Fratelli d’Italia cerca un nome alternativo a Meloni. “Washington non vuole un sovranista a Palazzo Chigi”

(Marco Antonellis – tpi.it) – Giorgia Meloni lo sa: anche se il centrodestra vincesse le elezioni e il suo fosse il primo partito della coalizione potrebbe non sedere l’anno prossimo sulla poltrona di palazzo Chigi. Perché è questa la notizia che comincia a circolare negli ambienti di Fratelli d’Italia più vicini alla leader.

I motivi sono due: da un lato la paura di “bruciarsi”, di fare la fine di Silvio Berlusconi messo alla porta dall’Unione Europea a colpi di spread. Dall’altro lato il “niet” nei suoi confronti che, al di là dei tanti incontri di accreditamento fatti negli ultimi tempi, ancora permane da parte di Washington e Bruxelles.

Insomma, ai piani alti di Fratelli d’Italia stanno seriamente pensando che anche in caso di vittoria potrebbe essere meglio stare fermi un giro e procurarsi un piano B. In futuro si vedrà, magari quando e se ci sarà di nuovo un repubblicano alla Casa Bianca. Perché è proprio questo il più grande ostacolo: il democratico Joe Biden.

Il dipartimento di Stato non ne vuol sapere di ritrovarsi in un Paese sempre più fondamentale per l’alleanza Atlantica come l’Italia un sovranista a palazzo Chigi dopo aver sconfitto Trump negli Stati Uniti. Tanto più con i venti di guerra che soffiano dall’Ucraina. D’altra parte che i rapporti con Washington e con l’Europa siano ai minimi termini lo dimostrano anche le recenti parole pronunciate da Giorgia Meloni che in un video ha fatto letteralmente a pezzi il presidente degli Stati Uniti alle prese con la gestione del conflitto in Ucraina.

Joe Biden “si sta dimostrando del tutto inadeguato” mentre “sono inutili e inesistenti i vertici dell’Ue, che sono sempre presentissimi quando si tratta di imporre regole assurde ai cittadini, ma di colpo diventano evanescenti quando c’è da affrontare le grandi sfide del nostro tempo…”.

Decisamente non il modo migliore per accreditarsi da parte di un potenziale presidente del consiglio italiano. Così ai piani alti di Fratelli d’Italia comincia a prendere piede l’ipotesi di trovare un candidato condiviso con gli altri partner di centro-destra, un “papa straniero” da presentare agli elettori prima delle elezioni. Insomma, meglio fare un passo indietro per il bene della coalizione piuttosto che andare a palazzo Chigi e poi ritrovarsi a governare senza il benestare di Washington e Bruxelles. Cosa che non ha mai portato fortuna a chi ci ha provato.

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9 replies

  1. Il complesso economico militare americano ha già mandato diversi messaggi al riguardo, l’ultimo dei quali è: ciò che pensa il Papa non ce ne frega un caxxo, gli affari sono affari.

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  2. Ecco spiegato perchè il suo partito vuole così tanto aumentare i costi in armamenti, nonostante la crisi economica in cui viviamo.
    Il solito farsi accettare prima dagli americani per governare.
    Lo han fatto tutti eh, chi più chi meno, ma una spesa di tali proporzioni in questo momento è proprio non avere dignità.

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  3. Non saranno gli USA a non volerla presidente. Lei lo sa che saranno i pidini a ricorrere alla chiamata alle armi antifascista e a impedirle di governare con manifestazioni di piazza, se necessario pure violente. Le lo sa che il PCI, aveva impedito per almeno 40 anni che l’Italia diventasse un paese veramente democratico. Quando i suoi eredi, che caduto il muro di Berlino abiurarono il loro passato diventando dei complessati filo liberisti, occupando in tal modo anche il potere economico, erano convinti che era giunto il loro momento, si trovarono sbarrata la strada da Berlusconi. Hanno impiegato 20 anni per ridurlo al silenzio. Scacciato Berlusconi, sono comparsi sulla scena a sbarrare loro la strada degli sconosciuti, accusati dal sistema mediatico al loro servizio di essere degli incapaci e incompetenti e ostacolati con tutti i mezzi nel loro tentativo di governare. Ridotti al lumicino quegli sconosciuti, però senza riuscire a convincere gli elettori a votarli, si ritrovano sulla loro strada una facilmente un’altra concorrente, contro la quale potranno usare i dipendenti del ministero della verità ( tutti i media, compresi quelli del suo falso amico che ha appaltato le sue reti agli ex sessantottini) per definirla una pericolosa fascista.

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    • Poche righe e mi è venuto il mal di testa, non oso immaginare che cosa mi potrebbe succedere se dovessi leggere un articolo.

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  4. Se gli italiani daranno la maggioranza alla Meloni, è giusto e sacrosanto che questa si prenda l’onere di governare.
    D’altra parte l’NSA ha dimostrato di poter ammaestrare chiunque, basti vedere Giggino.

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    • Quegli “sconosciuti” di cui parli sono quelli il cui leader fu convocato in ambasciata amaricana a Roma per discutere delle stesse garanzie che qui in questo articolo si dice non saranno concesse però alla Meloni, vero? Sono quelli che in campagna elettorale erano contrari all’acquisto degli F35 e per due volte al governo si sono rimangiati tutto votando ultimamente sia l’aumento di spesa per la NATO sia per l’invio di armi all’Ucraina. Lascia perdere va’…

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  5. Al di là del fatto che mai voterei la Meloni e il suo partito, ma come si fa a delegare a Washington il potere di decidere chi deve governarci, chi deve entrare a Palazzo Chigi? Come si fa a scrivere un articolo di questo tipo facendo passare per normalità un’ingerenza straniera nella vita politica del paese? Vi rendete conto che ormai quest’andazzo è accettata da tutti i politici, dalle istituzioni italiane e dagli organi di informazione? Mentre cubani, vietnamiti, afgani, iraniani, siriani, somali, hanno tutti combattuto contro le ingerenze straniere, in Ucraina combattono per perdere la sovranità ed entrare in un calderone di paesi soggiogati dagli anglo-americani.

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