” (“відмовилися виконувати даний наказ про категоричну заборону здачі в полон, за законами воєнного часу підлягаючи розстрілу на місці”). (punto 2) Esecutori di tale ordine, ESECUTORI SOMMARI, gli squadristi di Azov, pardon, “il reggimento della guardia nazionale ucraina Azov” (punto 3). Questo il documento della vergogna, firmato dal vicecomandante della Guardia nazionale ucraina Vladimir Kondratjuk
    https://t.me/ua_tribunal/444

    (Fonte: sinistrainrete.info)
    Sarà vero?

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    • Se questo documento è vero si spiega anche perché i russi hanno fermato l’attacco ai nazisti Azov nascosti nei cunicoli della acciaieria: ci sarà probabilmente una resa dei conti tra loro, cioè tra chi vuole arrendersi e chi no.

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  22. È probabile che i cinque soldati ucraini che si sono arresi siano questi (prendo tutto con estrema cautela perché è difficile avere certezze in una guerra dove la propaganda la fa da padrona):

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      • Le strade sono due, entrambe molto semplici da percorrere:
        1) sana voglia di capire che può essere soddisfatta attraverso informazioni che sono lì, basta cercarle
        2) sedersi sul divano con la bocca aperta , occhi sbarrati e farsi riempire il cranio da ciò che vogliono tu sappia, devi pendere dalla loro visione.

        Colcaxxo! Ho scelto la prima.

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  23. “ridicole scoreggine resilienti?”

    Questa è storia, leggete qualche volta qualcosa di serio.

    Ve lo riposto da un’altra fonte, che l’art. è più breve e si legge più velocemente facendovi fare meno sforzo.

    “Adnkronos

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    Ucraina, nel ’91 terza potenza nucleare: quando e perché la denuclearizzazione

    26 febbraio 2022 | 17.06

    Con il memorandum di Budapest che imponeva a Russia di rispettare confini e sovranità

    “L’Ucraina è l’unica nazione della storia che ha rinunciato a un arsenale nucleare, che nel 1994 era il terzo più grande del mondo, con le garanzie di Usa, Regno Unito e Russia. Dove sono queste garanzie? Noi ora siamo bombardati ed uccisi”. Così, mentre giovedì scorso l’armata russa iniziava l’invasione dell’Ucraina, il deputato ucraino Alexey Goncharenko, ai microfoni di Fox News, ricordava che Kiev – contrariamente a quanto suggerito da Vladimir Putin e la sua macchina della propaganda che ora insinua che Kiev starebbe preparando una ‘bomba sporca’ da usare contro la Russia – ha scelto 30 anni fa la via della denuclearizzazione.

    Dopo aver ottenuto l’indipendenza dall’Urss, il 1 dicembre 1991, l’Ucraina si ritrovò infatti nella posizione di terza maggiore potenza nucleare mondiale, con circa 3mila testate nucleari tattiche e 2mila testate strategiche, secondo i conteggi della Federation of American Scientists. Praticamente un terzo dell’arsenale nucleare sovietico era rimasto sul territorio ora diventato ucraino.

    Kiev però aveva solo il controllo fisico di questi armamenti, mentre quello operativo, cioè il controllo centralizzato sui codici nucleari, rimaneva a Mosca. La situazione portò ad intensi negoziati tra l’Ucraina, la Russia, gli Usa e il Regno Unito che sfociarono nel 1994 alla firma del cosiddetto Budapest Memorandum.

    Sulla base di questo accordo, Kiev – che accedeva quindi al Trattato di non proliferazione come stato non nucleare, accettava di smantellare gli arsenali nucleari e consegnare sistemi- come caccia e missili, in cambio di assistenza finanziaria dall’Occidente. E garanzie, da tutte le altre potenze nucleari, compresa quindi la Russia, che avrebbero rispettato “la sua indipendenza e sovranità e i confini esistenti”.

    Nell’accordo si fa precisamente riferimento all’impegno da parte di queste potenze ad “evitare di minacciare ed usare la forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza politica dell’Ucraina e che nessuna delle loro armi sarà mai usata contro l’Ucraina se non per autodifesa”.

    La Russia di Putin era stata dichiarata in violazione del Memorandum già nel 2014 al momento dell’invasione e poi annessione della Crimea. Per tutta risposta il presidente russo allora affermò che considerava non più valido l’accordo. Ed ora per giustificare la nuova aggressione all’Ucraina da giorni, insieme alla sua macchina della propaganda, continua a sostenere che l’Ucraina sia ancora in possesso di tecnologia nucleare sovietica e che la voglia usare per creare armi atomiche, magari bombe sporche da usare contro la Russia.

    “E’ una grande tragedia che Putin sia così preso dalle sue rivendicazioni che non ricorda quanto abbiamo lavorato insieme, americani, russi ed ucraini, per assicurare che lo smantellamento dell’arsenale nucleare sovietico non portasse alla creazione di tre nuove potenze nucleari”, ha affermato nei giorni scorsi al New York Times Rose Gottemoeller, che è stata tra i negoziatori del New Start. ”

    La Russia come rispetta sempre gli accordi; col cavolo Putin avrebbe attaccato l’ucraina se quella restava potenza nucleare
    Leggete, leggete

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    • “ridicole scoreggine resilienti?”: certo, e pure ignifughe e inodori!

      PS: e impara a postare negli spazi appositi invece di farti rincorre come le caprette di Heidi, pagliaccetto insignificante…

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    • CHE RISPONDERE a questa farneticazione?

      1- che NON E’ VERO che l’Ucraina è l’unica nazione ad avere rinunciato all’arsenale nucleare, infatti c’era anche il SUD AFRICA nucleare ma poi ha demolito le sue testate

      2- che le armi erano fisicamente in Ucraina MA non erano sotto controllo ucraino come è scritto anche nell’articolo, l’Ucraina di fatto NON poteva usarle e se ne è liberata in cambio di sostanziosi aiuti occidentali.

      Quindi di che vaneggi tu e l’ADN Kronos?

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  24. Non hai capito un cazzo qui l’unico insignificante sei tu pezzo di merda senza coglioni che compari sempre per la tua propaganda da quattro soldi.

    Te l’avevo detto una volta: non vali niente e non sei niente perché non hai mai mostrato un briciolo di umanità e quindi non sei un uomo.

    Orta che mi hai fatto scendere al tuo livello spero che la fogna da dove vieni ti inghiotta e non ti faccia rivedere più.
    Pur sapendo che è una speranza vana… ah ah ah

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    • Guarda imb3cille, l’unica cosa che in questo periodo mi è cresciuta, grazie alle scoreggine matano spovviste come te, sono proprio i coglioni, altro che senza, idiot4! Adesso che sei SALITO al mio livello da quello dell’insignificanza pura e semplice e che, ipso facto, almeno qualcosa di vero l’hai scritto, puoi bellamente andartene a fare in culo te e la tua famigliola di pseudo intellettuali (ma anche biologica), inutili loffette ultrasoniche, percepite solo dai cani (ameri).

      COGLI0N3 & BUFFON3!

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  25. Ancora…
    ma non lo capisci che tu sei ciò che rovina questo blog. Fai provocazione, fai propaganda, ma non sai costruire niente; né un concetto, una idea, una proposta che contribuisca a far nascere una discussione sana.
    Devi essere una persona molto sola, sicuramente chiusa in se stesso. Ma questi non sono fatti miei.
    Adesso non voglio non ho tempo non ritengo valga più la pena perdere tempo con te.
    Prosaicamente vai a cagare vai dove vuoi basta che scompari dalla mia vista.
    Bimbominkia da due soldi

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    • Ah ah ah!

      Adesso davanti a me non resta che il suicidio…

      …”in se stessA”! Persona è un sostantivo femminile: impara scrivere, imb3cill3.

      Come che sia, converrari che sia meglio essere la rovina di un blog che dell’ItaGlia e del mondo intero; una persona chiusa in se stessa piuttosto che aperta da dietro!

      BUFFON3!

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      • Ah ah ah!

        Adesso davanti a me non resta che il suicidio…

        …”in se stessA”! Persona è un sostantivo femminile: impara scrivere, imb3cill3.

        Come che sia, converrari che sia meglio essere la rovina di un blog che dell’ItaGlia e del mondo intero; una persona chiusa in se stessa piuttosto che aperta da dietro!

        BUFFON3!

        Mi fai ridere davvero, ma tu o sei un ragazzino o sei regredito a livelli infantili.
        Sei un fallito con grossi problemi esistenziali. ecco pensaci a quello che hai scritto sopra sarebbe una soluzione per te
        “Impara a scrivere” ma ancora ti perdi con queste minchiate
        Anche da qui si vede quanto sei cretino.

        Ora vatti a fare un giro, esci, fatti una passeggiata, prendi una boccata d’aria pura, non stare sempre davanti al computer a spulciare tutti i commenti di infosannio, c’è un’altra vita fuori.

        Oppure senti le ultime notizie che forse ce ne sono interessanti…. ah ah bimbominkia

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      • Mancava anche l’eco del rosario ai miei commenti adesso:

        IMB3CILLE… ILLE… ILLE… ILLE… ille… ille…

        "Mi piace"

    • «I nuovi mostri

      Sembra impossibile che dietro il rosario delle buone intenzioni l’Europa abbia potuto incubare dei veri e proprio mostri i quali ormai non si rendono nemmeno più conto di essere tali, di cibarsi di merda americana e dicono cose orribili senza avere la minima percezione di essere diventati scarafaggi. Ecco per esempio cosa ha detto una tale Florence Gaub che sembra uscita dagli archivi del personale della Gestapo e che invece è vicedirettore presso l’Istituto dell’Unione Europea per gli studi sulla sicurezza di Parigi: “i russi, anche se sembrano così, ma “non sono europei” e sono in qualche modo crudeli e disumani perché “hanno una connessione diversa con la violenza, hanno una connessione diversa con la morte“. Notevole il tentativo di ritornare ai tempi del nazismo e degli slavi subumani con qualche semplicismo pseudo intellettualistico che sa di imparaticcio lontano un miglio: sono il frutto della miseria culturale di un continente che servendo l’America si è sbarazzato della propria intelligenza e accoglie nel migliore dei casi solo fenomeni di vergognoso opportunismo. Visto che il 90 per cento della letteratura occidentale narra di assassini violenze, killeraggi seriali abbiamo acquisito la mentalità del delinquente che trasferisce sempre sugli altri le proprie colpe.

      In realtà tutto questo era solo silente, cercava soltanto l’occasione per sprigionare i suoi fumi tossici: l’autonomia prevista dagli accordi di Minsk, non poteva essere concessa alle “repubbliche popolari” del Donbass perché avrebbero avuto a disposizione le proprie risorse naturali. Tali “nazionalizzazioni” sono tradizionalmente viste come un atto ostile dall’impero anglo-americano oltre che una ragione per un intervento militare, quindi Kiev è stata armata per otto anni per riconquistare le regioni cadute. Da allora – e non solo dall’invasione russa – la guerra infuria lì, ma non è apparsa sugli schermi occidentali. Ecco perché nessuno ha pensato di condannare il regime di Kiev per i suoi attacchi omicidi ai propri cittadini, o addirittura di sanzionarlo a causa delle migliaia di vittime civili. La guerra in Ucraina è stata in gran parte invisibile, così come la promozione del “settore destro” e il riarmo delle brigate Azov come assaltatori (“terroristi moderati”) della Nato. Il conflitto è diventato un evento mediatico solo quando i russi hanno invaso non potendo più fare altro per difendere la loro gente.

      Ora basta fare un salto in Germania per vedere che le manifestazioni più vergognose dell’odio antirusso provengono principalmente dai Verdi, al governo dopo le ultime elezioni nelle quali hanno avuto un discreto successo, guadagnando quasi il 6 per cento: era questo uno degli obiettivi dell’operazione Greta Thunberg, di casa in Germania nei giorni di grande spolvero climatico, accolta come una figlioccia della Merkel un giorno sì e l’altro pure, ovvero quello di depistare i voti di protesta contro i due maggiori partiti istituzionali su un contenitore adattato per l’occasione e impedire che la Germania fosse attraversata da un sussulto di autonomia. Come si conviene all’ecologismo, hanno raccolto cani e porci che sotto la parola green, anzi grune, si potevano prestare a giurare fedeltà agli Usa e alle loro manovre. La prova sta nel fatto che sono proprio loro i più entusiasti del gas di scisto americano che se costa il 50% in più di quello russo è dal punto ambientale 10 volte più oneroso in fatto di Co2 e di inquinamento. Tuttavia sono proprio costoro i primi a fregarsene delle loro parole d’ordine, spesso assolutamente vuote. Come si vede la condizione di sottomissione del continente è tale che si possono fare operazioni politiche di lungo cabotaggio senza che nemmeno i cittadini se ne accorgano.

      Anzi nemmeno si sono accorti di stare allevando regimi dittatoriali capaci di mettere sotto i piedi le costituzioni e costringere i cittadini a iniettarsi sieri genici e a costruire attraverso il green pass campi di concentramento immateriali per chi non ci sta. E adesso odiano i russi e amano i nazisti. E sarebbe ora di tirare l’acqua su tutto questo.».

      Amen!

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  26. Sei rimasto poco nella fogna.

    MA con l’eco o senza rimarrai sempre un pezzo di merda.

    Un misero pezzo di merda.

    Bimbominkia

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