La gara d’appalto vinta dalla Source Tactical Gear per inviare gilet antiproiettile alla polizia italiana non è un caso isolato

(Luigi Mastrodonato – lespresso.it) – Nel maggio 2024 il ministero dell’Interno italiano ha pubblicato un bando di gara per l’acquisto di 15mila gilet antiproiettile destinati alla polizia. Si sono presentate solo due società. La Grassi Spa, poi esclusa dalla gara per la non conformità del campione presentato. E la Source Tactical Gear, con un’offerta da poco più di otto milioni di euro ritenuta «anormalmente bassa» ma poi accettata dalla commissione giudicatrice. La Source è una società israeliana fornitrice di lunga data delle Forze di difesa israeliane (Idf) che ha tra i propri dipendenti ex ufficiali dei reparti speciali dell’esercito. Un caso non isolato, visto che negli ultimi tempi sono stati siglati altri contratti simili per attrezzare le forze dell’ordine italiane.

Idf, polizia e carabinieri

Alla fine del 2008 l’esercito di Israele lanciò sulla Striscia di Gaza l’operazione “Piombo fuso” che si concluse con oltre mille morti palestinesi e la denuncia dell’Onu di gravi violazioni dei diritti umani. Oggi sul sito dell’azienda israeliana Source, fondata nel 1990 e specializzata in progettazione militare, ancora si rivendica di aver attrezzato le Forze di difesa israeliane durante quell’offensiva militare. Lo staff dell’azienda è composto anche da ex ufficiali ormai in congedo dell’esercito, soprattutto nella sua sezione Ricerca&Sviluppo, e negli anni ha continuato a vestire le Forze di difesa israeliane (Idf), anche durante il genocidio nella Striscia di Gaza perpetrato dal 2023.

La gara d’appalto vinta dalla Source Tactical Gear per inviare gilet antiproiettile alla polizia italiana non è un caso isolato. Nel novembre 2025 l’azienda si è aggiudicata un’altra gara d’appalto per la fornitura di giubbotti antiproiettile per Carabinieri donne. L’azienda ha diffuso un comunicato in cui sottolineava che queste uniformi «sono anche in dotazione alle forze armate, comprese le Forze di Difesa Israeliane, a conferma della posizione di Source come fornitore militare di fiducia».

Caschi antiproiettile e software

Nel maggio 2025 il Ministero dell’Interno italiano ha pubblicato i risultati di un bando per la fornitura di 500 caschi antiproiettile completi di visiera alla polizia. Avevano partecipato la Raleri srl, poi esclusa per documentazione incoerente; la Protos srl, esclusa per non conformità del campione presentato; e la Prima Armi srl, con un’offerta pari a 318.250 euro ritenuta «anomala». Dopo ulteriori accertamenti l’azienda si è però aggiudicata la gara.

La Prima Armi srl è un’ausiliaria della Marom Dolphin Ltd, azienda israeliana fondata nel 1993 da ex soldati delle Forze di difesa israeliane che si descrive come «il principale fornitore autorizzato di sistemi di trasporto tattico e giubbotti antiproiettile per l’esercito israeliano». Le sue attrezzature sono state utilizzate anche da alcuni influencer israeliani, con il marchio dell’azienda bene in vista, mandati dal governo Netanyahu nella Striscia di Gaza per creare contenuti video da migliaia di visualizzazioni volti a negare il genocidio e la crisi umanitaria.

Tra il 2024 e il 2025 risultano anche la firma di contratti da parte di carabinieri e polizia con la società israeliana Cellebrite. Quest’ultima è specializzata nella realizzazione di sofwtare spia che, secondo la denuncia di ong come l’American Friends Service Committee, sono stati testati sulla popolazione palestinese della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. Un report di Giovani Palestinesi, People’s Embargo for Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch con il contributo dell’European Legal Support Center ha segnalato l’esistenza anche di una rotta commerciale inversa, dall’Italia a Israele. Nel 2024 la polizia di Ostia avrebbe infatti inviato 44 pallet di giubbotti antiproiettile al gruppo Source con un carico partito dal porto di Salerno a bordo della Amelie Borchard e consegnato al porto di Haifa.

Il ministero dell’Interno non ha fornito chiarimenti su questo tipo di contratti e sui soldi pubblici spesi dal 7 ottobre 2023. Resta da capire se l’annuncio della premier Giorgia Meloni sulla sospensione dell’accordo di cooperazione tra Italia e Israele impatterà anche su questo tipo di commesse.