Massimo Fini: “E la Norimberga sui nostri orrori?”

Diversamente da quelli ucraini, i morti nei conflitti dell’Occidente non ci sdegnavano perché la Nato non li mostrava. Eppure sparava alle ambulanze e bombardava ospedali, asili e matrimoni. […]

(Massimo Fini – massimofini.it) – Noi occidentali, a furia di apericena, ci siamo dimenticati di che cos’è la guerra, non ne abbiamo più la percezione.

La guerra è esattamente ciò che vediamo, ciò che guardiamo da poco più di un mese per televisione con un voyeurismo morboso che lo scrittore Antonio Scurati si è spinto a definire “osceno”. Non è per nulla diversa, anzi forse un po’ più soft, di quelle, recenti, che l’hanno preceduta: la guerra sovietica all’Afghanistan (1979-1989), la prima guerra del Golfo (1990), la guerra Nato-americana alla Serbia (1999), durante la quale fu bombardata per 72 giorni una grande Capitale europea come Belgrado che, con tutto il rispetto, è qualcosa di più di Kiev, che è stata importante ma in altri secoli della storia russa, l’invasione e occupazione dell’Afghanistan da parte degli occidentali e altri loro accoliti di varia umanità (2001-2021), la guerra all’Iraq del 2003, la guerra franco-americana-italiana alla Libia del colonnello Gheddafi del 2011. La differenza, rispetto a quelle, è che oggi la guerra all’Ucraina noi la vediamo e ci commuoviamo per gli eccidi, per i civili morti, per i bambini morti, per i palazzi abbattuti così simili ai nostri. Ma non è affatto detto che questa commozione abbia a che fare con una vera adesione alle sofferenze del popolo ucraino. Ci commuoviamo per poterci compiacere della nostra commozione. Altrimenti uno alzerebbe il culo, lascerebbe le usate opre, e andrebbe a battersi da quelle parti, come ha fatto Edy Ongaro che è morto combattendo in Donbass, peraltro a favore dei filorussi di quella regione e contro l’esercito ucraino che in quella guerra, “a bassa tensione” come è stata definita, non è certo andato con mano leggera.

Dei morti afghani nella guerra contro i sovietici non si sa quasi niente, perché gli afghani, com’è noto, non sono propriamente degli esseri umani. Qualcosa di più si sa della guerra combattuta, si fa per dire, dagli occidentali contro i Talebani a partire dal 2001. Ci sono stati bombardamenti su Kabul, su Kunduz, su Mazar e Sharif, ospedali spianati, a partire da Medici senza frontiere a Kunduz (42 morti, tra cui 14 medici e tre bambini). Infinite volte gli occidentali hanno fatto strage di matrimoni scambiandoli per un raduno di “terroristi” talebani (diciamo un centinaio di morti a volta, sposi compresi). Le cosiddette Organizzazioni umanitarie non hanno fatto calcoli precisi sulle vittime civili afghane durante i vent’anni di guerra (li hanno fatti per i contingenti degli occupanti), si calcola comunque, in modo approssimativo, che siano state circa 300 mila senza contare gli individui menomati per sempre, bambini compresi, dalle bombe al fosforo e dai proiettili all’uranio impoverito. I morti civili durante la prima guerra del Golfo, a causa dei bombardamenti su grandi città come Baghdad e Bassora, sono stati: 86.164 uomini, 39.612 donne e 32.195 bambini (dati Pentagono). La seconda guerra del Golfo ha provocato, in modo diretto o indiretto, dalle 650 alle 750 mila vittime civili. L’aggressione alla Serbia ha fatto più di 5.000 morti, di cui 500 erano albanesi, cioè proprio quelli di cui dicevamo di essere andati in soccorso. Dei morti civili causati dall’aggressione franco-americana-italiana alla Libia di Gheddafi non si sa nulla. Si sa solo che, per non farci mancar nulla, abbiamo assassinato anche un nipotino del Colonnello. In quanto alle conseguenze di quella guerra illegittima a prescindere (l’Onu era contraria) sono, a dieci anni di distanza, sotto gli occhi di tutti e non è il caso di tornarci sopra per l’ennesima volta.

L’esibito vittimismo di Zelensky comincia a dar fastidio. Chiede aiuto a tutti, in qualsiasi sede: che gli vengano fornite armi il più letali possibile. Bene, durante la guerra russo-afghana i grandi comandanti militari, i “signori della guerra”, Massud, Gulbuddin Hekmatyar, Ismail Khan, Dostum, ebbero l’aiuto, in funzione anti sovietica, degli americani che fornirono loro i decisivi missili terra-aria Stinger. E quando cominciarono a cadere gli aerei e gli elicotteri i sovietici batterono in ritirata. Invece i Talebani contro gli occidentali non hanno avuto l’aiuto di nessuno, né lo hanno chiesto, del resto nessuno gliel’avrebbe dato perché il Mullah Omar (e i suoi) era per definizione il “mostro”. Hanno dovuto combattere con i soli kalashnikov contro un esercito che al culmine della guerra contava su 400 mila effettivi, ma soprattutto su bombardieri, caccia, droni. Ci hanno messo vent’anni ma questi delinquenti li hanno cacciati con le loro mani, senza pietire aiuti da nessuno.

La guerra afghana, a nostro parere, è la più significativa di quelle recenti. Per due motivi. Primo. Dimostra che se ci si batte per degli ideali, giusti o sbagliati che siano, si può prevalere su eserciti superarmati che queste motivazioni non hanno, se non quella di difendere gli interessi di chi li comanda. Secondo. Mentre le guerre del Golfo, in precedenza la guerra per le Falkland o Malvinas fra inglesi e argentini, e la stessa guerra di Putin sono, se si può dir così, delle oneste guerre di conquista (questo territorio è mio, non è tuo), quella agli afghani del Mullah Omar è stata una guerra puramente ideologica: non ci piaceva come viveva quella gente. E poiché non ci piaceva come viveva quella gente abbiamo occupato, invaso un Paese e fatto 300 mila morti.

A parer nostro la civiltà di un popolo non si misura da come vi vengono trattate le donne, ma da come si trattano i prigionieri. Tutti i prigionieri dei Talebani sono stati sempre trattati con estrema correttezza, in particolare proprio le donne avendo riguardo alle loro esigenze femminili. Noi abbiamo alle spalle, e ancora oggi, Guantanámo, Abu Ghraib, Abu Omar. E nemmeno Zelensky e i suoi hanno, da questo punto di vista, la coscienza del tutto pulita, se è autentico quel video in cui si vedono i soldati ucraini sparare alle gambe di prigionieri inermi, a terra, legati e incappucciati.

Adesso si vorrebbe trascinare Vladimir Putin davanti al Tribunale internazionale dell’Aja per “crimini di guerra”. Su questi Tribunali il lettore sa come la pensiamo: sono i Tribunali dei vincitori e non hanno alcun valore né legale né morale, se, putacaso, questa guerra la vincesse Putin sul banco degli imputati si troverebbe Zelensky. Ha detto la portavoce del ministro degli Esteri russo Lavrov, Maria Zacharova: “Ottima idea questa del processo. Possono iniziare con i bombardamenti della Jugoslavia e l’occupazione dell’Iraq. Quando hanno finito possono passare alle bombe nucleari sul Giappone”. Noi aggiungiamo i bombardamenti indiscriminati su Dresda, Lipsia e Berlino che avevano di mira essenzialmente i civili perché, come dichiararono esplicitamente i comandi politici e militari americani, si voleva “fiaccare la resistenza del popolo tedesco”.

14 replies

  1. DIEGO FUSARO. Il Fatto Quotidiano
    Ucraina, la guerra merita di essere condannata ma bisogna raccontarla tutta la storia
    Come diceva qualcuno, in guerra la prima a morire è sempre l’informazione. I media occidentali lo stanno tragicamente confermando. Nella massima parte, essi figurano come megafoni della voce del padrone a stelle e strisce: sono portatori di una visione a tal punto di parte, a tal punto sfacciatamente ideologica, che sembrerebbe impossibile accettarla anche in minima parte. Eppure i più, letteralmente, se la bevono.
    I monopolisti del discorso non vi dicono che la Ue ha già dichiarato guerra alla Russia. Ha inviato in Ucraina sistemi d’arma non solo difensivi ma offensivi, la Nato sta pensando di mandare gli aerei da combattimento. Inviare armi difensive a un paese in guerra non è un atto di guerra contro il suo nemico, lo è però l’invio di armi offensive. Gli Usa stanno conducendo una strategia bellica indiretta, usando l’Ucraina come “bastone contro la Russia” (Giulietto Chiesa). E, insieme, usando la Ue come “prima linea” del conflitto, inducendola a mandare armi offensive in Ucraina: e ciò del tutto contro l’interesse della Ue stessa, che in questa guerra ha solo da perdere.
    Lo scopo di tutto ciò? Difendere l’Ucraina e la sua sovranità? Nemmeno per sogno! Avete sentito Draghi? Dobbiamo batterci perché l’Ucraina entri in Ue, ha asserito: altro che neutralità e sovranità ucraina! Lo vuole il popolo, dicono i media nostrani: ne siamo sicuri? Perché il guitto Zelensky – un attore Nato, è il caso di dire – limita i partiti d’opposizione, allora? Che cosa desiderano realmente gli ucraini?
    Draghi dopo l’intervento di Zelensky in Aula: “Vogliamo l’Ucraina nell’Unione europea. A chi resiste vanno dati aiuti militari”
    A mio avviso l’obiettivo vero per gli Usa e per la loro colonia Ue è a) annettere l’Ucraina nella propria area d’influenza e b) provocare il regime change in Russia: detto altrimenti, sostituire Putin con un “fantoccio” atlantista, modalità Eltsin che svendeva il paese a Washington e rotolava ubriaco di vodka. E ciò di modo che la Russia, un poco alla volta, si normalizzi, fino a diventare colonia di Washington tra le tante.
    Sembrava, in effetti, che quello fosse il suo destino dopo il 1989: piegarsi, umiliarsi, genuflettersi al cospetto della civiltà del dollaro. Tutto cambiò con Putin, che iniziò a dire di no: no all’espansionismo Nato, no all’atlantizzazione degli spazi post-sovietici, no alla cultura del nulla di marca globalista. Per quello, Putin è da anni tra i nemici principali della “globalizzazione”, vale a dire della americanizzazione coatta del pianeta.
    Nel 2014 gli Usa dirigono da dietro le quinte un golpe in Ucraina noto come Euromaidan: e vi insediano un “governo fantoccio” a loro gradito, atlantista e filo-Ue. Tale governo inserisce in Costituzione la volontà di entrare nella Nato. Nel 2021 Usa e Ue armano pesantemente le forze armate ucraine. Il guitto Zelensky nasce in quel contesto: come prodotto in vitro di serie televisive hollywoodiane, letteralmente recitando un copione scritto in terra americana. Da attore a presidente del suo paese in un attimo, con un solo obiettivo: favorire il transito dell’Ucraina verso la Ue e verso la Nato, di fatto portando le basi militari Usa ai confini con Mosca.
    Nessuno vuole giustificare o magari glorificare il gesto di Putin, ossia l’invasione dell’Ucraina: la guerra, ogni guerra, merita di essere condannata, a partire da quelle del proprio paese (l’Italia sta sciaguratamente mandando armi in Ucraina, come sappiamo, con una retorica guerrafondaia stomachevole e orwelliana, appellano “missione di pace” l’invio di mitraglie pacifiche e di missili democratici).
    Si tratta però di raccontarla tutta la storia: e se vogliamo, come vogliamo, condannare la guerra, dobbiamo condannarla a partire dal suo reale cominciamento e dalle sue reali cause, vale a dire, appunto, dall’espansionismo della Nato verso Oriente, verso le aree post-sovietiche. Detto altrimenti, con parola cara a Lenin e obliata dalle sinistre fucsia – la nuova “sinistrash” postmoderna, interscambiabile con la destra bluette –, la causa primissima è l’imperialismo made in Usa. Rammentiamo che, nel 2008, a Bucarest, la Nato aveva proclamato senza perifrasi che Ucraina e Georgia, presto o tardi, sarebbero entrate nella Nato stessa. Se si vuole condannare una rissa, si condanna non solo il contegno – certo criticabile – di chi ha tirato l’ultimo pugno, ma anche, ovviamente, di chi ha assestato i colpi precedenti, e magari anche di chi l’ha avviata.

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  2. Guerra.
    E da lì, non ci siamo più schiodati.
    …5000 anni fa, 4000 anni fa 3, 2, 1, eccoci quaaaa.
    L’arco a te la freccia a te, prendi la fionda tu lo scudo, dai su, facciamo la guerra. Morte e carestia.
    Ancora. Duemila anni di massacri tra noi, due guerre mondiali, ma soprattutto la pia illusione che la guerra ‘sta là e non qua. Nanosecondo ci s’incula tutti.

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  3. OT
    IL FASCISMO AVANZA. IL M5S HA VOTATO ANCHE QUESTO??????
    SI VUOLE CANCELLARE L’ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE E METTERE UN BAVAGLIO AI CITTADINI
    Attenzione, APPROVATO IERI: articolo 50-bis/Repressione di attività di apologia o istigazione… COMPIUTA A MEZZO INTERNET
    NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA
    Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.
    Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.
    In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.
    Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.
    Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
    MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.
    In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.
    ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.
    Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
    Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.
    Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
    Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.
    Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.

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  4. Come già detto da qualcuno, “In guerra, la verità è la prima vittima”.
    Dopo ventuno secoli di cosiddetta “alta civiltà” possiamo affermare, senza possibilità di smentita, che nessun regime resisterebbe a soli due giorni davanti a una Corte di Giustizia imparziale. Voglio dire: i regimi autoritari così come quelli cosiddetti “democratici”.

    Si dovrebbero avere doti sovrumane per perseguire la Verità in questi tempi cupi in cui, sulla terra, sulle acque, nell’aria, nel presente e nel futuro, non si persegue che la Menzogna!

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  5. Vorrei cancellare il mio ultimo post su un emendamento che annullerebbe l’art 21
    Ho letto ora che è una bufala
    chiedo umilmente scusa

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    • Viviana
      Non mancherà molto tempo che pure l’articolo 21 verrà cancellato, già lo stanno ignorando bellamente, e Gigino o bibitaro e brancaleon giuseppi sono culo e camicia del potere a stelle e strisce.
      Oramai niente può sorprendermi.

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  6. Non posso che condividere le parole di Massimo Fini e Diego Fusaro, sono giorni che scrivo che nessuno sarebbe in grado di scagliare la prima pietra, neppure un minuscolo sassolino. ….la guerra giusta è una contraddizione in termini, e diventa immorale quando la sua legittimità è legata alla sua visibilità, alla spettacolarizzazione…una conoscenza emotiva….esiste solo il visibile, che colpisce e certamente indigna, ma sembra fallire nell’ unica azione morale, cioè ricordare, che significa ridare al cuore, e non solo allo sguardo, altre vittime, altri orrori ed altre guerre , passate ed attuali, di cui anche noi ci siamo resi responsabili, una responsabilità che aumenta ogni volta in cui non esigiamo vera azione ed impegno per la pace! La povera gente ,condannata all’ eroismo, perché fra difendersi o morire la scelta è obbligata, forse avrebbe preferito vivere semplicemente in pace, a contrastare l’ unica guerra trasversale a tanti popoli, contro la priopria condizione di povertà ed indigenza! Non ho alcuna simpatia per Zelensky, prodotto mediatico che ha trasferito e sovrapposto spettacolo alla politica, capacità comunicative da attore intercambiabili con qualità e capacità politiche e governative, da presidente, come se tutto fosse riducibile ad una fiction, all’ apparire e non all’ essere, mentre purtroppo è tutto terribilmente vero e pesa sulla povera gente, finita come sempre nel tritacarne di interessi economici ed imperialistici contrapposti, che la retorica ottusa, nazionalistica e propagandistica della guerra esalta come libertà, resistenza ed eroismo, e non sacrificio, inutile sacrificio di vite per l’affermazione e la supremazia di tali interessi! Sarebbe disdicevole dire a quei poveri cristi state morendo per la ricchezza dei vostri padroni, forse diserterebbero dai rispettivi eserciti. ….

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  7. OT.
    Chi glielo spiega a Crozza che per tornare in Rai o La Setta non basta fare la “parodia” di Orsini con la parrucca da Hitler?

    Penoso ,c’è stato un tempo in cui la satira colpiva i potenti, oggi si accanisce con i liberi pensatori.

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  8. I nostri media raccontano istericamente come oscena questa guerra, a differenza delle altre benedette come giuste o ignorate, perché non siamo gli aggressori ma gli aggrediti (o almeno lo sembriamo).
    Come l’11 settembre 2001 …

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