Il futuro di Putin dopo la guerra in Ucraina

Dall’inizio dell’invasione il consenso di Putin è salito dal 71 all‘83 per cento. Più della metà della popolazione appoggia pienamente la guerra. Isolato e sanzionato, il Cremlino proseguirà con una gestione interna sempre più repressiva che difficilmente sarà allentata. Anche in caso di vittoria. Lo scenario.

(Stefano Grazioli – tag43.it) – Dopo l‘inizio dell‘invasione russa il consenso di Vladimir Putin è salito di 12 punti, dal 71 all‘83 per cento, e il partito del presidente Russia unita ha ritrovato nei sondaggi la maggioranza assoluta, con il 54 per cento. Le prossime elezioni presidenziali sono nel 2024, quelle per il parlamento nel 2026; non proprio dietro l’angolo e sicuramente adesso nemmeno la prima preoccupazione per il Cremlino, impegnato in quella che sembra stia diventando una guerra totale in Ucraina, anche se è ancora da capire qual è l’obiettivo militare, minimo, che intende raggiungere.

Il 53 per cento dei russi appoggia pienamente la guerra in Ucraina

I dati relativi a marzo 2022 forniti dal Levada Center danno comunque il polso di come sta reagendo la società russa nel suo complesso, con una stragrande maggioranza che appoggia la guerra (53 per cento pienamente, 28 per cento abbastanza) e una minoranza che la condanna. Le sanzioni occidentali stanno impensierendo la popolazione più di prima (la Russia è stata sanzionata in vario modo dal 2014), e il 46 per cento di russi è molto o abbastanza preoccupato (il 32 per cento lo era a dicembre del 2021), ma la fotografia attuale è appunto momentanea e suscettibile di rapidi cambiamenti. Molto dipenderà da come si svilupperà il conflitto e dagli eventuali mutamenti al Cremlino e dintorni. La stabilità di Putin al momento non è dunque in discussione. È evidente però che la rapida involuzione del sistema, con il presidente che ha concentrato il potere su di sé ipotecando il suo futuro sulla guerra, potrà condurre a scenari opposti, a seconda degli esiti. E così se dal punto di vista della leadership russa la vittoria militare nell’ex repubblica sovietica è fondamentale, così la sconfitta di Putin, militare e politica, è l’obiettivo dell’Ucraina e dei suoi alleati occidentali, guidati dagli Stati Uniti e dalla Nato. La guerra è insomma a più livelli e non si tratta solo di un conflitto tra i due Paesi, ma tra Russia e Occidente. Uno scontro che avrà per forza di cose riflessi sul futuro della distribuzione sia dei pesi nel mondo che di quelli interni russi.

il destino di Putin dopo la guerra in ucraina
Vladimir Putin (Getty Images).

A Mosca attesa una nuova stretta autoritaria

Con l’escalation militare a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio di quest’anno e poi con la decisione di dare inizio dell’invasione dopo il fallimento della diplomazia coercitiva, gli equilibri di Mosca si sono spostati definitivamente a favore dei falchi; dopo sei settimane di guerra e anche qualche errore di valutazione sulla capacità difensiva ucraina, non pare comunque che vi siano dissonanze nella leadership, allargata, che da un lato ha rinserrato le fila, dall’altro continua a dare giri di vite in senso autoritaristico, aumentando il controllo sulla popolazione e reprimendo le voci dissenzienti. Per ora non ci sono segnali di imminenti rivolte popolari, anzi, come spesso accade, un Paese isolato e sanzionato trova la grande maggioranza della popolazione pronta a sostenere i propri governanti, soprattutto se questi hanno il monopolio, o quasi, dei mezzi di informazione. Il caso russo è classico. Andando avanti in questa direzione Putin e i siloviki, gli uomini chiave nell’apparato amministrativo, militare e d’intelligence, proseguiranno con una gestione interna sempre più repressiva, che difficilmente sarà allentata anche nel caso di un successo militare in Ucraina. La direzione scelta dal Cremlino posiziona quindi la Russia accanto alla Cina in opposizione all’Europa e agli Stati Uniti, con un ritorno alla divisione in blocchi tipica della Guerra fredda.

Come la guerra in Ucraina sta cambiando i rapporti tra la Russia e le grandi potenze asiatiche, Cina e India in testa
Putin e Xi Jinping (Getty)

Un cambio di regime per ora è l’ipotesi meno realistica

C’è però anche lo scenario opposto, quello appunto di una sconfitta militare russa o comunque di una non-vittoria che, aggiunta alla guerra delle sanzioni sempre maggiori, potrebbe destabilizzare in maniera decisiva il Paese, facendolo di fatto crollare, e costringendo i poteri forti dentro e fuori il Cremlino a trovare una nuova squadra al comando. Ipotesi piena di incognite e variabili e tutto sommato molto meno realistica della prima. Almeno al momento.

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11 replies

  1. Ma che razza di articolo è questo? Qual è l’obiettivo della Russia?! L’obiettivo è ed è sempre stato l’indipendenza dei due stati del Donbass, la Crimea e la neutralità della Ucraina accettata con un trattato. Non ci voleva una guerra, ma un tavolo di trattative…
    La guerra era già stata decisa dall’USA attraverso la Nato e sappiamo bene che specialisti americani e di altri paesi sono andati ad ottobre ad addestrare i militari ucraini ed i battaglioni nazi di supporto alle forze armate ucraine. La guerra era stata decisa non dalla Russia ma da altri.
    Parlando poi di repressione di voci dissenzienti in Russia, ci sarebbe, per far bella figura, da star zitti, perchè questo succede già in Italia dove si sono già preparate liste di proscrizione non solo di giornalisti ai quali vengono ritirati i premi, perchè ritenuti filo Putin,ma anche verso professori universitari esperti storici, e perfino verso il direttore di Famiglia Cristiana. e non voglio fare nomi già fatti …
    In quanto poi alla frase “la Russia accanto alla Cina” e la divisione in blocchi tipica della guerra fredda, è stata decisa dagli USA e UE con le sanzioni.
    Non parliamo poi del cambio di regime in Russia… se lo devono sognare e pure la non vittoria della Russia,Putin DEVE portare a casa la vittoria non esiste altra alternativa.
    Complimenti all’autore di questo compitino da terza media, in cui ci parla della la scoperta dell’acqua calda.

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    • Complimenti all’autrice di questo commento, Peccato che sappia di ricopiatura da alunno di terza elementare. con frasi da scolpire nella pietra davanti all’ambasciata russa:” Non parliamo poi del cambio di regime in Russia… se lo devono sognare e pure la non vittoria della Russia, Putin DEVE portare a casa la vittoria non esiste altra alternativa”. Tanto perchè sia chiaro il suo pensiero e sogno. Peccato anche che nella foga di voler deresponsabilizzare il suo “duce” o zar che dir si voglia, lo riduce a una marionetta della Nato. Se è vero – come lei dice- che ” La guerra era già stata decisa dall’USA attraverso la Nato…” , allora Putin che pure ha così tanto potere che nessuno lo può scalzare , a livello internazionale è succube della Nato e ha scatenato (e mandato a morire) migliaia di soldati russi e carri armati e missili sparati su tutto il territorio ucraino fino intorno alla capitale Kiev, distruggendone tutte le strutture e facendo stragi di civili , per assecondare il disegno USA!!. Che stratega!!

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      • Magda barbieri,
        No, la Veronica è semplicemente realista. Putin deve vincere in ogni caso, che ti piaccia o no, perché altrimenti verrebbe demolito, come capo di stato e forse come persona fisica dal suo stesso entourage. Questa è la triste realtà, e che si porti al più presto a casa la sua schifosa maledetta vittoria eviterà altre morti, sofferenze , disastri. E che si fotta Zelensky, che non è meglio di Putin anche se i cretini di mezzo mondo lo applaudono. Realpolitik da 4 soldi? Può darsi. Ma trovi lei un epilogo magari più eroico, ma meno disastroso. E pensi ai bambini, ai vecchi, ai deboli dell’Ucrania ed al calvario che stanno vivendo. O per alleviare le loro ulteriori sofferenze è disposta ad accoglierne una mezza dozzina in casa, mentre l’Ucraina viene spianata?

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  2. Con questi sondaggi farlocchi si vuol spingere l’opinione pubblica europea a estendere l’odio verso Putin a tutti i russi?!?! Che senso hanno questi articoli?

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  3. fonti interne ben informate informano che sta già consultando Linkedin…

    ah! no, è vietato in Russia dal 2016 per aver violato la legge sulla conservazione dei dati personali degli utenti russi,
    la ricerca la sta facendo con l’omologa a firma Yandex…

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  4. Se questo è il livello medio degli articoli di TPI, allora ho fatto bene a non fare l’ abbonamento….

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  5. C’È CHI FUGGE DALLE BOMBE E CHI DA PUTIN – LA RUSSIA STA SPERIMENTANDO IL PIÙ GRANDE ESODO DAI TEMPI DELLA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE: NON SI TRATTA DI PROFUGHI CON NULLA IN TASCA, MA È UNA VERA E PROPRIA FUGA DI CERVELLI CON UN MILIONE DI ACCADEMICI, GIORNALISTI, ARCHITETTI E ARTISTI CHE NON SI VOGLIONO PIÙ FAR IMBAVAGLIARE DAL CAPO DEL CREMLINO – PIÙ CHE LA CRISI ECONOMICA, TEMONO LA LEGGE MARZIALE E SONO PRONTI A VIVERE A TEL AVIV E A RIGA

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  6. @Alfredo Reggiani. A me la prima ipotesi che ha detto andrebbe benissimo: “…. altrimenti verrebbe demolito, come capo di stato e forse come persona fisica dal suo stesso entourage.” La sconfitta , politica e personale, comunque o per mano di chi si compia, è quello che si merita uno che ha scatenato una guerra come quella in atto, che ha mandato a morire migliaia dei suoi giovani oltre alle migliaia di ucraini, distrutto una nazione , inflitto danni incalcolabili alle economie e destabilizzato mezzo mondo. Un mondo, quello europeo, che godeva di pace e collaborazione con la stessa Russia, a cui erano state aperte tutte le porte, e che ora si trova con la guerra in casa o alle porte, costretto ad una conflittualità le cui conseguenze ricadranno su tutti noi per anni. Cedere al ricatto di un prepotente come Putin dall’ambizione di potere smisurata, al limite della follia, che ha già dimostrato ampiamente di sapere e volere stragi per vincere, non è “realistico”, non salva vite, non garantisce la pace; come non la garantirono gli accordi di Monaco, i patti Molotov-Ribbentropp, e come non la garantiscono i cedimenti ai ricatti di mafiosi ed estorsori di ogni genere. La storia e la cronaca lo testimoniano ampiamente.

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    • Per farti ragionare (forse) bisogna che qualcuno ti tiri su una bella porcillaia davanti all’ uscio di casa tua.

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