Domenico Quirico: “La collera di Zelensky contro i russi è vera”

(Domenico Quirico – la Stampa) – Zelensky ci intimidisce. Perché la sua collera contro i russi è vera, l’orrore di ritrovarsi nella gabbia di Putin e di rischiare la sconfitta per poi essere esibito come il trofeo conquistato, lui e il suo popolo, gli brucia in gola. Le sue parole di odio sono di oro zecchino, lui combatte. Noi guardiamo.

Zelensky segue una logica: deve sconfiggere i russi e vendicarsi, riprendere tutte le terre irredente Crimea, Donbass, provocare con una serie di scossoni a catena la caduta di Putin e cambiare in modo permanente la storia dell’Europa centrale. Forse diventare la potenza regionale a cui guarderanno le genti slave che ha liberato dalla paura russa.

Ogni mossa e parola, verso l’Occidente e verso la Russia, sono incatenate a questo chiaro scopo. All’inizio nei suoi infiniti messaggi, appelli, invocazioni, previsioni chiedeva aiuto con un sillogismo semplice, comprensibile: europei, adesso tocca a noi, poi sarà il vostro turno.

Adesso si è fatto imperativo, distribuisce i voti tra chi aiuta davvero e chi finge: voglio le armi subito, non tra un mese…Macron venga a Kiev e gli mostrerò che è in atto un genocidio mentre lui tentenna, distingue.

All’inizio di questa tragedia il presidente ucraino dipendeva da noi, dalle nostre decisioni. Adesso saremmo in grado di porre dei limiti, di dirgli no se pensiamo che possa commettere errori? Possiamo ancora chiedergli di tentare mosse diverse senza perdere la faccia?

Forse no, perché al contrario di Zelensky noi europei in questa guerra non seguiamo una logica: non l’abbiamo mai elaborata. Ancora oggi dopo oltre cinquanta giorni e con una prospettiva sempre più evidente di un conflitto che diventerà cronico, permanente, con città perdute e linee di contatto roventi dal Baltico al mar Nero, abbiamo bisogno di ciance rassicuranti che sembrano una specie di malattia della pigrizia.

Ci aggrappiamo alla formula: vogliamo tenere la porta aperta alla diplomazia, discutere con Mosca. È l’uscita di sicurezza. L’abbiamo, fingendoci risoluti e implacabili, conservata e imbalsamata la formula, con ignoranze premeditate, con piccole e grandi bugie. Dividendo una sorta di spazio sacro, il nostro, che la guerra la alimenta ma non la fa, e l’Ucraina. Le nostre strade hanno iniziato a divergere dalla logica semplice e chiara di Zelenzky, questa è la verità.

Abituati alle «guerre piccole» della Sicurezza che si possono circoscrivere e modellare a nostro vantaggio, dove è possibile poco fare, molto dire e ancora meno pensare non abbiamo compreso che le idee legate al risentimento sono pietre che hanno un ordine inflessibile. Servono per costruire guerre appunto. E questa è una guerra implacabile, senza neppure le medioevali tregue di Dio. Leader logori, discreti fino alla trasparenza, spingono la ipocrisia a chiedere agli altri di entrare nelle loro visioni del mondo che talora sono così incolori e insapori da non essere definibili e talora si condensano in formule vaghe.

Non comprenderanno mai le mosse di uomini come Zelensky e Putin che opposti risentimenti con logiche implacabili muovono quasi matematicamente l’uno contro l’altro.

Questa è una guerra del risentimento dove non bisogna più aver paura di odiare, dove non bisogna più vergognarsi di essere fanatici: loro meritano tutto il male, ci hanno quasi condotto alla rovina, basta sottigliezze, ci vuole il coraggio di essere grossolani!

Putin ha fatto del risentimento l’arma principale, gli ha fissato una data di inizio, la catastrofe del 1989 e l’umiliazione della Russia denudata della tarlata divisa sovietica.

Un mondo ordinato e sicuro è crollato senza nemmeno un trattato di Versailles che sanzionasse quella sconfitta, meschina, senza gloria, autocefala. Ha vissuto tutto questo di persona come una piccola scaglia di quel mondo orfana del mosaico di fondo, ha scoperto questo sentimento che è individuale e collettivo, capace di infettare comunità e nazioni, talora più potente che la lotta di classe e il razzismo. Proprio perché resta latente e può collegarsi e nutrirsi della povertà, del razzismo, del nazionalismo. Putin è un maniaco del risentimento, individuale e collettivo, quello di un mediocre privato della armatura che lo faceva sentire potente, invincibile, il Kgb, la ipotetica rivoluzione mondiale, la armata rossa.

Sa che all’origine del risentimento c’è sempre una ferita, un affronto, un trauma.

All’inizio chi la subisce sa di non poter reagire per impotenza, per debolezza. Allora macera dentro di sé la vendetta che non può ancora realizzare, se ne imbeve. Fino a quando trabocca. Ma questa attesa comporta anche maledire e svilire il valore del colpevole, il nemico che ha causato l’offesa, e esaltare oltre ogni credibilità quelli delle sua comunità che pure non è stata in grado di difendere al momento in cui erano in pericolo.

È questo ben custodito risentimento che dà origine a una nuova forza, produce rivoluzioni, rivolte, rinascite. Mantener viva la ferita antica è più forte di ogni volontà di oblio. Il risentimento dimostra quanto sia artificiale il taglio tra passato e presente, che vivono sempre l’uno nell’altro. Il passato diviene presente, anzi più presente del presente. Per venti anni Putin non ha fatto altro che questo, custodire, rafforzare, gettare sale su quella ferita. Anche Zelensky prima dell’aggressione russa era un leader opaco, probabilmente un mediocre. Il risentimento gli è stato imposto da Putin con l’invasione.

Lui ne ha fatto una strategia, un’arma efficace. L’aggressione, la indignazione e la rabbia che alzava tra gli ucraini, davano ordine e senso alla intricata storia comune tra Ucraina e Russia, la breve indipendenza spazzata via dai bolscevichi dopo la Prima guerra mondiale, le depredazioni del comunismo di guerra e la fame staliniana, e ora l’attacco brutale. Il risentimento si completa nel momento in cui diventa reciproco, si nutre l’uno dell’altro.

Tutto questo non ha significato per noi europei. Il nostro risentimento contro Putin è astratto, legato alla violazione delle buone regole di cui ci affermiamo custodi, alla insolenza di averci trascinato con le sue mire predatorie nell’ennesima costosa crisi. Non possiamo certo vivere lo stesso sacrosanto risentimento di Zelensky e degli ucraini che lottano per sopravvivere. Se non fingendo, con un atto di ipocrisia di cui ci vergogniamo e che ha bisogno sempre di una uscita di sicurezza.

37 replies

  1. Per chi considera putin una simpatica canaglia postcomunista che difende gli oppressi contro gli sporchi e cattivi combattenti (nazionalisti) ucraini. dovrebbe leggere coso scrive Navalny candidato alle scorse politiche contro putin e pluri condannato ultima a 9 anni di carcere .”Ogni volta che la destra europea mostra simpatia per il ‘conservatorismo’ di Putin, mi lascia perplesso. Putin e la sua élite politica sono completamente immorali, disprezzano i valori della famiglia: avere una seconda e anche una terza famiglia, amanti e yacht è la norma per loro. Sono ipocriti. Poco tempo fa imprigionavano la gente che possedeva la Bibbia, e ora benedicono se stessi nelle chiese. Odiano la classe media e trattano i lavoratori con disprezzo. In Russia, quelli che lavorano sono molto poveri. Putin ha attuato una politica migratoria completamente insensata in cui il libero ingresso di migranti dall’Asia centrale coincide con la trasformazione di questi migranti in schiavi senza diritti”. Infine, conclude Navalny, “Putin ha creato e sta sostenendo e traendo profitto da un vero e proprio stato terroristico in Cecenia dove l’omicidio, il rapimento e l’intimidazione sono diventati la norma. Ecco perché tutti coloro che si definiscono ‘conservatori’ e simpatizzano con Putin sono solo degli ipocriti senza scrupoli. Le elezioni sono sempre difficili. Ma devi andare, almeno per votare contro”.

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    • Ecco, adesso trasferisci buona parte della descrizione che hai fatto alla realtà italiana e dimmi quale caxxo di differenza vedi.
      Cerca di essere convincente però, perché le frottole le puoi raccontare a un moccioso o a un fedele abbonato alla m. che impesta le edicole.

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    • Per come scrivi, la lettura in lingua originale sarà senz’altro più agevole…

      PS: ma avete qualche individuo credibile da proporre che non sia un pagliaccetto della CIA o pensate che qui balliamo tutti sui tacchi a spillo?

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      • un altro poveretto che delira .. sai si trovano in commercio tanti ansiolitici a base di benzodiazepine Xanax, Lexotan, Tavor, En, Ansiolin, Rivotril, Aprazolam, Lorazepam, Diazepam.. ect consiglio un buon medico anche a te

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      • Io invece ti consiglio di suonare il pianoforte col batocchio: dicono che, oltre ad essere una buona referenza, sia anche liberatorio…

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  2. @pierluigi

    Da noi è stato somministrato tutto piano piano e quindi c’è ancora gente che difende convintamente la democrazia marcia putrida che abbiamo. Evidentemente tu ti accontenti, io no.

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    • Quella italiana non è più democrazia.
      I due biglietti da visita di una nazione sono la classe politica e il sistema di informazione: ho solo vocaboli da querela per definire queste due categorie.

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    • penso di aver qualche anno piu di te ..sono in pensione e ho aiutato e combattuto da amministratore ,sindacalista e anche da biomedico tante patologia della nostra società

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      • Onore e rispetto per te, con sincerità.
        Detto questo, visto che non sei nato ieri, ti sei accorto che che questa classe politica e questo sistema mediatico ci sta portando verso un disastro immane? Tutto normale?
        🤬🤬🤬🤬🤬🤬🤬🤬🤬🤬

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  3. E’ un vero spreco pubblicare gli articoli di Domenico Quirico su infosannio. Tanto i suoi lettori-commentatori putiniani abituali nemmeno li leggono, ma postano sempre il solito campionario di battute ritrite , preferibilmente offensive contro chi putiniano non è, e che non hanno alcun riferimento al contenuto dell’articolo. Che tristezza!

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    • La tristezza e solo sua Magda !! Oo di un nuovo Tolstoy che riscrive ” guerra e pace !” Francamente me ne frego ! È assolutamente illeggibile nella sua prosaica prosopea biblica ! Alla ” busiarda” l aveveno sotterrato nei necrologi .. adesso sta diventando insopportabile. Non per le sue idee ! C è a quanto pare libertà di stampa ?!Ma per la sua intollerabile ” poesia ” …anche basta !

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  4. @giansenio
    non credo piu nella politica ne tanto meno mi faccio imbonire dai politicanti nostrani sempre molto avvezzi al conformismo, ai sondaggi e alle bugie.. e visto che ho anche collaborato con dei giornali c, conosco anche informazione che è sempre legata a interessi di parte mai indipendente del tutto.. perche “pecunia non olet” Certo la nostra classe politica e pessima e forse la nostra forma di governo è imperfetta ma solo il voto e la partecipazione puo cambiare le cose.. aldila delle ideologie perche come diceva Nenni.. la politica cammina sulle gambe degli uomini

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    • Io sono inc. nero per il fatto che oltre alla continua erosione dei beni degli italiani (stipendi inferiori a trenta anni fa), adesso si parla anche di economia di guerra.. e gente in politica da 15/20/25 anni si ostina a volere dare soluzioni, sostenuta dai giornali e TV che sappiamo.
      Ecco a cosa mi riferivo come replica al tuo commento.

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  5. Pierluigi
    In Francia ci sono decine di gilet gialli in galera e in ospedale, massacrati dalla polizia, non hai bisogno di scomodare un truffatore drogato russo per giustificarti.

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  6. Jackson Hinkle da Los Angeles (California, Usa) ha qualcosa da dire sui crimini di guerra, bombe a grappolo e NYT (sottotitoli it.)

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    • Io fossi in te avrei qualcosa da leggere su questo Hinkle ed il suo amore per Assad e Putin. Critiche a questi due: zero, nisba, zilch. Mai, ti sfido a trovarne una.
      Insomma, oltre ad essere stato sfanculato dalla propria famiglia su Twitter, occupa una delle tamte posizioni mediatiche per quelli che vanno, come te, contro il cosiddetto “mainstream”(a parte su Infosannio…).

      Informarsi su chi e’ che dice cosa proprio no eh? Se fate due piu’ due vi vengono gli incubi?

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      • Immagino che queste potenti intuizioni tu le abbia rivolte anche verso le biografie di coloro che tengono ben salde proprietà e diffusione della informazione in Italia, vero?
        Insegnami qualcosa e te ne sarò grato, nessun problema. Altrimenti porta il cane ai giardinetti, che è meglio.

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      • Giansenio, ma porcoddio, scompisciandomi dalle risate ti chiedo: che minchia c’entra ‘sto “postillo” che hai scritto???

        E il drogato sarei io?

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      • Coscienza, ma che caxxo vuoi che me ne freghi delle beghe familiari di uno youtuber che fa il suo quando hai la
        m**da in casa che ti pubblica la paginetta di firme di auguri come una pubblicità qualsiasi. Ma fatti vedere da uno bravo, sciò, pussa via.

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    • Tranquillo, Giansenio… a me, per criticare Rangeloni (e per affermare che era di parte), ha scritto: “La madre è russa.”
      Ah, ecco. Quindi automaticamente PRIVO di attendibilità.
      Evidentemente, per essere seri, onesti e attendibili, bisogna essere di pura stirpe italiana, americana o Ucraina.
      Mi sono cadute le braccia.
      Ovviamente, neanche un respiro per l’onore reso a Rangeloni e Bianchi, rispetto “agli altri inviati, che operano a KM DI DISTANZA “, da Toni Capuozzo…anzi, magari adesso ci diventa inattendibile e putiniano anche lui.

      Ps A parte che la madre mi risulta essere di ORIGINE russa (lo sono i nonni), è come se mi avesse scritto: “È negro”.
      Meritava risposta, secondo te?

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    • @Gatto
      Una volta, la prima volta che l’ho letto, credo di aver detto che era provocatorio (così mi è sembrato, nel contesto).
      In seguito l’ho rimproverato, non aveva più senso.
      Odio le bestemmie.
      Sono inutili e facilmente sostituibili con termini altrettanto forti che non offendano i sentimenti religiosi altrui.
      Comunque, ultimamente, riesce a bestemmiare anche senza tirare in ballo Dio.

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      • Sì, Anail, ma sfugge il fatto che le bestemmie, anche se usate provocatoriamente restano non solo inutili, ma ugualmente oltraggiose, proprio perché allo stesso modo facilmente sostituibili con termini altrettanto forti che non offendano i sentimenti religiosi altrui.

        Quello che stupisce è come si possa odiare le bestemmie (cosa di cui non dubito assolutamente) e non capire questa semplice verità! Diciamo che avevi convenienza a difendere un personaggio che è sempre stato quello che si dimostra di essere: una nullità! Debbo essere sincero: provo un po’ di vera compassione per tali individui…

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      • Dovresti sapere che amo dare sempre una possibilità… e anche più di una.
        Non lo faccio mai per convenienza, ma per carattere.

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  7. Io seguo una mia logica e anche se non collima con il coro di atlantide non credo che freghi ad alcuno, sono daccordo con @gsi , perché la televisione e il giornalismo di immagini e story telling che si vede e si ascolta è schierato quasi tutto a favore degli americani ed è quindi anche una cassa di risonanza verso zelensky che ha portato a contrapporre Urss e usa attraverso la guerra del gas e il consumo di oltre mezza Europa oltre una nuova guerra fredda ad impatto nucleare.

    Chi è il vero comandante del battaglione azov ?

    Dombass, Crimea e penisola arabe, nello scacchiere medio orientale e adesso si è aggiunta la Turchia con un nuovo attacco verso le sue * considerate) minoranze etniche per il controllo delle produzioni e delle risorse dei territori satelliti.

    Forse il mercato ha sfondato ?

    Comunque andrà la guerra, fomentata dalle nostre armi, (l’alcol nel fuoco non è acqua), per sterminare la nuova Russia e la sua vecchia ideologia, tanto disprezzata dalla classe media di una certa imprenditoria filo americana presente nel paese e i guadagni e le ambizioni soddisfatte dei guerrafondai, non vedo altri baroni.
    La destra che ha evaso milioni con le sue Scientology ha imposto un sistema di tassazione impossibile per moltissime realtà locali. Costrette ad arrotondare per mezzo dollaro in più.
    Se l’ economia di base salta, in un sistema come quello italiano, si salveranno solo i reali produttori, alla faccia della realpolik de sto c.. Che è da 60 anni che intreccia corrompe frena e uccide impunita per avere noi e il nostro territorio / patrimonio ipotecato a sequestro.

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