Massimo Fini: “I viscidi conflitti del secolo buio”

I “secoli bui” sono per definizione quelli del Medioevo. Io penso al contrario che i “secoli bui” siano quelli che seguono l’affermazione dell’Illuminismo e che stiamo vivendo ancora oggi in forme sempre più penetranti e devastanti. […]

(Massimo Fini – massimofini.it) – I “secoli bui” sono per definizione quelli del Medioevo. Io penso al contrario che i “secoli bui” siano quelli che seguono l’affermazione dell’Illuminismo e che stiamo vivendo ancora oggi in forme sempre più penetranti e devastanti. È questo il tema centrale del mio primo libro, pubblicato nel 1985, La Ragione aveva Torto?.

Il tema è ovviamente estremamente complesso. Qui mi limiterò a esaminare questa degenerazione attraverso un fenomeno particolare, la guerra, che però è tutt’altro che marginale, visto che esiste da quando esiste l’uomo, e che non si è riusciti a definire la pace se non come “un breve intervallo fra due guerre”, ma sarebbe meglio dire fra più guerre, e che ora, con la questione ucraina, è tornato prepotentemente nel dibattito pubblico.

Nel Medioevo la guerra la fanno solo i professionisti. Che sono i nobili che hanno il dovere di difendere il territorio. A patto di questo impegno hanno una serie di privilegi. Estremamente significativa, in proposito, è la spiegazione che due scudieri di Varennes-en-Argonne danno, verso la fine del Trecento, del fatto che i nobili non devono pagare la taglia, cioè la tassa reale: “perché”, dicono gli scudieri, “in virtù della nobiltà sono tenuti a esporre i loro corpi e cavalcature alla guerra”. I contadini e gli artigiani, che rappresentavano allora circa il 90 per cento della popolazione, ne restano fuori e non ne sono coinvolti né emotivamente, essendogli piuttosto indifferente passare dal dominio d’un sovrano a un altro, né tantomeno economicamente, tranne nel caso che abbiano la sfortuna che i combattimenti passino proprio sui loro campi, caso assai raro perché la povertà della tecnologia militare medioevale e il ridotto numero dei combattenti limitano grandemente l’area d’azione della guerra e la stessa economia, a differenza di quanto avviene oggi, dove è sufficiente una guerra apparentemente limitata come quella tra Russia e Ucraina per mettere in subbuglio l’apparato finanziario di mezzo mondo, non ne è per nulla sconvolta proprio perché la classe produttiva, cioè i contadini, rimane al suo posto e continua a fare, in tutta tranquillità, ciò che ha sempre fatto.

Per i professionisti della guerra (ai nobili si aggiungeranno in seguito le compagnie di ventura) addestrati fin dall’infanzia, la guerra non è solo un modo per provare sul campo il proprio coraggio, ma è un fatto ludico, una giovanile “festa crudele” come la chiama Franco Cardini. L’importante non è solo battersi, ma battersi bene. La tecnologia è qui ancora fusa con l’uomo, la spada ne è solo un suo prolungamento. Il guerriero sente la spada come una parte del proprio corpo. Ce lo racconta la durlindana di Orlando, ma anche la storia di Hiroo Onoda, il giapponese che a 29 anni dalla sconfitta del Giappone, raso al suolo dalle bombe nucleari americane, continua a combattere una sua guerra, assolutamente medioevale, legata ai valori dell’onore e, appena ne ha il tempo, non fa che ripulire e strigliare la sua spada che pur non gli serve più a nulla.

Insomma nel Medioevo il vero combattimento è quello corpo a corpo. Quando fu introdotto il fucile i cavalieri si opposero a quest’arma che inaugurava un combattimento a distanza. Sembrava loro disonorevole. Naturalmente la tecnologia, come sempre è avvenuto, li travolse. Nel bellissimo film Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi, Giovanni delle Bande Nere, un Medici, grande e fiero combattente, prima della battaglia si cala la celata sicuro della sua forza e del suo coraggio. Ma basta un colpo di fucile, sparato da lontano, per metterlo fuori gioco.

Le guerre del Medioevo non sono guerre ideologiche, come saranno invece molte delle guerre a partire dalla Rivoluzione francese. Scrive Saint-Just al generale Jourdan: “Le guerre della libertà devono essere fatte con collera” e Carnot rincara la dose: “La guerra è violenta di per sé. Bisogna condurla a oltranza o restarsene a casa. Il nostro scopo è lo sterminio, lo sterminio fino alle estreme conseguenze”. Se non è ancora il nazismo, ci siamo molto vicini.

Le guerre del Medioevo sono lontanissime da questo estremismo. Scrive Philippe Contamine ne La guerra nel Medioevo: “Mettere il proprio corpo a rischio di morte e di prigionia, mettere il corpo e la vita a repentaglio andava bene, ma senza alcuna propensione per il fanatismo suicida, le nozioni di sacrificio, di devozione assoluta sembrano estranee alla mentalità medioevale”.

Insomma nel periodo della massima idealizzazione delle virtù guerriere (scrive Marc Bloch: “che la classe cavalleresca sapesse battersi la storia lo riconosce al pari della leggenda”) le guerre furono fra le meno cruente di tutte quelle che la Storia conosca. A parte casi limite come la battaglia di Anghiari (1440), di cui Leonardo da Vinci fece un abbozzo esposto al Palazzo Vecchio di Firenze, dove su undicimila combattenti si sarebbe avuto, a detta di Machiavelli, un solo morto (le stime, più attendibili, di Flavio Biondo parlano di sessanta caduti) o come quella di Bremule (1119) dove i morti furono tre o come quella guerra che, a leggere le cronache, “imperversò per un anno in Fiandra dopo l’assassinio di Carlo il Buono” (1127), ma in cui caddero sette cavalieri dei quali uno solo in combattimento, è assodato che il bilancio di quasi tutti i numerosissimi conflitti medioevali si riduce a poche centinaia di morti.

Comunque fino alla Prima guerra mondiale compresa, la guerra non aveva mai coinvolto direttamente i civili. L’aereo ero già stato inventato ma aveva solo compiti di ricognizione e se c’era il combattimento riguardava solo i piloti, creando le figure mitiche di Manfred von Richthofen, tedesco, e di Alfred Ball, inglese. Il cambiamento decisivo avviene nella Seconda guerra mondiale, con i bombardieri. La stragrande maggioranza dei 65 milioni o 70 milioni di morti nella Seconda guerra mondiale non furono militari, ma civili inermi, come avviene ora nella guerra ucraina. La guerra, nella modernità non ha perso solo la sua dimensione epica, non ha perso solo la sua dimensione etica, ma ha perso anche quella giuridica, quello ius belli che fu rispettato persino durante la Seconda guerra mondiale. La guerra la si dichiarava e, da quel momento, non c’era più alcuna possibilità di rapporto fra i belligeranti. Tanto meno economico. Oggi non la si dichiara più, ce ne si vergogna, la si chiama con altri nomi, “operazione di peacekeeping”, “operazione di polizia internazionale” o, da ultimo, Putin “operazione militare speciale”. Per cui si arriva al paradosso di avere rapporti commerciali con quello che oggi è considerato “il nemico pubblico numero uno”, Vladimir Putin.

Le armi hanno perso anche la loro dimensione di armi, sono biologiche, chimiche, batteriologiche. Inoltre, seguendo i tempi, ha preso un’enorme importanza l’informazione anzi la disinformazione. La strage di Bucha c’è stata o non c’è stata? Toni Capuozzo, inviato di lungo corso in zone di guerra, ha espresso sulla base delle sua esperienza molti dubbi in un’intervista concessa alla trasmissione L’Attimo Fuggente. La guerra è diventata una cosa scivolosa, viscida, subdola, anche se i morti ci sono ancora e non sono degli avatar. E i “secoli bui” sarebbero quelli del Medioevo?

37 replies

  1. Perchè il lucido Fini ha evitato di parlare delle crociate ? È lapalisiano che la tecnologia fornisce mezzi bellici molto più distruttivi ma la ferocia negli assedi non mancava neanche allora e nelle città c’erano ovviamente i civili. per non parlare dei conquistadores spagnoli nelle americhe, della santa inquisizione, dei rogh per gli eretici e streghei nonchè esecuzioni cruente a spettacolo di piazza.

    "Mi piace"

  2. a) di cose che non conosci

    b) senza fornire uno straccio di argomentazione

    c) convinta che le tue ripetizioni siano il lascito di una gallina dalle uova d’oro di cui solo tu e pochi adepti conoscete il nido

    Se trovate giusto non credere alle agenzie di stampa di Forza ITalia, o di Italia Viva, come fate a dar credito ad agenzie di stampa della Russia, vomitevole per quel poco di senso logico che mi rimane. Davvero pensate di non comportarvi come bambocci/e alle prese coi dispetti incrociati? Non e’ colpa mia se vi trovate con la stampa italiana come appare oggi, io l’ho mollata. Non e’ colpa mia se gli strumenti della logica da te esibiti nel corso di queste disgraziate (per gli ucraini, non per te) settimane appaiono consistenti con la linea editoriale di Anna Lombroso e con le innegabili e dimostrate (spero davvero che tu non lo neghi) ramificazioni della propaganda sponsorizzata da Mosca.

    Piace a 1 persona

  3. 1) Anail, in primis: io non sono un virologo ma non lo sei nemmento tu. E poi, ti ricordi delle risate che ci facevamo dei vari Montanari, Bolgan, Balanzoni, Gracis e compagnia? Ridevamo e retoricamente chiedevamo: ma come fanno gli altri a bersi tutte quelle cretinate, possibile che non provino nemmeno a controllare un minuto? Usa la logica: sei stata zitta per tanto tempo sulla schifezza che e’ la NATO e adesso zompi sulla sedia? Tu non sei mai stata comunista, non hai mai dovuto sudare per leggere Chomsky prima che diventasse cosi’ facile farlo, non hai mai dovuto sudare per sforzarti di interessare qualcuno sul valore simbolico e materiale di una banana o un pompelmo. Non hai mai grattato la vernice per vedere cosa c’era sotto la scritta NATO, narcisisticamente mi chiedo: con che diritto ti esprimi in maniera cosi’ apodittica?

    Piace a 1 persona

    • Nelle tue parole non vi e’ nulla che non sia emotivo, nelle loro origini non vi e’ nulla che non sia scellerato, almeno fino a quando tu non ti degnerai di argomentare, mostrare le tue deduzioni, mostrare le tue fonti. Tu, insieme ad altri, sembri essere cascata – contentissima – nella cesta del Simplicissimus, del Coso a Ripetizione, delle Renate Holzeisen, poiche’ parli:

      a) di cose che non conosci
      b) senza fornire uno straccio di argomentazione
      c) convinta che le tue ripetizioni siano il lascito di una gallina dalle uova d’oro di cui solo tu e pochi adepti conoscete il nido

      Se trovate giusto non credere alle agenzie di stampa di Forza ITalia, o di Italia Viva, come fate a dar credito ad agenzie di stampa della Russia, vomitevole per quel poco di senso logico che mi rimane. Davvero pensate di non comportarvi come bambocci/e alle prese coi dispetti incrociati?

      Piace a 1 persona

      • Ci voleva @Zero per respirare un po’ d’aria pura, visto il napalm diffuso a piene mani nell’80% dei commenti dai Kremlin troll, amatoriali e di professione.
        Grazie.

        "Mi piace"

    • Ah ah ah! Il bestEnniatore ha perso la bussola?

      E tu ricordi le risate che ci facevamo noi dei vari Bassetti, Pregliasco, Crisanti? Ridevamo e retoricamente chiedevamo: ma come fanno gli altri a bersi tutte quelle cretinate, dopo non aver fatto altro che controllare dove era più conveniente per la causa?

      Eppure, a proposito che i cretini sarebbero i Montagnier di turno, si è arrivati persino a questo:

      ERGO (cit.), il passo fu breve:

      "Mi piace"

    • Guarda, ti avevo scritto, ma sono uscita dall’articolo inavvertitamente e mi si è cancellato tutto.
      Sinceramente non avrei proprio voglia di rispondere, di nuovo, ai tuoi sproloqui e alle tue sentenze, ma, veramente, oltre all’affronto di averti visto criticarmi ALLE SPALLE, invece che rivolgendoti direttamente a me, come i vigliacchi (e io odio la slealtà SOPRA OGNI COSA), noto che ti permetti di trinciare giudizi su una persona di cui non conosci un EMERITO, ma a cui credi di poter dare lezioni dall’alto di stocz.
      In primis fai riferimenti alle opinioni espresse in merito ai vaccini, su cui, forse NON TU, ma IO ti posso assicurare che, pur non essendo una “virologa”, posso esprimermi con una certa cognizione di causa, avendo una formazione biomedica, con 23 esami tra facoltà di medicina e scuola triennale di terapia della riabilitazione (ora equiparata a laurea), tra cui biologia (in cui mi sono distinta, all’esame, imperniato sul DNA, proprio per aver “intuito” meccanismi di mutazione genetica che non erano neanche in programma, cosa che mi è valsa il massimo dei voti da un luminare in biologia che non lo concedeva MAI), istologia, anatomie dei vari apparati e distretti, relative fisiologie, patologie e cliniche, più vari esami di psicologia e psichiatria.
      Quindi potevo sgamare le evidenti cialtronaggini di MIO, senza bisogno, come ora, di basarmi sull’esperienza di geopolitici, generali non venduti e VERI inviati di guerra, non di pseudo giornalisti d’accatto alla Giletti o poco più, che parlano per sentito dire, non certo per aver vissuto le esperienze dirette.
      Non ho bisogno di basarmi, come te, sull’ imprimatur del canale che trasmette i video che visiono, insieme ad articoli ed interviste, praticamente per tutto il tempo dei miei giorni e delle mie notti.
      Scuola e letture mi hanno insegnato a discernere e a sviluppare un certo senso critico e l’istinto per le menzogne me le fa annusare da lontano.
      Non mi baso affatto, secondo la tua mentalità manichea, sulla “propaganda russa”, mentre tu sembri proprio essere imbevuto della più bedera propaganda Nato, ben più facilmente accessibile, ma evidentemente poco visibile ai tuoi occhi.
      Non mi sono mai sognata di ridere, né con te né con altri, di Montanari, che ho sempre stimato, anche quando non ne ho condiviso le idee, e tantomeno degli altri che nomini e che mi sono del tutto ignoti.
      Anzi, a dirla tutta, non mi risulta di aver proprio avuto, con te, nessuno specifico e approfondito dialogo, ma solo qualche interlocuzione sporadica e superficiale.
      Sei sicuro di non confondermi con qualcun altra?
      Ho sempre specificato le fonti di qualsiasi video o articolo abbia condiviso e non ti permetto di sindacare su ciò che sono o non sono stata politicamente, né di fare illazioni sulle mie eventuali conoscenze culturali, che non so perché mai dovrebbero essere comparate alle tue. Posso avere interessi diversi e peculiari o hai qualcosa da eccepire in proposito?
      In sostanza, mi chiedo: chi cz ti credi di essere?
      In che modo le nostre poche interazioni possono averti “illuminato” sulla mia pregressa vita politica, culturale o spirituale fuori di qui?
      Non è certo con la cripticità che si dimostra profondità di pensiero, anzi, potrebbe essere un metodo per occultare le proprie carenze e darsi un tono, difficilmente acquisibile con la chiarezza, se non si posseggono solide basi, soprattutto caratteriali.
      L’affastellamento confuso e vagamente isterico dei tuoi ultimi post, deporrebbe proprio per una certa carenza in tal senso.
      E non ci crederai, ma, nonostante, o forse GRAZIE all’emotività che mi attribuisci, come se fosse un disvalore e non invece un plusvalore, si ha la capacità di “sentire” in AGGIUNTA e non in alternativa alla razionalità, quindi ciò integra ciò che mi rende ossessivamente analitica, dandomi uno strumento in più, come capita spesso a noi donne.
      Se non l’hai mai notato è un tuo limite, non mio.
      Ma del resto non sei tenuto a conoscermi a fondo, ci mancherebbe, non ti è mai stato richiesto, quindi, ribadisco, chi e che cosa ti dà il diritto di farmi paternali ed esprimere giudizi gratuiti?
      E, soprattutto, di nominarmi invano, mentre insulti una MIA CARA AMICA, preziosa per i suoi contributi, che giusto a te e ad altre menti sigillate possono dare tutto questo fastidio?
      Mi verrebbe da dirti: “Non dire niente, ma ingrana…” (cit. Indovina chi viene a cena, K. Hepburn)
      Beh, ecco, te l’ho detto.

      Ps mi riservo di “chiarire” eventuali altri punti che, ora, mi stessero sfuggendo: non ho proprio nessuna voglia di rileggerti.
      E non so se l’avrò mai.

      "Mi piace"

  4. Elena, commenta questa fregnaccia:

    “Le guerre del Medioevo non sono guerre ideologiche, […]”

    … come epitome di un incipit completamente erroneo.

    "Mi piace"

    • Ti spiego io perché non è un’epitome di un incipit completamente erroneo (qualsiasi cosa significhi):

      perché all’epoca le ideologie non esistevano! Quelle sono nate solo dopo la nascita degli idi0ti come il Pajasso: Dio ce ne scampi e liberi!

      "Mi piace"

      • Ciao ideologista!

        PS: attento ad usare epiteti diffamanti che il Dott. Sottile, quello che, d’accordo con te, tira per la giacchetta la Costituzione, non perdona…

        "Mi piace"

      • Non ho nulla da temere, fesso, ed anzi te lo dico in maniera piu’ chiara: tu che ti firmi Gatto sei un bimbominkia.

        "Mi piace"

      • C’avevi resi libberi dalle tue flatulenze qui su Infosannio: che cosa ti ha fatto cambiare idea, riportandole qui per far respirare un po’ di aria fresca agli Empio LoGuasto di turno?

        "Mi piace"

      • All’epoca le ideologie non potevano nascere, c’era il potere assoluto delle religioni, quale ideologia poteva competere non un fulmine divino o con messer satanasso?!?

        A tal proposito, ed a proposito di paragoni del caxxo: remember Famagosta?
        Se Marcantonio Bragadin ed il suo manipolo di veneziani non si fossero opposti per mesi alle migliaia di navi e cannoni di centomila turchi assatanati, se fossero subito usciti con le mani in alto, si fossero arresi ed avessero trattato con il nemico per cercare (letteralmente) di salvare la pelle (non la avrebbero salvata comunque), senza aspettare che gli inviassero armi e rifornimenti degli europei guerrafondai, oggi è del tutto probabile che saresti uno stimato muezzin… 🙂

        Piace a 1 persona

      • Sì, certo, Frankie go home, una volta avevano le Idee: ma te e Canfora che ne sapete di Platone? Un cazzo a quanto pare…

        Una volta erano le religioni ad avere il poter assoluto, oggi i clown: un bel salto evolutivo, non c’è che dire!

        E pensa, senza tutti i tuoi “se”, sono diventato un muezzin ugualmente, pensa un po’ quanto sei fuori strada, Brad.

        "Mi piace"

      • Come ho scritto altrove, Canfora lasciamolo nell’iperuranio, con la testa che ha se lo merita pienamente.
        Detto questo, grazie per il bel ricordo che mi hai fatto tornare in mente: a suo tempo, ebbi un docente universitario molto noto, un autentico genio visionario.
        Convertito all’islam, in un periodo in cui non era facile, progettò e realizzò dalle mie parti una grande moschea con le tecniche costruttive di mille anni fa, con tanto di minareto, osservatorio astronomico e girih secolari originali.
        Aveva la fissa di essere perseguitato dall’Opera e dalla CIA, e probabilmente era vero, dato che quella moschea gli fu sequestrata pochi anni dopo.
        Fatto sta che si progettò e realizzò, unici all’epoca nel meridione, due edifici con sotto i due bunker anti-atomici, dato che a suo dire stava per avvenire una catastrofe mondiale (e non ci andò lontano, perché pochi mesi dopo arrivò l’11 settembre), dove mi dissero che passò i suoi ultimi anni a seguito di queste sue convinzioni.
        Grandissimo uomo. Grazie per avermi sbloccato un ricordo.
        Qui la storia:
        http://islamshia.org/il-quarto-emiro-e-lincompiuta-universita-islamica-di-bari/

        "Mi piace"

  5. Ed allora parliamo di vaccino e pandemia, non della scienza o non scienza, o delle cretinate sapientemente usate dai media,….io che credo, da addetta ai lavori, ai vaccini mi sono indignata per la manipolazione del dibattito , che non era scienza contro cretinate, in cui comunque ognuno è libero di credere o meno, ma sulla questione giuridica, dove ognuno ha il diritto di non accettare una terapia o vaccino, e l’ eventuale imposizione si chiama TSO, trattamento sanitario obbligatorio, e quindi delle due l’ una o siamo di fronte ad una condizione tale da imporre il vaccino, ed allora lo rendi obbligatorio, oppure accetti il sacrosanto diritto di rifiuto alla cura, senza uso di mezzi coercitivi e ricattatori, alibi alla tua incapacità ed inadempienza a risolvere il problema, vero, cioè quello giuridico costituzionale! La mediatizzazione ha imposto un altro tipo di dibattito e scontro, molto furbo, creando la macchietta dei no vax come degli esaltati, mentre in punta di legge e Costituzione, avevano ogni pieno diritto al rifiuto, che fosse poi per cretinate o credenze, non aveva alcuna importanza, il diritto resta indipendentemente dalle motivazioni! Siccome le vere voci critiche sul tema giuridico , più che sul vaccino salvifico o malefico, sono state messe a tacere, ne è venuta fuori una narrazione burlesca che ha indotto l’ opinione pubblica a denigrare/discriminare i no vax, per oscurare il serio problema e dibattito, solo parzialmente relativo a loro, che è quello della libertà personale e del diritto/rifiuto al trattamento sanitario o di qualsiasi altro tipo! Io che sono Sì vax, ho annusato il pericolo di questa operazione mediatica ed ora ne ho la conferma per la guerra, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio, ed il rischio è che con la spettacolarizzazione e manipolazione dell’ opinione pubblica, si perdano ogni giorno pezzi di libertà, che è scelta consapevole, cioè ne’ indotta né ricattatoria!

    Piace a 1 persona

    • Concordo su tutto, anche sulle virgole, ma che dico, sugli spazi vuoti, con una precisazione però: il lupo oltre a non aver perso il vizio non ha perso nemmeno il pelo, tanto da diventare un capellone!

      "Mi piace"

  6. Non ne conosco mezzo, dei nominati, ho fatto tre dosi di vaccino. ..quindi….ripeti tu con me , ma quanto è bello essere schiavo della propaganda avendo la presunzione di essere l’ intellettuale libero che dà lezioni agli inferiori ignoranti. …quasi quasi saresti tentato di sterminarli tutti. ….democraticamente! ! Vola basso che dell’ intellettuale hai lo zero più che la coscienza!

    Piace a 2 people

    • Ti dichiari “addetta ai lavori” nell’ambito dei passati due anni di COVID19 e non hai mai sentito parlare delle persone o testate citate, cio’ che solleva dubbi o sulla tua integrita’ morale o sui lavori a cui fai riferimento. Mi dichiari “schiavo della propaganda” ma esibisci linguaggio enfatico ed intollerante dei miei argomenti. Mi attribuisci tale “intellettualismo” e tale smania piretica nei confronti della tua proiezione mentale su di me.
      Argomentazioni nel merito, quelle si’, zero…
      Non vedo come le tue parole possano essere prese sul serio

      "Mi piace"

  7. Bah, insomma… la liberazione di Gerusalemme (e pure la riconquista araba) non furono esattamente esangui…

    …per non parlare della crociata contro i catari, per non parlare della guerra dei Cent’anni, andate a vedere cosa successe alle cittadine espugnate, come Calais, per esempio.

    "Mi piace"

  8. Segnalo:

    Ucraina, invece di negoziare si grida alla battaglia. La politica si svegli prima dell’Apocalisse!

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/13/ucraina-invece-di-negoziare-si-grida-alla-battaglia-la-politica-si-svegli-prima-dellapocalisse/6557355/

    Luca Fazzi
    Docente in Sociologia presso l’Università di Trento

    Non è del tutto chiaro quanto le opinioni pubbliche occidentali abbiano capito che stiamo andando diritti vero una terza guerra mondiale. Passo dopo passo il conflitto ucraino si è esteso e i governanti europei hanno intrapreso la via più sicura verso il suicidio. Il premier Mario Draghi si è distinto per solerzia, dimenticando che l’hitleriano slogan “l’unica difesa sicura è sempre l’attacco. Attaccate sempre” rimanda a funesti ricordi che mai più vorremmo diventassero realtà.

    Di fronte allo slancio bellico del governo, si sarebbe dovuto aspettare uno stop dalle alte cariche dello Stato visto che mandando armi agli ucraini ha sancito nei fatti l’entrata in guerra dell’Italia, violando l’art. 11 della Costituzione che prevede il paese possa partecipare a un conflitto bellico solo in caso di difesa. Ma in una nazione i cui i massimi vertici Mattarella e Amato hanno più di ottanta anni, e il parlamento è svuotato di ogni potere da ormai più di due anni, forse non si può pretendere molto altro. Certo è che ogni giorno il conflitto mondiale si avvicina sempre più pericolosamente. Le grandi potenze si riarmano, le piccole nazioni europee idem, tutti mostrano i progressi fatti nel lancio di missili intercontinentali. Invece di negoziare si grida alla battaglia.

    Che questa guerra sia stata dichiarata in nome della libertà non ci crede nessuno. Come scriveva Albert Camus, “il benessere dell’umanità è sempre l’alibi dei tiranni”. Putin è solo uno dei tanti dittatori che affamano e uccidono gli oppositori e solo uno tra i tanti politici che hanno invaso con le armi un paese straniero per motivi strumentali.

    Se i governanti e gli affaristi che sostengono e spronano il conflitto per incassare profitti miliardari sono lanciati verso l’Apocalisse, non è detto però che le opinioni pubbliche siano dello stesso avviso. Anzi, tutti i sondaggi dicono che all’iniziale scetticismo si sta affiancando piano piano una salutare paura dell’apocalisse.

    Fino a che si tratta di scegliere tra la pace e un condizionatore, per usare l’infelice espressione del gerontocrate Draghi, forse si potrebbe ancora discutere, posto che con il cambiamento climatico e le estati sempre più bollenti, fare restare senza aria condizionata una nazione con oltre tre milioni di over 85 equivarrebbe a causare una vera ecatombe. Ma se la alternativa è l’Ucraina o la vita, non ci sono dubbi che la maggior parte degli italiani e delle persone con la testa sulle spalle non avrebbero nessuna esitazione. Perché alla fine – Brecht insegna – dovrebbe essere chiaro a tutti che nelle guerre “è sempre la povera gente a pagare” e andare oltre con questo conflitto non può che portare a decisioni sempre più devastanti.

    Molti pensano che nessun politico razionale darebbe l’ordine di lanciare bombe atomiche contro il nemico, pena la sua stessa distruzione. Ma la teoria delle decisioni ha da decenni messo in luce che gli esseri umani tutto sono fuorché razionali. La paura, la sottovalutazione del rischio in nome delle abitudini, l’umiliazione, l’errore fanno parte del comportamento quotidiano di ciascuno di noi e spiegano la grande parte delle decisioni prese per affrontare i problemi. Un Putin sconfitto magari con la Nato che entra in territorio russo che cosa farebbe persa ogni speranza di sopravvivenza? Perché dovrebbe fare la fine di Saddam senza portare nella tomba anche i suoi nemici? Oppure un Biden, preso da senilità, per lasciare memoria ai posteri del suo coraggio perché non dovrebbe andare oltre la linea rossa che separa la vita e la distruzione dell’umanità?

    Fino a oggi i media hanno fatto accenni superficiali agli effetti di una guerra nucleare. Forse converrebbe che i cittadini si informassero bene per scoprire che un fungo atomico non è solo una fotografia da scambiarsi su Istagram o Facebook. Gli abitanti del nordest per esempio dovrebbero informarsi sul fatto che un attacco su Aviano in Friuli comporterebbe la scomparsa della vita umana in tutte le regioni confinanti nel giro di pochi giorni. Lo stesso vale per i residenti nel raggio di cento chilometri dalle basi Nato dislocate su tutto il territorio nazionale. Peggio andrebbe però per i sopravvissuti, perché la morte per radiazioni causa agonie dolorosissime di cui gli abitanti di Nagasaki e Hiroshima rimasti in vita dopo l’attacco nucleare americano possono offrire drammatica testimonianza.

    L’unico auspicio in questo scenario di follia collettiva è che qualche partito, non fosse altro che motivi elettorali, faccia propria la bandiera del neutralismo e faccia cadere il governo del premier più pericoloso che la storia d’Italia abbia mai avuto. La ragione nobile è che il paese potrebbe rompere il fronte del bellicismo europeo e svolgere una funzione di mediazione nella guerra, magari facendosi seguire velocemente da altre nazioni.

    Una motivazione a cui siamo sicuri la maggior parte degli elettori italici sarebbe molto più sensibile può essere riassunta però più efficacemente nella seguente domanda: perché dobbiamo morire per l’Ucraina? Non per aiutare gli ucraini che con la corsa agli armamenti sono usati solo come carne da macello per interessi economici e geopolitici innominabili. Certo nemmeno per difendere l’Europa dall’assalto di Putin che non ha alcuna convenienza ad aggredire un avversario Nato più forte di lui nella guerra convenzionale. Rimarrebbe come ratio il sacrificio per aiutare le banche e gli investitori che scommettono sulla vendita delle armi. Sinceramente però non pare una buona ragione per morire.

    Speriamo che, almeno per amore del proprio tornaconto, qualche politico si svegli e faccia saltare il banco velocemente.

    Piace a 1 persona

    • Mi segnali anche una soluzione? Un movimento popolare che richieda l’applicazione delle stesse regole per tutti? Per i morti dello Yemen e quelli dell’Ucraina, per le multe di Mastella e per lo smantellamento della NATO? Se ci provi, scoprirai che sono cose gia’ dette da cinquant’anni. Cinquant’anni e cinque stelle…
      Tu segnali, io boicotto Formula 1 e Campionati di calcio, di tennis, di vela, di tutto. Chi altro lo farebbe? Niente 90 minuti fino a che gli sponsor dalle mani insanguinate vannno via, niente Ferrari fino a che corrono in paesi dittatoriali/antidemocratici. Niente Olimpiadi, niente CocaCola, niente automobile, niente Marlboro, eccetera.
      Bisogna ricominciare, per chi non ha mai smesso.

      "Mi piace"

      • Per il “potere” che rappresento, ho spento il riscaldamento dal 24/02/2022…e non intendo abbassato, intendo SPENTO.
        Per il “potere” che rappresento, non mi contento delle notizie e informazioni della stampa filo atlantista e cerco informazioni per elaborare riflessioni più ampie.
        Per il “potere” che rappresento, scrivo ai quotidiani per chiedere più trasparenza e invio informazioni che trovo.
        Per il “potere” che rappresento, boicotto le grandi firme, le multinazionali della grande distribuzione.
        Per il “potere” che rappresento, coltivo un giardino.

        Ho segnalato un articolo del Fatto.
        Lei ne chieda conto all’autore! Io scrivo al Fatto, da semplice lettrice, almeno tre volte alla settimana, in merito a articoli, editoriali, oppure inviando info e spunti, mi rispondono quasi sempre, persino Travaglio.

        Stia bene.
        La guerra non è con me, è con chi ci da la merda e dice trattarsi di cioccolata.

        "Mi piace"

      • “Per il “potere” che rappresento, non mi contento delle notizie e informazioni della stampa filo atlantista e cerco informazioni per elaborare riflessioni più ampie”.
        Uahahahahaahah!!!

        "Mi piace"

      • Ognuno si qualifica per la capacità argomentativa che possiede…..

        Ridere fa bene! Felice di aver contribuito al suo benessere.
        Auguro anche a lei una piacevole serata.

        "Mi piace"

      • Guardi Elena, su lei non infierisco perché mi sembra una persona gentile.
        Restiamo così, amici come prima. Io con le informazioni della “stampa filo atlantista”, lei con le sue “riflessioni più ampie”.
        Buona serata.

        "Mi piace"