Cattivi bidelli

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Siccome non c’è giornale che non ospiti una rubrica fissa contro Alessandro Orsini, vien da domandarsi che fastidio può dare un prof che per mezz’oretta a settimana, spalmata su due o tre talk show, stecca nel coro delle Sturmtruppen che cantano h24 marcette militari. La risposta sono i sondaggi fra gl’italiani che, più ascoltano trombe […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

105 replies

  1. Cattivi bidelli

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Siccome non c’è giornale che non ospiti una rubrica fissa contro Alessandro Orsini, vien da domandarsi che fastidio può dare un prof che per mezz’oretta a settimana, spalmata su due o tre talk show, stecca nel coro delle Sturmtruppen che cantano h24 marcette militari. La risposta sono i sondaggi fra gl’italiani che, più ascoltano trombe e trombette di guerra, più si oppongono al pensiero unico del riarmo. Orsini dà noia perché, anche quando lo menano in cinque (cioè sempre), la gente ascolta lui e non i picchiatori. Quindi non basta strappargli il contratto, sbeffeggiarlo e linciare chi – come Bianca Berlinguer – osa invitarlo senza farlo bombardare: va proprio eliminato. Ecco dunque un’armata di maestri di giornalismo darsi un gran daffare per giustificare il bavaglio ad personam. Repubblica ausculta un noto vessillo della libertà: Bruno Vespa. Che assicura: “Orsini non lo invito” perché, com’è noto, detesta “l’informazione distorta”. Sì, ma Orsini? “Non l’ho mai ascoltato”. Ah ecco, però ne ha sentito parlare: “Se è vero quello che leggo, non l’avrei invitato”. E poi “il budget ospiti di Porta a Porta è la mensa della Caritas, gli opinionisti non sono mai stati pagati”. Tranne Scattone e Ferraro, gli assassini di Marta Russo, pagati 260 milioni di lire nel ‘99 per un’esclusiva al Tg1 e a Porta a Porta: la famiglia Russo fece causa alla Rai, visto che i due giovanotti non avevano pagato i danni previsti dalla condanna; si scoprì che il “servizio pubblico” li aveva pagati sul conto di un prestanome per aggirare il blocco dei beni disposto dal tribunale; e la Rai, per uscire da una causa persa, dovette sborsare altri 200 milioni ai Russo. La mensa della Caritas, appunto. Invece Orsini, non avendo ammazzato nessuno, deve lavorare gratis, anzi tacere.
    Il Foglio recluta Costanzo che però, forse memore dell’intervista genuflessa a Gelli, evita di moraleggiare. Va meglio con un celebre premio Pulitzer, Franco Di Mare, che incredibilmente dirige Rai3, piena di talk show, dopo averne condotti un bel po’, infatti dice che fanno “un po’ schifo”, specie se c’è “l’accademico posseduto”: “non è pluralismo né giornalismo, è Bagaglino con fenomeni da baraccone”. Tipo lui che fece una serata per la Pampers lanciando una finta edizione del Tg1. Dunque è un’autorità nel giornalismo e nel pluralismo (c’erano pure i Tampax e i Tempo).

    Ps.Non bastando Orsini, Johnny Riotta lancia la fatwa contro Lucio Caracciolo che – qualunque cosa voglia dire – “diventa per Travaglio e il Fatto-Tass portabandiera dei Putinversteher con il perenne bla bla su peccato originale Occidente. Peccato davvero, ma la deriva era visibile da anni ormai”. La deriva di sapere di cosa parla, ma soprattutto di saper leggere e scrivere.

    Piace a 6 people

  2. Siamo alla Santa Inquisizione con in piazza le pire degli eretici….

    Sicuramente è ancora viva la memoria della guerra negli italiani, della guerra nelle nostre case intendo. E sono ancora vivi i ricordi delle tante stagioni delle stragi, delle strategie della tensione, dell’infinità di guerre di mafia.
    A noi italiani la guerra fa schifo, e ancora più schifo fa essere presi per il culo.

    Piace a 2 people

  3. Secondo “Ria novosti”:

    Il numero di serie dimostra che il razzo caduto su Kramatorsk appartiene alle forze armate ucraine
    Il numero di serie dimostra che il missile Tochka-U caduto su Kramatorsk appartiene alle forze armate dell’Ucraina.

    Questo è l’articolo completo che cita anche immagini dei resti del missile trasmesse dal tg de La7

    https://ria.ru/20220409/kramatorsk-1782722177.html

    Potrebbe trattarsi di propaganda russa.
    Mettiamo invece che corrisponda al vero (vengono riportati dei numeri di serie a supporto della tesi russa):
    come farebbero i media (nostrani e non solo) a fare manovra per una inversione a 180° senza che nessuno se ne accorga?

    Piace a 1 persona

    • Ci penserà quel cialtrone di David Puente, divenuto tale non appena si è arruolato con Mentana, a riportare tutto nel seminato. E che Fame e Guerra sia!

      "Mi piace"

    • «L’occidente ha i missili delle bugie

      Contro ogni evidenza e contro ogni realtà: l’informazione dell’occidente è solo uno specchio di una narrazione a senso unico calata e ordinata anzi ordita dall’alto. L’inganno metodico e quotidiano oggi si impernia sul missile Tochka-U con una testata multipla lanciato sulla città città di Kramatorsk e che ha fatto almeno 30 vittime e naturalmente attribuito tout court ai russi. Un vero peccato che questi missili, un reperto dell’era sovietica, li abbiano soltanto gli ucraini, così come solo gli ucraini avevano i vecchi Buk che abbatterono l’aereo di linea malaisiano in volo sui cieli dell’Ucraina. Che si tratti di un Tochka-U lo dimostrano le foto della sezione di coda che sono inequivocabili. Ma chi se ne frega: l’importante è salvare la faccia degli amici nazisti e fare in modo che gli europei continuino ad odiare i russi abbastanza per permette ai governi venduti e incapaci di mandare in rovina il continente. Non importa quanto sia grande e quanto evidente la bugia: la tattica ormai collaudata e è creare la prima impressione, se poi tra qualche giorno emergeranno dubbi, si potrà anche ammettere che forse non era vero, tanto rimarrà comunque l’impronta emotiva del primo momento. In fondo l’obiettivo finale non è quello di coinvolgere le persone integre, intelligenti e attente, ma l’infinito serbatoio di mediocrità intellettuale e ipocrisia morale che l’impero della menzogna è riuscito a creare in quarant’anni di sprofondo culturale.».

      Piace a 1 persona

    • Eppure (mi pare giovedì sera ) alle 19.30 nelle anticipazioni del tg1, il conduttore ha detto che un missile russo ha fatto una strage alla stazione.
      Nota bene: senza specificare chi l’ha sparato.

      Come se in alla notizia di una rissa a finita a colpi di pistola marca Beretta al tg1 dicessero: una Beretta ha assassinato un uomo.
      Cose da non credere.

      Piace a 1 persona

  4. “Orsini dà noia perché, anche quando lo menano in cinque (cioè sempre), la gente ascolta lui e non i picchiatori”.
    E ti credo! È la nuova maschera del teatrino televisivo italiano in tempo di guerra. Vedere Crozza per credere.
    La gente: “oh, vieni a vedere, c’è quello strano dell’altra volta, quello che si mette le mani in faccia e le spara grosse…”.

    Piace a 1 persona

    • Sono d’accordo, ormai è un personaggio televisivo come altri. Chi organizza i talk shows ha capito che è molto polarizzante, quindi perfetto per creare dibattiti e fare chiacchiera. Un po’ come quando i virologi sbarcarono in tv. Ovviamente lui sa benissimo in che tipo di trasmissioni sta andando, nessuno lo costringe a partecipare, e chiaramente sa chi siano gli altri ospiti. Per cui non ha alcun senso criticare il format in cui Orsini è invitato, perché lui stesso ne trae e ne trarrà giovamento. Probabilmente si diverte anche nel suo ruolo: l’accademico tra i non accademici.

      Piace a 1 persona

    • @Santo

      Ho visto Crozza che intrrpreta Orsini.
      Divertente ma potrebbe fare di meglio.
      Il Crozza Orsini non muove le mani, l’Orsini in carne ed ossa sembra un direttore d’orchestra mentre parla.

      Il personaggio col suo narcisismo ai presta bene ad essere perculato.

      "Mi piace"

      • “… l’Orsini in carne ed ossa sembra un direttore d’orchestra mentre parla”.
        Vero, ah ah ah!
        Ma Crozza ha comunque centrato il problema di Orsini. Anche le cose intelligenti che dice (una, due) sono sommerse e annientate dal suo narcisismo.

        "Mi piace"

  5. Putin chiedeva con quale autorità hanno deciso di uccidere Gheddafi.

    E questo è Putin il FOLLE… ah! Se lui è pazzo, gli altri cosa sarebbero? https://www.youtube.com/watch?v=g0_Tr7Hu3zo

    E chi l’avrebbe detto di appoggiare De Luca? Ebbene sì. Lo appoggio. De Luca: c’é un colpevole certo (Russia), ma non ci sono innocenti, perché l’Ucraina doveva restare neutrale, invece stanno mandando pure la Finlandia in zona NATO. Mentre l’Ucraina viene inondata di armi e a nessuno importa di salvare i civili.

    "Mi piace"

    • La guerra contiene sempre la falsità di ha responsabilità! Dubito da sempre delle facili soluzioni.. ma rimango basita dalle sceneggiature che ci vengono propinate ! Le persone dovrebbero porsi delle domande di buon senso ! Anche se la verità è la prima vittima di una guerra ! Ci sono troppi interessi economici di cui non abbiamo alcuna contezza ! E come scommettere al trotto o al galoppo o la roulette .. questione di culo !tanto il banco vince sempre ! E sappiamo bene chi ha il banco ! Rouge ou noir ? En pair on passe ?

      "Mi piace"

      • È una guerra voluta da entrambe le parti (Russia e USA).
        I motivi sono economici, non strategici militari per la sicurezza.
        C’è di mezzo anche la transazione ecologica che metterebbe ai margini le fonti di energia fossile.
        I militari in genere sono gli ultimi che desiderano la guerra.

        "Mi piace"

  6. https://jacobinmag.com/2022/04/ukraine-russia-putin-azov-neo-nazis-western-media/
    L’ articolo è lungo, ma ben documentato ed articolato, vale la pena di leggerlo! In un commento avevo scritto giorni fa che Azov in Ucraina era la punta di iceberg di qualcosa di più diffuso e pericoloso, in risposta ad un commentatore che mi sfotteva sulla mia fissazione. ..qui c’è una bella rassegna di articoli, autori, organizzazioni che dimostrano come la questione non sia solo la fissazione di una deficiente…..

    "Mi piace"

    • Ecco il soldato Polikarpov Nikolay Vladimirovich: ucraino di 49 anni, ha un paio di tatuaggi da mostrare al pubblico. So’ ragazzi..

      "Mi piace"

    • @Zi ti
      Esatto! Una tansAzione energetica che, se Putin dovesse vincere la guerra, o se dovesse indirizzare maggiori forniture di gas a est, anziché in Europa, passerà forzatamente dal Nucleare. Gli Agnelli, noti affaristi registi della storia nazionale, hanno investito in nucleare….
      Quindi gas, per un po’, poi Nucleare ☢️…..alla faccia della transizione energetica!
      Eolico e fotovoltaico sono solo serviti a distribuire certificati verdi e Miliardi di euro a mafie, fondi, associazioni “ambientaliste” diventate comitati d’affari. Avrebbero dovuto e potuto rappresentare una rivoluzione positiva, sono divenute pastura. Avrebbero potuto istituire comunità energetiche, programmare e pianificare il piano energetico nazionale modulando in base al reale potenziale produttivo e non ai GW installati a casaccio. Avrebbero dovuto nazionalizzare impianti e filiere, invece hanno messo tutto in mano alla speculazione.
      Ora di eolico e fotovoltaico possiamo solo “ammirare” l’impatto paesaggistico.
      E vogliamo parlare degli impianti di accumulo che potevano servire a calmierare le dispersioni di rete? che resta un colabrodo…. Aziende italiane hanno sviluppato progetti magnifici!
      I Governi se ne sono fottuti!
      E ora la soluzione è cornuti e mazziati!

      "Mi piace"

  7. https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-intervista_a_benedetta_piola_caselli_i_dati_sui_profughi_ucraini_sono_impossibili_da_un_punto_di_vista_logico/5496_45896/
    Anche questo è un articolo da leggere, Benedetta Piola Casella è un’ operatrice umanitaria che si occupa di profughi in Ucraina , direttamente sul posto! Le voci dei protagonisti direttamente coinvolti andrebbero sentite tutte perché sono utili a farsi un’ idea complessiva della situazione!

    Piace a 1 persona

    • piccolo appunto

      “Non è così. Per esempio, quasi nessuno è partito da Leopoli, che ha invece accolto un numero
      importante di profughi, ufficialmente 200.000, senza che questo però abbia alterato la struttura e la vita della città.”

      che nessuno parta da una regione con un’alta tradizione d’emigrazione (forse tra le maggiori in Ucraina)
      mi pare strano, in ogni caso che un città che conta circa 700.000 anime
      (vive o morte è da verificarsi dato che il censimento l’hanno rimandato
      pare per non voler scoprire la notevole mancanza di quelle vive)
      possa accogliere senza problemi 200.000 persone mi pare non capire cosa significhino quei numeri

      primo – dove li metti a dormire, Leopoli non è Rimini d’inverno, e una tendopoli in questa stagione è impensabile
      secondo – come li sfami (organizzare pasti e vettovagliamento per 1/3 di persone in più sul tuo territorio
      non è uno scherzo per la logistica sia lato approvvigionamento che lato distribuzione)
      terzo – li tieni nascosti in cantina? in città sarebbe ben visibile una tal quantità di persone in più

      che i numeri siano gonfiati per far scena parrebbe, da lontano, pure a me, ma,
      mi spiace per gli ucraini e so che non gli piacerebbe sentirselo dire, è una occasione troppo ghiotta
      per entrare, quasi invitavi, in quella EU dove cercano di entrare da anni con visti turistici
      per poi scomparire dai radar ufficiali e magari farsi un periodo spesati

      che poi un ucraino parli male dell’Ucraina, con uno straniero, è cosa da fantascienza, tra di loro
      dicono cose che sono peggiori di quelle che uscirebbero da certe boccucce di rosa nostrane
      ma non parlando con stranieri, ucraini russofoni, non russofoni che siano.

      "Mi piace"

  8. A quando è fissato un bel falò per bruciare tutti i libri’ come nel famoso rogo del 33 un bel Bücherverbrennungen mi sembrerebbe una cosa che il nostro democraticissimo governo itaGGliano dovrebbe organizzare a breve.

    "Mi piace"

  9. Berlusconi abiura e da l’estrema unzione a Putin:
    https://www.msn.com/it-it/video/celebs/berlusconi-deluso-e-addolorato-da-putin/vi-AAW2KB9

    Nell’ovazione dei suoi accoliti che non aspettavano altro che smarcarsi dallo zar sanguinario, oggi come ieri, come del resto tutti i potenti della terra, non considerando di ottenere l’effetto dei sorci italici, storicamente famosi per essere lesti a abbandonare la nave che affonda, e all’occorrenza a girare i fucili e a sterminare gli alleati di un minuto prima. La chiusa sull’abbaglio di venti anni fa suona come un’abiura compiuta per salvarsi la pellaccia politica.
    La politica….da quando è sceso in politica, il nostro Silvio ha accompagnato al patibolo alcuni amici, ricordo Gheddafy e Saddam. Ma negli anni, la conta dei “dittatori” a cui è sopravvissuto sono parecchi: Mubarak, Rabbani, Mullah Omar, Castro, Milosevic, Robert Mugabe, Henry Konan Bédié, Siad Barre, Re Salman….
    Sicuramente me ne verranno in mente altri.

    "Mi piace"

  10. Scott Ritter è un ex ufficiale dell’intelligence del Corpo dei Marines degli Stati Uniti che ha guadagnato il rispetto internazionale per la sua indipendenza e integrità come commentatore di conflitti e relazioni estere. Questa settimana, è stato bandito dalla piattaforma dei social media di Twitter per aver contestato le affermazioni occidentali di un massacro a Bucha, in Ucraina, presumibilmente compiuto dalle truppe russe. Mosca nega le affermazioni, così come altri analisti indipendenti che indicano la prova che l’incidente è stata una provocazione sotto falsa bandiera perpetrata dai reggimenti nazisti ucraini sostenuti dalla NATO per indebolire la Russia a livello internazionale e rafforzare gli obiettivi occidentali. È un segno premonitore dei tempi che Ritter dovrebbe essere bandito per aver osato mettere in discussione narrazioni dubbie. (In seguito è stato reintegrato a seguito di una protesta pubblica contro la censura.)

    Colloquio

    Domanda: Pensi che la Russia abbia una giusta causa nel lanciare la sua “operazione militare speciale” in Ucraina il 24 febbraio?

    Scott Ritter: Credo che la Russia abbia articolato una pretesa conoscibile di autodifesa collettiva preventiva ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. La minaccia rappresentata dall’espansione della NATO e dal bombardamento di otto anni dell’Ucraina sui civili del Donbass rientrano in questo ombrello.

    Domanda: pensi che la Russia abbia legittime preoccupazioni sul fatto che il Pentagono sponsorizza programmi di armi biologiche nei laboratori in Ucraina?

    Scott Ritter: Il Pentagono nega qualsiasi programma di armi biologiche, ma ammette programmi di ricerca biologica sul suolo ucraino. I documenti catturati dalla Russia avrebbero scoperto l’esistenza di programmi i cui componenti potrebbero essere interpretati come aventi applicazioni offensive di guerra biologica. Gli Stati Uniti dovrebbero essere tenuti a spiegare lo scopo di questi programmi.

    Domanda: Cosa ne pensi delle accuse nei media occidentali secondo cui le truppe russe hanno commesso crimini di guerra a Bucha e in altre città ucraine? Si sostiene che le forze russe abbiano giustiziato sommariamente civili.

    Scott Ritter: Tutte le denunce di crimini di guerra devono essere indagate a fondo, comprese le accuse ucraine secondo cui la Russia ha ucciso civili ucraini a Bucha. Tuttavia, i dati disponibili sull’incidente di Bucha non supportano le affermazioni ucraine e, in quanto tali, i media dovrebbero astenersi dal fare eco a queste affermazioni come fatti fino a quando non sarà condotta un’indagine adeguata sulle prove, da parte dei media o di autorità imparziali.

    Domanda: Pensi che il presunto attentato russo a un ospedale e a un teatro d’arte a Mariupol siano state provocazioni false flag?

    Scott Ritter: Entrambe le località sono disponibili per un esame forense dettagliato che confermerebbe o confuterebbe le accuse ucraine secondo cui queste località sono state colpite da bombe aeree russe. Dovrebbero essere raccolti altri dati, come l’esistenza di eventuali dati radar della NATO che porterebbero aerei russi su queste due località al momento del presunto attacco. Un esame forense dettagliato di ciascun sito farebbe molto per provare o smentire le affermazioni ucraine attraverso la raccolta di frammenti di armi e la valutazione di campioni ambientali che mostrerebbero la composizione chimica di qualsiasi esplosivo utilizzato, consentendo così una migliore idea di quale arma o è stato utilizzato esplosivo per distruggere i siti.

    Domanda: I governi occidentali e i media mainstream hanno denigrato gli obiettivi russi di “smilitarizzare e denazificare” l’Ucraina. L’Occidente dice che la Russia ha inventato o esagerato grossolanamente questi problemi come pretesto per l’invasione. Pensi che questo negazionismo occidentale sia dovuto al fatto che non vuole riconoscere che la Russia potrebbe davvero avere preoccupazioni legittime, e in secondo luogo che riconoscere significherebbe ammettere che l’Occidente è parte del problema nella guerra in corso?

    Scott Ritter: L’ironia è che l’Occidente aveva documentato a fondo la portata dell’ideologia nazista nelle strutture civili, politiche e militari dell’Ucraina durante e dopo il colpo di stato di Maidan del 2014. Questa realtà documentata è stata deliberatamente oscurata dalle stesse fonti che ne avevano precedentemente documentato l’esistenza una volta avvenuta l’invasione russa. Riconoscere l’esistenza di questa odiosa ideologia da parte della NATO richiederebbe alla NATO di riconoscere il ruolo che ha svolto nell’addestramento e nell’equipaggiamento del personale del reggimento Azov dal 2015. La documentazione russa del suo sforzo di de-nazificazione in corso in Ucraina è fonte di continuo imbarazzo per la NATO, poiché espone la portata e la portata del ruolo della NATO nel potenziare la militarizzazione dell’ideologia nazista in Ucraina.

    Domanda: Per circa quattro mesi prima dell’intervento russo in Ucraina, l’amministrazione Biden ha affermato senza sosta che Mosca stava pianificando un’invasione. Pensi che questo sia un caso di grande intelligence da parte di Washington o il culmine della provocazione di Washington che ha portato all’azione militare russa in Ucraina?

    Scott Ritter:Ora sappiamo che la comunità dell’intelligence statunitense sotto l’amministrazione Biden è impegnata in una politica di “declassificazione” casuale dell’intelligence allo scopo di plasmare l’opinione pubblica (il cosiddetto “anticipare la storia”). Non ci sono prove che l’intelligence relativa alla potenziale azione militare russa fosse basata su qualcosa di diverso dalla speculazione politicizzata derivata da un’analisi grezza delle disposizioni militari russe prive di qualsiasi contesto. Qualsiasi vera valutazione dell’intelligence relativa ai tempi di qualsiasi azione militare russa avrebbe incorporato l’imperativo politico interno di ottenere l’approvazione della Duma [parlamentare russa] per lo spiegamento delle forze russe fuori dai confini della Russia, il che comporta il requisito di una giustificazione conoscibile per questa azione militare ai sensi della Carta delle Nazioni Unite.

    Domanda: I media occidentali riferiscono che l’operazione militare russa in Ucraina sta fallendo perché non ha completamente invaso l’Ucraina. Da esperto militare, come vede procedere l’operazione russa?

    Scott Ritter: La Russia sta combattendo una campagna molto difficile, ostacolata dalla propria costrizione progettata per limitare le vittime civili e i danni alle infrastrutture e dal fatto che l’Ucraina possiede un esercito molto ben addestrato, ben guidato ed equipaggiato. La Russia ha schierato circa 200.000 soldati a sostegno di questa operazione. Stanno affrontando circa 600.000 forze ucraine. La prima fase dell’operazione russa è stata progettata per modellare il campo di battaglia a vantaggio della Russia, riducendo al contempo le dimensioni e la capacità dell’abilità ucraina di condurre conflitti su larga scala. La seconda fase è incentrata sulla distruzione della principale concentrazione di forze ucraine nell’Ucraina orientale. La Russia è sulla buona strada per portare a termine questo compito.

    Domanda: Vedete che il pericolo dell’Ucraina viene trasformato in una guerra per procura dagli Stati Uniti e dai partner della NATO contro la Russia in un modo che tenta di ripetere la guerra segreta dell’Occidente in Siria o la guerra in Afghanistan (1979-89) con l’Unione Sovietica? Ci sono notizie di legioni straniere inviate in Ucraina attraverso i paesi della NATO. Pensi che ci sia un piano occidentale per coinvolgere la Russia in una guerra per procura che mira a indebolire la Russia politicamente, economicamente e militarmente?

    Scott Ritter: Il conflitto ucraino è una guerra per procura, ma che la Russia è pronta a vincere in modo decisivo. Sebbene sembri esserci un piano NATO/occidentale per coinvolgere la Russia in un “nuovo Afghanistan”, non vedo alcun rischio che questo conflitto si protragga per più di qualche settimana al massimo prima che la Russia ottenga una vittoria strategica sull’Ucraina .

    Domanda: C’è un presupposto arrogante tra i governi occidentali che possono imporre sanzioni economiche paralizzanti alla Russia in un modo simile a quello che hanno fatto, tra gli altri, a Iran, Venezuela e Corea del Nord. Ma sei d’accordo sul fatto che se la Russia inizia a imporre le proprie contro-sanzioni limitando le esportazioni di petrolio e gas, gli stati occidentali potrebbero finire per raccogliere un vortice che sta devastando le loro società?

    Scott Ritter: La Russia è stata avvertita con largo anticipo sulla portata e l’entità delle sanzioni guidate dagli Stati Uniti che sarebbero state imposte se la Russia dovesse invadere l’Ucraina. La Russia ha preparato la propria strategia di contro-sanzione che non solo sconfiggerà le sanzioni occidentali, ma rafforzerà ulteriormente l’economia russa dissociandola dal controllo/influenza occidentale e occidentale. Vediamo prove dell’efficacia di questa controcampagna dal momento che il rublo russo viene rafforzato, il mercato azionario russo gode di una trazione positiva e l’Europa e gli Stati Uniti stentano economicamente. L’Occidente ha seminato il vento nel sanzionare la Russia; La Russia non raccoglierà il vortice.

    Piace a 4 people

  11. Orsini qui, Orsini lì.

    Travaglio non l’ho letto ma se l’argomento è Orsini vorrei esprimere una opinione sul personaggio.

    Orsini invita a guardare alla complessità degli eventi ma sembra, se ci fate caso, l’esperto in geopolitica più banale tra tutti quelli che si ascoltano o leggono.

    La sua fama se l’è fatta grazia ad una “posizione scomoda” molto furba perché di filoputiniani più o meno consapevoli c’è ne sono tanti in questo Paese, è lui lo sa.
    Se non avesse fatto il putiniano, non se lo sarebbe cagato nessuno. E questo è un fatto.
    La sua notorietà non dipende dalla qualità delle sue argomentazioni ma dall’essere il geopolitico più putiniano su piazza.

    Poi gioca pure a fare la vittima, il rottoinculo.
    E funziona! Gli va l’acqua per l’orto, molti ingatti ne parlano come di una vittima del sistema mediatico che tenta di azzittirlo proprio mentre lui sta sempre in TV. Da ammazzarsi dalle risate.

    Tanta empatica per il futuro dell’Orsini, poca empatia per il futuro di un popolo che non vuole sottostare ad un tiranno e che dall’esercito di quest’ultimo viene massacrato, donne e bambini inclusi.

    Non volete chiamarlo putiniano?
    Allora diciamo che Orsini non è putiniano, niente affatto, però se Putin lo ascoltasse suppongo gli farebbe molto piacere. Ma non è putiniano.

    Usa la retorica a piene mani.
    “L’arte di ottenere ragione” di Arthur Schopenhauer sembra che sia la sua principale lettura.
    Un uomo di scienza non usa quegli espedienti retorici che possono al massimo essere legittimi in politica, non nel dibattito scientifico.
    Lui afferma di essere un uomo di scienza, cazzo te ne fai della retorica?
    Uno scienziato piccolo piccolo, è questa la verità.
    E presto il re sarà nudo.
    Sarà un altro idolo di Travaglio che si svelerà per quello che è, un meschino opportunista.

    Io lo trovo irritante oltreché mediocre.
    La gestualità è da maniaco compulsivo pieno di sé.

    Ha una gestualità irritante, tracotante, narcisistica, volta a dare sempre peso a tutte le sue parole, anche le più banali.

    Ho il sospetto che se ad Orsini scappasse una scorreggia, non resisterebbe alla tentazione di fare un ampio ed eloquente gesto della mano.

    "Mi piace"

  12. Arieccolo, ci mancava tanto, cominciavamo a preoccuparci.
    Non sia mai che un ipotetico ponteggio gli fosse caduto sulla zucca, meno male, tutto è bene quel che finisce bene.

    "Mi piace"

    • “Anche se non ho avuto il piacere di ascoltare il prof. Orsini, mi associo ai suoi estimatori”

      Sei involontariamente ridicolo. Non lo ascolti ma lo stimi.

      Come tu possa esserti fatto sfuggire l’Orsini in TV è un mistero, vivi a Mosca?

      "Mi piace"

      • Sei la classica zucca senza semi riempita di spazzatura,
        Continua a vivere con i soldi dei nonni e non rompere i coglioni nazzistello da 4 soldi,
        E invece di passare giornate sui blog ed in palestra cercati un lavoro, coglione.

        "Mi piace"

  13. Andrea ex, secondo te non ha pensiero libero? cultura? è soltanto uno che muove le mani ed è un narcisista esagerato, nonché egocentrico? personalmente vedo tutto questo ma ciò che dice permette di non guardare soltanto in una direzione.. da la possibilità di fare un’analisi.. mio pensiero opinabile..

    "Mi piace"

    • Moky, le analisi complesse di Orsini (come un cane che si morde la coda) hanno come unica soluzione quella di far crepare gli ucraini, o in guerra o sotto una perenne dittatura russa

      "Mi piace"

      • invece adesso non muoiono no poco!?!🙄 non è così semplice il discorso.. personalmente sono molto confusa e combattuta!! come poter risolvere una situazione così assurda, è estremamente complesso anche perché è questione di soldi e potere e quando ci sono di mezzo queste due cose non se ne esce, mettici la cattiveria umana che in certi casi è all’ennesima potenza allora siamo a posto..

        "Mi piace"

    • @Mokj

      Tra i molti ingredienti di cui è farcita tutta questa storia, non dimenticarne due importanti Mokj:

      1) desiderio di non sottostare ad una dittatura che uccide o imprigiona il dissenso. Il desiderio di far crescere la loro giovane democrazia. Il bidogno di libertà del popolo Ucraino.

      2) Le ragioni economiche hanno determinato l’invasione di Putin, che infatti vuole prendersi il Donbass, ricco di giacimenti. Altro che lotta al nazismo.

      3) Putin è più baro di Biden.
      Negava la volontà di invadere l’Ucraina, poi, dopo l’invasione, parlava di semplice “operazione speciale”.
      Continua a parlarne anche ora, dopo aver rasato al suolo intere città.

      Sono due bastardi? Può darsi ma uno è molto più infame, bastardo e pazzo dell’altro.

      Non basta elencare colpe, bisogna soprattutto soppesarle.
      SOPPESARE non elencare.

      Nella amatriciana ci vuole il guanciale, il pecorino romano, il peperoncino (anche se molti utilizzano il pepe).

      Se mi manca il peperoncino, l’amatriciana perde la sua originalità ma poco della sua bontà.
      Se manca il guanciale la amatriciana non sa di amatriciana, è semplice pasta al sugo, al massimo puoi fare una Arrabbiata.

      Gli ingredienti in cucina sono come i fatti in geopolitica, non hanno tutti lo stesso peso.

      Ed i nipotini di Putin che elencano le colpe della Nato per giustificare i crimini di Putin nella migliore delle ipotesi sono degli imbecilli.

      2)

      Piace a 1 persona

    • @ Mokj

      Di nulla, è un piacere confrontarsi con te 😉
      Anche io ho molti dubbi.
      La soluzione interventista ritengo sia la migliore sul piano dell’etica e dei rischi per l’umanità ma non è affatto una strada sicura.
      Il pazzo fottuto potrebbe lanciare la bomba, è un rischio che non possiamo escludere.
      E tutti questi filoputiniani nascono anche da una legittima paura, oltre che dalla propaganda a cui si sono abbeverati soprattutto grillini e leghisti.
      Ma non ho mai voluto ironizzare su questa paura perché è anche la mia, la capisco, la sento.
      Ma la paura va tenuta a bada, altrimenti è paralizzante.
      Non esistono strade sicure in questa guerra, anche chi invoca una resa dell’Ucraina a Putin senza condizioni non è ben consapevole dei rischi che questa scelta comporta.

      Tirare la corda senza romperla, è questa secondo me l’unica strategia possibile.

      Lasciarla lenta non è una soluzione.
      Ma tirarla al punto da romperla è il rischio peggiore.

      Quanto tirarla è il problema, non se tirarla o meno.

      Entrando nello specifico.

      Condivido le posizioni di d’Arcais ma dissento sulla No Fly Zone, perché vorrebbe dire tirarla troppo.
      Eticamente parlando la NFZ è la scelta migliore, strategicamente purtroppo non credo che lo sia.

      Inviare le armi all’Ucraina ed estendere le sanzioni alla Russia è l’unica soluzione possibile.

      Le sanzioni vanno estese al gas, non dobbiamo acquistare più 1 kg di metano dalla Russia.

      L’economia ne risentirà enormemente e stringeremo tutti una cinghia che abbiamo già stretto ma al bastardo del Cremlino bisogna rendere la vita difficile, non solo per la guerra di oggi ma anche per scongiurare le guerre di domani di infami come lui.

      Chi invade non potrà farlo solo perché gli conviene.
      Nessuno dovrà farlo più.

      Trovare giustificazioni al Putin di oggi e un lasciapassare per i Putin di domani.

      Piace a 1 persona

      • una riflessione: la Russia, i suoi oligarchi, il suo capo di stato, in primis, hanno come il fumo negli occhi l’occidente, per una serie di motivi, che vanno in molte direzioni, dall’economia, alla morale, sono dei conservatori, ancor più dei repubblicani americani, sono nazionalisti, imperialisti.. ciò nonostante la loro economia si basa sul liberismo più sfrenato, basti guardare gli oligarchi ed i loro patrimoni miliardari, compreso il presidente, mentre complessivamente la Russia nel complesso, non è che se la cavi proprio alla grande, economicamente parlando.. senza contare che i grandi patrimoni, effettivamente non si sa come siano stati realizzati, se onestamente o meno, forse molto, meno!! poi non parliamo della “democrazia” che di fatto non esiste perché i contrari al “regime”, molto spesso vengono eliminati, in vari modi, se non incarcerati, direttamente fatti fuori.. ciò nonostante il presidente ha grande consenso ed ora dopo l’aggressione all’Ucraina ancora di più, sondaggi interni russi danno una percentuale molto alta.. la mia riflessione consiste in questo: se la Russia è contraria all’occidente ed a ciò che rappresenta, perché si comporta in modo peggiore? per di più non essendo democratica? è vero che gli usa e la nato cercano espandere i territori per acquisire più “dominio” ma, perlomeno apparentemente, sono democratici.. cercare di capire ed essere obbiettivi è assolutamente difficile.. Andrea davvero grazie.. esporre il proprio pensiero è già molto, se poi c’è qualcuno che ti permette di elaborare e capire è ancora meglio 🥰!! p.s. il mio commento non è propriamente in risposta al tuo è soltanto una riflessione molto semplice..

        Piace a 1 persona

      • Certo Mokj, posso anche solo averti offerto uno spunto di riflessione, cosa utile anche se non condividessi il mio punto di vista.
        Il regime in Russia è uno dei peggiore del mondo, peggio di Putin c’è solo er pacioccone coreano.

        "Mi piace"

    • Si ok. È giusto ascoltarlo Orsini. Ma dopo averlo ascoltato io personalmente tendo a semplificare i ragionamenti complessi proposti che tendono solo a confondere la realtà. E dopo aver semplificato gli dò torto marcio

      Piace a 1 persona

      • @Umbro

        Esatto Umbro, capisci la complessità e proprio per questo non ti fai sedurre.

        Tra l’altro la capacità di gestire situazioni complesse è proprio la capacità di ridurle a pochi concetti semplici.

        Qui ci sono persone che postano un video di un nazista ucraino e deducono che il popolo ucraino è nazista.

        Vedono una frasca e pensano che sia l’albero.

        I bravi professori erano dei semplifucatori eccezionali. Non rinunciavano a cercare il pelo nell’uovo ma poi sapevano cogliere la sostanza delle cose.

        L’albero lo vedi nella sua interezza ma poi lo sfrondi delle frasche in eccesso per capire qual è la sua forma e la resistenza dei suoi rami.

        "Mi piace"

      • Non credo fosse la semplificazione e la generalizzare l’intenzione di chi ha postato il video, con ogni probabilità si voleva rafforzare l’evidenza di una presenza massiccia di integralismo nazista.
        In ogni caso, rispetto al video, l’effetto che si ottiene nello spettatore è paradossalmente di profonda pena per quell’uomo spogliato e con un principio di occhio livido, impaurito, indifeso, interrogato da una voce tonante……pur sapendolo di ideologia nazista, pur consapevoli delle atrocità che molti di quei reparti hanno commesso e commettono dal 2014, da Maidan…..
        non posso far a meno di pensarlo come un uomo, nudo, impaurito, solo……
        la guerra è un abominio.

        "Mi piace"

  14. A proposito di morti. …premetto ho toccato con mano l’ esperienza Covid, ho effettuato 3 dosi di vaccino, dopo ho preso pure la variante omicron, quindi non sono negazionista, complottista o no vax, però ora mi faccio qualche domanda, credo sia ancora permesso. …l’ Ucraina ha circa 44 milioni di abitanti, una bassissima percentuale di vaccinati, ha condizioni climatiche, igieniche, nutrizionali, sanitarie pessime,, quindi secondo gli standard della pandemia il Covid avrebbe dovuto fare circa 300-400 morti al giorno, in un mese circa 10.000 persone. …dove sono finiti questi morti? Ci sono fosse comuni? La guerra ha fatto circa 1500 vittime civili in un mese, dove sono gli altri? Perché delle due l’ una, o ci sono e vengono occultati/omessi, oppure milioni di ucraini non vaccinati , non muoiono di Covid, pur vivendo nelle peggiori condizioni possibili! Come è che senza vaccino non si registra un’ impennata di morti? Fossi uno scienziato correrei subito a studiare il vasto campione di non vaccinati che né si ammalano né muoiono, caso unico nella storia della pandemia…….qualcuno è in grado di rispondere al quesito?

    "Mi piace"

    • Le varianti che girano adesso non hanno più niente a che vedere con il virus della prima ora, poi in Veneto gli ucraini che arrivano sono subito vaccinati (come nel resto), la vera emergenza in Ucraina sono le patologie croniche

      "Mi piace"

    • Saltare di palo in frasca è la tua specialità.
      Se esistesse la disciplina olimpionica di “Salto di palo in frasca”, saliresti sul podio, medaglia d’oro.

      "Mi piace"

    • Qui i più sordi alle argomentazioni scettiche o contrarie alla vaccinazione di massa…. Non troverà disponibilità al confronto.

      "Mi piace"

  15. L’ ultima variante in Italia con l’ 85% di vaccinati, ha fatto circa 200 morti al giorno, ricordi i dati di dicembre e gennaio? In Ucraina nemmeno uno! E sono praticamente tutti senza vaccino e certamente con patologie croniche, che guarda caso aumentano la mortalità per Covid, dove anche una variante con bassa letalita’, tipo influenza, aumenta il rischio di morte! Insomma il problema sono le patologie croniche, ora senza cura ed assistenza, le persone non sono vaccinate, anche con la variante omicron dovrebbero comunque morire in un numero superiore alla media, dove sono questi morti?

    "Mi piace"

  16. Andreax rispondi in merito, se ne sei capace! Io faccio i salti che mi pare! Dove sono finiti i morti Covid ucraini? Tu invece sei sul podio della sapienza, per cui mi rivolgo all’ esperto: perché in Ucraina i non vaccinati non si ammalano né muoiono di Covid? Eppure hanno pure ,come scritto dall’ altra esperta, emergenza malattie croniche in difetto di cura ed assistenza, e le polimorbilita’ aumentano la mortalità di Covid anche per varianti con bassa percentuale di mortalità. ….il clima poi dovrebbe contribuire. …

    "Mi piace"

  17. ” i profughi sono subito vaccinati” ed allora? Svilupperanno un’ immunità attiva di protezione fra 1 mese e mezzo. .dopo prima dose di vaccino immunità di protezione circa 30%, dopo seconda dose effettuata a distanza di circa 20 – 40 giorni, copertura dal 70 a 90 %…..terza dose dopo 4-6 mesi, copertura si, ma non su tutte le varianti, in Italia infatti anche con 3 dosi e condizioni sanitarie certamente migliori dell’ Ucraina, con l’ aumento dei casi, aumento anche dei morti. ….Ed in ogni caso io non mi riferisco ai profughi, anche se fossero 4 milioni, e non credo, 40 milioni di ucraini sarebbero ancora nel paese, con emergenza malattie croniche, condizioni climatiche, igieniche e sanitarie pessime, e non vaccinati. …..in un mese dovrebbero esserci dei morti o no? Dove sono finiti? Perché in Ucraina non c’è la pandemia, non ci sono malati e non ci sono morti? Hanno qualche forma di protezione pur avendo soggetti affetti da patologie croniche che ovviamente non si curano in questo momento? Pur avendo una situazione ambientale pessima in ogni senso, li non esiste la pandemia? Quella semplice da omicron, molto diffusiva, che in un attimo fa 100.000 casi al giorno, figurati nei rifugi o nelle cantine dove stanno tutti insieme, non vaccinati…..da noi 200 e fino a 300 casi al giorno di morti omicron, non vaccinati, ed in parte anche vaccinati con patologie croniche, l’ emergenza che tu hai giustamente fatto notare, un aggravante in termini di mortalità da variante omicron. …..infatti in Italia abbiamo fatto la terza dose di vaccino e fra alcuni mesi la quarta…….con green pass, precauzioni, distanziamento, abbiamo avuto in un mese a dicembre/gennaio più morti dell’ Ucraina a febbraio/marzo? I dati, per favore, numeri e non chiacchiere! !

    "Mi piace"

    • E infatti c’è la pandemia in Ucraina, se tu seguissi il mainstream avresti visto i servizi negli ospedali o nei scantinati dove hanno parlato di questo, considera poi che loro essendo pochissimo vaccinati il virus lo avevano già incontrato

      "Mi piace"

  18. Consiglio:

    Propaganda, La Voce Del Padrone – Roberto Pecchioli

    Viviamo nella democrazia dello spettatore, un concetto del linguista e sociologo Noam Chomsky mutuato dalle idee del primo maestro della propaganda e del condizionamento applicata alla politica, Walter Lippman. Già nei primi decenni del secolo XX si pose il problema del controllo dell’opinione pubblica nei regimi formalmente democratici. L’obiettivo era controllare i mezzi di comunicazione per plasmare, dirigere e manipolare l’opinione pubblica, che Lippman chiamava il gregge smarrito. La prima grande operazione di propaganda fu commissionata dal presidente americano Woodrow Wilson, per spingere gli Stati Uniti all’entrata in guerra nel primo conflitto mondiale.

    La maggioranza era contraria, ma Wilson e l’establishment americano volevano la guerra. Crearono la Commissione Creel, che riuscì a trasformare in pochi mesi una popolazione incline alla neutralità in una massa isterica che spingeva per l’intervento, nonostante lo scenario bellico fosse l’Europa e gli americani non vedessero minacciati i loro interessi. Il successo convinse il potere e i suoi consulenti – al lavoro di Lippman intanto si era aggiunto quello di Edward Bernays- ad estendere le tecniche di propaganda ad altre battaglie politiche, ad esempio contrastare le rivendicazioni dei sindacati.

    L’obiettivo reale era la neutralizzazione di fatto della libertà di stampa e dello stesso pensiero critico. Il potere finanziario e imprenditoriale, proprietario dei media (ai giornali e al cinema si stava affiancando la radio) incoraggiò l’operazione. La questione chiave era ottenere il sostegno dei membri più influenti della società. Era la lezione della Commissione Creel: quando la propaganda è usata dallo Stato e sostenuta dai ceti con un alto livello culturale, l’effetto moltiplicatore è enorme. Le masse tendono sempre a imitare le classi dominanti.

    Nasceva la democrazia dello spettatore, un sistema senza partecipazione attiva del popolo. La tesi di fondo di Lippman, che pure fu un teorico del liberalismo politico, era che la massa non comprende i problemi della società e deve essere guidata attraverso tecniche psicologiche di consenso capaci di riunire “il gregge smarrito”. Il fine era produrre consenso alle politiche governative attraverso le nuove scienze che avanzavano, a cominciare dalla psicologia. Lippman introdusse una concezione della democrazia basata su un’idea semplice: solo una piccola élite è in grado di definire i problemi del resto dei cittadini e indicare la soluzione. L’idea- chiamata democrazia progressiva – era che esistono gruppi diversi di cittadini. In prima fila coloro che assumono un ruolo attivo nelle questioni relative al governo e all’amministrazione, la classe specializzata. Al di fuori c’è la maggioranza della popolazione, il gregge dal quale “proteggersi quando muggisce e calpesta”.

    Le tecniche sperimentate da Lippman erano già utilizzate nell’ambito di quelle che si cominciarono a definire pubbliche relazioni, sintagma inventato da Edward Bernays nel 1920, primo mattone di un’ingegneria del consenso fondata sull’uso spregiudicato di tecniche di manipolazione psicologica. Il sistema delle pubbliche relazioni, nell’ambito commerciale, ha obiettivi che non hanno a che fare con la verità: vendere prodotti e servizi, promuovere o modificare l’immagine di un committente. A tal fine utilizza metodi, teorie e tecniche della pubblicità, del marketing, del design, della politica, della psicologia, della sociologia e del giornalismo. Si stima che almeno l’ottanta per cento dei contenuti dei media provenga oggi dall’attività di addetti alla comunicazione.

    L’ambito pubblicitario commerciale non nasconde i suoi fini: convincere più gente possibile ad acquistare un prodotto, assumere stili di vita favorevoli al consumo, preferire un marchio a un altro sino a farne una ragione di vita. Lo spiegò Jean Baudrillard ne Il sistema degli oggetti, in cui scoprì i concetti di valore simbolico e di valore segnico, esistente unicamente all’interno di un sistema di altri oggetti. Molti prodotti – e soprattutto marchi- non hanno alcuna funzione o utilità, ma veicolano un valore sociale, uno status, il gusto o la classe sociale cui appartiene –o aspira a far parte- chi li possiede, modellato dal sistema della persuasione e della propaganda. Un’ amica si è sentita chiedere dalla nipote l’uovo pasquale di Elettra Lamborghini, un personaggio televisivo di moda e “influencer”, ovvero persona che orienta i gusti e le preferenze dei seguaci (followers). I meccanismi di propaganda politica sono identici. Bernays scrisse: se comprendiamo il meccanismo e le motivazioni della mente collettiva, siamo in grado di controllare e irreggimentare le masse secondo la nostra volontà senza che se ne accorgano.

    Il compito della cultura è quello di segnalare l’inganno, fare in modo che le persone sappiano di essere oggetto della manipolazione di cui parla Bernays, capace di determinare un consenso sottomesso, orientabile a piacimento con specifiche campagne di chi detiene il potere, attraverso esperti di prim’ordine, come furono Lippman e Bernays. Questi- il primo spin doctor della storia, ovvero esperto di comunicazione- lavorava indifferentemente nel campo politico e nell’ambito commerciale. Elaborò teorie sulla propaganda e coniò l’espressione “fabbrica del consenso”, che definì essenza della democrazia. Una nuova modalità, estremamente efficace, di diffondere informazioni con lo scopo di indirizzare i comportamenti delle masse.

    L’esempio più sconcertante di interazione tra pubblicità commerciale e propaganda politica fu una campagna di Bernays a favore della diffusione del fumo tra le donne, commissionata dai produttori di tabacco. Ideò una serie di immagini che mostravano donne emancipate, in carriera, sempre con la sigaretta in bocca. L’accensione delle sigarette diventava un gesto politico trasgressivo, le “torce della libertà”, con chiaro riferimento alla statua simbolo degli Stati Uniti.

    Come Lippman, Bernays lavorò nella Commissione Creel e nel 1924 diresse la campagna politica del presidente Coolidge, la prima organizzata con i criteri della propaganda “scientifica”. Dobbiamo prendere atto che i mezzi di informazione- posseduti dal livello alto del capitalismo in regime di quasi monopolio – manipolano la verità al servizio della interessi dei loro padroni. La democrazia dello spettatore è l’attitudine passiva di chi, davanti a uno schermo (televisione, pc, smartphone) riceve informazioni che lo inducono a credere che l’unico bene prezioso sia consumare di più, e a prestare fede ai valori veicolati dalla società dello spettacolo.

    I soggetti capaci di produrre consenso sono coloro che hanno le risorse e il potere per farlo – la comunità finanziaria e imprenditoriale – e noi lavoriamo per loro, ammise Bernays, aggiungendo che la manipolazione consapevole e intelligente delle condotte e delle opinioni organizzate delle masse è un elemento importante nella società democratica. “Coloro che manipolano questo meccanismo nascosto della società costituiscono il governo invisibile che detiene il vero potere che governa il destino del nostro paese. Coloro che ci governano, modellano le nostre menti, definiscono i nostri gusti o ci suggeriscono le nostre idee sono in gran parte persone di cui non abbiamo mai sentito parlare”. Uno fu egli stesso, morto ricchissimo a 104 anni nel 1995, dopo aver lavorato anche per la CIA.

    L’anno corrente è quello del centenario dall’uscita de L’Opinione Pubblica di Walter Lippman, il saggio che coniò il concetto. Il principio di fondo è che le persone sono troppo stupide per capire le cose della politica. Se gli individui tentassero di partecipare alla gestione di questioni che li riguardano, creerebbero problemi, quindi sarebbe improprio e immorale consentire loro di farlo. Bisogna domare il gregge disorientato e smarrito, non è prevista la possibilità di partecipare all’azione: combinerebbe solo guai, deve rimanere spettatore.

    Lippman teorizzò un doppio binario per due umanità distinte, in cui anche il sistema educativo, di natura privata, era rivolto alla classe specializzata, da istruire sui valori e gli interessi del potere e sul legame corporativo da mantenere tra loro e all’interno delle istituzioni. Il resto del gregge deve essere distratto, confinato nel ruolo di recettore passivo, indottrinato, eterodiretto e addestrato affinché compia con efficienza il ruolo sociale prescelto dal livello sovrastante. C’è una verità per l’élite e una per la gente comune, come intuì Gilbert Chesterton, che, negli stessi anni dell’ascesa delle tecniche di propaganda, affermava: i giornali hanno cominciato ad esistere per dire la verità e oggi esistono per impedire che la verità venga detta.

    Con lo sguardo rivolto all’oggi, che dire dell’immenso potere di propaganda sul gregge della TV, delle reti sociali, dei padroni del discorso (i soliti…)? Forse gli stessi teorici delle tecniche psicologiche di condizionamento e propaganda furono sorpresi dal successo e dalla facilità con cui conseguivano i successi voluti. Parliamo di idee che si sono sviluppate un secolo fa e hanno raggiunto oggi una perfezione incredibile, mostrando l’esistenza di un progetto di lungo periodo per la manipolazione e il controllo dell’opinione pubblica.

    Il fondamento teorico si basava sulla necessità di formare una classe dirigente illuminata in grado di frasi carico dello Stato, dell’economia e del potere. Una visione oligarchica teorizzata dal primo influente pensatore americano, John Dewey, sostenitore del pragmatismo. Per lui, solo una élite intellettuale può capire quali sono i veri interessi comuni, le poste in gioco, che cosa è conveniente fare, giacché la comprensione di tutto ciò è al di là della possibilità della gente comune. Enorme la distanza tra la “narrazione” liberale e democratica, e la prassi concreta delle classi dirigenti. Lippman, tra i primi a condividere la diagnosi, organizzò commissioni di propaganda sulla cui esperienza fu elaborata la tesi elitaria nell’esercizio della democrazia che è la sua negazione.

    La giustificazione teorica- ogni sproposito ha i suoi dottori sottili- era che occorreva sì rispettare il principio democratico, ma riconoscerne la debolezza e la complessità. La soluzione era la propaganda, ossia eliminare, o almeno depotenziare ogni dissenso attraverso slogan semplici, ripetuti all’infinito, con l’ausilio di personaggi famosi- i testimonial della pubblicità- ossia fabbricare il consenso, indurre nella popolazione, attraverso le nuove tecniche, l’accettazione delle idee del potere, il discredito di tutte le altre, l’approvazione di politiche e atti inizialmente indesiderati.

    L’unica differenza rispetto a tempi recenti è che la teorizzazione – e la successiva concretizzazione – avveniva con chiarezza di termini e intenti. Poi abbiamo conosciuto un lungo periodo di ipocrisia e dissimulazione, abbandonata negli ultimi anni. Oggi i padroni universali sono abbastanza forti da permettere ai loro funzionari – propagandisti, economisti, operatori della comunicazione, personalità della cultura e dello spettacolo- di rivelare apertamente la loro agenda. Hanno infatti represso perfettamente nel tempo le capacità analitiche di massa attraverso la decontestualizzazione semplificatoria dei fatti, la manipolazione e la virtualizzazione del reale. L’ amplificazione del registro emotivo-sentimentale rende credibili le menzogne più sfacciate: il pubblico non sa più pensare.

    Per Lippman, l’élite deve proteggersi dal popolo, il gregge sconcertato che “muggisce e calpesta”. Ci sono due umanità: da un lato, la classe specializzata, i responsabili, dall’altro, la massa, spettatrice passiva. Alla sensibilità di ciascuno valutare se questo sia bene o male e se il concetto–totem di democrazia sia menzogna o verità. L’ arte della democrazia, per chi la controlla, è la fabbricazione del consenso: i decisori forniscono un senso tollerabile della realtà e instillano le opinioni “giuste”, le loro.

    Chi non vuol essere gregge e spettatore, cominci a dubitare, a diffidare. Un grande intellettuale italiano del Novecento, Giuseppe Prezzolini, esortava a fondare l’associazione degli àpoti, quelli che “non se la bevono”, ossia non credono alle versioni dei fatti ad uso degli spettatori. Propaganda, il nome d’arte della bugia.

    https://www.ereticamente.net/2022/04/propaganda-la-voce-del-padrone-roberto-pecchioli.html?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=propaganda-la-voce-del-padrone-roberto-pecchioli

    Piace a 1 persona

  19. @andreaex

    Mi fa piacere questa tua domanda: che senso ha pubblicare un video del genere (soldato ucraino con tatuata la croce di ferro sovrastata dalla stessa scritta del cancello d’ingresso di Auschwitz).

    Che ti ci creda o no, prima di postare qualsiasi documento, sono sempre dilaniato dai dubbi: cosa serve alla maggior parte delle persone per capire? È valida l’idea di adeguarsi al letamaio mediatico scatenato da certi gruppi editoriali?
    Io mi do risposte che mi soddisfano all’occorrenza, e metto in preventivo che non vengano capite da tutti. E neanche mi interessa che vengano capite da tutti.

    "Mi piace"

    • @Giansenio

      Se tu guardi un video del genere e da questo deduci che il popolo ucraino è nazista, pertanto Putin ha le sue buone ragioni, hai qualche problemino nello sviluppare un ragionamento logico.

      Socrate fischia, il treno fischia, Socrate è un treno.
      Stiamo a questi livelli.

      Se qualcuno invadesse l’Italia, molti nazionalisti e con loro una parte di fascisti e nazisti, si opporrebbero ad una invasione come farebbero sinceri democratici. E poi, dopo il conflitto, farebbero i conti.
      Ed in Ucraina i conti li avevano fatti, emarginando le frange ultranazionaliste (1/450 parlamentari).

      Te la spiego prendendo ad esempio una vignetta di Altan: tu guardi la pagliuzza nell’occhio ucraino fingendo di non vedere il trave nel suo culo ad opera russa.

      Hanno invaso un Paese sovrano, democratico (anche se con tutti i limiti di una giovane democrazia, ma sono sicuro che se pensi alla nostra ti fai piacere pure la loro!) e libero, per sottrarre al popolo ucraino sovranità, libertà e democrazia.

      Lo stanno devastando con le bombe, massacrando civili.

      Questo è il trave.

      "Mi piace"

      • E sin qui posso condividere la tua premessa. Ora però queste frange le stiamo Armando di tutto punto, addestrando, fomentando (se dovesse occorrere), infiltrando con mercenari e macellai provenienti da ogni parte del globo, con ogni probabilità anche drogando per resistere all’abominio, alla fatica e alla morte dei compagni, per creare loro stessi l’apocalisse.
        Forse l’Iraq, la Libia e l’Afghanistan, ma anche prima la Somalia, ci avrebbero dovuto insegnare qualche lezioncina.
        Mi viene in mente anche la “guerra” ai narco-stati tanto voluta da Regan….e proseguita dai Bush, gli USA hanno inondato il Sud America di armi….il risultato?
        Io eviterei di armare degli “isti”, di qualsiasi risma siano…..

        Vorrei ricordare che gli USA e la NATO erano già presenti in Ucraina, proprio nel territorio, con militari, uomini cia e politici e mezzi, li hanno abbandonati al massacro….per ottenere il famoso “bleeding” delle forze militari di Putin.
        Questo per gli USA è un perfetto metro della capacità militare e tattica del nemico, uno sguardo privilegiato e senza perdite militari dirette….

        Piace a 1 persona

    • Senza offesa Giansenio ma davvero non si può ragionare così.
      Io penso che già il fatto che ad essere massacrato dalle bombe è il popolo ucraino, dovrebbe suggerire prudenza nel condannarlo per singoli episodi.

      Ci sono milioni di ucraini, militari e civili, perbene, come me e te, che stanno subendo un incubo!

      Un po’ di rispetto per chi soffre ingiustamente.
      Pensa ai milioni di ucraini che non sono nazisti ma democratici, persone per bene ora costrette dagli eventi a imbracciare un fucile.
      Pensa al dramma di questa scelta.

      "Mi piace"

      • Andrea dai della guerra la versione della tv.
        Poi ti ritrovi in mezzo a una marea di gente che fa altrettanto e ti convinci di essere certamente nel giusto.
        Prova a informarti invece da fonti indipendenti (tv e giornali sono parte della propaganda USA, che pilota a sua volta la propaganda ucraina, perchè ha interesse a colpire la Russia, e della popolazione ucraina se ne frega totalmente, e li fa massacrare infatti pur di non concedere alla Russia la neutralità). Non potrai mai farti un’idea obbiettiva. E’ logico, no?
        Ascoltando la versione di una sola parte (è come se uno pretendesse di sapere come va una coppia chiedendolo a una sola suocera).avrrai sempre un’idea distorta della situazione.

        Un consiglio, scaricati telegram (lo puoi mettere anche sul pc, e trova qualcuno che rappresenti una fonte indipendente, vedrai che le cose lentamente cominceranno a sembrarti molto diverse.

        Io personalmente partendo dal non saperne niente, ho capito che “nazista” non era un’esagerazione, ma è proprio l’impostazione del governo ucraino.

        Sei sicuro di appoggiarli incondizionatamente senza aver prima sentito l’altra campana?
        Ho visto video di mostruosità realizzate dagli ucraini, roba che l’idea di mandargli armi ora mi sembra follia.
        E se ascolti testimonianze e interviste a chi ne ha subito la violenza, ti accorgerai che le milizie che si ispirano al nazismo non hanno niente da invidiare ai loro ispiratori.
        E le mostruosità non le fanno solo contro i russi, ma anche contro gli ucraini di lingua russa, che odiano, considerano inferiori e vogliono sterminare, e le cui cittò non si preoccupano vadano distrutte ma anzi sembra quasi che sia il loro scopo … non so, avremo tutti le idee più chiare fra un po’, perchè impedire che le persone sappiano è impossibile, ma nel frattempo ti consiglio di ascoltare le versioni dei fatti anche dell’altra parte.

        Se stai pensando di rispondermi che i russi hanno invaso quindi sono colpevoli di tutto, ti rispondo che quando una persona ne ammazza o ferisce un’altra, non va in prigione direttamente, ma si fa un processo, e magari si scopre che aveva attenuanti o addirittura ragione … non irrigidirti sulle tue posizioni, cerca di informarti meglio, perchè sentire una sola parte non è informarsi.

        "Mi piace"

      • Fabrizio, non credo che tu abbia letto i miei commenti.
        Il problema per me riguarda non la DISINFORMAZIONE ma l’incapacità di sviluppare un ragionamento logico sulla base delle poche informazioni certe.
        Tu credi di essere immune dalla propaganda perché sei più informato di me?
        Ammesso e non concesso, non è certo il numero di informazioni che libera il tuo cervello dalla propaganda ma la capacità di soppesare I fatti, ovvero di identificare gli aspetti cruciali della vicenda.
        La guerra è dirimente.
        L’equidistanza tra Russia e Ucraina mi fa schifo.
        Più della riforma cartabia.
        E preferisco avere un forzaitaliota al mio fianco che un putiniano.
        L’ALTERNATIVA allo schifoso SISTEMA in Italia fa più schifo del sistema stesso.
        Il tuo idolo Di Battista è un palloncino gonfiato, presto te ne accorgerai.

        "Mi piace"

      • Ovvio che la quantità di info non è decisiva, però penso lo sia la qualità.
        Ascoltando la versione della sola propaganda occidentale (che ha accuratamente impedito a ogni fonte russa, cinese … di potersi esprimere) hai la possibilità di vedere solo una parte della realtà, e per quanto tu possa e sappia soppesare, non puoi farti secondo me un’idea obbiettiva dei fatti.
        Così come per le altre guerre, la Libia l’Iraq, la Palestina, la Siria …..

        La propaganda USA è molto abile a proporre una versione dei fatti, a farla cantare da tutto il coro, anche da quelli che invece che guadagnarci ci rimettono, a isolare e annullare la voce della vittima, e a eliminare o screditare qualsiasi voce contraria.
        Se tu ti informi su tv e giornali occidentali, in questo momento hai solo la versione USA, e ovviamente l’Ucraina ha tutte le ragioni e la Russia tutti i torti.
        La loro versione dice che avevamo un paese libero e bello che viveva in pace e i cattivi russi lo hanno attaccato solo perchè il loro leader è brutto e cattivo (e pazzo).

        Per l’idea che me ne sono fatto io, e mi spiace doverti schifare, ma credo che saresti almeno in parte d’accordo con me se avessi avuto accesso anche ad informazioni non di parte, la Russia non poteva fare altro che attaccare l’Ucraina, che aveva inserito nel 2008 nella costituzione l’entrata nella NATO e avrebbe ospitato i missili USA, completando l’accerchiamento NATO (portato avanti in violazione degli accordi di Minsk che prevedevano che la NATO non si espandesse a Est “nemmeno di un pollice”) del suo territorio mettendola in grave pericolo (gli USA vivono di guerre da 300 anni, non hanno altra politica praticamente).

        Questo era vero dal 2008, e urgente per loro dal 2014 quando gli USA hanno organizzato il golpe in Ucraina servendosi delle forze neonaziste, e la Russia lo ha fatto presente per 8 anni.
        Poi nel 2021 la NATO ha fatto grandi eseritazioni in Ucraina, addirittura 3, e nel2022 l’Ucraina ha ammassato tutto l’esercito ai confini con il Donbass.
        A quel punto la Russia ha dovuto attaccare. Dovuto.
        Il suo scopo credo sia disarmare l’Ucraina, far fuori più nazisti possibili (non ucraini, che cerca di risparmiare rimettendoci uomini e mezzi, perchè altrimenti avrebbe potuto fare all’americana: radere al suolo tutto dal cielo e poi entrare per terra) e costringere l’Ucraina alla neutralità militare nei loro confronti.
        Aggiungo, che lo scopo degli USA per me è abbastanza chiaro e duplice: da un lato affaticare e indebolire la Russia, e dall’altro affaticare e indebolire l’Europa, soprattutto la Germania, con le sanzioni economiche mirate a distruggere la nostra economia (senza il gas russo siamo morti, noi e la Germania in particolare, ma anche il resto d’Europa).

        Poi magari sono io che non ho capito niente, ci sta tutto, anche perchè sono partito praticamente da zero conoscenza dei luoghi e dei fatti.

        "Mi piace"

      • Infatti ci provarono legalmente nel 2008, perdendo miseramente giacché non avevano l’appoggio politico necessario:

        https://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/esteri/russia-ucraina/bush-nato/bush-nato.html

        Il progetto attuale era per gli USA organizzare una strada senza uscita a Russia e Europa….e ci sono riusciti benissimo!
        L’instabilità crea alla Russia molteplici criticità nell’asse con la Cina, specie per la “conquista” economico-politica di medio-Oriente e dell’Africa (la Cina e la Russia stanno colonizzando senza armi, la politica è “infrastrutture in cambio di risorse e territori” e una pioggia di denaro ai politici e alle classi dirigenti. Ora che gli USA spingono l’Europa in medio-Oriente e in Africa…..la situazione per l’asse Cina-Russia si fa molto più complessa.

        Piace a 1 persona

  20. L’opinione pubblica ha subito una frattura incolmabile sulla guerra, e non c’è possibilità di dialogo.
    La TV è il principale artefice di questa frattura, i giornali vanno a ruota.

    Mi è capitato di vedere un paio di giorni fa un telegiornale e ho capito perchè uno che si informa sulle tv non può essere portato a dubitare e ragionare.
    Il tg era un continuo susseguirsi di immagini tristi o tragiche, che catapultano chi guarda in uno stato emotivo di pena, paura, ribrezzo ecc, e quindi fuori dalla sfera del pensiero logico, e una volta ammorbidito e spostato su reazioni di pancia, viene proposta la versione dei fatti ucraina, senza spazio per quella opposta o indipendente.
    Un bombardamento di questi messaggi, un diluvio, uno dopo l’altro, sempre a ribadire e confermare la versione USA (perchè se guardi dentro il burattino Ucraino la mano e la loro) dei fatti, e si sa che una bugia ripetuta mille volte diventa verità, e se poi la ripeti un milione di volte diventa un dogma, e non si accetta nemmeno più che possa essevi un dubbio.
    Una persona ssnsibile che guarda la tv non può che abbracciare acriticamente la versione occidentale dei fatti.

    Man mano che le bugie si ripetono, se ne aggiungono sempre di nuove, in modo tale che anche se qualcuna di queste dovesse essere smentita clamorosamente, sarebbe roba vecchia, che non smuove il telecittadino dalla sua trance ipnotica, in una corsa al rilancio che rende molto difficile confutare quello che viene detto, perchè per farlo occorre tempo e indagini.

    Una volta che il telecittadino (ce ne sono anche su questo sito, anche se in minoranza, perchè è ovvio che chi frequenta questo sito è tendenzialmente una persona a cui piace approfondire) s’è messo in testa la versione della propaganda, deprogrammarlo e fargli capire che le cose sono diverse da quello che dice la propaganda è praticamente impossibile, anche perchè siamo abituati a non dialogare e a partire subito con le offese, cosa che fa chiudere l’ascolto immediatamente.

    Spero soltanto che in questa follia collettiva, non ci siano interessi ai piani alti per far partire una guerra mondiale termonucleare, perchè se fosse ci metterebbero un attimo a convincere il gregge del fatto che sia una cosa giusta e conveniente.

    Piace a 2 people

    • Tutto giusto, ma guarda che la maggior parte di chi crede di smarcarsi da questo meccanismo rivolgendosi alla cosiddetta “controinformazione”, solitamente cade nello stesso errore, che è quello di farsi un’idea iniziale frettolosa e basata su sensazioni o simpatie, con tutto quello che viene dopo che non diventa non altro che una ricerca di conferme.
      Le ragioni dell’altro, bisogna imparare ad ascoltare le ragioni dell’altro: solo così il pensiero critico ha ancora la possibilità di germinare e svilupparsi. E non parlo dell’altro riferendomi ad una delle parti in gioco che, spesso, sono solo appunto un gioco delle parti, parlo dell’altro rispetto a noi stessi.

      Piace a 1 persona

      • Le ragioni dell’altro?
        Ti faccio un esempio banale rispetto la tragedia di una guerra, classificabile comunque come dichiarazione aperta di ostilità:
        pochissimo tempo dopo l’insediamento di Virginia Raggi a Roma andò in onda il primo di una interminabile e asfissiante serie di documenti usati per delegittimare il (fu) m5*: la capitale era invasa dai topi. Tg della sera, primo piano di ratti in libertà.
        Tutto rimosso: oggi le buche sono inesistenti, gabbiani topi e cinghiali sono completamente spariti, monnezza idem.
        Parliamo di una cricca di professionisti della manipolazione e il paese (in maniera più estesa intendo dire) è agli stracci anche e soprattutto grazie a questi servi imbottiti di denaro per distruggerlo pur di salvaguardare il potere costituito. Solo usando i loro infami metodi si può ottenere qualcosina, ma senza illudersi: per certi soggetti parlano le loro biografie, le estrazioni politico-socio-culturali e i club esclusivi di appartenenza. Fuoriclasse assoluti, e pure medagliati o pluripremiati in molti casi. Risultato?
        Metri e metri di macerie, basta sapere usare gli occhi per vederle.

        Piace a 1 persona

    • “Il tg era un continuo susseguirsi di immagini tristi o tragiche, che catapultano chi guarda in uno stato emotivo di pena, paura, ribrezzo ”

      Come dici dopo è una guerra russo-americana.
      Secondo me agli italiani frega il giusto, essendo l’Ucraina lontana dall’immaginario collettivo, sebbene i media provino a convincerci che è come se fosse stata attaccata la Francia. Mi pare che sia tutto mirato a impedire agli italiani di riflettere sui prezzi impazziti dei supermercati et similia. Non parliamo dei riscaldamenti (che per inciso non accenderò mai più).
      Non possiamo dire niente perché la gente muore bombardata.
      Vedremo quanto durerà.

      Piace a 1 persona

      • Ci sono 70 conflitti armati nel mondo in questo momento ho sentito. Quanto frega agli italiani degli altri 69 la dice lunga sui motivi per cui invece su questo sembrano coinvoltissimi. Se la disinformazione di massa non ci avesse investito tutto, non sapremmo nemmeno che c’è la guerra, come per le altre 69.

        "Mi piace"

      • @fabriziocastellana
        Come fai a dire delle scemenza del genere? La disinformazione di massa!
        La Russia invade l’Ucraina che è praticamente in Europa.
        Tra materie prime e risorse energetiche mezza Europa e non solo dipende da loro.
        Noi in particolare dal gas russo, ma non solo.
        Una quantità infinita di imprese italiane fa export con la Russia, alcune con percentuali dell’80%.
        Questo tanto per dire il minimo sindacale.
        E tu paragoni l’interesse degli italiani per QUESTA guerra a quello per le altre 69 o 70 in giro per il mondo??
        Non dico che gli italiani se ne dovrebbero fottere.
        Ma con un minimo di sforzo, forse, riesci a comprenderne il motivo. O no?

        Piace a 1 persona

      • @ Fabrizio: la disinformazione di massa è sempre esistita e fa il suo mestiere, ormai dovrebberlo saperlo e averlo capito anche i sassi, infatti (non che ti stia dando del sasso, ci mancherebbe) non mi sembra che la cosa ti abbia impedito di essere a conoscenza dell’esistenza degli altri 69: eppure, penso che tu sia una persona normale come potremmo esserlo tutti, senza conoscenze speciali, non addentro alle segrete cose e in generale sprovvista di canali confidenziali privilegiati; hai semplicemente utilizzato gli stessi strumenti che sono a disposizione di moltissimi, non sei il ramingo del dark web che ha scoperto qualche verità nascosta o dei segreti gelosamente custoditi.
        Come ci puo arrivare tu a sapere determinate cose, ci arrivano in tanti (potenzialmente potrebbe farlo chiunque), e tutto questo a prescindere dalla disinformazione.

        Eppure sia i “disinformati” che gli “informati” hanno tutti lo stesso atteggiamento da unici svegli in un mare di rimbecilliti, e il bello è che la maggior parte (di entrambe le parti) sostiene anche di porsi solo delle domande, peccato che in genere siano solo quelle di cui conoscono già la risposta. Poi c’è il complottista, nel quale questa degenerazione si esaspera fino ad assumere tratti patologici (qua intorno c’è una discreta rappresentanza), che ha la sua nemesi in quella macchietta rimbecillita dal sistema che tu pensi siano tutti gli altri, invece sono una minoranza (ma che comunque esiste), entrambe sono animate dal sacro fervore che non solo li porta a sbandierare il loro credo, ma ad adoperarsi attivamente per imporlo al prossimo.

        Poi c’è questo meccanismo atroce, che è parte del carattere di ogni essere umano in quanto utile come strategia evolutiva, che si può riassumere così: meno una cosa ci riguarda e meno ce ne frega. Cade una bomba su una scuola in Iraq e muoiono (poniamo) 100 bambini? In un certo senso, è come se fossero morti cento conigli, sì, povere bestie, ma alla fine chissene. 43 morti sul Morandi? Apriti cielo (giustamente, peraltro). Stazione di Bologna? Una ferita lunga 40 anni. Stazione di Kramatorsk? Si saranno sparati in testa da soli, in ogni caso cazzi loro.
        Io (con grandissima fatica, cit.) sto provando a prendere il naturale cinismo a buon mercato di cui chiunque è tristemente in grado di fare sfoggio, per infilarmelo dove so io anche se la cosa non mi piace, per provare a sostituirlo con qualche vestigia di residua umanità, e da allora la mia prima reazione è sempre: povera gente.
        Solo col popolo riesco ad immedesimarmi, i loro governanti sono un’altra cosa.

        Piace a 1 persona

      • Bel commento Jonny, è quello che io rimprovero a Travaglio (il popolo ucraino non esiste o langue nei suoi editoriali). Fabrizio sono sicuro sia una brava persona ma punta il dito sulla propaganda senza capire di esserne una vittima.
        Elenca colpe ma non le soppesa.
        E tutto diventa UGUALE!
        Credo che sia strategia comunicativa, si soffoca la realtà con una serie di informazioni volte a confondere e distrarre dagli aspetti cruciali in gioco.
        E credono di essere sagaci.

        "Mi piace"

    • Come fai ad essere sicuro che quello che leggi su telegram è indipendente? Indipendente da chi/che cosa intanto? Poi scusa gli Stati Uniti (e in parte anche la Russia) non sono dei moniliti in cui tutti la pensano allo stesso modo. Per esempio, Bernie Sanders ha un’opinione parzialmente diversa (e interessante) da Biden sulla guerra in corso. Allo stesso modo, non tutti i giornali negli Stati Uniti hanno lo stesso parere sul conflitto. Per quanto riguarda i giornali italiani, invece, ma perché un giornalista italiano dovrebbe impiegare anni e anni di studio e sacrificio per poi andare a fare della semplice propaganda come dici tu? Non ti sembra un po’ riduttivo? Sì può avere un’opinione simile ad altri senza esserne per forza vittime di propaganda. Non capisco perché sia necessario sparare a zero sui giornalisti italiani in questo modo. Possono piacere o no, ma dire che non sono in grado di elaborare pensieri autonomi e che seguono su tutta la linea gli Stati Uniti è ingeneroso.

      Piace a 3 people

      • Abc … non sono sicuro di nulla, mi faccio un’idea e seguo quella finchè continua a tornarmi, sennò la lascio.
        Gli USA non sono unanimi? Giusto, e Sanders ha un’opinione completamente (non parzialmente) diversa sulla guerra, ok. E quindi?
        Io parlo di chi fa i giochi e detta la linea in USA e a cascata su tutto il pianeta, non di Sanders o di qualche altra voce fuori dal coro.

        Sui giornalisti … “ma perché un giornalista italiano dovrebbe impiegare anni e anni di studio e sacrificio per poi andare a fare della semplice propaganda come dici tu?”.
        Scherzi? Per soldi? Per la carriera? Per far contento il potere?
        Ti sembra impossibile o improbabile?
        Hai l’impressione che il sistema mediatico in Italia sia libero e indipendente e ha la tua fiducia?
        Ok … tua opinione.
        Io non la condivido per niente.

        Piace a 1 persona

  21. questa guerra è una guerra russo-americana

    Trascrizione del video Cnews su

    Trascrizione da RM + traduzione automatica
    Régis Le Sommier: “Ho appena trascorso 8 giorni in Ucraina e ho accompagnato volontari francesi (…), uno dei quali era stato un soldato prima e 2 dei quali avevano combattuto in ‘Rojava’ – quindi persone che avevano esperienza militare, Ho passato diversi giorni con loro e sono rimasto sorpreso, e anche loro, di scoprire che per entrare nell’esercito ucraino, beh, sono gli americani a comandare.Siamo quasi stati arrestati, ci siamo trovati di fronte a un americano che è venuto a dirci ‘qui, non sono gli ucraini che comandano, sono io che comando’, – Parlo della formazione e dell’arruolamento dei volontari internazionali nell’esercito ucraino. (…) I è rimasto estremamente sorpreso dalla violenza delle parole di questo americano, dal fatto che all’inizio ci prendeva per volontari, quando ha visto che eravamo giornalisti,prima ci ha detto di uscire, poi è stato un po’ più uh [conciliante?] (…)
    Il contratto [che fa firmare ai volontari] prevede che si combatta fino alla fine della guerra nell’esercito ucraino. E chi comanda? Bene, sono gli americani, l’ho visto con i miei occhi. Quindi non è ufficialmente l’esercito americano, ovviamente, ma in questo caso è abbastanza significativo. (…)

    Ho avuto l’impressione ‘da qualche parte’ che questa guerra, al di là dell’aspetto … ho avuto l’impressione di essere con le brigate internazionali e insomma mi ritrovo con il Pentagono. Quindi questa guerra è una guerra russo-americana, questo è il fondo del problema, e gli europei e tutti gli altri intorno [gli ucraini?], è un po’ ai margini.

    Piace a 1 persona

  22. @Santo Loquasto

    Quando sarai riuscito a decifrare il voto all’ONU per espellere la Russia dalla commissione diritti civili capirai come è diviso il mondo e che tipo di guerra si sta combattendo (chi ha votato e come). La Cina non abbandonerà mai la Russia, e la Cina è destinata a diventare prima potenza mondiale, tempo una manciata di anni.

    "Mi piace"

  23. Gianni Minà – Cosa sta succedendo dentro l’ONU?

    I diritti umani andrebbero maneggiati con cura…..un valore trasversale e condiviso, al di sopra di ogni faziosità, propaganda, interesse di parte. ….

    "Mi piace"