Il Cts sciolto confessa: “Prese misure inutili”

Donato Greco: «Abbiamo dovuto suggerire restrizioni di dubbia efficacia scientifica ma costi sociali certi. Le chiusure non hanno frenato il virus. Un altro errore è stato lasciare la comunicazione in mano a virologi autonominati».

(Giorgio Gandola – laverita.info) – «Anche i lockdown più duri non hanno contrastato la diffusione del virus». È l’ammissione di un errore fatale, è l’8 settembre della guerra al Covid. Non sono trascorse neppure 48 ore dallo scioglimento del Comitato tecnico scientifico che arriva la prima rivelazione fuori dal coro. Poi la seconda: «Le misure di contenimento non hanno avuto efficacia scientifica ma costi sociali certi». La terza è uno schiaffo a reti unificate: «Il nostro errore più grande è stato lasciare la comunicazione in mano a virologi autonominati ma senza esperienza specifica».

Donato Greco è uno scienziato e per un anno ha fatto parte del Politburo dei burattinai che hanno scandito la vita del Paese, dietro ai quali si è sempre riparato il ministro Roberto Speranza. Appeso il camice ministeriale al chiodo, l’advisor di 30 commissioni dell’Oms con 250 pubblicazioni internazionali nel curriculum decide di togliersi dalle scarpe non sassolini ma massi erratici, meteoriti che incrinano «ex post» le scelte del potere sanitocratico.

Lo fa a Un giorno da pecora su RaiRadio 1; cinque minuti liberatori per chi ha provato anche nei giorni più dolorosi a mantenere acceso il cervello e a seguire la strada del dubbio. Il professor Greco è entrato nel Cts un anno fa, dopo la delirante stagione della «tachipirina e vigile attesa».

Ha partecipato a 65 riunioni strategiche, ha avallato decisioni impopolari e di dubbia efficacia, ha ascoltato Mario Draghi dire assurdità come «Il green pass garantisce ai vaccinati di non contagiarsi, chi non si vaccina muore».

Per appiattimento istituzionale o per senso del dovere non ha parlato con entusiasmo sospetto come alcuni suoi colleghi (Agostino Miozzo, Sergio Abrignani, Franco Locatelli). Ma ieri, improvvisamente, si è sentito libero di dire la sua. «La più grande difficoltà del Cts è stata dover suggerire misure di contenimento e mitigazione la cui efficacia scientifica era debole mentre i costi sociali ed economici erano certi. Qualunque chiusura, a cominciare dalle scuole fino alle restrizioni delle attività commerciali, non è riuscita a contrastare la diffusione del virus come poi si è visto». Un’accusa frontale, un uso non casuale del verbo «suggerire» che conferma ciò che questo giornale ha sempre scritto: le scelte sono state politiche e le istituzioni hanno usato «l’evidenza sanitaria» come foglia di fico per coprire decisioni cervellotiche e anticostituzionali.

Tornando al surreale lockdown contiano dei canti dai balconi e della morte civile di migliaia di esercizi commerciali, Greco ha un’opinione sintetizzabile con due parole: errore madornale.

«Anche l’isolamento più duro del marzo 2020 non ha sortito nessun effetto sul contenimento dell’epidemia». Eppure allora chi eccepiva veniva confinato fra i nemici dello Stato. Veniva manganellato dai media mainstream, sbeffeggiato nei talk show governativi, additato a reprobo dalle virostar di riferimento e spiato dagli Alessandro Gassman di turno. Un periodo da pelle d’oca in cui il pensiero unico ha preso il sopravvento. Anche per quella stagione Donato Greco ha una spiegazione non convenzionale.

«L’errore più grande del Cts è stato non aver prodotto comunicazione. Si è dato spazio a una serie di virologi autonominati che l’hanno gestita. È vero, abbiamo tenuto una conferenza stampa ogni settimana, ma senza impatto mediatico perché tutti gli spazi erano occupati. Noi abbiamo rispettato un vincolo di riservatezza mentre le virostar hanno avuto accesso ai media in modo intenso pur non conoscendo le informazioni di chi era in prima linea e non avendo esperienza specifica».

Più che intervistare, Giorgio Lauro e Geppi Cucciari raccolgono un’amara e lucida confessione. Greco lancia sassi in piccionaia anche al sistema dell’informazione: «Ho lavorato in più di 50 epidemie e inevitabilmente spuntano esperti autonominati che i media scelgono anche per le loro capacità comunicative».

Siamo all’elenco dei virologi da passerella; il membro del defunto Cts non ha problemi a fotografarli in primo piano e a demolirne il superego, tranne al più autoreferenziale. «Roberto Burioni è stato utile nella comunicazione formale per le sue lezioni da Fabio Fazio ed è stato onesto rispetto ai colleghi. Altri meno. C’erano colleghi con la qualifica di infettivologi clinici, bravi per le terapie ma di sanità pubblica non ne sapevano niente». Critica Matteo Bassetti: «Chi discuteva sempre le decisioni del governo era esasperante».

Poi snocciola il rosario. «Fabrizio Pregliasco si è sempre occupato di virologia dell’influenza; Alberto Zangrillo è un rianimatore, non ci azzecca; Andrea Crisanti è un polemista, bravissimo con le zanzare e personaggio molto discusso nel mondo accademico. Antonella Viola è immunologa e biologa, brava nella comunicazione sociale».

La rasoiata finale è da boia cinese, di quelli che ai tempi di Confucio tagliavano la testa con tale raffinatezza da lasciarla sul collo: «La sanità pubblica pensa alla popolazione. Noi ci occupiamo della gente, non delle provette».

Sul come, dopo le sue rivelazioni ogni dubbio è lecito. Il Politburo sanitario si è sciolto ma il veleno vaporizzato pervade l’aria; la resa dei conti è appena cominciata.

11 replies

  1. “… Lo fa a Un giorno da pecora su RaiRadio 1…”.
    Mi sono fermato qua, non ce l’ho fatta.

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  2. se fossi lombrosiano, vedendo la foto sul CV, non direi che è uno che brilla d’intelligenza

    ed un suo successo, che elenca nel medesimo CV, è
    “Soggetto Attuatore emergenza rifiuti Campania 2008”
    che mi pare, nel 2022, brillantemente risolta
    esperienzeconilsud.it/cometa/2021/08/13/rifiuti-in-campania-tra-emergenza-e-soluzioni/

    e poi, non si può leggere “dubbia efficacia scientifica” i dubbi, nella scienza, li risolvi con
    sperimentazioni, non confutabili con le conoscenze attuali, che dimostrino le testi contrarie
    non a frasette buttate li a casaccio con dei provos professionisti radiofonici

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  3. Direi che è un uomo tutto d’un pezzo, che difende le sue idee e le sue convinzioni…
    dopo
    questi personaggi non parlano mai prima…
    ma parlano sempre dopo…
    come si fa a fidarsi?
    quel
    «La sanità pubblica pensa alla popolazione. Noi ci occupiamo della gente, non delle provette»
    cosa vorrebbe significare?

    personalmente la maggior parte mi sembrano in cerca di notorietà

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    • Io credo che significhi che il medico visita il paziente e in base ai sintomi lo cura, provette, esami di laboratorio servono a poco. In due anni che hanno capito? Che hanno risolto?
      E con tutte le estrazioni, sequenziamenti del virus che ci hanno fatto? Nulla.
      Il covid non ha una sua cura specifica. In ospedale (lo so per certo) quando arrivano fragili malmessi con difficoltà respiratorie partono con antibiotici, ossigeno e cortisone. L’edema polmonare lo scioglie il diuretico. Punto. Se è covid l’antibiotico non serve a niente. I non fragili se la cavano e se la cavavano.

      Il vaccino ci ha protetti un po’? Boh, me lo auguro. Ma col senno di poi era meglio spendere quei soldi in medicina di prossimità, in strumentazione. Il punto è che il senno di poi non serve a niente, perché comunque quei miliardi non sarebbero stati spesi per noi, quindi è solo un di più che pagheremo molto caro per i decenni a venire.

      Mai come adesso mi rendo conto della fuffa che ci hanno rifilato.

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      • Cara Paolina, più che una considerazione su Greco,
        il tuo mi sembra un amaro sfogo.
        Ho molti dubbi ed alcune certezze dovute al vissuto.
        So, perchè per lavoro in parte sono stato coinvolto, che nessuno sapeva a cosa saremmo andati incontro.
        Normalmente negli ospedali si interviene in base a dei protocolli e modalità strutturati, con le dovute eccezioni, in base a diverse valutazioni parametri e soggetti.
        Eccezione, è’ quello che è successo nella prima fase in Veneto nel quale il solo Crisanti si è esposto consigliando la quarantena ad un intero paese, con l’effettuazione di test e studio per l’intera popolazione, l’istituzione di ospedali o reparti Covid dedicati.
        Lo studio ha scoperto che gli asintomatici sono fonte di contagio ma che una volta guariti sono innocui
        https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/16/coronavirus-lo-studio-su-vo-euganeo-tra-il-50-e-il-75-dei-casi-sono-completamente-asintomatici-formidabile-fonte-di-contagio/5738910/
        https://www.focus.it/scienza/salute/anticorpi-covid-durano-almeno-9-mesi
        https://www.nature.com/articles/s41586-020-2488-1
        Poi il panico, l’invidia, esigenze politiche e corporative, responsabilità legali, decreti legge e direttive generali del CTS hanno bloccato alcune iniziative e anche la collaborazione di Crisanti.
        Il resto è abbastanza conosciuto, si è puntato tutto sui vaccini, nella speranza che fossero la soluzione, anche se hanno sottoposto a sperimentazione quasi l’intera popolazione malgrado le scarse conoscenze delle conseguenze.
        Si è andati avanti per adeguamenti successivi, vedi la scomparsa di alcuni vaccini e il boicottaggio di altri, la campagna di stampa contro i refrattari alla vaccinazione, l’istituzione del green pass, la trasmissioni dei dati non conformi dalle diverse regioni, la confusione e l’anarchia dei diversi gradi di decisioni ecc. ecc..
        Di pari passo non si è investito sulla medicina di territorio, se non per le vaccinazioni e le ambulanze per i ricoveri, quando c’erano.
        Nel frattempo non hanno dato seguito alla ricerca e l’attuazione di un protocollo di cura, le istituzioni si sono mosse sempre in affanno inseguendo in ritardo il virus e le sue varianti.
        Diversi medici, a seconda delle possibilità e appartenenza (sanità pubblica o privata, Nord o Sud) sono andati avanti per tentativi.
        Da una parte si è cercato di salvare il salvabile con i pochi mezzi e il pochissimo personale, dall’altra si è aspettato che Big Pharma trovasse per loro la soluzione, ma tutti i paesi hanno seguito quasi la stessa procedura.
        I medici di famiglia hanno seguito, per quello che era possibile e con varie eccezioni, le direttive delle regioni, evitando il più possibile il contatto con i propri pazienti.
        Insomma siamo vissuti di speranza, che i dispositivi e le azioni personali funzionassero, che i vaccini funzionassero, che il virus se ne andasse, che le forzature di legge e sospensione dei diritti funzionassero, nella fortuna di non ammalarsi, o nel caso contrario, di riuscire a guarire e di non essere predisposto.
        Soprattutto non ascoltare la cagnara e tentare di vedere attraverso il polverone scatenato dall’informazione più o meno schierata. Forse solo tra qualche anno sapremo qualcosa in più.
        In tutto questo non c’è consolazione in chi ha pianto e piange perdite e sùbito danni irreversibili.

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      • Sì è uno sfogo, è vero. Ma ti voglio dire che non ho perso nessuno per il covid,, ero convinta di dover fare d tutto per proteggere la vita altrui, ma “qualcuno” ha bussato alla mia porta e non era il Covid. Mi fa rabbia pensare a tutta la fatica che ho fatto per due anni per evitarlo. Ora non lo evito più e nemmeno me lo prendo! Però guardo ai protocolli e al loro andare per tentativi e mi fa rabbia che ogni tentativo lo abbiano spacciato per misure fondamentali. E poi quella guerra inutile al no vax, come se fosse responsabile delle risposte che non trovavano. Un discorso è il 2020, dove quando veramente si brancolava nel buio, ma nel 2021 ci hanno preso in giro. Disonesti, questo sono stati.
        Il discorso che fai su Crisanti lo condivido: ma quello era uno studio e aveva il suo perché. E poi Crisanti è uno dei pochi che ha mostrato dubbi.

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      • Un po’ la faccenda inizia a somigliare tremendamente al 5G al grafene…

        «Vaccini, la più grande guerra contro la salute umana

        In vaccini si stanno sempre più rivelando dei veleni per la salute umana in tutti i Paesi ad alto tasso di vaccinazione come per esempio Inghilterra, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Scozia, Israele sta diventando evidente che i vaccinati vengono infettati molto più spesso dei non vaccinati, si ammalano più gravemente e muoiono invece di essere salvati dai preparati a mRna . Mentre per i non vaccinati si ha un quadro quasi asintomatico o comunque abbastanza lieve così non è per i vaccinati a causa dell’indebolimento che i sieri genici causano sul sistema immunitario innato. E a questo ovviamente si aggiungono le reazioni avverse principalmente microtrombi, disturbi cardiocircolatori e neurologici, persino cancro.

        Ma la situazione può cambiare in peggio perché le nuove varianti sviluppatesi a partire da omicron mentre saranno sempre più leggere per i non vaccinati il cui sistema immunitario ha difese diversificate e complesse che riguardano molte parti del virus e non solo la proteina spike, i vaccinati producono solo gli anticorpi inutili e persino dannosi contro la variante originale di Wuhan, sulla base dei quali sono state sviluppate le terapie geniche. Inoltre i sieri genici hanno l’effetto di sopprimere l’effetto anticorpi IgM innati i quali vengono sempre più sostituiti da anticorpi vaccinali del tutto inutili peraltro contro un virus che non più quello originario. Nel suo ultimo studio , il virologo belga Geert Vanden Bossche si aspetta che una serie di nuove varianti SARS-CoV-2 (SC-2) peraltro accelerate proprio dalle vaccinazioni, possano comparire rapidamente e indipendentemente nei paesi altamente vaccinati in tutto il mondo e trovarsi ad attaccare persone in cui il sistema immunitario è stato indebolito o inibito. Un fenomeno a cui è già stato dato il nome di Vaers che tuttavia era già stato osservato nelle vaccinazioni antinfluenzali e che oggi si ripresenta amplificato con i sieri genici.

        Le dinamiche evolutive di questa pandemia insomma suggeriscono che la vaccinazione di massa può alterare le normali reazioni immunitarie promuovendo la diffusione di varianti immunitarie di fuga più infettive. La vaccinazione, quindi, non può porre fine alla pandemia, anzi impedisce lo sviluppo dell’immunità di gregge riducendo la risposta immunitaria innata contro questo virus. Invece di sviluppare un vaccino, Moderna e Pfizer hanno inavvertitamente prodotto una terapia che induce la tolleranza immunitaria nei confronti del virus che così può fare molti più danni che se si lasciasse intervenire il sistema immunitario naturale, magari aiutandolo con i molti ed efficaci farmaci a disposizione, che invece sono stati demonizzati a solo scopo di profitto. E qui si evidenzia anche una delle carenze truffaldine degli studi con i quali si sono ottenuti i permessi di emergenza: dal campione di studio sono stati esclusi proprio coloro che avevano realmente da temere qualcosa, ovvero gli anziani con gravi patologie e questo ha fatto sembrare i vaccini molto più efficaci di quanto non fossero in realtà.

        Non era ovviamente stato possibile rilevare che i vaccini aumentano il rischio di infezione eliminando o mettendo in crisi, ma con il moltiplicarsi delle dosi che aumentano questo effetto ci si è resi conto del disastro compiuto che adesso si cerca disperatamente di coprire l’immunità innata e lo si fa attraverso un menzogna statistica: dopo ogni iniezione di richiamo, le infezioni che si verificano durante le prime settimane di immunosoppressione indotta dal vaccino vengono ignorate e sommate alla condizione precedente e ai successivi ricoveri o decessi. E questa è anche una delle ragioni per cui si vuole continuare a vaccinare per nascondere la catastrofe provocata. D’altro canto questa condizione di scarsa funzionalità del sistema immune provoca l’innesco di numerose altre malattie come cancro , fuoco di Sant’Antonio, reazioni autoimmuni, problemi cardiaci e circolatori, oltre a danni neurologici – insomma tutto ciò da cui il sistema immunitario innato dovrebbe proteggerci. Diversi studi hanno dimostrato che l’mRNA rimane attivo nell’organismo per almeno quattro mesi e la documentazione di Pfizer mostra che lo stesso vale per le nanoparticelle lipidiche tossiche. Di conseguenza, l’indebolimento del sistema immunitario dura per mesi, soprattutto se la vaccinazione viene ripetuta più e più volte.

        Tutto questo è noto e definitivamente documentato e riceve una conferna dai dati sulla mortalità e dalle documentazioni della assicurazioni sanitarie e sulla vita . Il proseguimento delle campagne vaccinali che la cupola pandemica vuole imporre attraverso la vaccinazione obbligatoria e i certificati digitali Covid, danneggerà ancora più persone in maniera ancora più massiccia. Siamo quindi di fronte al più massiccio attentato alla salute umana di tutti i tempi e credo che dovrà esserci una reazione adeguata al delitto commesso per tutti quelli che sono stati complici.».

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  4. Pur non essendo un fan di Crisanti e Bassetti, a me il miserabile ed inutile mi sembra questo Greco..

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  5. Ma no, DONATO GRECO NO!

    Questo è quello che ai tempi della guerra dei Fuochi, anni fa, ha negato spudoratamente i legami tra inquinamento e malattie, imputando piuttosto l’eccessivo uso di sigarette nella popolazione!!!!

    Ma rendiamoci conto!

    Con tutto quel che il CTS può avere fatto di male, LUI dovrebbe essere l’unico a tacere.

    Non mi meraviglia che dica che i lockdown non abbiano avuto effetto (ma intanto li hanno fatti tutti!)

    Ex dirigente del ministero della Salute e dell’Iss, autore del piano pandemico del 2006, negli anni dell’immondizia per strada a Napoli e provincia sostenne con forza la tesi della “assenza di alcuna relazione tra l’emergenza rifiuti o il loro mancato smaltimento e la mortalità campana, erroneamente ritenuta in aumento, per tumori o malattie incurabili”. Una posizione che lo misero in contrasto con i comitati di lotta e antidiscarica, in particolare quelli di Pianura e Chiaiano

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/18/nel-nuovo-cts-anche-donato-greco-nel-2008-nella-task-force-per-lemergenza-in-campania-sosteneva-lassenza-di-nesso-tra-rifiuti-e-cancro/6138558/

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  6. Da un decennio ogni giorno ci sono decine di articoli fatti per annientare una forza politica scomoda che si chiama m5S: la goccia rompe la roccia anche quella più dura, quella sostenuta dalla verità.

    Oggi, non l’Italia, ma Shangai è in lockdown perché in una megalopoli di 25 milioni di persone ieri ci sono stati 13000 contagi.

    Prendersela con Conte per questa sua misura forte e storica per l’Italia sarà la leva nell’opinione pubblica analfabeta per levarsi di torno un gigante ingombrante della politica italiana.

    Da qui alle elezioni politiche mi aspetto di leggere migliaia di articoli del genere e spero di non cambiare la mia verità su quanto ho vissuto direttamente e apprezzato la prudenza e l’onestà (nei limiti del possibile) di Conte.

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