Cervelli all’ammasso nel pensiero unico dell’informazione italiana

FEDERICO D’INCA, LUCIANA LAMORGESE, MARIO DRAGHI, LUIGI DI MAIO, LORENZO GUERINI

(Dott. Paolo Caruso) – Dopo più di un mese dall’inizio della guerra di invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo l’orizzonte appare sempre più fosco e dai contorni indefiniti  mentre la tregua una pura chimera. Una tragedia immane, un moltiplicarsi di atrocità, di morti tra le popolazioni civili, un vero genocidio, un esodo biblico, il tutto legato alla bestialità dell’Uomo. Oltre alla guerra delle bombe si assiste ad una pressante guerra di propaganda a cui fanno eco le parole dure e taglienti in terra di Polonia del Presidente Statunitense Biden che aggiunge così altra benzina al fuoco. Sembra proprio che della fine delle ostilità e del raggiungimento della pace non interessi nulla a nessuno meno che mai ai due reali contendenti, Russia e Stati Uniti. A causa della guerra  soprattutto l’Italia si trova ad affrontare una grave crisi economica legata anche al rialzo dei prezzi dei prodotti energetici, alla difficoltà degli approvvigionamenti di grano e mais e ad  una ripresa preoccupante dell’inflazione, accompagnato il tutto da un incremento delle spese per gli armamenti al 2% del PIL. Così il governo “dei migliori” presieduto dal noto banchiere, Mario Draghi, legato alle lobby finanziarie internazionali, al modo produttivo delle armi e ai potenti della terra , piuttosto che impegnarsi a risolvere i problemi reali della gente e a invertire i dati della crisi economica che morde da più anni il tessuto sociale sposta parte delle risorse sulle spese militari.  Di certo le scelte del governo sono veramente irresponsabili, mentre il comportamento dei media, con i suoi silenzi , le fake news, la censura subdola dimostra quanto limitato sia lo spazio di libertà nell’informazione italiana. L’appiattimento della informazione al potere induce sempre di più a dubitare della veridicità delle notizie e ad affermare con assoluta certezza quanto sia pesante la mano censoria degli editori in perenne conflitto di interessi. Si assiste in questi giorni sui giornali ma anche sulle reti RAI ad una vera e propria censura  su tutto quello che diverge dal pensiero unico in merito alla guerra e all’aumento delle spese per gli armamenti; così viene risolto il contratto dall’ente pubblico televisivo con il professore Orsini accusato ingiustamente di essere filo putiniano, e ancora più scandaloso con la stessa logica censoria  a silenziare la contrarietà del Papa all’aumento delle spese per gli armamenti. Un Papa scomodo anche per la RAI  è la dimostrazione tangibile di quanto il tarlo della censura sia presente nel mondo dell’informazione e quanti cervelli all’ammasso nel pensiero unico siano presenti tra i media. Una informazione servile, un male incurabile della democrazia italiana, un atteggiamento scandaloso ancor di più quando i media nascondono i fatti per non disturbare le opinioni e le linee dei loro giornali dietro i quali si annidano le lobby, i poteri forti, la stessa politica, a tutela esclusiva dei propri interessi. 

1 reply