Sui profughi, la sbandata della Lega è già terminata

AAA si accolgono profughi di certificata etnia europea, solo donne e bambini, religione cristiana, cucina internazionale, miti pretese, a condizione che se ne tornino a casa quanto prima. Astenersi profughi africani, afghani, pachistani che tolgono il lavoro agli italiani, no islamici […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – AAA si accolgono profughi di certificata etnia europea, solo donne e bambini, religione cristiana, cucina internazionale, miti pretese, a condizione che se ne tornino a casa quanto prima. Astenersi profughi africani, afghani, pachistani che tolgono il lavoro agli italiani, no islamici, no cibi speziati, non c’è posto, raus, fuori dalle scatole. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina ci aspettavamo dai leghisti reazioni del genere (magari meno esplicite). Poi, però, davanti ai titoloni sulla “straordinaria solidarietà” degli italiani, per un po’ ci siamo cascati con tutte le scarpe. Convinti che anche Matteo Salvini fosse cambiato, maturato che, finalmente in sintonia con i valori dell’Unione europea e dei Diritti dell’uomo, avesse gettato nel cassonetto le furiose politiche discriminatorie e xenofobe verso i rifugiati di ogni etnia e colore della pelle.

Avevamo sorriso quando l’eurodeputata Susanna Ceccardi pretendeva “di verificare che i profughi dall’Ucraina stessero effettivamente scappando dalla guerra per evitare che arrivi in Europa chiunque sta scappando dall’Africa”. Non c’era talk che non disegnasse cartine canzonatorie con gli astuti clandestini che facevano il giro largo Africa, Turchia, Ucraina, Polonia, facendosi bombardare dai russi e mitragliare dai battaglioni Azov, per poi fregarci tutti quanti.

E invece, ammettiamolo, Ceccardi aveva lo sguardo lungo. Perché le stesse cose, ma espresse molto peggio, le ha dette quel Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, considerato il volto umano, moderato, accogliente, gentile, mansueto del Carroccio. Sentite qua: “Non possiamo certo immaginare di mischiare il flusso di profughi ucraini, composto al 90 per cento da donne e bambini con quello che giunge attraverso i Balcani, soprattutto da Afghanistan e Pakistan e che comprende in gran parte giovani uomini, con tanti sedicenti diciassettenni che in realtà sono maggiorenni”.

Era ora: con l’icastica definizione dei “sedicenti diciassettenni” (con cellulare e unghie curate) riscopriamo dopo tanto tempo il rude linguaggio delle osterie leghiste, pane al pane e negher al negher, che generò l’epopea del Capitano e l’impennata di voti che fece sognare i pieni poteri. Basta con le sbandate buoniste tipo viaggio di pace in Polonia con annessa figura di palta. Prima gli Italiani! Poi le badanti ucraine. Scusaci Susanna.

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