Governo, Draghi nega ma arrivano conferme. Lascia in agosto, voto in ottobre

Pesa anche il nodo pensioni, tema super-divisivo. Meglio che la riforma la faccia il governo post-elezioni


(Alberto Maggi – affaritaliani.it) – “Non ho alcuna intenzione di lasciare prima del tempo. Voglio completare il mio lavoro fino alla fine”. Con queste parole il presidente Mario Draghi, nel corso del vertice con il Centrodestra di governo dell’altro giorno sul nodo della delega fiscale, ha negato categoricamente le dimissioni e la crisi in estate. Ma fonti autorevoli di diversi partiti della maggioranza confermano questa mattina ad Affaritaliani.it che da Palazzo Chigi è arrivato l’input al ministero dell’Economia di iniziare a preparare la Legge di Bilancio che quasi certamente verrà anticipata a luglio con l’obiettivo che venga approvata dal Parlamento prima della pausa estiva di agosto.

Le primissime indiscrezioni parlano di una manovra per il 2023 da circa 15 miliardi di euro. Le forze politiche che sostengono l’esecutivo di unità nazionale si interrogano su quali siano le reali intenzioni di Draghi. Se davvero non ha alcuna intenzione di lasciare qualche mese prima della scadenza naturale della legislatura, perché anticipare la Finanziaria da dicembre all’estate? L’ipotesi resta quella di sciogliere le Camere attorno a Ferragosto, in modo da consentire a tutti i deputati e senatori di maturare il diritto all’agognata pensione, per poi votare nella seconda metà di ottobre.

Anche perché – spiegano fonti della maggioranza – “una volta fatta la manovra, con la pandemia ormai sotto controllo e il Pnrr instradato, il compito di Draghi è sostanzialmente finito“. E, come scrivono in molti, il premier ha altre ambizioni internazionali, dalla guida della Nato a quella della Banca Mondiale alla poltrona di Ursula von der Leyen di presidente della Commissione europea. C’è anche un altro elemento che spinge verso questa soluzione. Entro la fine dell’anno va fatta la riforma delle pensioni, dopo la transizione del 2022 post Quota 100.

E il tema è esplosivo per la variegata maggioranza di emergenza nazionale, perfino di più del Fisco e della riforma del catasto. Anticipando la Legge di Bilancio a luglio-agosto, il premier potrebbe stralciare il tema della previdenza dalla manovra per lasciare l’incombenza al prossimo esecutivo che uscirà dalle urne. In questo schema, definito “più che verosimile da diverse fonti politiche”, non ci sarebbe alcuna riforma della legge elettorale e si andrebbe quindi alle urne con il Rosatellum, sistema misto proporzionale-maggioritario che obbliga i partiti a stringere alleanze prima del voto.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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9 replies

  1. ll premier ha altre ambizioni internazionali, dalla guida della Nato a quella della Banca Mondiale alla poltrona di Ursula von der Leyen …

    Ecco perché Draghi è prono agli interessi USA & associati … col 2% del PIL per spese militari.

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  2. Complimenti a Mariotto per gli ottimi risultati conseguiti:
    – sbriciolamento di M5S e Lega;
    – smascheramento del Partito Delinquenziale, ormai ufficialmente di stampo liberista-progressista-guerrafondaio;
    – blocco di qualsiasi riforma utile alla popolazione (es. salario minimo e transizione energetica);
    – trasformazione del COVID in guerra civile tra SiVax e NoVax, asservimento alle Big Pharma USA, occultamento di dati e militarizzazione della stampa (pagata con i nostri soldi);
    – PNNR secondo diktat d’oltreoceano;
    – soffocamento di ogni timida protesta nazionale, di ogni isolata voce dissenziente, di ogni rispettosa critica;
    – guerra in Ucraina, indebitamento per fornitura di armi e mezzi, concessione alla partecipazione di mercenari italici sul fronte;
    – gestione fallimentare migrazione (morti in mare, respingimenti milionari, lagher libici, lagher a cielo aperto nella rotta balcanica);
    – Lamorgese con i suoi moti ondulatori, rave party e manganellate ai bambini;
    – difficoltà di comprensione delle parole di Putin sulla fornitura del gas;
    – assenza dai tavoli delle trattative di pace;
    – firma di contratti, di fornitura di idrocarburi, svantaggiosi e con dittature feroci;
    – perdita di posti di lavoro e chiusura di aziende;
    – sofferenze bancarie in grave aumento, con pignoramenti anche della prima casa;
    – speculazione finanziaria su materie prime e fonti energetiche primarie;
    – ritorno al carbone;
    – Cingolani (e basta il nome);
    – SPEGNIMENTO DI TUTTI I CONDIZIONATORI…….
    Etc… Etc…. Etc…

    Siamo certi dei brillanti risultati che saprà conseguire con l’avanzamento di carriera che solo i più fidati si meritano! Chissà che meraviglie per l’umanità!

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    • MA non è certo colpa sua, chi è ed era Draghi lo si è sempre saputo, magari tutto questo va imputato ai controlloridaldidentro che con la maggioranza relativa hanno avallato tutto, ai loro capetti di cartone, agli statuti seicenteschi, alle poltrone mortifere di speranza e al loro guru desaparecido (di vergogna). Qualcuno nel mondo ha sbagliato comico, ci saremmo fatti quattro drammatiche risate.

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  3. Dimenticavo: l’unica gioia l’hanno provata le narici 👃🏼….
    la nevissima che gira nei loro ambienti pare non sia stata mai tanto buona!
    Le migliori forniture per i più fedeli!

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  4. No, dai, ma davvero su leva di ‘ulo? Yeah! Era l’ora, eh, dopo tutti i disastri che ha combinato (come saggiamente elenca Elena, più sopra)! Unico peccato, questo incapace inviato direttamente dall’asilo (no, specifico, ma il discorso del “condizionatore-guerra” è roba da poppanti mocciosi dell’asilo, ma fors’anche nido!), non pagherà nulla per tutto il casino combinato. Come sempre. Eeeehhh, stavo in pensiero, figurati! 😞

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