Londra pianifica l’invio in Ucraina di mezzi corazzati

Johnson si allinea agli Usa, che annunciano: “Daremo mezzi che facciano la differenza”. Ieri il ministro della Difesa ucraino Kuleba ha ribadito: “Ho tre richieste per il Consiglio atlantico: armi, armi, armi”. Il governo britannico risponde alla chiamata e pianifica l’invio in Ucraina di mezzi corazzati […]

(DI SABRINA PROVENZANI – Il Fatto Quotidiano) – Ieri il ministro della Difesa ucraino Kuleba ha ribadito: “Ho tre richieste per il Consiglio atlantico: armi, armi, armi”. Il governo britannico risponde alla chiamata e pianifica l’invio in Ucraina di mezzi corazzati. I tempi non sono stati resi noti, ma sarebbero rapidi: secondo il Times, che ha pubblicato lo scoop, il Regno Unito vuole “ampliare la sua offerta di armi letali nella convinzione che le prossime tre settimane saranno critiche nel determinare l’esito della guerra”. Fra le forniture, veicoli blindati da pattugliamento come il Mastiff o lo Jackal, che “consentirebbero alle truppe ucraine di avanzare verso le forze russe” in una fase della guerra non più meramente difensiva. Inoltre, Londra prevederebbe l’invio di truppe in un Paese confinante con l’Ucraina per attività di addestramento. Ieri, riferisce il sito britannico di informazione militare Forces, il viceministro ucraino della Difesa visitato la base di addestramento di Salisbury con i sottosegretari britannici alla Difesa e alle Forze Armate per definire ‘necessità e opzioni’ di un ulteriore supporto militare. L’ampliamento del pacchetto di aiuti militari occidentali a Kiev è stato concordato lo scorso 31 marzo a margine della seconda International Defence Donor Conference per l’Ucraina, ospitata da Londra con ospiti di 35 nazioni. I partecipanti si sono impegnati anche a “esplorare la fornitura di sistemi di difesa aerea e costiera, artiglieria e contraerea, mezzi corazzati e da pattugliamento, insieme all’aumento dell’addestramento e del supporto logistico”.

L’annuncio britannico segue quello della Repubblica Ceca, che invierà a Kiev carri armati T-72 di fabbricazione sovietica e veicoli da combattimento di fanteria. Il rafforzamento del sostegno militare all’Ucraina è sostenuto e guidato da Washington. “Individualmente e collettivamente abbiamo dato armi ed equipaggiamenti all’Ucraina che pensiamo siano più utili per respingere la Russia, non lesineremo sull’aiuto e stiamo capendo se ci sono sistemi che possono fare la differenza, in consultazione con Kiev e i partner. Equipaggiamenti che non abbiamo fornito sinora” ha detto ieri in conferenza stampa, al quartier generale della Nato a Bruxelles, il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Martedì la Casa Bianca ha approvato l’invio di missili anticarro Javelin per 100 milioni di dollari, in aggiunta alle forniture e al supporto logistico già forniti. E ieri il Senato all’unanimità ha approvato l’Ukraine Democracy Defense Lend-Lease Act, grazie al quale sarà possibile accelerare l’invio di armi a Kiev rimuovendo tutti gli ostacoli burocratici. La misura legislativa risale al 1941, quando gli Stati Uniti lo utilizzarono contro la Germania nazista. Il provvedimento passa ora alla Camera. La mobilitazione militare sembra mirata ad allungare la guerra, invece che a facilitare i negoziati per una rapida chiusura del conflitto. Secondo il Washington Post, che cita fonti Nato, per alcuni Paesi membri “è meglio che gli ucraini continuino a combattere e morire piuttosto che ottenere una pace troppo rapida o troppo onerosa per Kiev e il resto d’Europa”. Come chiarisce una fonte che preferisce restare anonima, identificata come alto diplomatico europeo: “Il problema è che se la guerra finisce ora la Russia ha il tempo di riorganizzarsi e il conflitto ricomincerà con un altro pretesto, perché Putin non rinuncia ai suoi obiettivi”. La linea dello scontro a oltranza, continua il Post, sarebbe appoggiata proprio dai “Paesi ex comunisti dove la memoria della invasione e occupazione russa è ancora viva, che sono particolarmente nervosi rispetto all’evoluzione del conflitto e si vedono come i prossimi nella lista degli obiettivi del Cremlino”. Dal loro punto di vista, se Mosca dovesse “ottenere concessioni territoriali o politiche, potrebbe essere indotta a invadere altri Paesi confinanti”. Lo scenario della guerra a oltranza sembra essere favorito: il comandante in capo delle forze Usa, il generale Mark Miller ha incoraggiato la creazione di basi permanenti in Europa dell’Est, e il Segretario Nato, Jens Stoltenberg, ha dichiarato: “L’opzione di fornire armi pesanti è sul tavolo”. Il vicesegretario Nato, Mircea Geoana, conferma: “Ci sarà un altro tipo di guerra, più vasta e convenzionale”.

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5 replies

  1. L’ideale sarebbe assommare idealmente il potenziale bellico di Polonia, Romania e Ucraina…..li stiamo inondando di armi dal 2005! Siamo sicuri sia proprio una buona idea?

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  2. Ma questi PAZZI, si rendono conto o no che così la Russia reagirà sempre peggio, e la III guerra mondiale arriverà e arriverà anche per quei LURIDI BASTRDI di Washington?

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    • Speriamo! Sarebbe la fine del “Grande Satana”, come lo chiamava il buon vecchio Khomeini, che mai si sbagliava nei giudizi.

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  3. Sembra di rivivere, in peggio, i mesi da incubo che precedettero la 2a guerra mondiale. Ma stavolta non ci saranno vincitori e vinti. Alles kaputt !

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  4. ““Paesi ex comunisti dove la memoria della invasione e occupazione russa”
    Russa!?!?!?
    Sovietica! Era SOVIETICA, non russa.
    E si è sciolta.
    Si è sciolto il patto di Varsavia e, come conditio sine qua non, la Nato non doveva avanzare di un centimetro.
    CHI ha contravvenuto ai patti?
    Eeeeeh!?!?!?

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