Riempire di armi gli ucraini non c’entra niente con la legittima difesa

Il paragone tra l’invasione e un furto in casa è errato. Gli aggrediti hanno il diritto di reagire, ma incoraggiare l’escalation violenta porta solo più morti e devastazioni.

(Mario Giordano – laverita.info) – Dicono che se uno ha sostenuto il diritto alla legittima difesa deve per forza sostenere anche la decisione di inviare armi all’Ucraina. Fateci caso: è uno degli argomenti più usati nei dibattiti televisivi e nei talk. «Com’è possibile», dicono, «essere favorevoli alla legittima difesa dai ladri non essere favorevoli alla legittima difesa dalla Russia?». A prima vista si tratta di un ragionamento sensato. Sicuramente fa una certa presa. Eppure basta ragionarci un po’ su per capire che, al contrario, questo ragionamento non sta in piedi. E ora vi spiego perché.

Se stanotte qualcuno entrasse a casa mia per derubarmi, io non so come reagirei. Forse, preso dal panico, afferrerei un coltello o un soprammobile e proverei a spaccarlo in testa al delinquente. Se succedesse, ecco, vorrei che lo Stato non mi processasse per avergli fatto del male.

Non vorrei passare per colpevole, insomma, dal momento che, se lui entra a casa mia, io sono la vittima. Di qui il mio convinto sostegno alla legittima difesa.

Cioè: io ho il diritto di difendermi in ogni modo, se lo ritengo necessario o utile. Ma qui è il punto: davvero è utile? Davvero, se un ladro entra in casa mia, il modo migliore di reagire è aprire un conflitto? Sfidarlo con un coltello o con un’altra arma?

Io penso di no. Penso che se un ladro stanotte entrasse in casa mia, la cosa più ragionevole che potrei fare (avendo i nervi saldi per farlo) sarebbe quella di riporre in un angolo il mio orgoglio e il mio spirito guerriero, per pensare prima di tutto a mettere al sicuro la mia vita e soprattutto quella dei miei cari.

E per ottenere ciò la cosa migliore non sarebbe quella di sfoderare coltelli e aggressività che rischierebbero di farmi soccombere con gravi danni per tutta la mia famiglia. La cosa migliore sarebbe quella di convincere il ladro a non farci male e ad andarsene in fretta, magari accettando di concedergli qualcosa di quello che chiede. Solo dopo, una volta risolta la situazione di crisi, cercherei di farlo arrestare e di metterlo nelle condizioni di non nuocere più.

Sia chiaro: se per convincere il farabutto ad andarsene dalla mia casa, fossi costretto a consegnargli i soldi (pochi) che ho nel portafoglio, o il bancomat con il numero del mio Pin o quei due orologi vecchi che ho in cassaforte, non è che così facendo riconosco automaticamente il suo diritto ad appropriarsene.

Ci mancherebbe. Lui resta un ladro. E io il derubato. Ma sono un derubato che sta cercando la soluzione migliore per uscirne indenne. Per salvare la vita alle persone che ha care. E per questo penso che usare la violenza, nel caso di un’invasione della mia casa, sia solo l’estrema ratio. La scelta più rischiosa. Quella da evitare. Vale lo stesso per l’Ucraina.

Nessuno mette in discussione il diritto dell’Ucraina di difendersi. Se invadono la tua casa, la difesa è legittima. Se invadono il tuo Paese, la difesa è legittima. Ma la domanda da farsi è: si tratta della scelta migliore? Quella che mette al sicuro la vita della propria famiglia o del proprio popolo? Ecco: io penso di no.

Penso che la scelta migliore, in caso di aggressione, sia quella di mettere chi mi sta aggredendo nelle condizioni di non nuocere più, Di ridurlo a miti consigli. Se per fare questo devo concedergli qualcosa, lo faccio.

Non perché quel qualcosa che gli do è un suo diritto. Ma perché è il modo in cui salvo la vita ai miei cari.

Nel caso dell’Ucraina, invece, nessuno ha cercato di portare fuori da casa con le buone l’aggressore. Nessuno ha provato a ridurlo a miti consigli. Si è subito partiti con l’invio di armi. E poi armi. E poi armi.

Armi e niente altro. Come si fa a non capire? È ovvio che non esiste il diritto di aggredire. Ma è altrettanto ovvio che il modo migliore di reagire agli aggressori non è quello di ingaggiare una pericolosa colluttazione con loro accanto al letto dei bambini.

Dopo di che, se capita, se ingaggio la colluttazione perché non ho saputo fare altro, perché mi è venuto così, perché l’istinto mi ha portato a reagire, ebbene: nessuno mi può condannare. Ho diritto di farlo. Sicuro. Ma chi mi incoraggia a farlo non mi vuole bene.

Allo stesso modo gli ucraini hanno diritto di difendersi. Nessuno lo mette in dubbio. Quello che si mette in dubbio è che incoraggiarli a combattere con i russi in questo modo sia stato il modo migliore per aiutarli a rispondere all’aggressione. Non si discute il diritto degli ucraini di difendersi, si discute la scelta di mandare loro ulteriori armi per difendersi.

Che è un po’ come se io mandassi tre pistole e un fucile a canne mozze a mia moglie e alle mie figlie e le invitassi a reagire così a un tentativo di furto: «Se stanotte entrano in casa i ladri, mi raccomando, affrontateli armi in pugno».

Mi giudichereste un pazzo, no? E lo sarei. Perché sostenere il diritto di difendersi non vuol dire sostenere che armarsi e sparare sia la migliore difesa. Io ce l’avevo chiaro già quando mi battevo per l’assoluzione di Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto, o di Mario Cattaneo, l’oste di Lodi. Altri no. Altri scambiavano la legittima difesa con la corsa alle armi. Senza capire che sono due cose molto diverse da loro. Ieri come oggi.

1 reply

  1. “Nel caso dell’Ucraina, invece, nessuno ha cercato di portare fuori da casa con le buone l’aggressore. Nessuno ha provato a ridurlo a miti consigli”,

    peccato Giordano non spieghi quali sarebbero le buone maniere che si sarebbe dovuto utilizzare.

    Per inciso, se un ladro entra in casa e vuole soltanto arraffare quel che può lasciarlo fare può essere una soluzione (anche se per il buon Mario Giordano nella sua trasmissione Diritto e Rovescio spiegava che quando un criminale entra nella vita di persone tranquille perde qualsiasi diritto, per cui se muore è da considerarsi incidente sul lavoro e chi spara non deve essere indagato), ma se il ladro pretende di insediarsi in casa tua e fare quel che vuole finché vuole magari lasciarlo fare potrebbe non essere la soluzione più indolore..

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